Dieci Horror per un Anno: 1976

Programmazione un po’ scombiccherata, questa settimana, ma noi non ci arrendiamo e, dato che abbiamo saltato lo scorso appuntamento causa priorità di Halloween, ormai temo di dover rinunciare all’idea di terminare queste liste a dicembre: ce le porteremo dietro anche per parte del 2020; non che la cosa mi dispiaccia, a dire la verità: mi diverto moltissimo a compilarle e spero che il divertimento sia reciproco.
Man mano che vado avanti, mi vedo costretta a ripetermi e a ribadire concetti già espressi, tipo che gli anni ’70 sono un pozzo senza fondo, un abisso in cui perdersi e non tornare più indietro, e anche maledettamente complicati da affrontare, perché mi obbligano, ogni volta, a lasciare qualcosa fuori, perché la ricchezza è tale che spesso dieci miseri film non bastano, anche e soprattutto quando si vogliono esplorare territori poco noti, cercare di nominare qualche opera non troppo famosa, tanto per darvi degli spunti nuovi e interessanti. Preparatevi quindi all’ennesimo anno pazzesco, e tenetevi forte.

1. Ma Come si Può Uccidere un Bambino? – Regia di Narciso Ibáñez Serrador (Uscito in Spagna il 26 Aprile del 1976)

Secondo film per il cinema di Serrador (scomparso il giugno scorso), dopo una lunga carriera televisiva che sarebbe poi proseguita fino al 2006, e si entra subito in zona leggenda con quella che è forse la più efficace variazione sul tema dei marmocchi assassini, proprio perché non offre poi chissà quale spiegazione e lascia che la vicenda viva in un perenne stato di indefinitezza. L’angoscia e l’inquietudine sono sparse a piene mani in questo incubo bruciato dal sole e, se forse il film è nettamente inferiore allo splendido esordio di Serrador, se i dialoghi sono spesso un po’ legnosi e la scrittura non è proprio il massimo, sono sufficienti le immagini a fare di quest’opera un oggetto di culto nella storia del cinema horror.

2. L’Inquilino del Terzo Piano – Regia di Roman Polanski (Uscito in Francia il 26 Maggio del 1976)

Proseguiamo lungo la strada della paranoia europea con un questa tragi-commedia dell’assurdo, narrata con i toni di un film dell’orrore da Polanski e da molti considerata la sua opera più personale. E pensare che si tratta quasi di un film su commissione, addirittura “scippato” a Jack Clayton che stava lavorando sull’adattamento del romanzo omonimo di Roland Topor dal 1974. Polanski doveva soltanto interpretare il personaggio principale, all’inizio, e poi si è ritrovato a dirigerlo, trasformandolo così nel film che tutti noi conosciamo e amiamo. Perché non si può non amare L’Inquilino del Terzo Piano e, nonostante siano anni che non riesco più a guardare un film di Polanski con gli stessi occhi, questo è un film straordinario e in qualunque lista non può mancare.

3. Il Presagio –  Regia di Richard Donner (Uscito negli USA il 25 Giugno del 1976)

Spostiamoci negli Stati Uniti e nel territorio dell’allora non consueto “horror commerciale di prestigio”, ovvero con un regista rispettato, dei grandi nomi nel cast (c’è Gregory Peck, mica il primo che passa per strada) e una patina da produzione di serie A che in realtà nasce con il preciso intento di sfruttare l’onda lunga dei film demoniaci nati dopo L’Esorcista. Qui l’Anticristo si incarna in un bimbetto adottato in segreto da un diplomatico americano a Roma. Il piccolo Damien è un’icona del genere, e The Omen è, in fin dei conti, un orroraccio divertentissimo mascherato da thriller psicologico. In altre parole, pura exploitation, ma non ditelo a vostra nonna.
Bellissimo, comunque.

4. La Casa dalle Finestre che Ridono – Regia di Pupi Avati (Uscito in Italia il 20 Agosto del 1976)

Il posticino dedicato all’horror di casa nostra lo occupa Avati, con il suo film migliore, ma proprio senza rivali, e forse con una delle più originali espressioni del Giallo e del gotico italiani. Dico Giallo e gotico, perché La Casa dalle Finestre che Ridono è entrambe le cose: ha infatti l’apparenza di un classico Giallo all’italiana, con i delitti efferati e il meccanismo del whodunit, ma nel profondo è puro gotico rurale, la cosa che ad Avati è sempre riuscita meglio e per cui, credo, verrà per sempre ricordato.

