Dieci Horror per un Anno: 1995

A forza di ripetere “ammazza che schifo gli anni ’90, aò”, va a finire che uno ci crede davvero: certo, ti mettono a dura prova, a volte ti fanno bestemmiare per giorni interi prima poter comporre una lista di dieci film degna di chiamarsi tale, ma alla fine stanno sempre lì che, tra scivoloni clamorosi e roba da vergognarsi solo a ricordare che è esistita, riescono a tirare fuori delle chicche considerevoli, anche in annate (usiamo un eufemismo) difficili.
E poi ci sono momenti storici come il ’95, in grado, da soli, di riscattare la brutta fama degli anni ’90 in ambito horror, soprattutto se dell’horror avete una concezione elastica come ce l’ho io. Qualcuno avrà da ridire su almeno uno dei film inseriti nell’elenco, forse anche su paio, ma lo sapete come la penso: l’horror è un enorme contenitore e, proprio a partire dagli anni ’90, è diventato il genere contaminante per eccellenza, una scheggia impazzita che infetta ogni ambito del cinema, anche quelli più insospettabili e “nobili”.

1. Il Seme della Follia – Regia di John Carpenter (Uscito negli USA il 3 Febbraio del 1995)

È curioso che il capolavoro di Carpenter sia stato realizzato in un momento di relativo appannamento della sua carriera come la metà degli anni ’90: dopo i due film a basso budget prodotti dalla Alive e la sfortunata parentesi legata a Le Avventure di un Uomo Invisibile, Dio approda alla New Line, dove si trova a lavorare in condizioni ideali: budget non altissimo, ma sufficiente a mettere in scena la sua visione personale, e ingerenze della produzione ridotte al minimo, con conseguente grande libertà creativa; il risultato è, credo, sotto gli occhi di tutti. Si parla spesso dell’impossibilità di portare Lovecraft al cinema, ma a parte che questa presunta impossibilità è stata smentita tante volte anche da trasposizioni dirette, Carpenter ha dimostrato più volte in carriera di saper tradurre in immagini l’essenza di ciò che viene comunemente chiamato lovecraftiano, e questo senza neanche ispirarsi in particolare a nessuna opera dello scrittore di Providence.
Enorme, come dicono spesso i cinefili dell’internet.

2. Specie Mortale – Regia di Roger Donaldson (Uscito negli USA il 7 Luglio del 1995)

Lo so, passare da Il Seme della Follia a Species è una discesa in picchiata che dà un po’ le vertigini, ma è questo il bello delle liste in ordine di uscita in sala: un continuo spostarsi dal sublime all’infimo e viceversa. Ora, io lo so che su Species è stato detto tutto il male possibile, e che si merita anche tutto il male che ne è stato detto. Però io ci sono affezionata, ed è un B movie fanta-horror che rivedo sempre volentieri, ogni volta che se ne presenta l’occasione. Mi sono addirittura andata ad auto regalare il cofanetto con tutti e quattro i film della saga (edizione Regno Unito), perché la spazzatura a casa mia è sempre ben accetta.
A parte le preferenze personali, sono convinta che il primo film sia stato vittima di una accanimento un po’ eccessivo. Ha un gran bel cast, Natasha Henstridge era non solo di una bellezza da tramortire, ma anche perfetta per la parte, e il design gigeriano della creatura ancora oggi fa una certa impressione. Rivalutatelo, per cortesia. 

3. Il Signore delle Illusioni – Regia di Clive Barker (Uscito negli USA il 25 Agosto del 1995)

Se c’è una caratteristica che accomuna gli horror riusciti della prima metà degli anni ’90, ovvero il periodo precedente all’arrivo di Scream, è l’elevata ambizione. È vero: si producevano meno horror, il pubblico latitava, il mercato home video rigurgitava monnezza direttamente nelle nostre case, ma quando qualcuno prendeva la decisione di girare un horror in grande stile, faceva tremendamente sul serio. È il caso del terzo, e ultimo, lungometraggio da regista di Clive Barker, un film di grande complessità, anch’esso legato a doppio filo all’immaginario lovecraftiano, ma sporcato da atmosfere e toni tipici del noir. Uscito nelle sale mutilato dalla produzione, è da qualche anno disponibile nella sua forma originaria. Io con Il Signore delle Illusioni sono di parte e, nel corso degli anni, il film è addirittura arrivato a superare Cabal nelle mie preferenze personali. Abbiate fede e fatevi del bene vedendolo, o rivedendolo.

