A Song of delusione e scazzo

Non parlavo di GoT da circa quattro anni, e l’ultima volta è stata un po’ burrascosa, non tanto qui sul blog (i commenti erano stati preventivamente chiusi), quanto sui vari social dove mi sono trovata a discutere del valore narrativo degli stupri (eh sì, è tutto vero).
Per me la serie è morta intorno a metà della quinta stagione, ma ho continuato imperterrita a vederla: è stata una delle mie serie preferite, se non la preferita, per molto, molto tempo, e mi si è spezzato il cuore ad assistere al suo suicido narrativo. Eppure, una volta aggirato lo scoglio della stagione peggiore, ci si poteva accomodare a guardarla senza più un briciolo di investimento emotivo, con lo stesso spirito di chi si diverte con i filmati degli edifici demoliti a rallentatore, per dire.
Insomma, mi sono goduta uno show che, nelle parole del sommo Ian McShane, era solo “tits and dragons” e, come milioni di altre persone, ho atteso il finale, pensando che tanto, peggio di così…
E invece.
Ah, non devo essere io a dirvi che l’articolo sarà PIENO ZEPPO DI SPOILER, vero?

Devo però fare una breve premessa: non sono una “fan” del personaggio Daenerys, non lo sono mai stata, anche perché non credo che in una serie come GoT il punto fondamentale sia essere fan di questo o quel personaggio; certo, ognuno di noi ha le sue preferenze (Cersei e Sansa sono le mie), ma ogni personaggio, in questo enorme affresco durato la bellezza di otto anni, ha avuto il suo spazio per crescere e farsi conoscere dal pubblico. Soprattutto, mancando la chiara distinzione tra bene e male, era molto difficile schierarsi apertamente dalla parte di qualcuno.
Era questo, in fondo, il bello di GoT: l’ambiguità morale, i personaggi non definiti in base al bianco o nero, ma tutti belli impastati di toni di grigio nel loro modo di agire; persino la dispersione degli eventi, il fatto che ci volesse tempo per far succedere le cose, che tutto si svolgesse non tanto sul campo di battaglia, ma in lunghe conversazioni nelle stanze del potere. A me tutto questo piaceva, perché la trama non avanzava a seconda del capriccio degli showrunner, ma sulla base delle azioni e delle scelte compiute dai personaggi.
In altre parole, per usare un linguaggio tecnico e darsi pure un tono anglofono, GoT era una serie character driven e non plot driven.

Non c’è niente di male nell’essere plot driven, sia chiaro: moltissimi film horror lo sono, e non è una cosa sbagliata in sé; lo diventa, a mio avviso, nel momento in cui una serie così lunga e con una determinata impostazione, si trasforma in un’altra cosa, che può sempre piacere, ma che ha smarrito la propria identità specifica, ha smarrito ciò che la rendeva speciale.
Non voglio parlare dei libri né mettermi a fare scomodi confronti. Sono una lettrice di vecchia data di ASOIAF, ma conosco anche piuttosto bene le difficoltà di un adattamento, le differenze che intercorrono tra il linguaggio della narrativa e quello della televisione, quindi non ho intenzione di frignare perché “i libri erano meglio”: certo che erano meglio, non è questo il punto.
Il punto è che, mentre il coinvolgimento diretto di Martin nella serie si faceva sempre più marginale, Benioff, Weiss e gli altri sceneggiatori (quasi tutti uomini; ci torneremo) procedevano al sistematico assassinio dello sviluppo dei personaggi nel nome della divinità chiamata plot, snaturando, di fatto, la serie.