5. Ballata Macabra – Regia di Dan Curtis (Uscito negli USA il 25 Agosto del 1976)

Di Dan Curtis qui si è parlato fino alla nausea, soprattutto in relazione al suo contributo alla causa dell’horror televisivo, ma anche al cinema si difendeva piuttosto bene, nonostante abbia firmato solo tre lungometraggi per il grande schermo. Ballata Macabra, tratto dal romanzo Burnt Offerings di Robert Marasco, può essere considerato un antesignano di Shining (libro e film), ma non solo, è anche un gran bel pezzo di gotico americano, con un’abitazione che possiede ogni tipica caratteristica del brutto posto, e si nutre letteralmente dell’energia vitale di chi la abita. Un cast incredibile, tra Karen Black, Oliver Reed e Bette Davis e un’atmosfera che fa accapponare la pelle completano il quadro di un film che magari è un po’ caduto nel dimenticatoio, ma val la pena di studiare a fondo.

6. Quel Motel Vicino alla Palude – Regia di Tobe Hooper (Uscito negli USA il 1 Ottobre del 1976)

Non avrà l’impatto dirompente di Non Aprite quella Porta, ma in compenso riesce a essere ancora più marcio e lurido del suo predecessore, e non è un’impresa da poco. Le tematiche sono molto simili a quelle dell’esordio: c’è sempre la brutale fotografia di sacche di resistenza alla civiltà poco fuori dalle nostre casette e dai nostri giardini, un inferno che si nasconde a pochi chilometri da dove riponiamo tutte le nostre sicurezze, luoghi dove ci si perde, si finisce fatti a pezzi o dati in pasto ai coccodrilli, dove la follia e la violenza sono la regola e noi “normali” siamo l’eccezione da sterminare. All’epoca venne bandito in parecchi paesi, tra cui il Regno Unito, e non fu neanche troppo apprezzato dalla critica. Ma se cercate un film rabbioso e malato, credo che non troverete di meglio.

7. Distretto 13: Le Brigate della Morte – Regia di John Carpenter (Uscito negli USA l’8 Ottobre del 1976)

Dalla furia di Hooper passiamo all’eleganza gelida di Carpenter, che esordisce qui “ufficialmente” (Dark Star era un film studentesco gonfiato) e lascia subito il segno con un western urbano costato tre lire e mezza che è un distillato puro e semplice di ciò che intendo io per cinema anni ’70, quasi un saggio di cosa era possibile mettere in scena in un’epoca di vera anarchia cinematografica. E non è un caso che il new horror sia nato e prosperato in quegli anni, e che John Carpenter (per gli amici Dio) abbia trovato terreno fertile per far germogliare la sua arte.
Carpenter è un autore molto coerente, e già agli albori della carriera, quando era un ragazzo di appena 28 anni, il suo cinema era già tutto lì, magari ancora acerbo, ma subito potentissimo. E sfido chiunque ad avere il coraggio, oggi, di girare la famosa scena del gelato.

8. God Told me To – Regia di Larry Cohen (Uscito negli USA il 22 Ottobre del 1976)

Un po’ di cinema indie da guerriglia non può mai mancare in un elenco di film degli anni ’70. E se sia Carpenter sia Hooper non potevano certo vantare chissà quali budget faraonici, Cohen rappresenta (lo abbiamo detto tante volte) l’esempio più lampante del regista che vive ogni film come se fosse una battaglia. Credo che God Told me To sia uno dei film meno conosciuti di Cohen, di sicuro meno di Baby Killer o The Stuff; il primo perché ha dato vita a una saga minore, ma comunque lunga e proficua, il secondo perché fa parte del camp anni ’80 e ha anche avuto la sua bella dose di passaggi televisivi. Ma questo dramma della spiritualità, questo horror mistico che è anche un film di fantascienza, a suo modo, non lo conosce davvero nessuno. Fatevi dunque il favore di andarlo a cercare, e sempre sia lodato Larry Cohen.

