10 Horror per un Anno: 2002

Piccola avvertenza prima di cominciare: mi rendo spesso conto di dare per scontate certe cose, mentre invece così non è, soprattutto sui social. La lista della scorsa settimana ha suscitato una serie di domande e dubbi, non tra i commenti qui sul blog, ma altrove, e capisco che è colpa mia e ogni tot devo ribadire le regole che sottendono alla compilazione di queste “classifiche” che classifiche in realtà non sono.
Prima di tutto, l’ordine della lista non è determinato dal gradimento, ma dalla data di uscita del film, per cui un film in prima posizione lo è solo in virtù di essere arrivato in sala prima degli altri.
Questo ci porta alle assenze: se manca un film importante non mi sono rincoglionita. Quando leggete da qualche parte che un film è, per esempio, del 1992, non è detto che sia stato distribuito nel ’92. Prendiamo la lista che state per leggere, dove mancano, in teoria, due pellicole fondamentali: May e Bubba Ho-Tep. Entrambe sono state prodotte nel 2002, ma il pubblico generico (non quello dei festival) non le ha viste fino all’anno successivo, quindi rientreranno nel novero della lista del 2003.
Sperando di essere stata chiara, scusandomi in anticipo per chi già sapeva tutto, e promettendo di ribadire il concetto ogni tot di settimane, posso passare all’elenco dei film di un anno letteralmente dominato da UK e Spagna.

1. Dark Water – Regia di Hideo Nakata (Uscito in Giappone il 19 Gennaio del 2002)

Se Ringu è di sicuro il film più famoso di Hideo Nakata, Dark Water è il suo capolavoro. Entrambi attingono dalla narrativa dello stesso scrittore, Kōji Suzuki, ma in questo caso lo spunto è un racconto breve contenuto nell’antologia Dark Water (edita da noi dalla Nord, ma da tempo fuori catalogo). Il risultato è un film spaventoso e struggente, che riscrive in parte le regole dell’infestazione tipica giapponese e, in piena esplosione del J-Horror (anche questo film ebbe il suo remake americano tre anni più tardi), cerca di dire qualcosa di nuovo e originale sul tema.
Come da titolo, è un film basato sulla presenza ossessiva dell’acqua, tema ricorrente e fonte di continua inquietudine. Se per caso lo avete perso all’epoca, recuperatelo. A mio avviso, uno dei più bei film dell’orrore giapponesi di sempre.

2. Resident Evil – Regia di Paul W. S. Anderson (Uscito negli USA il 15 Marzo del 2002)

Dal sublime al triviale in poche righe, come si suol dire, e immagino già tanti nasini che si storcono per la puzza. Eppure, a prescindere dal mio personale gradimento per questa saga, il primo Resident Evil è un film importantissimo, un po’ perché ha usato, nel suo rapporto con la fonte d’ispirazione, un metodo molto simile a quello del MCU, ma con parecchi anni di anticipo, e soprattutto perché ha avuto il primato di riportare un certo tipo di zombie al cinema, dopo un lunghissimo periodo di crisi e marginalità. Sì, certo, in questo stesso anno è uscito un altro film, considerato da tutti l’iniziatore di quella zombie mania che pare ancora non essersi spenta del tutto. Eppure gli zombie di RE sono un po’ più classici, per quanto inseriti in un contesto iper tecnologico, di quelli del suo collega più amato dai critici.

3. Blade II – Regia di Guillermo del Toro (Uscito negli USA il 22 Marzo del 2002)

O di quando del Toro si scoprì regista d’azione, girò su commissione il seguito di un buon film e lo fece diventare un mezzo capolavoro.
Ora pare facile, scorrendo a posteriori la filmografia del regista messicano più bello del mondo, ma nel 2002 del Toro non era nessuno, a Hollywood. Anzi, la sua prima esperienza nel cinema statunitense era stata un mezzo fallimento, mentre in patria girava piccoli horror d’autore. Ma, nonostante la brutta vicenda di Mimic, fu proprio quel film non del tutto riuscito ad attirare l’attenzione dei produttori di Blade II e a consegnargli le chiavi del sequel. Il resto è storia: miglior capitolo della saga del Diurno a mani basse e l’inizio di una carriera sfolgorante.

