Dieci Horror per un Anno: 1965

Pur facendo parte di uno dei periodi più prolifici nella storia del genere, il 1965 non è poi un’annata ricchissima, anzi; non arrivo a dire che sia un momentaccio come quelli che sono stata costretta ad affrontare negli anni ’90, però sono dovuta spesso uscire dai confortevoli confini del genere per trovare film degni di completare la lista.
La vera, grande differenza è che negli anni ’60 si facevano molti meno film e, di conseguenza, molti meno horror, mentre trent’anni dopo, la quantità di filmacci prodotti aumenta in maniera esponenziale, ma la qualità crolla a picco.
In questo caso, ci è solo voluta un po’ di ricerca in più per trovare tutti e dieci i titoli, ma i risultati danno le loro soddisfazioni, soprattutto perché, accanto ai consueti prodotti Hammer e Amicus, troveremo qualche grandissimo autore. Insomma, c’è sempre da divertirsi, anche se certe volte me la devo sudare.

1. Le Cinque Chiavi del Terrore – Regia di Freddie Francis (Uscito in UK il 23 Febbraio del 1965)

Cinque sconosciuti a bordo della carrozza di un treno e un misterioso sesto personaggio, che si fa chiamare il Dottor Schreck e, tramite un mazzo di tarocchi, predice il futuro ai suoi compagni di viaggio. Il Dottor “Terror” è Peter Cushing e tra i passeggeri c’è Christopher Lee: è l’inizio della formula Amicus, il primo della serie di horror antologici che avrebbero fatto la fortuna della piccola casa di produzione inglese, tanto da farla diventare una rivale della Hammer, rubandole star e registi.
E, a proposito di regia, dietro la MdP qui troviamo Freddie Francis che, se mi leggete da un po’, non ha bisogno di essere introdotto su questo blog.
Personalmente, il mio preferito del ciclo Amicus resta Tales from the Crypt, ma il fascino di ogni loro produzione antologica è intramontabile.

2. Una Notte per Morire – Regia di Silvio Narizzano (Uscito in UK il 21 Marzo del 1965)

Dalla Amicus si passa subito alla Hammer, con un film nato sulla scia della hagsploitation, filone fortunatissimo di cui parlavamo proprio mercoledì. A vestire i panni della vecchia pazza di turno c’è Tallulah Bankhead, qui alla sua ultima apparizione su grande schermo; si ammala infatti durante le riprese e muore a soli 66 anni, lasciando ai posteri un’interpretazione da gigantessa.
La sceneggiatura del film è di Matheson, e si vede, perché il film si eleva al di sopra del suo stesso sotto-genere di appartenenza con dei dialoghi superiori alla media e con tutta una serie di piccole sottigliezze psicologiche che rendono i personaggi meno stereotipati di quanto lo scheletro della trama non faccia presagire. Insomma, non è soltanto la storia di una mamma gelosa, impazzita dopo la morte del figlio, che si vuole vendicare della sua ex fidanzata. Vedere per credere.

3. Il Collezionista – Regia di William Wyler (Uscito negli USA il 17 Giugno 1965)

Wyler è un regista che mi mette in soggezione, come mi mette in soggezione inserirlo in una lista del genere. Ma Il Collezionista è un thriller psicologico con svariate concessioni all’horror puro: tratto da un romanzo di John Fowles, racconta di una giovane studentessa d’arte (Samantha Eggar) rapita e tenuta prigioniera da un pazzo con il volto di Terence Stamp. Entrambi gli attori vinsero a Cannes, dove il film fu presentato, mentre Wyler si beccò la sua dodicesima nomination consecutiva all’Oscar.
E infatti, si tratta di un film quasi tutto in interni, con i due protagonisti che, da soli, reggono tutta la scena, e una regia in grado di farti mangiare le unghie fino all’osso per la tensione.
Pensate che Wyler, per dirigere Il Collezionista, rifiutò addirittura Tutti Insieme Appassionatamente. Grande regista, grande uomo, grande gusto.

4. La Loba – Regia di Rafael Balédón (Uscito in Messico il 1 Luglio del 1965)

Sconosciuto ai più, questo melodrammone gotico messicano è bellissimo e, in materia di licantropia, rappresenta una delle vette assolute del genere. Soltanto i primi dieci minuti, quasi del tutto privi di dialogo, violenti come neanche negli anni ’80, tutti azione e ammazzamenti vari, valgono la visione; ma è anche una storia commovente e bizzarra, tra storie d’amore impossibili, scienziati alla ricerca di una cura e cani appositamente addestrati ad attaccare e uccidere lupi mannari. Difficile da reperire, ma vi assicuro che non rimarrete delusi, se e quando vorrete mettervi in caccia per trovarlo.