Credo che le petizioni per far rigirare l’ultima stagione di un prodotto che non ci è piaciuto (o per escludere un film non di nostro gradimento dal canone di una saga) siano una delle manifestazioni più miserabili dell’umana idiozia. Detto questo, non si può assimilare qualunque forma di pensiero critico riguardante l’atto conclusivo di GoT allo strepito di un fan che non ha avuto il finale desiderato; dire che il voltafaccia d Daenerys nel quinto episodio dell’ottava stagione avviene in maniera repentina, ingiustificata e distrugge sette anni di crescita del personaggio, non significa essere tifosi di Daenerys o aver frainteso il suo ruolo all’interno della storia di Westeros, pensando che fosse una sorta di principessa Disney. Pretendere quella cosa chiamata coerenza narrativa non è lo stesso che insultare autori e cast sui social. Ci sono le sfumature, nella vita, e sarebbe il caso di riconoscerle, altrimenti qualunque tipo di discussione si riduce a chi strilla più forte, a striscioni e bandiere, a curve calcistiche.
Non è sbagliato a prescindere portare Daenerys a essere talmente corrotta dal potere da commettere un genocidio. Ci può stare, il seme della distruzione è insito nel suo personaggio e, se ben coltivato da una scrittura attenta, di nuovo, alle sfumature, può portare la storia in territori molto interessanti, tipo, che so io, far specchiare Dany in Cersei, una Cersei magari un po’ più presente rispetto all’ombra di se stessa che è stata in questa stagione. Vedere due donne, partite entrambe da una condizione di inferiorità, raggiungere il potere e poi scoprire di somigliarsi, pur con degli obiettivi opposti.
Lo dico spesso: il problema non è il cosa, ma il come, non l’evento, ma il metodo.

Perché, messa in questo modo, io vedo soltanto una pazza che sbrocca, delusa dal non aver fatto sesso con il suo fidanzato; vedo solo un adagiarsi della sceneggiatura su un pigro e sciatto determinismo genetico, aggravato dal fatto che persino il Re Folle, prima di voler bruciare tutti quanti, era stato irrevocabilmente sconfitto e l’eventuale strage era solo l’atto estremo di un uomo che aveva fallito.
Invece Daenerys ha vinto: ha realizzato il suo sogno, ha compiuto il suo destino, i soldati dei Lannister si sono arresi, il trono è suo. E lei, giustamente, parte col massacro perché, poverina è pazza, è una Targaryen, Jon Snow non è voluto andare a letto con lei e si sa come sono le femmine, no? Meglio che non abbiano troppo potere, guarda come va a finire: tra lei e Cersei non si sa chi ha fatto saltare per aria più gente, però alla fine neanche Cersei avrebbe mai combinato un casino tale.
Ecco, questo contraddice l’intero arco narrativo di Daenerys, e non perché Daenerys sia “buona”: i buoni comunemente intesi, in GoT non esistono, in quanto l’universo in cui è ambientato ha una bussola morale, a voler essere generosi, tarata molto male o comunque in maniera molto diversa da quella di uno spettatore casuale, e possibilmente sano di mente, del 2019.

Sì, la Madre dei Draghi, nel corso delle stagioni precedenti, ha dato fuoco a parecchie persone, altre le ha crocifisse, è stata all’occorrenza un tiranno spietato.
Com’è normale (non giusto) in una monarchia assoluta di stampo dinastico in tempo di guerra.
Come tutti, e dico tutti, gli altri personaggi di GoT hanno compiuto atti abominevoli a pacchi: a partire da Ned Stark, eroe positivo nella memoria di molti (forse solo perché è morto presto), che decapitava amabilmente i disertori nel primo episodio per impartire una lezione ai figli; passando per Arya, che dava da mangiare al vecchio Frey la carne della sua stessa progenie; transitando per Tyrion, strangolatore di donne; arrivando addirittura a Jon Snow, cucciolotto puccioso esecutore a sangue freddo di ragazzini per impiccagione; finendo con la relativamente innocua Sansa, il cui personaggio diventa “adulto” quando nutre i cani del bastardo Bolton con il loro padrone. E sono tutti esempi di azioni non propriamente eroiche, a prescindere da quanto le vittime si meritassero di fare quella fine: se stessimo qui a fare l’elenco delle vittime di Daenerys, con la sola eccezione dei due Tarly (ma con la possibilità di aver salva la vita), troveremmo schiavisti, assassini e stupratori.

