Dieci Horror per un Anno: 1997

Ricominciamo la normale programmazione di ogni venerdì sul blog con un anno un po’ strano, perché, come sempre negli anni ’90, c’è una sovrabbondanza di B movie che più di serie B non si può, ma diretti con spirito differente, più calcolatore se vogliamo, rispetto al decennio precedente; in mezzo, troviamo almeno due grandi film e un capolavoro vero e proprio, che tuttavia rientra nel genere un po’ tirato per i capelli, e anzi, credo che quelli più cinefili tra voi riterranno un sacrilegio vederlo inserito in questa lista di adorabile robaccia. Rischiando le pernacchie, ho anche deciso di ritagliare uno spazio per un mio pallino personale, un film che tutti indistintamente odiano e che io invece amo come se fosse mio figlio.
Andiamo a dare un’occhiata da vicino e buon divertimento.

1. Relic  – Regia di Peter Hyams (Uscito negli USA il 10 Gennaio del 1997)

Cominciamo subito con una produzione tipica degli anni ’90, ovvero il B movie patinato con cast di facce note, parecchi soldi spesi, ma poche ambizioni. Tratto dall’omonimo romanzo di Preston & Child, il primo del ciclo di Pendergast, il film in realtà elimina del tutto il personaggio principale della saga e usa come protagonista il detective D’Agosta (interpretato da Tom Sizemore). Considerando che ho sempre nutrito una profonda avversione per Pendergast, che considero un insopportabile pallone gonfiato, il film ci ha soltanto guadagnato. Gradevole e pieno di ritmo, con effettacci gore dispensati col contagocce ma comunque efficaci, gran parte del fascino di Relic risiede nell’ambientazione, ovvero il Museo di Storia Naturale di New York. Anche se il film non fu girato lì, perché l’amministrazione del museo non volle dare l’autorizzazione.

2. Anaconda – Regia di Luis Llosa (Uscito negli USA il 17 Aprile del 1997)

Sì, lo so, siamo al punto più basso della storia di questa rubrica. Credetemi, ne sono dolorosamente consapevole. Eppure pochi film mi divertono come Anaconda e, se qualcuno mi chiedesse di spiegargli l’horror anni ’90 con un solo film, sarebbe di sicuro questo. Fracassone, esagerato, imbottito di effetti speciali oggi datatissimi (mentre quelli meccanici fanno ancora la loro porca figura), pieno zeppo di star che si prestano gioiosamente a essere stritolate e divorate da un serpentone smisurato: forse è qui che dobbiamo andare a cercare le origini della Asylum, ma almeno in Anaconda ci sono tanti seri professionisti al lavoro, ed è intrattenimento decerebrato quanto volete, ma di sicuro effetto.

3. The Night Flier – Regia di Mark Pavia  (Uscito in Italia il 30 Aprile del 1997)

Torniamo seri per un momento e salutiamo la più bella trasposizione di un racconto di Stephen King della storia del cinema tutto. Per quanto riguarda i romanzi, la lotta è abbastanza agguerrita, ma per la narrativa breve non c’è proprio storia: Mark Pavia stacca tutti gli altri di parecchie lunghezze riesce a mantenere un equilibrio sorprendente, per un esordio e non, tra fedeltà al testo e libertà espressiva, dimostrando di non avere neanche un briciolo di soggezione nei confronti del gigante da cui stava adattando il testo. Non so in quanti la pensino come me, ma il Volatore è anche un vampiro esteticamente riuscitissimo, il migliore per resa sullo schermo, di tutti gli anni ’90.

4. Punto di non Ritorno – Regia di Paul W.S. Anderson (Uscito negli USA il 15 Agosto del 1997)

Sfortunatissimo e magnifico horror ambientato nello spazio. Perché Event Horizon, nonostante la patina fantascientifica, è un horror puro, che si muove tra reminiscenze di Lovecraft, omaggi a Barker e un pizzico di Shining tanto per non farci mancare niente. Val la pena, una volta tanto, di sprecare l’aggettivo visionario per questo terzo film di Anderson, che avrebbe dovuto consacrarlo come uno dei giovani e più promettenti registi del fantastico mondiale, e invece ha rischiato di stroncarne prematuramente la carriera. Però io mi sono sempre chiesta come si sarebbe evoluto il suo percorso artistico se non fosse rimasto scottato dai risultati fallimentari al botteghino di questo film. Non lo sapremo mai, purtroppo.