5. Repulsion – Regia di Roman Polanski (Uscito in Germania Ovest il 7 Luglio del 1965)

E, come sempre, passiamo dal triviale al sublime in una frazione di secondo: dai licantropi messicani a Polanski e al suo secondo lungometraggio. Di questo film ho parlato tanti, troppi anni fa, eppure ancora non mi sento del tutto all’altezza, anche perché all’epoca ero più incosciente.
Certo, a rivedere Repulsion oggi, fa un effetto un po’ particolare, ma non ho molta voglia di far polemica, e quindi mi limito a dire che Repulsion ha quella strana caratteristica di lasciare sgomenti ogni volta che lo si guarda e che, per affrontare tematiche scabrose come la repressione sessuale femminile a metà anni ’60, ci voleva una certa dose di coraggio.
O forse, come la mia, era incoscienza.

6. Il Teschio Maledetto – Regia di Freddie Francis (Uscito negli USA il 25 Agosto del 1965)

La Amicus non ha solo prodotto horror antologici; è ovviamente famosa soprattutto per quelli, ma quando, agli albori della sua storia, voleva diventare la concorrente principale della Hammer, finanziò questo strambo horror quasi sperimentale, tratto da un racconto di Bloch, diretto dal solito Francis e con la presenza, tanto per cambiare, di Cushing e Lee. È un film con ben 25 minuti, verso la fine, privi di dialogo, e composti quasi interamente da allucinazioni provocate dal teschio del titolo. Ad aumentare l’atmosfera molto, ma molto sopra le righe e fuori di testa del film, c’è la colonna sonora a firma di Elizabeth Lutyens, che avrebbe musicato parecchi horror inglesi nel corso degli anni ’60, tanto per sottolineare che razza di periodo folle fosse.

7. Terrore nello Spazio – Regia di Mario Bava (Uscito in Italia il 15 Settembre del 1965)

Io lo so che questo film di Bava è noto soprattutto perché anticipa di una quindicina d’anni l’idea di fondo di Alien, ma mi sarei anche stufata di sentirlo nominare sempre e soltanto per lo stesso motivo. E allora, perché non La Cosa, con la paranoia che si diffonde per l’equipaggio, dove chiunque potrebbe essere contagiato? E perché non Fantasmi da Marte?
Io credo che il genio di Bava non vada ridotto a “ha ispirato Tizio”, ma vada considerato soprattutto in relazione a quello che era in grado di fare con quattro mute da sub modificate e un paio di rocce finte, ovvero realizzare l’unico grande film di fantascienza italiano. E scusate se è poco.

8. Bunny Lake è Scomparsa – Regia di Otto Preminger (Uscito negli USA il 3 Ottobre del 1965)

Torniamo a uscire dai confini più stretti del genere e andiamo a incontrare Ann Lake, la cui figlia scomparsa sembra non essere mai esistita. Immaginate il livello di paranoia che una storia del genere può raggiungere, con tutte le prove dell’esistenza di una bambina rimosse, la polizia che inizia a sospettare di avere a che fare con una squilibrata, e nessuno disposto a credere ad Ann.
Inizialmente i critici etichettarono Bunny Lake è Scomparsa come irrilevante e destinato a essere dimenticato nel giro di pochi anni; e invece è ancora qui con noi e, una volta visto, è davvero difficile dimenticarlo.

9. Nanny, la Governante – Regia di Seth Holt (Uscito in UK il 7 Ottobre del 1965)

Anno interessante, il 1965, per il filone vecchie pazze assassine. Qui abbiamo addirittura colei che, in coppia con Joan Crawford, diede inizio al tutto, ovvero la divina Bette Davis, qui alle prese con il ruolo della tata di un bambino accusato di aver annegato la sua sorellina nella vasca da bagno. Tutto il film, diretto in maniera magistrale dal buon Holt e prodotto (ancora) dalla Hammer, si basa sull’incertezza di chi sia il vero pericolo tra l’anziana governante e il piccolo presunto assassino. Segue storia di grandi traumi rimossi, sensi di colpa, morbosità assortite e discesa a picco nella follia. Sempre divertente da guardare.

10. A Study in Terror – Regia di James Hill (Uscito in UK il 30 Ottobre del 1965)

Chiudiamo con Sherlock Holmes contro Jack lo Squartatore, perché ci piace uscire di scena con classe e lasciare sempre un sentore di cinema alto dietro di noi.
Che poi, l’idea è anche molto originale e, in seguito, è stata ripresa parecchie volte; nel 1978, addirittura da Bob Clark. Inserire Holmes in un contesto chiaramente horror portò anche ad ulteriori passi nel bizzarro spinto, quando qualcuno, ispirato da A Study in Terror, penso che non sarebbe stato male mischiare Sir Arthur Conan Doyle con La Guerra dei Mondi.
Insomma, questo piccolo horror inglese, a dire il vero con un ottimo cast, di cui però ormai si è persa la memoria, è stato abbastanza influente da finire qui, in compagnia di Polanski, Preminger e Wyler. Cose che solo l’horror è in grado di combinare.

