Ciclo Zia Tibia 2019: Cose Preziose

Regia – Fraser C. Heston (1993)

Altra promessa fatta, e mantenuta, il post su Cose Preziose, l’ipertrofico adattamento di uno dei romanzi più cinici del caro, vecchio Stephen King, diretto dal figlio di Charlton Heston e dalla durata suicida di due ore, che poteva essere benissimo quella di una miniserie tv in due parti.
E infatti, Needful Things somiglia più a un prodotto televisivo che a un film per il cinema; io stessa lo ricordavo come un roba passata solo sul piccolo schermo, ma è arrivato addirittura da noi in sala, nell’aprile del ’94 e, dato il cast delle grandi occasioni, era anche naturale, solo che, attori a parte, ogni singolo aspetto della regia e della produzione grida “televisione”, ed è per questo che Cose Preziose non fa parte del novero delle trasposizioni più amate dai fan: nonostante si siano tutti impegnati parecchio per realizzare l’horror di prestigio e di serie A, il risultato finale è un B movie a cui mancano solo un pizzico di cattiveria e qualche litro di sangue in più, per essere un vero e proprio filmaccio di quelli che piacciono a noi.

Perché ne stiamo parlando, allora?
Perché, come ormai dovreste sapere molto bene, a me interessano anche i film sfortunati, dove non tutto è andato per il verso giusto o come previsto da regista e produzione.
Sicuramente, uno come Heston aveva il potere di chiamare sul set grandi nomi a lavorare con lui, anche se si trattava di un film dell’orrore e di un quasi esordio (Heston aveva diretto film per la tv, questa era la sua prima prova con il grande schermo). Questa possibilità, spesso negata a molti registi all’inizio della loro carriera, Heston la sfrutta al massimo: il protagonista di Cose Preziose è Ed Harris, mentre l’antagonista è Max von Sydow. Ma Cose Preziose è, prima di tutto, un romanzo corale e, intorno al malefico negozio di Leland Gaunt gravita la varia e miserabile umanità rappresentata dagli abitanti di Castle Rock, una cittadina che i lettori abituali di King dovrebbero conoscere molto bene.

Ho sempre pensato che Cose Preziose fosse, da un certo punto di vista, una versione aggiornata, riveduta e corretta di Salem’s Lot. Hanno lo stesso impianto, perdonatemi il termine, da soap opera di paese, con un elemento maligno che va a intossicare le vite di persone, tutto sommato, per bene. Ma la differenza sta nel fatto che i bravi cittadini di Castle Rock hanno una scelta che non è concessa ai loro omologhi di Salem; in altre parole, Leland Gaunt fa leva sulle meschinità e sulle debolezze dei singoli individui perché delle piccole rivalità si trasformino in faide omicide, fino allo scatenarsi di un’apocalisse su scala locale.
Per questo ho detto prima che Cose Preziose è un romanzo molto cinico: ogni azione compiuta, ogni piccolo favore fatto a Gaunt in cambio di un oggetto, ogni atto di violenza, sono tutti frutto di scelte personali. Gaunt si limita a tirare qualche filo, ma la cattiveria è dentro i personaggi, aspetta soltanto che qualcuno li autorizzi a portarla alla luce.

Questo rende attuale il romanzo in modo abbastanza sconcertante, ma il film non arriva alle sue stesse conclusioni, purtroppo: alla fine, la responsabilità delle azioni dei cittadini viene negata e la colpa è tutta del luciferino Gaunt, che li ha spinti a fare tante cose brutte.
È un problema legato alle semplificazioni di rito, prezzo da pagare per quasi tutte gli adattamenti dalla pagina allo schermo, piccolo o grande che sia: spesso le sfumature non passano. Ma, nel caso di Cose Preziose, non si tratta di semplici sfumature, si tratta di una presa di posizione abbastanza netta.
Ed è un gran peccato, perché la prima parte del film funziona molto, molto bene, in parte per merito del già menzionato cast (Amanda Plummer nel ruolo di Nettie è straordinaria), in parte per merito della scrittura dei personaggi, di cui si sottolineano tutti i limiti caratteriali, avidità, paura del prossimo, invidie assortite, rimpianto di vite buttate alle ortiche, traumi più o meno rimossi e via così, fino ad arrivare al momento culminante del film: lo scontro mortale tra Nettie e Wilma.