4. Dog Soldiers – Regia di Neil Marshall (Uscito in UK il 10 Maggio del 2002)

C’è stato un momento, nella recente storia del genere, in cui tutti i registi e i film più interessanti venivano dall’Europa e in cui il futuro dell’horror aveva un nome e un cognome: Neil Marshall. Poi non tutte le promesse sono state mantenute, Neil è rimasto in silenzio, lavorando soltanto in tv (ma dirigendo il più bell’episodio di tutte e otto le stagioni di GoT), per tornare con il rischiosissimo e purtroppo fallimentare, per quanto riguarda il botteghino, reboot di Hellboy. Ma quando Dog Soldiers si affacciò da queste parti, fu una gran bella botta di adrenalina. Abituati com’eravamo a fantasmi con i capelli davanti agli occhi da un lato, e ad adolescenti in fuga da assassini dall’altro, Dog Soldiers era un ritorno a un tipo di horror più viscerale, sporco e cattivo. Gli abbiamo voluto bene, io gliene voglio ancora tanto, a Marshall. Per quanto mi riguarda, l’horror porta ancora il suo nome e il suo cognome.

5. Below – Regia di David Twohy (Uscito negli USA l’11 Ottobre del 2002)

below1

Gli horror ambientati nei sottomarini sono pochi, eppure è un set magnifico per farci passeggiare i fantasmi, qualunque tipo di fantasmi siano. L’idea, molto intrigante, alla base di Below, è quella del sommergibile infestato, un luogo da cui non si può scappare, soprattutto se in piena Seconda Guerra Mondiale. Bisogna rimanere lì sotto, a combattere un nemico letale e invisibile, mentre gli strumenti vanno in avaria, i membri dell’equipaggio muoiono come mosche o impazziscono, e i sopravvissuti sono sempre più in trappola, sempre più senza alcuna via d’uscita.
Twohy, di cui abbiamo già avuto modo di lodare Pitch Black, ha avuto una carriera meno brillante di quella che avrebbe meritato, forse perché il suo nome è rimasto legato al personaggio di Riddick. Ma che fosse in grado di fare anche altro è testimoniato da questo gioiellino.

6. Darkness – Regia di Jaume Balaguerò (Uscito in Spagna l’11 Ottobre del 2002)

Anche se si era già fatto conoscere nell’ambiente per il suo esordio del 1999, Nameless, questo è il primo film in lingua inglese diretto da Balaguerò, in base a una concezione produttiva in grado di trasformare la Spagna in una specie di terra d’elezione per l’horror nel giro di pochissimi anni. C’è di mezzo quel geniaccio di Yuzna, come abbiamo già ripetuto tante volte, che se ne era andato dagli Stati Uniti, capendo in anticipo che da quelle parti, per il genere, tirava una brutta aria.
La formula è semplice, ed è molto simile a quella più tardi utilizzata da Jason Blum: cast internazionale non divi, ma di attori capaci, budget non superiore ai 10 milioni di dollari e uso dell’inglese per far presa su tutti i mercati.
Ma, a parte queste considerazioni, Darkness è anche un ottimo film, solitamente citato pochissimo quando si parla di Balaguerò, come se la sua vita professionale fosse cominciata con Rec.

7. The Ring – Regia di Gore Verbinski (Uscito negli USA il 18 Ottobre del 2002)

Se vi dico che preferisco di gran lunga il remake americano all’originale, smettete di leggermi per sempre? Forse sì, e forse avreste anche ragione, non lo so. Devo anche ammettere di aver maturato questa preferenza nel corso degli anni, perché a una prima visione, The Ring non mi aveva entusiasmata affatto. Solo di recente ho cominciato ad apprezzarne eleganza e stile gotico, nello specifico, dopo aver visto e amato tantissimo La Cura dal Benessere e aver trovato tanti punti in comune con il film che ha dato il via alla prima ondata di remake hollywoodiani, quella dedicata a pellicole orientali adattate ai gusti del pubblico di casa.
Ora, io credo che il pregio maggiore di The Ring sia proprio quello di non indulgere nell’appiattimento della vicenda a uso e consumo di una platea di rincoglioniti, ma di mantenerne e, in alcuni casi addirittura amplificarne, le complessità. Il consiglio non richiesto che posso darvi, riguardo a The Ring, è di provare a rivederlo senza concentrarvi troppo sulle cose più evidenti, tipo le facce dei cadaveri e Samare che esce dalla tv, ma sui dettagli meno visibili.
Prego.

