Dieci Horror per un Anno: 1986

Come spesso accade quando ci inoltriamo nella ricca produzione horror anni ’80, c’è l’imbarazzo della scelta, e pure in questo sovraffollamento, il 1986 costituisce un caso particolare. Non so se avete notato che l’horror anni ’80 è contraddistinto, a parte eccezioni, da una certa uniformità di stili e tematiche; lo vediamo spesso in queste liste: su 10 film, almeno 3 sono slasher, poi ci sono un paio di adattamenti da King, i soliti zombie e l’occasionale body horror per noi intellettuali. Nel 1986, sarà per la presenza simultanea di svariati giganti del genere, la monotonia viene spezzata, e persino l’unico slasher presente nell’elenco che state per leggere, non può essere definito, a ragion veduta, uno slasher propriamente detto. Certo, ci sono sempre quei due o tre film che possono simboleggiare, da soli, lo spirito del cinema dell’orrore degli anni ’80, ma c’è una quantità di stranezze abbastanza desueta per un periodo storico, anche nell’horror, tendente alla normalizzazione. O forse sono io che scelgo male, non saprei. Giudicare sta a voi.
Devo tuttavia, prima di cominciare, fare ammenda: il 1986 è infatti l’anno di produzione di Henry – Pioggia di Sangue, solo che il film ha avuto una distribuzione solo nel 1990, e io, sciocca, non so come abbia fatto a dimenticarlo. Il 1990 è bello che andato, quindi Henry sarà fuori dalle liste. Potrete mai perdonarmi?

1. The Hitcher – Regia di Robert Harmon (Uscito negli USA il 21 Febbraio del 1986)

Cominciamo subito con un’anomalia: The Hitcher è, prima di tutto, un road movie, merce non tanto vendibile negli anni ’80 e, al contrario, popolarissima negli anni ’70. Sembra infatti una storia precipitata nel 1986 da almeno una decina di anni prima, The Hitcher. Non ha nulla (o quasi) di ironico e, quando l’ironia la usa, è forse ancor più destabilizzante rispetto a quando mantiene un tono serissimo; non si concentra sulle modificazioni del corpo, ma è un horror tutto esistenziale, tutto cerebrale, se vogliamo e, a parte occasionali e quasi subliminali, scoppi di violenza, molto rarefatto. Nonostante questo, rimane un’icona del periodo, grazie anche al personaggio da incubo cui presta volto e corpo un magnifico Rutger Hauer (ci manchi).

2. Chi è Sepolto in quella Casa Regia di Steve Miner (Uscito negli USA il 27 Febbraio del 1986)

E invece, con il terzo film di Miner, rientriamo subito nei ranghi e nelle atmosfere più scanzonate tipiche del momento storico. Ma non è del tutto vero, perché House (la prima delle “case” di Sean Cunningham) è in realtà un’opera molto particolare e, a suo modo, fuori dall’ordinario. In parte bisogna ringraziare lo sceneggiatore Dekker, a cui è sempre piaciuto giocare con gli stereotipi; in parte, il sottovalutatissimo Miner comprende a fondo la sensibilità dello script che ha in mano e mette in scena un film che distribuisce bordate a parecchie convenzioni, specialmente a proposito di tutto ciò che concerne “essere veri uomini” e le conseguenze nefaste di simili categorizzazioni.
A parte questo, si tratta di una horror comedy deliziosa, come soltanto Dekker (e ci torneremo) sapeva scrivere. Sapeva…

3. Nomads – Regia di John McTiernan (Uscito negli USA il 7 Marzo del 1986)

E sempre parlando di stranezze e bizzarrie varie, ecco a voi l’esordio di McTiernan, prima che diventasse famoso per Predator e Die Hard. Anzi, è stato proprio questo film a procurargli l’ingaggio per dirigere Predator: si narra che Scharzenegger ne fosse rimasto molto impressionato. Ne aveva ben donde, Arnold, perché Nomads è un film impressionante; si basa sul nulla, in fatto di budget ed effetti speciali impiegati, ed è tutto tensione, narrazione, idee visive. Un piccolo B movie che avrebbe lanciato uno dei più importanti registi action che la storia del cinema ricordi. Da riscoprire, questa volta non per modo di dire: lo conosciamo in tre.

4. April Fool’s Day – Regia di Fred Walton (Uscito negli USA il 28 Marzo del 1986)

Ed ecco l’unico slasher presente in lista. Ma si tratta poi di uno slasher? O non sarebbe meglio definirlo la rappresentazione di uno slasher? Non è un mistero per nessuno che, dopo l’ultima parola detta in materia da Wes Craven nel 1984, lo slasher classico era agonizzante; per questo April Fool’s Day ne rappresenta una rielaborazione in chiave satirica, e credo lo si possa definire il primo film a riflettere in maniera consapevole sui meccanismi del filone, in maniera molto più intelligente e raffinata di quanto il titolo possa far presagire. Di più, non posso rivelare: è un film che vive del suo finale e, anche se ha la bellezza di 34 anni, forse qualcuno ancora non lo ha visto e non voglio rovinargli la sorpresa.