Ecco, fin lì, Cose Preziose riesce persino a essere un bel film. Non tanto un horror, quanto una satira di costume ambientata nel classico microcosmo kinghiano che sia Heston sia lo sceneggiatore Richter mostrano di conoscere a fondo e di capire altrettanto bene.
Anche la faida tra il vice sceriffo e il giocatore di cavalli compulsivo “Buster” Keeton funziona alla grande, proprio perché sono personaggi mediocri e meschini, cui bastava solo una spintarella per trasformarsi in mostri.
Poi, Cose Preziose paga il prezzo di una serie di scelte sbagliate, o anche dei diversi tagli che lo hanno portato alla sua forma definitiva di due ore. Ne esiste infatti anche una di tre, andata in onda in televisione, ma non l’ho mai vista e non ho idea di cosa sia stato aggiunto, quindi mi sto limitando a fare ipotesi.

Eppure, eliminare il suicidio del giovane Brian è una scelta sbagliata, e non è dovuta alla necessità di accorciare il minutaggio; lasciare fuori campo quasi tutti gli omicidi e le scene più efferate è un’altra scelta sbagliata, perché io posso capire che, con un gruppo di attori del genere, si puntasse alla grande distribuzione e ad annoverare il film tra i cosiddetti horror di prestigio, ma l’autocensura e il prestigio non sono direttamente proporzionali, e non è togliendo il sangue che aggiungi punti critica al tuo film, soprattutto se stai adattando Stephen King e stai raccontando dell’arrivo del Diavolo in persona in una piccola città.
Per fortuna che von Sydow tiene in piedi la baracca quasi da solo: il suo Gaunt è sornione, affascinante e ironico quanto basta per evitare che la palpebra cali in maniera eccessiva una volta scomparsa Nettie dalla scena. Dal canto suo, a Ed Harris non viene dato moltissimo su cui lavorare: Alan Pangborn, spogliato poi della sua storia personale, e quindi del suo spessore, si limita a rappresentare il raziocinio e il buon senso in un contesto che si fa sempre più folle, ma è una funzione narrativa, non un personaggio.

Rimane qualche sequenza suggestiva, come quelle ambientate al faro, rimane la classe con cui von Sydow volta le spalle a Castle Rock per salire sulla sua macchina e andare a fare danni altrove, rimane qualche spunto interessante concentrato nei primi 45 minuti o giù di lì, per un film che, se preso come uno sceneggiato d’altri tempi, è ancora abbastanza godibile e divertente.
Ma credo che sia uno di quei casi in cui è necessaria una nuova trasposizione, che sia in grado di cogliere anche gli aspetti più fastidiosi e non accomodanti del libro di King. Cose Preziose, il romanzo, è forse più adatto ai tempi che stiamo vivendo di quanto non lo fosse 26 anni fa. A realizzarlo bene, ci sarebbe davvero da divertirsi.

 

18 commenti

  1. Come ormai dovreste sapere molto bene, a me interessano anche i film sfortunati, dove non tutto è andato per il verso giusto“… Quanto ti voglio bene… Splendida recensione, a tutto tondo, in cui salvi il salvabile e condanni l’evitabile. Grazie

