Satanic Panic

Regia – Chelsea Stardust (2019)

Abbiamo appena finito di parlare di horror e lotta di classe giusto qualche giorno fa, con il carinissimo Ready or Not, e adesso ci ritroviamo ad analizzare un film che è quasi il suo gemello, forse un pelo più didascalico, meno furbo e, nel complesso meno compatto narrativamente, ma lo stesso efficace nel delineare una nuova tendenza del cinema dell’orrore che torna a farsi politico, usando gli strumenti della commedia e della satira.
Chelsea Stardust è qui al suo primo lungometraggio, ma ha diretto un episodio di Into the Dark, uno dei migliori, anzi, diciamo pure il migliore di tutti e dodici (sì, ne parleremo, prima o poi, promesso), qui si diverte a mettere in scena la lotta all’ultimo sangue tra una ragazza che fa il fattorino di pizze a domicilio e una congrega di ricchissimi satanisti decisi a sacrificarla, in quanto vergine, per evocare Baphomet.

Proprio come in Ready or Not abbiamo quindi una protagonista simpatica e amabile e, come antagonisti, un gruppo di scoppiati che, in virtù della loro appartenenza a un ceto sociale più alto, credono di avere il diritto di vita e morte su di lei. Anche qui c’è l’elemento soprannaturale, dato tuttavia per acquisito sin dall’inizio e mai messo in dubbio, a ricoprire un ruolo neutrale, che può essere di salvezza o distruzione per la povera Samantha, ma rimane tutto sommato indifferente alle vicende umane, tutte molto materiali e terrene.
“We rule the world” dice una splendida, divertita e luciferina Rebecca Romijn a un’attonita Samantha (Hayley Griffith che, credo, farà grandi cose in futuro), e non si riferisce certo agli adoratori del demonio, di cui è a capo, ma dell’élite di cui fa parte: Satanasso è un accessorio, o meglio, una giustificazione. Ogni elemento del film lascia intendere l’esistenza di una malvagità connaturata a queste persone, una tendenza a considerare il prossimo mera carne da consumare.
Questo per dire che non è più il diavolo ad assumere il ruolo di cattivo, nel cinema satanico contemporaneo, anzi: persino lui è sfruttato, quasi si trattasse di un poveraccio da mettere alla catena o di un marchio da esibire, un simbolo di ricchezza. Se non hai almeno un pentacolo in casa, non sei nessuno, tesoro.

L’ignara innocenza di Samantha, che arriva in quella casa solo per chiedere una mancia allo scopo di poter mettere benzina nel suo motorino e riprendere i suoi giri da fattorina, è anche la nostra; condividiamo il suo punto di vista e il suo sconcerto di fronte a tanta follia, nonché la sua impotenza. Quante volte ci è stato ribadito il concetto di dinamiche troppo più grandi di noi, che non possiamo comprendere, che possiamo soltanto subire?
Ecco, Samantha non ha alcuna intenzione di sdraiarsi docile sull’altare, essere ingravidata da chissà quale demone e poi soffrire una morte atroce nel darlo alla luce e, anche se ci sono in gioco forze che lei non capisce, vuole soltanto tornare a casa in un pezzo unico, possibilmente.

Chelsea Stardust è una a cui piace mandare messaggi molto chiari, ma questo non le impedisce di impastricciare tutto di sangue, usare quanti più effetti dal vero il suo budget risicato le consente, e tramortire lo spettatore con secchiate di disgusto. Abbiamo quindi personaggi lentamente eviscerati o passati da parte a parte con trapani enormi; abbiamo tutto il repertorio di decapitazioni e cuori strappati, abbiamo i riti voodoo, con aghi che all’improvviso compaiono sotto la pelle del malcapitato di turno e, in generale, un bel campionario di deformazioni e deflagrazioni del corpo umano che farà felice ogni affezionato del gore, e lo lascerà con un bel sorriso soddisfatto stampato in faccia.
Satanic Panic fa digerire al pubblico la sua, forse un tantino troppo ostentata, metafora politica dandogli in pasto sequenze horror da manuale, alternate ad altre che non sfigurerebbero in un episodio di Desperate Housewives, che quasi ne rappresentano la parodia virata in tonalità splatter.