9. Carrie – Regia di Brian De Palma (Uscito negli USA il 3 Novembre del 1976)

Carrie è fondamentale non solo perché si tratta del primo di una lunghissima serie di adattamenti kinghiani, non solo perché ha dato inizio alla pletora di film sui poteri psichici che da queste parti ci piacciono tanto, ma perché ha definito il linguaggio del cinema dell’orrore (chiamiamolo così) mainstream per gli anni a venire. Forse si può addirittura affermare che la codificazione del cosiddetto jump scare derivi da qui. E sì, lo so anche io che lo ha inventato Val Lewton, ma sono le modalità in cui De Palma lo inserisce nel finale del suo film a cambiare le carte in tavola e a renderlo un metodo che poi sarebbe stato abusato nei secoli dei secoli e amen.
Ma, a parte queste considerazioni oziose, è di Carrie che stiamo parlando, signori. Che altro c’è da dire se non capolavoro e andiamo tutti a casa?

10. Alice, Sweet Alice – Regia di Alfred Sole (Uscito negli USA il 13 Novembre del 1976)

E che anni ’70 sarebbero senza exploitation?
Alice, Sweet Alice è un proto-slasher tra i meglio riusciti, e un bel viaggio nei territori del disagio più estremo. Ambientato in una piccola comunità del New Jersey, dominata dalla locale chiesa cattolica, è una storia di violenza, abusi, psicosi e, soprattutto, incapacità di comprendere chi è minimamente diverso dal grigiore conformista imposto dall’autorità.
L’assassino in impermeabile giallo e maschera da bambola è indimenticabile: anche se non avete mai visto il film, cosa molto probabile, ce lo avete lo stesso stampato in testa. Trattasi di un piccolo gioiello perso tra le pieghe del tempo, ma voi siete tutte brave persone e so che lo andrete a cercare e vi divertirete un mondo.

20 commenti

  1. del numero 1 ammetto di avere visto solo il remake, che non mi era dispiaciuto. il 3, 4, 5 e 9 sono tra i miei film preferiti in assoluto (il dvd di “ballata macabra” lo conservo gelosamente come una reliquia :D). del 9, nulla da aggiungere se non che quel maledetto jump scare finale mi tolse dieci anni di vita XD e il 10 è davvero una chicca, decisamente troppo poco conosciuto. vedrò di recuperare gli altri 😀

    1. Il remake era piaciuto anche me. Diciamo che perdeva un po’ in atmosfera, ma acquistava qualcosa in dialoghi e recitazione.

      1. Fantastica lista di film meravigliosi..il film di Avati è stato girato vicino a casa nostra e ogni tanto vado a vedere la famosa chiesa.. pure io rimasi colpito da Alice dolce Alice,un piccolo gioiello… Adoro davvero queste tue liste!

  2. Che grande anno per l’horror! Visti tutti, tranne l’ultimo che cercherò di recuperare. A parte gli ottimi Come si può uccidere un bambino e Ballata macabra, sarebbe arduo scegliere fra L’inquilino del terzo piano di Polanski e Carrie di De Palma, entrambi straordinari. Senza dimenticare La casa dalle finestre che ridono, ovvero il miglior Avati di sempre. Ma nel mezzo c’è un titolo che spazza via tutti i dubbi su a chi assegnare la palma dell’anno: quel Distretto 13 le brigate della morte che vidi per la prima volta oltre 40 anni fa in un cinema di periferia che non esiste più da decenni. Colpo di fulmine, da allora non mi sono più persa un Carpenter…

    1. Eh sì, Distretto 13 è il film del cuore del 1976, non c’è niente da dire. Ogni Carpenter è un film del cuore, ma forse questo un po’ di più degli altri.

      1. Vero, sono quasi tutti film del cuore, a partire dalla Cosa, il più bell’ibrido fantascienza-horror mai girato, fino a Christine che riesce a mettermi i brividi di piacere tutte le volte che vedo la scena dell’autoriparazione, senza dimentica quel gran figo di Jena Plissken. Regista fantastico, ho dovuto fare uno sforzo di memoria per ricordarmi un suo film che mi abbia deluso. Ah, eccolo, Il villaggio dei dannati deve averlo girato proprio controvoglia…

  3. Gargaros · · Rispondi

    Un anno incredibile.