5. Mimic – Regia di Guillermo del Toro (Uscito negli USA il 19 Agosto del 1997)

Tra i vari delitti compiuti da Weinstein, va anche aggiunta la distruzione sistematica del primo lavoro statunitense di del Toro, che poi ha giustamente mandato al diavolo la Miramax e, quando si è trattato di tornare a dirigere un film americano, ben cinque anni dopo, è andato dalla più civilizzata New Line e ci ha regalato Blade II.
Non è un brutto film, Mimic: ha delle intuizioni geniali, contiene gran parte dei marchi di fabbrica del regista messicano, vanta un paio di momenti davvero inconsueti per una produzione Miramax dell’epoca (la morte dei due ragazzini, per esempio) ed è comunque un buon horror urbano e notturno, sempre nella piena tradizione del cinema dell’orrore anni ’90. Eppure, possiamo dirlo senza che nessuno si offenda, è il film peggiore tra quelli diretti da del Toro. A rivederlo oggi fa anche un po’ impressione per la presenza di Mira Sorvino, conoscendo le vicende che l’hanno portata a sparire quasi dalle scene di lì a breve.

6. Funny Games – Regia di Michael Haneke (Uscito in Germania l’11 Settembre del 1997)

Ecco, questo è il capolavoro cui accennavo all’inizio, il film che può essere considerato horror soltanto se si ha una concezione parecchio elastica del genere; lo stesso Haneke non credo sarebbe felicissimo di finire in un articolo insieme ad Anaconda, ma noi da queste parti non siamo abituati a formalizzarci troppo. In realtà, Funny Games fa parte di un filone ben preciso, che rientra nella macrocategoria di cinema horror dagli albori della sua esistenza, ovvero l’home invasion. Certo, ne è una versione ridotta ai minimi termini e glaciale, ma è talmente bello che non potevo non prenderlo in considerazione.

7. Wishmaster – Regia di Robert Kurtzman (Uscito negli USA il 19 Settembre del 1997)

Torniamo a volare basso, anzi, a non volare proprio con uno degli svariati tentativi di Wes Craven di creare una nuova icona horror per vendicarsi dello scippo di Fred Krueger da parte della New Line. Non siamo ai livelli di Scream, ovviamente, anche perché qui il buon Wes non dirige e si limita a produrre, ma il terribile e sardonico djinn ha se non altro generato la bellezza di tre seguiti, portando un certo ritorno economico. Alla fine, è una delle icone minori del genere, quelle di seconda fascia, le riserve da tenere in panchina e da rispolverare quando le saghe importanti le si è rivisitate fino alla nausea. Il film non è neanche male e sembra quasi una scheggia di anni ’80 caduta dal cielo in un’epoca non sua. Impressionanti gli effetti splatter, e non potrebbe essere altrimenti, con Kurtzman alla regia.

8. So Cosa Hai Fatto – Regia di Jim Gillespie (Uscito negli USA il 17 Ottobre del 1997)

Scream escluso, questo slasher scritto da Williamson proprio sulla scia del successo del film di Craven è il mio preferito di tutta l’ondata degli anni ’90. Forse la mia opinione è viziata dal fattore affettivo, ma So Cosa Hai Fatto ha delle peculiarità interessanti, che lo distinguono dalla massa di film usciti sulla falsa riga di Scream in quel periodo. Abbandona, se non nel prologo, l’ambientazione delle scuole superiori e si svolge una piccola città di mare, abitata principalmente da personaggi falliti e sconfitti. Ha un quartetto di ottimi protagonisti, delle sequenze di inseguimento e omicidio da manuale e (l’ho rivisto da poco, presa da impeto nostalgico) è anche invecchiato benissimo.