8. 28 Giorni Dopo – Regia di Danny Boyle (Uscito in UK il 1 Novembre del 2002)

Non sono mai stata un’estimatrice di Danny Boyle, e Dio solo sa quanto il suo stile riesca a irritarmi. Eppure, come si può non dargli atto di aver realizzato uno degli horror più importanti di inizio secolo? Non si può, e quindi, eccolo qua, 28 Giorni Dopo in tutto il suo splendore. Al di là delle questioni di lana caprina sul problema urgentissimo riassumibile in “sono zombie o infetti? E, se sono infetti, 28 Giorni Dopo può essere considerato uno zombie movie?”, c’è da dire che Boyle tiene una tensione pazzesca e trasmette un senso di desolazione apocalittico da groppo in gola per gran parte del suo film; persino il modo di girare con macchina a mano perenne e montaggio epilettico è funzionale alla storia. Poi, secondo me, con l’arrivo alla base militare, il regista manda un po’ tutto in malora, ma resta comunque sempre piacevole. E poi c’è Cilliam Murphy, e con Cillian Murphy si guarda qualunque cosa.

9. Second Name – Regia di Paco Plaza (Uscito in Spagna il 15 Novembre del 2002)

Rivelazione del venerdì mattina: neanche la carriera di Paco Plaza è cominciata con Rec; il suo esordio risale infatti al 2002 ed è tratto dal romanzo di Ramsey Campbell, Pact of the Fathers, dell’anno precedente. La produzione di Second Name è la stessa di Darkness, e quindi i metodi sono molto simili. Anche questo film è in lingua inglese e cerca di rivolgersi a un pubblico internazionale, a partire dalla scelta di adattare il romanzo di un autore britannico; anche questo film è a basso costo, ma in confezione di lusso e anche questo film ha l’ambizione di porsi come alternativa all’horror americano, battendolo sul suo stesso terreno.
Ci riesce, perché Plaza passa sempre per il meno bravo del duo, ma è un regista eccellente, quando ci si mette d’impegno, come in questo caso. Non è un film famosissimo, ma noi siamo qui a stilare liste mica per sport, vero?

10. Deathwatch – Regia di M.J. Basset (Uscito in UK il 6 Dicembre del 2002)

Torniamo nella vecchia Inghilterra per ricordare ancora una volta il miglior horror bellico mai girato, nonché esordio di M.J. Basset, regista prestata troppe volte alla televisione, di cui aspetto prima o poi un ritorno in grande stile al cinema. Deathwatch è un incubo di fango, sangue e sporcizia, tutto ambientato in una trincea tedesca abbandonata e occupata da nove soldati inglesi che si sono smarriti nella nebbia e non riescono a comunicare con il resto della loro unità.
Un’esperienza cupa e triste, quella della visione di Deathwatch, perché Basset è stata così brava da riuscire a raccontare prima di tutto l’orrore del conflitto, senza mostrare neanche mezza battaglia, e su quello costruire l’orrore soprannaturale, come se fosse una sorta di appendice naturale della guerra, come se certi tipi di manifestazioni maligne prosperassero sulla fine dell’umanità, si nutrissero, anzi, della fine dell’umanità. E insomma, non vi farà benissimo all’umore, vedere Deathwatch, ma ne uscirete arricchiti.

Articolo dedicato alla mia amica Catia, che oggi compie gli anni ed è una grandissima fan di Resident Evil

18 commenti

  1. valeria · · Rispondi

    bellissima lista! già solo con “dark water” sei partita alla grande (tra l’altro, piccolo OT personale: è uno di quei rarissimi film di cui non ho odiato il remake, anzi mi è addirittura piaciuto), poi passando per “the ring”, “below”, “darkness” e “28 giorni dopo” direi che hai detto tutto 😀 mi manca (e urge il recupero perchè adoro i film di guerra) “deathwatch”, di cui ricordo che avevi parlato benissimo qualche tempo fa.
    é sempre un piacere leggerti! 😀

    1. Sì, Deathwatch è un bellissimo film e lo consiglio sempre a tutti gli amanti dell’horror bellico, che è un genere abbastanza raro. Peccato che sia difficile da reperire in buona qualità, perché non è mai uscito in blu ray 😦
      Grazie a te!