5. Critters – Regia di Stephen Herek (Uscito negli USA l’11 Aprile del 1986)

Qui invece siamo proprio in un territorio che più anni ’80 di così ci sono solo i capelli cotonati: la tradizione è quella gloriosa dei mostriciattoli dall’aspetto puccioso, ma dalle abitudini letali, e i Critters, per fama e realizzazione vengono subito dopo i Gremlins nel cuore degli spettatori. Anzi, per alcuni, questi roditori spaziali pestiferi occupano addirittura il primo posto. Tanto più che, a differenza dei loro più nobili cugini, i Critters non sembrano avere alcuna intenzione di sparire dalle scene, e fanno danni ancora oggi, in tutto il loro animatronico splendore.

6. Aliens – Regia di James Cameron  (Uscito negli USA il 18 Luglio del 1986)

Quando vi dicono che il sequel perfetto non esiste, andate a citofonare a James Cameron, che ha fatto il miracolo non una, ma due volte. Nel caso di Terminator, tuttavia, il regista avrebbe lavorato su un materiale di partenza già suo; quando gli è stato offerto di dirigere il secondo capito di Alien, aveva davanti a sé un’impresa difficilissima. Credo che non ci sia bisogno di spiegare l’impatto che ha avuto il film di Scott sull’immaginario collettivo, e Cameron, con grande coraggio, sceglie di tradire le aspettative del pubblico e di fare qualcosa completamente diverso, entrando di diritto nella leggenda. Non è un mistero per nessuno che Aliens sia il mio capitolo preferito della saga, superiore anche al capostipite.

7. La Mosca – Regia di David Cronenberg (Uscito negli USA il 15 Agosto del 1986)

Parlando invece di remake, che non se li sono inventati nel XXI secolo, ma sono sempre esistiti, che vi piaccia o no, Cronenberg rielabora L’Esperimento del Dottor K. a modo suo, e con l’ausilio di effetti speciali prodigiosi, nel momento di massimo splendore del body horror, e si porta a casa il suo horror più famoso e il suo più grande successo commerciale. Come era in grado di modificare e plasmare il corpo umano Cronenberg, nessuno al mondo. Anche se si tratta di un soggetto non suo, girato in pratica su commissione, i temi cari al regista ci sono tutti, magari esposti in una forma più immediatamente comprensibile, ma comunque presenti e, al solito, pesantissimi.

8. Dimensione Terrore – Regia di Fred Dekker (Uscito negli USA il 22 Agosto del 1986)

Alleggeriamo un po’ i toni con la doppietta di Dekker, in veste di sceneggiatore per House, e qui di regista e sceneggiatore; prima di riportare in auge i mostri classici della Universal l’anno successivo, Dekker dirige una commedia fanta-horror con gli zombie, generati da alcuni parassiti alieni che si annidano nel cervello dell’organismo ospitante. Night of the Creeps nasce come un omaggio al cinema di serie B, e si adagia pacioso, ma molto consapevole, su tutti i cliché del genere. L’operazione è così spudorata e priva di distanza dal materiale trattato, così piena di affetto per un certo tipo di cinema, da risultare sincera. Se siete tra quelli che ritengono il gusto della citazione un vezzo dei tempi moderni, dovreste rivedere gran parte delle vostre opinioni.

9. Non Aprite quella Porta – Parte 2 – Regia di Tobe Hooper (Uscito negli USA il 22 Agosto del 1986)

Cameron non è stato il solo, nel 1986, a dare un seguito a un grande film degli anni ’70 prendendo una direzione del tutto nuova e inaspettata. Lo ha fatto anche, e in maniera molto più radicale, Tobe Hooper, quando dopo tanto tempo ha avuto la possibilità di continuare la storia di Leatherface e compagnia brutta. Con un’intelligenza mancata a tutti i loschi personaggi coinvolti nei vari sequel successivi, per non parlare dei remake, Hooper, riprendendo in mano la sua creatura prediletta, ha pensato bene di stravolgere del tutto l’atmosfera del film del ’74 e ha diretto una delirante commedia costantemente sopra le righe e sul filo della farsa. C’è chi questo film non lo ama più di tanto, e capisco anche i motivi. Ma io credo di averlo visto qualche decina di volte di più del suo predecessore, senza mai arrivare a preferirlo, per carità.