4. L’Ultima Profezia – Regia di Gregory Widen  (Uscito negli USA il 1 Settembre del 1995)

E parlando di film ambiziosi, che ne dite di una bella guerra tra angeli, almeno un decennio prima di Supernatural?
The Prophecy, anche se voi non ve lo ricordate, ha il merito (o la colpa?) di aver dato il via a un immaginario ben preciso, quello legato agli angeli che se ne scendono sulla terra a fare più danni che altro, a schermaglie più o meno feroci tra paradiso e inferno con in palio la salvezza di un’umanità vista alla stregua di un fastidioso formicaio in giardino.
È un horror o un fantasy? Diciamo che ingloba elementi da entrambi i generi, ma si sbilancia con una certa virulenza verso il lato horror, dato che non risparmia morti cruente, cadaveri ambulanti e sequenze che non sfigurerebbero in uno slasher.
Grande gruppo di attori, capitanati da un Christopher Walken che si mangia tutti gli altri con una mezza occhiata. Ha generato ben 4 seguiti, usciti solo in DTV e molto brutti, a dire la verità.

5. Gli Occhi del Testimone – Regia di Anthony Wallen (Uscito negli USA il 15 Settembre del 1995)

E il posto riservato al bellissimo film sconosciuto e mai cagato da nessuno va a questa co-produzione tra Russia, Regno Unito e Germania che racconta di una truccatrice al lavoro su un horror, che compie il tragico errore di trattenersi nel teatro di posa fino a tardi, rimanere chiusa dentro, e assistere alle riprese di quello che, sulle prime, le sembra soltanto un porno a basso costo, ma poi si trasforma in uno snuff. Ah, dimenticavo, la nostra protagonista è muta, da cui il titolo internazionale del film, molto più calzante, Mute Witness.
Un film tutto basato sulla confusione tra effetti speciali e realtà, e quindi tra la magia della messa in scena e la squallida brutalità di un gruppo di assassini pagati da un misterioso individuo, cui presta il volto addirittura Alec Guinnes, qui alla sua ultima apparizione su grande schermo.
Io ne lessi la prima volta su un vecchio Almanacco della Paura e mi ci vollero anni per riuscire a trovarlo. Oggi, il Dvd ve lo tirano praticamente dietro a un prezzo risibile su Amazon. Fateci un pensierino.

6. Seven – Regia di David Fincher (Uscito negli USA il 22 Settembre del 1995)

Eh no, Lucia, ora stai esagerando, lo sanno tutti che Seven è un thriller, non scherziamo. Ma voi lo avete guardato per davvero, Seven, oppure vi siete limitati a dargli un’occhiata frettolosa? Se pensate che, tra tutti i film inseriti in questa lista, è uno dei più espliciti per quanto riguarda gli omicidi, se ricordate che, anche quando non è esplicito, gli basta una foto per procurarvi incubi per un paio di mesi o giù di lì, di cosa stiamo esattamente parlando?
È vero che l’opera seconda di Fincher ha definito lo stile di quasi ogni thriller uscito dal ’96 al 2008 circa, quando all’improvviso tutto era diventato verde, un po’ marcio e piovoso. Ma anche con il cinema horror puro ha fatto più o meno la stessa cosa. Il torture porn, soprattutto le scelte estetiche legate al torture porn (e penso a tutta la saga di Saw), senza Seven non sarebbe mai esistito. È un film così importante, così fondamentale per la storia del genere, che sarei un’ignorantella da quattro soldi, se non lo avessi inserito.

7. The Addiction – Regia di Abel Ferrara (Uscito negli USA il 6 Ottobre del 1995)

Attenzione, perché qui potrei cominciare a comportarmi da fan girl, con tanto di urletti e frasi sconnesse, perché The Addiction è uno dei film che amo di più sulla faccia della terra, Lily Taylor è la mia dea e Ferrara il suo profeta. Potrà essere pretenzioso e verboso quanto volete, con tutto quel suo parlarsi addosso di peccato e colpa, ma è uno degli aggiornamenti del vampirismo in salsa moderna più riusciti, nonché un vero horror d’autore che non ha alcuna paura di sporcarsi le mani col sangue: ne scorre infatti a fiumi, soprattutto nella parte finale.
Film del cuore del ’95, senza rivali.