E, prima che qualcuno protesti e si inalberi, non dico sia giusto, dico che è coerente e logico inserito nel contesto crudele di GoT, come sono stati coerenti e logici i più sorprendenti colpi di scena, tipo la già citata morte di Ned o le famigerate Nozze Rosse: entrambi gli avvenimenti sono stati il risultato di lunghi processi, sono derivati da un ferreo, per quanto perfido e draconiano, rapporto causa effetto.
Lo sbrocco di Daenerys è avvenuto soltanto perché agli sceneggiatori andava così: è il colpo di scena fine a se stesso, lo shock fine a se stesso, la voglia di stupire con l’imprevedibilità, senza alcuna connessione logica col tessuto delle stagioni precedenti, fine a se stessa, oltre che il risultato di una fretta del diavolo a concludere, che ha trascurato, quando non del tutto ignorato, i più elementari passaggi logici e tempi narrativi, per non parlare delle più prosaiche distanze geografiche o delle strategie militari. Ma cosa posso aspettarmi da una serie dove le truppe, invece che dimezzarsi, raddoppiano da una battaglia all’altra, e un’arma è letale e pericolosissima in un episodio, per poi diventare una barzelletta nel successivo?

Tutto questo perché gli ineffabili D&D dovevano fuggire alla corte di mamma Disney per occuparsi di Star Wars (ma D&D e il fandom tossico di Star Wars si meritano a vicenda, quindi va bene così), e bisognava concludere in fretta e furia, tentando di conciliare la fan fiction che GoT è diventata nelle ultime tre stagioni con la volontà di sconvolgere il pubblico a ogni costo. Ora, lo capite da soli che sono due cose di complessa conciliazione, e questo spiega abbastanza bene l’andamento schizofrenico di alcuni personaggi, tipo quello di Jamie e Brienne: le fan li volevano a letto insieme e li hanno avuti a letto insieme, salvo poi vedere il loro amato Jamie (Jamie lo stupratore di sorelle sul cadavere del figlio, ma son sottigliezze) fare due o tre voltafaccia a trecentosessanta gradi nel giro di due episodi. Questo accade quando si passa dal character driven al fan driven e poi definitivamente al plot driven, sperando così di passarla liscia e accontentare un po’ tutti.
Alla fine, che cosa resta?
Due maschi che complottano per far fuori una donna di potere, se proprio ci tenete a sapere cosa è arrivato a me; una delle più potenti villain femminili mai portate sullo schermo ridotta a stare ferma a un balcone per cinque episodi e poi a morire piagnucolando; una guerriera che frigna come se fosse una studentessa appena mollata dal capitano della squadra di football in una commedia americana; un’assassina addestrata che, all’ultimo secondo, cambia idea perché il Mastino le fa capire quanto sia brutta la vendetta; un’altra figura di potere relegata al Nord, che chi se lo incula il Nord, scusate.
Potrei andare avanti per ore, ma mi sono già dilungata abbastanza.
Ora non mi rimane che rileggermi i libri, in attesa che Martin scriva la sua conclusione. Magari sarà fallimentare come quella della serie, ma ne dubito. Fare peggio di così è difficile.
Oh, non fate che mi costringete a chiudere i commenti anche questa volta, per cortesia.

30 commenti

  1. Da quando ho letto questa notizia della petizione ho cominciato a dubitare dell’intelligenza umana,
    ma siamo seri?, allora dovrebbero ri-girare il 99% delle opere audio-visive mondiali, perche’ ha me non sono piaciute, non avevano il finale come volevo io e magari anche il cast era sbagliato.

    Quindi questi pensano che se a loro non e’ piaciuta la serie allora facendo una petizione online forse c’e’ la possibilita’ di rigirarla.

    Torniamo a Game of Thrones, io ho apprezzato l’ottava e ultima stagione, come tutte le altre,
    e non ho letto i libri (forse e’ un bene).
    Daenerys pazza? forse, ma allora lo erano tutti, perche’ gli altri (come ha specificato Lucia) non erano dei santi.
    Mi aspettavo che dopo la morte della regina Daenerys le cose si svolgevano in modo differente,
    tipo questa scena
    Il drago la solleva e la porta via volando, la camera si posiziona sul suo volto e finalmente lei apriva gli occhi che erano diventati blu.
    Ma ahime non e’ successo.
    Solo questo non mi e’ piaciuto, la rigirerete? 🙂 🙂 🙂

  2. Dimenticavo, lo stesso Martin online ha fatto sapere che da Game of Thrones nasceranno degli spin-off 🙂 , forse vedremo Arya esploratrice o La vendetta di Daenerys 🙂