    Alice merita tantissimo. Fulgido esempio di cosa si poteva osare allora, e che oggi non si può più…

    1. Io Alice l’ho visto per la prima volta intorno a sei o sette anni fa, e mi ricordo che rimasi sbalordita dall’audacia.

  4. Stefano69 · · Rispondi

    Annata spettacolare, piena di capolavori! Difficile scegliere il migliore, anche se il cuore dice sempre Carpenter…
    Il 5, l’8 e il 10 non li conoscevo, dovrò rimediare (con molto piacere)!
    Grazie per i consigli: sì, queste liste a me piacciono da matti e sono felice che si protrarranno anche nel 2020 🙂

    1. Sì, un anno straordinario, e vedrai che il 1977 non sarà da meno 😉
      Tra i tre che non hai ancora visto, Ballata Macabra è da recuperare immediatamente!

    2. Luca Bardovagni · · Rispondi

      Mi permetto di dire che nel cuore , nonostante un delizioso “inquilino” di Polanski, una “Carrie” che è l’origine di…Tutto…Bhe , signore e signori…Napoleone Wilson! Il dropout perfetto. L’Uomo dinnanzi al quale lo stesso Snake Plissken sembra un medio borghese repubblicano. L’uomo che rende Clint Eastwood un vile, che fa sentire Cronenberg un pudico Vittoriano. Il PIU’ GRANDE PERSONAGGIO DELLA STORIA DEL CINEMA. Come tutti i grandi, come Romero, come Omero che è Romero senza una consonante, come Achab in Moby Dick…Johnny Dio Carpenter aveva creato un ARCHETIPO… Lo fanno in pochi, signore e signori. Ogni tanto lo fa Eschilo. Ma meno bne.

      1. Mi piace molto questa pagina del catechismo carpenteriano che hai appena scritto ❤

  5. Ma che problema c’è se non riesci a terminare le liste per dicembre? Continua, continua che a noi mica dispiace, eh 😀
    Ottima decina di titoli e non c’era da dubitarne, trattandosi di quei favolosi e sperimentali anni ’70: Hooper (con un giovane Englund), Polanski, Avati, Curtis, Cohen, De Palma… e Zio John a svettare sull’intera lista, ovviamente 😉
    Riguardo ad Alice, Sweet Alice credo sia necessario un recupero, perché è passato davvero troppo tempo da quando devo averlo visto -come già ti dissi qualche anno fa- su qualche emittente privata degli anni d’oro (dov’era stato mantenuto l’assurdo titolo italiano “Comunione con delitti”)…

    1. Volevo finirla in concomitanza con la fine del decennio, ma va bene lo stesso. Finché ci divertiamo, va tutto benissimo 🙂

  6. Ottima annata, il 1976. Certo è che 10 titoli sono pochini… Mi permetterei di aggiungere “La casa del peccato mortale” di Pete Walker, “La casa sulla collina di paglia” di James Kenelm Clarke e “Una figlia per il diavolo” di Peter Sykes. Anzi, ci metto pure “Erotico profondo” di Jess Franco! 😉

    1. Purtroppo le limitazioni sono tanti con soli dieci film, ma per alcune annate diventano addirittura troppi 😁

      1. Vero… 😀 Comunque nei ’70 si pesca troppo bene…

  7. Che bell’annata e che bei film…difficile dire che qual è il mio preferito tra questi, ma posso dire che sono particolarmente legato a “Ma come si può uccidere un bambino” e “Ballata macabra”

    1. Sono gli anni ’70: per l’horror non c’è mai stato un momento migliore di quello.

  8. Tra tutte queste perle l’unico film che non ho visto è stato God told me to. Sono tutti film meravigliosii, adoro Distretto 13 (come quasi tutti i lavori svolti da Carpenter), mi affascinano pellicole come L’inquilino del terzo piano e Il presagio e adoro Alice, Sweet Alice. Davvero dei film stupendi!

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