Perfette padrone di casa capaci di cucinare gli organi interni delle loro vittime con la giusta dose di condimenti, pavimenti tirati a lucido su cui mettere della plastica quando è il momento di sventrare un ospite sgradito, piccole rivalità tra casalinghe risolte a colpi di stregoneria: il mondo dell’altissima borghesia diventa la bottega di un macellaio, e tuttavia le apparenze vanno sempre salvaguardate, i capelli devono essere in ordine, il trucco perfetto, le maniere impeccabili. Sia mai che qualcuno possa pensare male.
Anche i valori di solito associati al perbenismo, qui subiscono un rovesciamento interessante, con la verginità che serve soltanto a preservare la futura incubatrice di Baphomet, e che diventa, di conseguenza, un qualcosa di cui liberarsi in fretta, se si vuole sperare di sopravvivere.

Satanic Panic è l’ennesima commedia horror che mi sta facendo ricredere sulle potenzialità del filone: si sta infatti evolvendo in maniera inaspettata e con un’intelligenza di solito mancante in un sotto-genere che ha sempre prediletto il lato più facile, grossolano e demenziale della commedia, e mai quello più sofisticato. Ora, forse il termine sofisticato è un po’ troppo per un film come Satanic Panic, che alla fine non ha poi tutte le stratificazioni e i livelli di lettura di solito appannaggio delle horror-comedy britanniche, eppure si difende piuttosto bene, strappa la giusta quantità di risate, riesce a offrire qualche spunto di riflessione, è ben diretto, montato con grande padronanza dei tempi comici e con un ritmo forsennato, tira fuori il meglio dal suo cast e tiene fino agli ultimi minuti.
Occhio a una particina per Jerry O’Connel che si divora i pochi minuti a disposizione con una classe invidiabile. Se pensiamo che, fino a pochi anni fa, il massimo che le commedie horror americane potevano offrirci era Natale coi Piranha o Natale con gli Zombie, sono stati fatti enormi passi avanti.

 

7 commenti

  1. Mi sembrava strano non l’avessi visto 🙂
    A me è piaciuto molto di più di Ready or Not, mi è sembrato più genuino, meno impomatato e innocuo. Le protagoniste femminili sono adorabili e il cameo di O’Connel, come dici tu, una chicca. Più dell’usurato “ricchi ricchi che hanno hobbies che prevedono l’uccisione di poveri poveri”, la cosa che mi è piaciuta è la critica ai “nuovi mestieri” disumani e sottopagati come quello dei riders. Poi c’è sangue a bizzeffe e lo scontro di magia più cruento mai apparso sullo schermo, roba che basta ampiamente a farmi felice.

    1. Da un punto di vista delle idee in campo, Satanic Panic è superiore a Ready or Not, mentre, secondo me, si vede che si tratta di un esordio e quindi Ready or Not è più centrato e compatto, più professionale, ecco. Anche più furbo, per carità. A me piace che, in entrambi, Satana non sia poi il cattivo vero della situazione, ma anzi, intervenga come salvatore. Mi hanno divertito molto entrambi e credo che in una double feature ci starebbero alla grande, proiettati uno dietro l’altro.

  2. Luca Bardovagni · · Rispondi

    Ma sono troppo Carpenteriano io , o a livello contenutistico è normale che mi si sia accesa una lucina che gridava “essi vivono” “essi vivono”? Tra un lavoratore edile giramondo nell’ epoca Reaganiana e una fattorina di pizze oggi la differenza qual è? Che la fattorina non essendo Roddy Piper non fa i suplex rovesciati in un vicolo? Non è una critica al lavoro della Stardust (Che peraltro credevo fosse un nome d’arte ..me la sono gugolata e ho trovato una bellissima faccia da matta furiosa). E vabbè, accetto il suggerimento e mi sparo Ready or not e Panic uno dietro l’altro…E’ un po’ che non guardo pellicole col vecchio Satana (tra l’altro, non c’entra, ma quelli che hanno citato Rosemary’s Baby e L’Esorcista a proposito dell’ ottimo Hereditary che ho gustato da poco andrebbero rieducati..).

    1. Infatti tra i due sfruttati, al netto degli anni che lì separano e della fisicità del buon Roddy, non ci sono molte differenze.
      Poi la storia però prende altre direzioni.
      E sì, chi paragona Hereditary a quei due film deve essere rieducato.

  3. Ok, horror e lotta di classe vanno a braccetto e sono un tipo di film che mi interessa molto e che riesce a dire parecchie cose. Quindi penso proprio che lo guarderò così come feci per Ready or not.

  4. Horror politico satirico con molto splatter. Ci vado a nozze!

  5. Satanic Panic non avrà ancora tutta quell’intrigante complessità tipica delle horror-comedy britanniche, è vero, ma da quello che hai scritto la volontà di continuare a fare passi in quella direzione (meno facile e caciarona rispetto alla maggior parte del recente passato horror comico made in USA) non sembra mancargli… 😉

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