    1. Gli spin-off in teoria dovrebbero coprire altre epoche, molto precedenti le vicende narrate in ASOIAF. Non so bene cosa aspettarmi, temo una versione cheap di GoT e non ho moltissima curiosità in merito 😀

    2. giuseppe maggio · · Rispondi

      Ciao a tutti, vorrei ricordare che lo stesso autore della petizione ha dichiarato di averla aperta per denunciare il pressapochismo amatoriale con cui si sono distrutti 7 anni di sceneggiatura e caratterizzazione dei personaggi delle passate stagioni (come Lucia ha già spiegato in modo chiaro in questo articolo) e non per pretendere davvero un remake della stagione (rimando il link per chiarezza: https://www.change.org/p/hbo-remake-game-of-thrones-season-8-with-competent-writers/u/24572094). Io ho firmato per questo motivo, inizio a diventare insofferente nei confronti delle belle regie che mostrano scene appaganti per gli occhi ma senza senso, cosa ancora più grave in GOT, che faceva della coerenza e profondità narrativa la sua punta di diamante, riducendolo ad uno Star Wars degli ultimi anni (paragone azzeccatissimo quello di Lucia).
      Per finire, i primi due spin-off dovrebbero essere 1) l’arrivo di Aegon il conquistatore e 2) La prima lunga notte (forse l’unica dovrei dire, visto che quella della 8×03 è durata una notte appena come qualsiasi altra) per spiegare il Night King, risparmio i commenti su questa becera procedura di marketing per cui se vuoi capire cosa è successo in una serie devi vederne un’altra per colmarne i buchi narrativi. Sono molto amareggiato, scusate 🙂

  3. Alessandro Cortese · · Rispondi

    Sono tra coloro che ha amato Tutta la serie, compresa questa ottava, compreso il finale. Non ho letto un rigo di Martin, quindi mi baso solo su ció che ho visto, che per me ha funzionato.
    Per quanto mi riguarda é chiarissimo lo sbocco di Daenerys: non é amata da nessuno, é isolata e temuta solo perché governa i draghi ed é risoluta, ha perso due figli, la sua miglior compagna, rischia di vedere il trono usurpato dall’uomo che ama e che ha l’appoggio dei suoi alleati. C’é la tara familiare, ma é anche vero che per otto stagioni tutti hanno ripetuto come un mantra che sarebbero bastati i draghi a radere al suolo Approdo del Re e che liberare i popoli significa per Daenerys, sterminare coloro che non si inchinano: ed é accaduto esattamente questo.
    Non poteva esserci un parallelo con Cersei, perché la vera rivale di Cersei é Sansa, la quale ha ottenuto il finale politicamente più accorto e vantaggioso, oltre ad essere riconosciuta come sovrana di valore.
    Il comportamento triplogiochista di Jamie é comprensibile: non ha potuto rendere saggia la sorella amatissima, la abbandona per combattere gli estranei (e quindi salvare Cersei da un pericolo), priva a dimenticarla con Brienne, ma alla notizia della guerra ad Approdo del Re, non puó fare altro che ammettere a se stesso che il suo posto è accanto a Cersei in pericolo, disposto a sacrificare onore e redenzione pur di rivederla, difenderla e morire con lei.
    L’inutile Jon Snow compie l’unica cosa da fare dopo otto stagioni di inespressività: accoltellare Daenerys, che meritava di essere accoltellata tre stagioni fa, ma sono sottigliezze. Anche il finale che lo vede a capo della colonizzazione dei territori ghiacciati, lo mostra in una luce diversa.
    Arya merita il trono al posto di quell’essere enigmatico di Bran, e Tyrion é un grande vincitore.