9. Alien – La Clonazione – Regia di Jean-Pierre Jeunet (Uscito in Francia il 12 Novembre del 1997)

Che vi devo dire, fatemi causa. Io la carriera di Jeunet ho cominciato a seguirla da Delicatessen e sono rimasta sbalordita da come sia riuscito a mantenere la sua identità entrando in corsa in una saga già avviata e rinfrescandola, dandole una nuova prospettiva. Potete pensare quello che volete, ma Alien 4 è il capitolo più squinternato e bizzarro di tutti quelli dedicati agli xenomorfi. E ci vuole coraggio, per dirigere un film del genere, soprattutto dopo il disastro di Fincher. Come dicevo in testa al post, amo questo film quasi fosse un figlio, non mi stanco mai di rivederlo, potrei recitare tutte le battute di Ripley a memoria e lo difenderò finché avrò vita.

10. Cure – Regia di Kiyoshi Kurosawa (Uscito in Giappone il 27 Dicembre del 1997)

Come vedete, Kurosawa ricorre spesso in queste classifiche, come del resto la presenza del Giappone è forte nel periodo che va dalla seconda metà degli anni ’90 ai primi anni del nuovo secolo. A differenza, per esempio, di un Nakata, che rappresenta il J-horror con tutti i suoi tipici vezzi stilistici diventati così famosi da essere oggetto di parodia, credo che Kurosawa abbia un approccio più personale al cinema horror. Non che non ne utilizzi i tropi, ma li mette al servizio di storie più interessanti, più profonde e ambigue. Cure ritrae con distacco clinico e con una narrazione che lascia tanti spazi vuoti e inspiegati, una vicenda di delitti all’apparenza privi di senso. È uno di quei film che ti si insinuano sotto la pelle e, piano piano, diventano parte di te. Meraviglioso.

30 commenti

  1. Mimic e Relic sono i due film che sempre confondo, devo averne visto almeno uno ma giuro non ricordo quale. A naso, direi quello ambientato al museo.
    Funny Games lo inserirei anche io nell’horror, tranquillamente. D’altronde, esistono pochi altri film ad avermi terrorizzata dall’inizio alla fine. Capolavoro, assieme a Punto di non ritorno e The Night Flier, mentre Wishmaster lo adoro per tremila motivi diversi, è trucido e truzzo come piace a me ❤

    1. Ma lo sai che da giovincella li confondevo anche io?
      Forse perché sono usciti nello stesso anno e l’ambientazione è molto simile.
      Io credo sia impossibile non voler bene a Wishmaster ❤

  2. Alien La clonazione film più sottovalutato e vituperato della storia del cinema. Per me è un fulmine e mi fa piacere che anche tu apprezzi.

    1. Ma tu hai mai capito perché lo odiano così tanto?
      Io no!

      1. daniele minuti · · Rispondi

        “sindrome di Waterworld”
        Alla fine anche chi non l’ha visto ti giura sulla madre che Resurrection è brutto.

      2. Ma guarda, nei forum ho sempre cercato di ragionarci. I motivi per cui viene schifato il più delle volte si riducono ad argomenti come “Snatura la serie”. Ogni mia risposta sul fatto che anche Fincher e Cameron a loro volta avevano girato Alien personali è andata alle ortiche. Poi c’è lo stile grottesco di Jeunet che disturba parecchio i raffinati cinefili.

        Ma davvero non ci sono motivi oggettivi per schifare ‘sto firme. Semplicemente lo vituperano perché sono fan tossici.

  3. daniele minuti · · Rispondi

    Non mi toccate Resurrection, lo amo da quando presi la VHS nel 2000.

    Soprattutto nella versione alternativa (quella uscita per la prima volta nella Alien Quadrilogy)

    1. Tu pensa che io quella Alien Quadrilogy ce l’ho ancora, anche se molti dei dvd sono danneggiati.
      Devo ricomprare tutta la saga in blu ray!

  4. La gif del night flier me la sogno di notte 😂😂😂
    Molto bella come lista, Anaconda è quel trash bello e wes craven mi piace come autore^^

    1. Dai che è caruccissimo il nostro Volatore 😀

  5. Ciao, nome degli ammiratori anonimi di Anaconda, ti ringrazio per averlo messo tra i migliori horror del 87. Te ne siamo grati ❤ ❤ ❤ ❤
    ps: comunque li ho visti quasi tutti a parte Haneke , Cure e Wishmaster. Devo dire che sono davvero ottimi ognuno nella loro categoria, ma il rimpianto di non saper che fine abbia fatto Pavia, e di come sia possibile che non abbia sfornato altri film meravigliosi come il bellissimo Night Flier rimane.