    1. Ho una passione per questi film sfigatissimi, sono contenta che la condividiamo ❤
      Grazie a te.

  2. Blissard · · Rispondi

    Non mi aspettavo questa recensione, normalmente questo film viene liquidato con un “che cagata”, per mio sommo sconforto. Ti dò ragione su tutto, tranne che a proposito di una piccola cosa, peraltro paradossale.
    Sto andando di flusso di coscienza, quindi spero di risultare chiaro ma non mi sorprenderebbe il contrario. Cose preziose (il lobro) ricalca il canovaccio di Salem’s Lot, spruzzandoci un pizzico di Bradbury e soprattutto copiando l’idea più brillante da un racconto di Matheson, Il Dispensatore. La fiammeggiante escalation di soprusi e violenze del romanzo a me è sempre apparsa più mathesoniana che kinghiana, dato che quest’ultimo ha sempre avuto questo aspetto cerchiobottista per cui noi uomini siamo delle merde ma siamo anche e soprattutto brava gente: in questo senso, per quanto paradossale possa sembrare, il (baracconesco, ma a mio modo di vedere divertente) finale del film pur tradendo il romanzo non è in contraddizione con la poetica e la moralità kinghiane, esattamente come succede – ad esempio – nel Cujo di Teague.
    Per questo e per altri motivi a me, a distanza di anni, il film di Heston Jr. continua a piacere più di altre più celebrate trasposizioni delle opere di Stephen: è una burlonata che sa di esserlo.

    Ps: ho visto ieri Darlin’, aspetto la tua rece 🙂

    1. Ma infatti Cose Preziose è più realista del Re, ovvero più kinghiano di King. Hai perfettamente ragione.
      Più che da Matheson a cui King deve tantissimo, Cose Preziose sembra scritto dallo pseudonimo “cattivo” di King, Bachmann.
      Dovrei riuscire a vederlo tra stasera e domani, Darling.
      🙂

  3. Il libro e’ un’altra dimensione, tra l’altro uno dei miei preferiti di King,
    ho gia’ espresso il mio parere in altri post circa questo film, ma sono d’accordo con Lucia.
    Dato che vanno di moda i remake spero che un giorno venga rifatto con la regia di Mike Flanagan.

    1. Magari Flanagan! Sarebbe un bel colpo!

      1. e’ il mio sogno, tutti i remake horror rifatti da Flanagan

  4. Non sapevo fosse stato sceneggiato da W.D. Richter, il che mi fa venire voglia di rivederlo perché credo che Richter sia uno sceneggiatore straordinario che è sempre stato tradito dai limiti tecnici o dalla mancanza di coraggio delle sue case produttrici (guarda l’elenco delle cose che ha scritto – il Dracula con Langella, Buckaroo Banzai, Grosso Guaio a Chinatown, gli Ultracorpi con Sutherland…)
    Io voglio bene a W.D. Richter.

    1. Ma la sceneggiatura è solida, soprattutto se si pensa che è un adattamento kinghiano, e quindi si parte da un minimo di 500 pagine da ridurre per lo schermo.
      Voglio molto bene anche io a Richter

  5. Chiamate Mike Flanegan! Lui si che saprebbe restituirci un capolavoro!

    1. Sei il secondo commentatore che propone Flanagan per un remake di Cose Preziose 😀

      1. Giuseppe · · Rispondi

        Aggiungine pure un terzo: Cose Preziose ha bisogno di qualcuno che sappia rimettere a posto quello che non funzionava a dovere (ovviamente l’interpretazione di Max Von Sydow è esclusa) in questa versione cinematografica, e Flanagan mi sembra particolarmente adatto 😉

      2. Facciamo una petizione, vedi Game of Thrones 😉

    2. precisazione, e’ Flanagan, non Flanegan 😀

  6. Voce fuori dal coro: a me “Cose preziose” piace molto, e ho pure letto il libro. La vhs Penta (che acquistai) era peraltro cut della scena madre dello scontro tra Wilma e Nettie, reintegrata solo nel (pessimo) dvd Cecchi Gori. Grandissime le sequenze di “Buster” Keeton che gioca con il plastico della corsa dei cavalli di latta con la voce del cronista fuori campo… Il film ha degli ottimi momenti, altri un po’ meno, ma gli voglio bene.

    1. Ma gli voglio un gran bene anche io, altrimenti non ne avrei proprio parlato. Qui si parla solo di film a cui si vuole bene!

  7. “E’ tutta colpa della bossanova… ” 😉

    1. 😀 😀
      Von Sydow spettacolare.

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