8. Il Giorno della Bestia – Regia di Álex de la Iglesia (Uscito in Spagna il 20 Ottobre del 1995)

Poteva mancare un de la Iglesia satanico e apocalittico, all’interno di una carrellata sui film di metà anni ’90? Certo che no, ci mancherebbe.
Io non se vi ricordate che, verso la fine del secolo scorso, sono usciti un bel po’ di film fissati con la fine del mondo e l’Anticristo, molti dei quali si prendevano addirittura molto sul serio.
Non è il caso de El Dia de la Bestia, una commedia horror dal ritmo scatenato, che racconta di un prete deciso a commettere quanti più peccati possibili, allo scopo di infiltrarsi tra le fila del dimonio e uccidere l’Anticristo in persona, destinato a nascere la notte di Natale.
Il film che ha rivelato al mondo il talento di de la Iglesia deve essere tenuto in alta considerazione, anche perché, come molti pochi sono in grado di fare, il regista riesce a mettere in scena una horror comedy che è, prima di tutto, un vero film dell’orrore, e in maniera quasi accidentale, fa anche ridere.

9. Tokyo Fist – Regia di Shin’ya Tsukamoto (Uscito in Giappone il 21 Ottobre del 1995)

Anche qui potrebbe partire una discussione infinita in merito al genere di appartenenza di Tokyo Fist: fate voi che io non ho voglia, e già mi sento in estremo imbarazzo a parlare di un film di Tsukamoto, ché proprio difetto della cultura necessaria a farlo, e no, non mi sto sminuendo, conosco solo molto bene i miei limiti riguardo al cinema orientale, giapponese soprattutto, e non voglio fare figurette di fronte a chi ne sa più di me. Per cui, mi limiterò a dire che Tokyo Fist ebbe su di me un effetto sconvolgente, e ogni tanto ancora me lo sogno la notte. È un film che mi perseguita, a volte maledico il giorno in cui me l’hanno consigliato (una quindicina di anni fa, credo), ma credo che dovrebbero vederlo tutti.

10. Castle Freak – Regia di Stuart Gordon (Uscito negli USA l’11 Novembre del 1995)

Film dalle atmosfere e dalla struttura tipiche del gotico, eppure violentissimo e raccapricciante; tratto da un racconto breve di Lovecraft, ma più vicino a Poe, somma un po’ sbilenca dell’attitudine sempre intellettuale di Gordon e della necessità di fare cassa della Full Moon di Band. E quindi, dialoghi che sembrano usciti da un romanzo del XIX secolo vanno a braccetto con l’esposizione di nudità assortite, scene di sesso prolungate ed esplicite e, soprattutto, sangue e smembramenti come se piovesse.
Non si può non volere bene a Castle Freak; forse sì, in mezzo a tutti queste opere ambiziose e, in un certo senso, “elevate”, può stonare un po’, ma se lo si analizza a fondo, è parte della stessa famiglia di horror adulti e cerebrali degli anni ’90, nonostante Charles Band.

15 commenti

  1. Maxnataeleale · · Rispondi

    Bella lista.. Qualche recupero è d’obbligo! Mi pare che the prophecy 2 non fosse malaccio o ricordo male io?

    1. Era il meno peggio, ma solo perché nobilitato dalla presenza di Walken 😂

  2. In un anno, quattro dei miei film preferiti.
    Personalmente, credo che Il seme della follia sia uno degli horror più belli mai girati e L’ultima profezia un piccolo miracolo visti i sequel orrendi che ne sono usciti.
    Seven, vabbé, non merita nemmeno commenti visto che parla da solo e lo stesso vale per The Addiction, per il quale non smetterò mai di ringraziare l’esistenza di Ghezzi e Fuori Orario.