21 commenti

  1. i numeri 2, 3, 5 e 8 sono tra i miei film preferiti in assoluto. piccole, grandi gemme che ero certa avrebbero trovato un posto sul tuo blog. e anche questa settimana mi tocca ripetermi: ottima classifica davvero 🙂

    1. Grazie ❤
      E così siamo arrivati al giro di boa. Se solo riuscissi a finire entro la fine dell'anno, sarebbe straordinario, ma non credo di farcela 😀

  2. Stefano69 · · Rispondi

    Con questa lista mi sento in forte imbarazzo: a parte Repulsion e Terrore nello spazio, non conoscevo altro… Mi consolo pensando a tutte le fantastiche “prime visioni” che potrò gustare! Grazie come sempre per i preziosi suggerimenti 🙂

    1. Siamo qui appositamente 😉
      Anzi, maggiore è il numero di opere poco note, meglio è! ❤

  3. E meno male che doveva essere un’annata non memorabile…Anche se sulle cinque chiavi è da un pò che ci giravo intorno (dallo splendido speciale di nocturno sugli horror antologici…anni, mannaggia)
    colpevolmente non ne ho visto nessuno e adesso mi hai fatto venire voglia di recuperarli tutti!
    Grande 🙂

    1. Perché tu non sai cosa succederà nel 1975, a proposito di annate memorabili 😀
      Lì sì che faremo i fuochi d’artificio!

      1. Beh, dai, alla fine non è andata male nemmeno qui 😀 Anzi, i film che di sicuro non ho visto sono in numero maggiore del solito: La Loba, Una notte per morire, Bunny Lake è scomparsa, Nanny la Governante… E, riguardo a Terrore nello Spazio, ero certo di trovarlo in questa lista (dopo questa sua eccellente prova quanto avrei voluto vederlo di nuovo, Marione nostro, alle prese con la fantascienza) 😉
        P.S. Mi chiedo se la lunga sequenza allucinatoria -e, almeno in parte, pure l’atmosfera schizzata- de Il Teschio Maledetto non si rifaccia in qualche modo a quel bizzarro horror in 3D del 1961, The Mask, dove era appunto una maschera funeraria azteca ad avere poteri molto simili a quelli del teschio…

  4. enricotruffi · · Rispondi

    Ho visto Bunny Lake molto recentemente, mi ha spiazzato a più riprese; ti frega con i suoi piani sequenza sontuosi, movimenti di macchina articolati e virtuosistici, sembra un giallo tradizionale, e invece gradualmente inserisce elementi fuori posto, personaggi sgradevoli, un’atmosfera di minaccia che poi esplode nell’ultima mezz’ora , che è di un’intensità incredibile. Ottima lista come al solito, Repulsion e Terrore nello spazio ovviamente sopra tutti. Aggiungerei Hush, sweet Charlotte, anche se è non è propriamente horror

    1. Diciamo che Hush sweet Charlotte è uscito all’ultimo istante perché ho pensato di aver già ecceduto con due film su 10 chiaramente appartenenti alla hagsploitation 😀

  5. Che splendore di lista, grazie Lucia!
    Ne conosco solo 3, il resto mi ha fatto salivare copiosamente.

    1. Ma figurati! Sono contenta che queste liste piacciano ❤

  6. Bunny Lake è scomparsa è un film che ho recuperato da poco e che ho veramente apprezzato (amo i titoli di testa con la mano che strappa pezzi di fogli). Invece non conosco La Loba. Sembra davvero interessante.

    1. Difficile da reperire, soprattutto per quanto riguarda i sottotitoli, ma molto interessante.

  7. Anno godurioso!
    Ho trovato le cinque chiavi del terrore (più un suo Dracula rises from the grave), e aggiunto alla lista anche Il collezionista, che avevo visto in tv e ricordo bene ❤ ❤ ❤
    Di Bunny Lake avevo trovato a suo tempo il libro, che è sempre una buona cosa.

    1. Non ho mai letto il romanzo, perché ho sempre avuto qualche difficoltà nel reperirlo. Tu sei riuscita a trovarlo?

      1. Sì, ma in biblioteca… non dovrebbe essere impossibile trovarla ancora in giro, penso, è una copia del 2010, editrice Polillo (collana I bassotti).

        1. Grazie, mi metto subito alla ricerca! :*

          1. Figurati! Good luck 😉

          2. scusate se mi intrometto nella discussione, ma visto che lo cercavo anche io qualche tempo fa vi posso confermare che si trova anche usato su amazon 🙂

  8. Annata con perle interessanti.

  9. Terrore nello spazio è il mio Bava preferito, con due soldi in croce ha fatto l’impossibile (lo sai che sono ancora qui che sfoglio la margherita, se andare o no a vedere It? Manco fossi un innamorato che non sa decidere se dichiararsi – o forse è proprio così 🙂 )

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