10. From Beyond – Regia di Stuart Gordon (Uscito negli USA il 24 Ottobre del 1986)

Scegliere il film del cuore della settimana è più complicato del previsto, in questo caso: se tutti sapete quanto io ami Aliens, se è logico che The Hitcher mi faccia impazzire e se difenderò Non Aprite quella Porta 2 tutta la vita, la mia anima appartiene a Gordon da quando ho visto From Beyond per la prima volta. Sono convinta che sia tutt’ora il miglior adattamento cinematografico di Lovecraft sulla faccia della terra, perché non soltanto rispetta lo spirito dello scrittore, ma porta a galla ciò che nella sua narrativa era sommerso. From Beyond è un film che mi emoziona e mi disgusta allo stesso tempo, spesso nello spazio di un’unica inquadratura. È tutto ciò che il body horror e l’orrore cosmico dovrebbero essere, ed è anche uno di quei film solo per noi, che tutti gli altri scapperebbero a gambe levate. Non mi stancherò mai di spacciarlo a chiunque abbia la pazienza di ascoltarmi cinque minuti, rischiando un sonoro vaffanculo post visione, ma certa di riuscire a far innamorare altri, così come ne sono innamorata io.

19 commenti

  1. Nomads è stato criminalmente dimenticato.
    Ma non da tutti – io me lo riguardo, di tanto in tanto.

    1. Anche io. Ed è sempre un piacere rivederlo

  2. dinogargano · · Rispondi

    Concordo su tutto , essendo un fan di HPL il film di Gordon al primo posto ….Nomads lo conosciamo in 4 (5 con Davide) ….

    1. Siamo pochi, ma buoni!

      1. Aggiungici pure il sottoscritto, ovviamente! Che, appena può, non disdegna di riguardarsi -senza trascurare tutti gli altri grandi titoli in lista, s’intende- nemmeno quella perla lovecraftiana che è From Beyond 😉
        P.S. Ti si perdona tranquillamente per Henry – Pioggia di Sangue: d’accordo, sarà rimasto fuori dalle liste, ma ci sta bene pure un post dedicato a parte, eh 😉

  3. Gli unici che non ho visto sono Nomads e April’s Fool Day. Per il resto ai parlato di film meravigliosi. Cameron fece un lavoro incredibile con Aliens (anche se preferisco di più quello di Scott), Cronenberg ha creato uno dei remake più belli mai realizzato e l’ha reso molto personale. Non aprite quella porta 2 è folle e geniale. Non so come altro definirlo.
    The Hitcher è stupendo e manca anche a me Rutger Hauer.

    1. Oh no! Ho scritto “hai” senza h. Che brutto errore!

    2. Nomads e April sono diversissimi, ma entrambi valgono la visione, te lo assicuro.

  4. Mamma mia, “Nomads”: che bello!
    E poi il mitico “House” con la canzone “You’re no good, you’re no good, you’re no good… bay you’re no good” 😉

    1. * baby (non bay)

    2. Io adoro Steve Miner. Credo sia uno dei registi horror più sottovalutati degli anni ’80.

  5. La mosca! Love love ❤
    Mi ci vedo, sul divano, con un Goldblum da un lato ed un critter dall'altro, sì.

    1. Io non ho un critter personale, ma ho la mia gatta che è ugualmente letale 😀

      1. Non fatico a crederlo 😁 🐾

  6. Bella lista, come sempre, mi mancano April Fool’s Day e Non aprite quella porta 2.
    Volendo, potevano entrare alcuni cult tipo La piccola bottega degli orrori e Morte a 33 giri, ma soprattutto Manhunter cazzo 🙂

  7. Luca Bardovagni · · Rispondi

    From Beyond non c’è nessun bisogno di “spacciarlo”.E’ un capolavoro, punto, così, alla Stalinista. Discuti? Siberia. C’era una vecchia intervista a Joey Ramone su Bassa Fedeltà che iniziava con “Se non ami i Ramones , sei un pezzo di m..”. Ecco. From Beyond, stesso discorso.
    Invece il “sotuttoio” pedante e saccente che sono viene umiliato da Nomads, che mi tocca reperire. Anche April in qualche modo mi ridimensiona perchè era il classico “lo conosco solo io” , invece vedo che sono in buona compagnia. Che gioellini, signore e signore, che pullulavano gli anni ’80. Che diamine di gioiellini. Da essere un bimbo ciccio compulsivo nella fabbrica di cioccolato, proprio.

    1. Io farei un monumento a Stuart Gordon al Foro Italico al posto dell’obelisco.

  8. Mi mancano ben quattro titoli, cercherò di rimediare al più presto per tre (cominciando da From Beyond), saltando il quarto per allergia alla saga. Fra gli altri, cuore dilaniato fra Aliens e La Mosca.
    Come film in genere propendo per il primo, scatenato fanta-action che non concede un attimo di tregua, ma se penso solo alle sensazioni che mi ha suscitato, poche altre volte ho provato gli stessi brividi di disgusto misto a pietà come assistendo alla trasformazione di Seth Brundle.
    Ho visto Aliens almeno una decina di volte, è un piacere che si rinnova, una sferzata di energia, mentre La mosca l’ho visto una sola al cinema alla sua uscita: a parte il fatto che ne conservo un ricordo nitidissimo, è un capolavoro assoluto ma.. mi fa davvero troppo orrore. .
    PS: Sono anche io una gatta che conosce Nomads e ne apprezza l’originalità. Magari a contarci bene non siamo solo in quattro :o)

    1. Creiamo subito il fan club di Nomads!

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