      1. Giuseppe · · Rispondi

        E intanto teniamoci stretto almeno il dvd, visto che tra l’altro sembra ormai essere fuori catalogo da una vita (almeno da noi)! Tornando alla lista, non può che farmi piacere vedere in prima posizione quel gioiello di Dark Water, con il suo triste e delicato connubio fra terrore soprannaturale e dramma familiare (differente -anche nelle premesse- dalla classica spietata maledizione stile Ju-on o Ringu).
        Per il resto, oltre a Basset e Nakata vedo che gli altri nomi che contano ci sono tutti (Anderson, del Toro, Marshall, Twohy, Balaguerò, Verbinski, Plaza e sì, pure un Boyle niente male)… e, a proposito di quello che hai scritto sul remake di Verbinski, no problem: continuerò a leggerti come se niente fosse successo 😉

  2. Se mi parli di Dark Water però mi colpisci al cuore. Io adoro quel film e lo considero anch’io il capolavoro di Nakata. Comunque il The Ring di Verbinski è stato il film che mi ha fatto appassionare all’horror e soprattutto al J-horror (e anche il remake migliore di un horror giapponese soprattutto pensando alle cafonate che poi verranno fatte ad altre pellicole).
    28 giorni dopo è un signor film così come Dog Soldiers.
    Ottimi consigli!

    1. A me Dark Water spezza il cuore, sempre. È un film di una poesia inarrivabile.

      1. Concordo in pieno! Anche a me ha commosso tantissimo.

  3. Blissard · · Rispondi

    Mi aggiungo al gruppo di adoratori di Dark Water, un capolavoro con un finale che fa gelare il sangue e ti blocca un groppo in gola.
    The Ring lo vidi al cinema, recuperando l’originale giapponese solo vario tempo dopo; dovrei rivederli entrambi.
    Bello e sottovalutato Darkness, Second Name l’ho rivisto qualche tempo fa e devo ammettere che mi ha annoiato.

    1. Poi mi pare che Nakata stesso non si sia mai più ripetuto a quei livelli. Potrei sbagliare, perché ho smesso di seguirne la carriera dopo la parentesi hollywoodiana che mamma mia, quanta monnezza.
      Second Name non ha poi questo ritmo elevatissimo, però, secondo me ha una gran bella atmosfera e fa un bel servizio al romanzo di Campbell.

      1. Blissard · · Rispondi

        Onestamente l’ho un po’ perso di vista anch’io Nakata, scoraggiato da recensioni non proprio entusiastiche.

  4. Dark Water e Resident Evil sono i miei preferiti,

    Dark Water non mi ha fatto chiudere occhio per un mese, ancora lo ricordo, dormivo la notte con la luce accesa, e non sono pauroso, ma mi a dato un senso di inquietudine,
    la stessa cosa con Shutter (2004), un horror agghiacciante, 2 sequenze da antologia, il demone ai piedi del letto e sulle spalle di Ananda Everingham (mal di collo, ahhhh).>:O

    Resident Evil senza tempo, e poi Milla Jovovich e’ bellissima 🙂

    The Ring e 28 giorni dopo, non mi hanno lasciato molto, li ho rimossi, preferisco Ring (1998) di Hideo Nakata

    Gli altri mai visti, devo ricuperare 😦

    1. Dimenticavo, auguri a Catia 🙂 urge un rewatch dell’intera saga di RE 🙂

      1. Catia ringrazia! E il rewatch io lo faccio annualmente 😀

        1. Di tutta la saga? 🙂
          io la rivista l’anno scorso, ora tra 3 anni 🙂

          da Wikipedia:

          Nel maggio 2017 è stato annunciato il reboot della serie, diretto da regista James Wan, con un cast interamente nuovo.

          mi spiegate che senso ha questo remake- reboot?
          😦 😦

  5. Lucia, dovresti aprire una sezione in cui si segnalano film da vedere,
    Ho appena finito di vedere un film molto bello, non so se l’hai visto, ma e assolutamente da vedere
    si trova su Netflix

    The Perfection (2018)

    https://www.imdb.com/title/tt7772580/
    inserisco il trailer

  6. Mi manca alla visione solo l’horror bellico, che deve essere davvero un ottimo film. Darkness e Second Name li ho visti mi piacquero anche, ma li ho pressoché scordati. Resident Evil rimane l’unico film che mi garba assai di quello che si chiama impunemente come il regista di The Master. Ma sopratutto Dog Soldier e Below sono due film assolutamente straordinari, di due ottimi registi che purtroppo non hanno avuto il successo che meritavano.

    1. Io sono ancora convinta che Neil tornerà a stupirci, vedrai.
      Gli basta solo trovare il progetto adatto a lui.

  7. Concordo su Resident Evil, il primo aveva il suo fascino, oltre a legarsi alla genesi del gioco molto bene.
    Poi è diventato il carrozzone franchise negli episodi dopo.

    Dog Soldiers un gioiellino.

  8. Come sempre bellissima lista..Darkness è davvero un ottimo film, molto classico,ma spaventoso assai..the ring ha una costruzione impeccabile di suspense e Blade 2 è assolutamente delizioso.

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