    1. Anche io devo la conoscenza di The Addiction a Fuori Orario. Quante cose che abbiamo imparato da Ghezzi! 😀

  3. “Natasha Henstridge era non solo di una bellezza da tramortire”. Perdonami, ma devo dissentire. Natasha È di una bellezza da tramortire. 🙂

    1. Hai ragione, lo è ancora. Ma in quel film in particolare era da farsi venire un infarto 😀

  4. Stefano69 · · Rispondi

    “Ricordi quando da piccolo, dopo aver recitato le tue preghiere, guardavi sotto il letto per vedere se ero lì? Beh, io c’ero”. Questa frase di Viggo Moretensen-diavolo a Elias Koteas-povero poliziotto mi ha perseguitato per anni!
    Per quanto riguarda poi Il seme della follia, la data di uscita ha voluto che fosse al primo posto in questa lista: per me è al primo posto in ogni senso! Occorre però guardarlo in lingua originale, col titolo originale, perché solo così si tocca la perfezione di un film che non lascia alcuna via di scampo…

    1. Sì, In The Mouth of Madness è molto più forte del titolo italiano, che in realtà si focalizza più sul contagio che sulla follia vera e propria.
      Capolavoro, comunque.

  5. Blissard · · Rispondi

    Il signore delle illusioni l’ho rivisto 5 anni fa e ha continuato a non dirmi granchè, però forse ho beccato la versione mutilata, Species è un b-movie senza pretese ma molto ben fatto e – lapidatemi – non ho mai amato per niente El dia de la bestia.
    Il resto è colossale, secondo me anche Castle Freak, marcio e crudelissimo omaggio a The Outsider, e l’incredibile Tokyo Fist.
    Poi vabbè, c’è pure il miglior film (a mio parere) del migliore di tutti (zio John), l’art-vampire di Ferrara, Chris Walken che risveglia i (mezzi)morti perchè gli facciano da autisti, Kevin Spacey che si scopre esegeta della bibbia… che annata col botto!

    1. Guarda, io non sono una purista dei director’s cut, ma nel caso de Il Signore delle Illusioni, il film è stato proprio mutilato. Ai tempi della recensione, avevo linkato un articolo che riportava tutti i tagli e le differenze. È praticamente un altro film.
      Con Nightbreed, alla fine non c’è questa grossa discrepanza, ma qui hanno fatto un’operazione di bassa macelleria.

      1. Giuseppe · · Rispondi

        Ma infatti, se dopo averne visto il director’s cut volessi rivedermi di nuovo anche la versione uscita ai tempi, credo quasi stenterei a riconoscere che si tratta dello stesso film! Riguardo al resto della lista, come poteva Il Seme della Follia (Zio John non ha avuto nemmeno bisogno di ispirarsi direttamente ai testi scritti di Lovecraft, avendone comunque perfettamente colto l’essenza) non occuparne il primo posto? 😉 E condivido pure la seconda posizione, visto che il fin troppo bistrattato Species -con una davvero splendida Natasha Henstridge- non l’ho mai disdegnato nemmeno io, come del resto ho fatto con gli altri tre film di questa saga “in calando” (li ho tutti e quattro anch’io, eh)… Sacrosanto, po,i l’inserimento dell’ottimo e ingiustamente dimenticato dai più Gli Occhi del Testimone. Nel suo complesso, un’annata capace di smentire senza gran fatica i disfattisti luoghi comuni sugli anni ’90…
        P.S. Ma, oltre a The Addiction, in Fuori Orario non era passato pure Tokyo Fist o ricordo male io?

        1. Quasi sicuramente sì, in Fuori Orario c’era. Ma io ricordo di averlo reperito per altre vie… ecco 😀

          1. Giuseppe · ·

            Eh, tutti noi si fa quel che si può 😉

  6. valeria · · Rispondi

    ho scoperto “gli occhi del testimone” grazie a questa classifica. incuriosita dalla trama l’ho reperito e ho appena finito di vederlo. erano anni che non mi divertivo così con un film 😀 c’erano alcune scene in cui ridevo da sola come una scema, veramente geniali XD grazie per la chicca, credo proprio che approfitterò del prezzo ridicolo e lo aggiungerò alla mia collezione 😀

    1. È un film divertentissimo, ed è vero: ci sono dei momenti in cui ti ammazzi dalle risate 😀
      Anche io l’ho comprato, così me lo rivedo con grande piacere.

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