    1. Pavia ha diretto un buono slasher nel 2016 e ora sta curando la post produzione del suo nuovo film, horror soprannaturale!

      1. Ma che bella lista!!!..a parte Cure,li ho visti tutti al cinema..di solito ci andavo dopo il lavoro,al pomeriggio e quasi sempre da solo ..li amo tutti e me li riguardo spesso!..Mimic pur essendo penalizzato, l’ho sempre trovato più che piacevole,Relic ha una bellissima atmosfera e the night flyer è veramente un gioiello!.. grazie ancora 👍👍

        1. Ora ti farò inorridire, ma l’unico che ho visto in sala è stato So cosa hai fatto! 😀

  6. Relic venne danneggiato da un pessimo riversamento su DVD e da successivi tagli nel passaggio televisivo – visto nella versione restaurata è una meraviglia.
    Pendergast è insopportabile, ed il film è assolutamente meglio senza.
    Nota di colore: uno dei motivi per cui il Museo di Storia Naturale perché Preston aveva a suo tempo pubblicato un libro sulla storia del museo, molto bello, ma nel quale diceva peste e corna della amministrazione dell’epoca.

    1. Sì, anche nel romanzo, l’amministrazione del museo ci fa una figura pessima e ignobile.
      Non penso siano stati felicissimi di essere ritratti in quel modo.
      Poi non so quanto Preston avesse ragione 😀

      1. Preston lavorò per quasi dieci anni per il Museo, e quindi diciamo che sapeva di cosa stesse parlando. Molte delle cose che descrive nel suo “Dinosaurs in the Attic” se non sono documentate sono certamente MOLTO credibili.

  7. Approvo tutta la lista anche se non ho visto Cure, tra l’altro in Relic mi sembra he c’era una diva anni’90 come Penolope Ann Miller, Punto di non Ritorno e omaggiato dalla serie videoludica di Dead Space, Mimic non troppo riuscito nonostante nel cast ci sia anche Giannini, Night Flyer c’è l’ho in dvd per me uno dei migliori film anni’90, Alien la clonazione a me non disdegna c’è l’ho nel cofanetto bluray di Alien, meglio un film diverso con stile diverso che fare lo stesso film ogni volta, il resto dignitosi B movies che se uscisserò oggi sarebbero valutati come grandi film

    1. Sì, The Night Flier è uno degli horror più belli di quel decennio, e forse anche uno dei migliori film in assoluto degli anni ’90. È abbastanza scandaloso che non esista ancora un blu-ray.

  8. Bella lista, devo dire che Alien Resurrection non me l’aspettavo! In effetti non si è mai ben capito perché sia sempre stato così bistrattato, a me è sempre piaciuto. Oltre ad essere estremamente inquietante ha degli aspetti quasi metafisici, con questo ritorno alla vita di Ripley. Peccato non averla più vista da allora!

    1. Io credo che il pubblico di Alien non fosse preparato a una cosa del genere, altrimenti non si spiega.
      Che poi, la bellezza della saga di Alien sta proprio nella profonda diversità tra un film e l’altro.

      1. Probabilmente per molti l’ostacolo principale dev’essere stato rappresentato dal brillante stile all’humour ner(issim)o tipico del Jeunet d’epoca applicato alla saga aliena, cosa che a me non ha mai causato nessun problema, anzi (una svolta necessaria, dopo i risultati del disastrato capitolo precedente)… Resurrection doveva far parte della lista, fosse anche solo per ricordare che un Jean-Pierre Jeunet precedente al cambio di rotta sdolcinato del 2001 con “Il favoloso mondo di Amélie” è esistito eccome, e manca a tutti quanti. Così come ci mancano i risultati che Anderson avrebbe potuto raggiungere nel fantastico, se solo Punto di non Ritorno fosse stato accolto diversamente 😦
        Quanto agli altri titoli, Funny Games è un autentico capolavoro (con quella geniale sequenza del telecomando, poi, che distrugge ogni nostra speranza su di una sorte diversa per i sopravvissuti) e, per quanto ne sappiamo, magari c’è una remotissima possibilità che ad Haneke il primo -e, senza dubbio, migliore- Anaconda sia pure piaciuto (ok, non ci credo nemmeno io) 😉
        The Night Flier? Senz’altro il miglior film vampirico/kinghiano del decennio, con il suo confronto fra due protagonisti diversamente mostruosi, il vampiro Renfield e l’amorale Dees… e giusto anche includere in lista Cure di Kurosawa, con il suo approccio al genere certo più sfumato rispetto a quello di Nakata (o di Shimizu), ma non meno efficace.

  9. Temo che questo sia l’anno nel quale la scelta di prendere in considerazione soltanto la data di uscita in sala abbia falsato di più la classifica. A parte 99,9 di Villaronga, infatti, il 1997 è l’anno di quello che considero il più grande horror animato della storia, lo splendido Perfect Blue.
    Cmq dalla tua lista si evince chiaramente come il genere stia vivendo un periodo di transizione, con gli USA un po’ in affanno tra b-movies vecchio stile e qualche epigono del postmodernismo di Scream (è anche l’anno del secondo episodio, no?), e la Japan invasion ancora a venire (nonostante The Cure sia già un piccolo capolavoro). Su Funny Games primo penso ci sia poco da discutere, così come sulla bellezza dell’allora disprezzato Event Horizon; come si faccia a non amare Alien 4 è poi per me un mistero, a mani basse il più bell’episodio della saga dopo i primi (inarrivabili) due episodi.

    1. Perfect Blue infatti arriva nel 1998, perché è uscito in Giappone il 28 febbraio. Penso anche io che sia un capolavoro, e io non amo l’animazione, di solito.
      Scream 2 anche è del 1998.
      Su Alien 4, io non so cosa dirti. Ci sono pure delle dichiarazioni inquietanti di Whedon che disconoscono completamente il film di fronte ai fan. Una scena imbarazzante.

  10. Luca Bardovagni · · Rispondi

    Cosa? Chi? Quando? Ma DAVVERO QUELL’Alien è di Jeunet? Rido di me stesso. O me l’ero scordato del tutto o non lo sapevo nemmeno. La sottile differenza tra l’Alzheimer e la stupidità congenita. Ho già voglia di rivederlo. Per il resto, Funny Games ci sta TRANQUILLISSIMAMENTE. Come ci starbbe “Il Nastro bianco” nella nostra non-categoria.
    The Night Flier è un capolavoro minore. Con un cinismo tale che non capisci se è una satira di quel cinismo, o cinismo al quadrato. (Tipo quando, tredicenne, alla prima visione dell’ ” Esorcista” mi domandavo se per caso Friedkin fosse un bigotto).
    Per Anaconda ti si può solo voler bene. Punto.

    1. Eh sì, Jeunet prima che diventasse l’idolo dei film “carini” con Amelie, che belle cose che faceva.
      Era un signor regista di cinema fantastico puro.
      Poi non so cosa gli sia capitato…

  11. In quest’annata non c’è proprio partita: concezione dell’horror elastica o meno, difficile contestare che Funny Games faccia orrore e, se lo si accetta nella categoria, inevitabile il verdetto: sbaraglia la concorrenza alla grande. Secondo piazzo Cure di Kiyoshi Kurosawa, che resta tra i suoi film migliori. A seguire gli altri in ordine sparso. Certo l’ultimo posto se lo guadagna il povero Anaconda, ma con un certo affetto: è una ciofeca ma almeno fa ridere di gusto. .

    1. Per me Cure è il migliore in assoluto di Kurosawa, perché credo abbia una narrazione più compatta e meno sfilacciata e letargica rispetto ai suoi altri film.

      1. Io invece, pur avendo gradito Cure, ho apprezzato parimeriti Retribution e ritengo il suo film migliore Creepy per le modalità “intrusive” del serial killer, però concordo sull’effetto letargico di certi film di Kiyoshi Kurosawa, al di là dell’eleganza figurativa: il pur celebrato Kairo, Real, Seventh Code sono da abbiocco.pesante.

        1. Io adoro Kairo, è uno dei miei film preferiti, però va detto che sì, è da abbiocco pesante. Mentre invece Cure non lo è. Castigo è ottimo, mentre Creepy ancora mi manca, ma provvederò il prima possibile.

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