    1. Hai ragione. Non mi ero accorta che Approdo del Re non si era arresa. Colpa mia.

      1. Giuseppe Maggio · · Rispondi

        Forse Cersei non si era arresa, ma la città si. Prima suonano le campane tra le suppliche degli abitanti, poi i soldati Lannister depongono le armi sotto gli occhi della stessa Daenerys. Poi parte lo sbrocco senza senso, ennesimo esempio di colpo di scena a caso. Potevano renderla una cattiva complessa (vedi Darth Vader) e invece hanno preferito farla diventare una psicopatica. Ma non era più credibile se per uccidere Cersei lei andava dritta verso la Fortezza Rossa e la radeva al suolo con tutti i civili dentro? Almeno avrebbe avuto un senso. Prendo in prestito un commento di un famoso youtuber: “per farla diventare cattiva a prescindere l’hanno resa (in un nanosecondo) peggio del padre Aerys II il re folle, almeno lui voleva bruciare la città da sconfitto per non dare soddisfazione ai vincitori, lei invece la distrugge da vincitrice senza motivo, considerato pure che mai prima aveva ucciso degli innocenti.” A me purtroppo la forzatura sembra evidente

  4. Alessandro Cortese · · Rispondi

    Non ho scritto che Daenerys abbia fatto bene, anzi ho specificato che avrebbe meritato di essere accoltellata tre stagioni or sono. Il genocidio perpetrato ad Approdo del Re ormai arreso è un atto vile, infame, abietto, ma che non mi ha colto di sorpresa, proprio perché era già insito in Daenerys e che le motivazioni che ho sopra esposto, hanno fatto esplodere. Una esibizione di potere per vendicarsi, farsi temere, mantenere il proprio status quo e “liberare” il popolo a modo suo: nel sangue.
    La tiranna era sotto gli occhi di tutti fin dall’inizio.

    1. Sotto gli occhi di tutti non direi proprio.
      E comunque, a me certe volte pare di parlare una lingua diversa dall’italiano: non è il cosa è successo, ma il come.
      Se tu sei soddisfatto, io sono contenta per te, senza alcuna traccia di sarcasmo, sia chiaro. Sono sempre contenta quando qualcuno si gode una serie o un film.

  5. Alessandro Cortese · · Rispondi

    Al contrario sei chiarissima, probabilmente non sono chiaro io e mi spiace: PER ME era chiaro fin dall’inizio che Daenerys fosse una tiranna e nonostante la sua scalata al potere sia appassionante, gli indizi che avrebbero portato a quella strage c’erano tutti. Il come è avvenuto, mi ha soddisfatto: certamente si può sempre fare di meglio, e non tutti saranno contenti e non tutti i nodi sono stati sciolti (non credo che esista una serie che sciolga tutti i nodi), ma il messaggio della serie e la sua potenza, per me, sono chiari e non mi hanno deluso.
    Due sole cose non mi sono piaciute: la fine di Melisandre, che avrei voluto più truculenta, ma solo per appagare il mio odio per lei e la scelta di Bran come sovrano, ma va bene così.

    1. No, anche tu sei chiarissimo: è una questione di punti di vista. Per te l’occasionale comportamento tirannico e crudele di un personaggio, giustifica un genocidio del tutto immotivato. Ne consegue che chiunque, in GoT, sarebbe capace di genocidio e non sarebbe uno scandalo in nessun caso.
      Per me non è così, perché per arrivare a un genocidio, ho bisogno che la cosa venga costruita con un po’ meno fretta. Tutto qui.

      1. Alessandro Cortese · · Rispondi

        L’occasionale comportamento sempre più tirannico e sempre più crudele costruito in otto stagioni, e non solo nell’ultima, è l’indizio, la prova ed il preludio a quel genocidio immotivato, verso cui provo turbamento, orrore, rabbia e nessun tipo di empatia, ma che mi aspettavo.
        Conoscendo il personaggio di Daenerys, che non mi è mai piaciuto, e la sua psicologia così legata all’essere accettata come regina, alla lotta per il potere, al timore come arma di assoggettamento, alla sete di conquista, all’orgoglio di essere una Targaryen solo apparentemente diversa che vuole riscattare il proprio casato, al sua personalissimo e contestabile senso di “LIbertà”, trovo plausibile e condannabile, che la sua reazione davanti ai cadaveri dei propri figli, della sua amata compagna (la quale, come ultima parola prima della decapitazione, dice “Dracarys”), dei suo esercito dimezzato e vulnerabile, di Mormont, alla paura di vedersi rubato il trono dal nipote, all’isolamento politico ed emotivo che non si aspettava da parte degli alleati, dicevo, sia stata così mostruosa, spropositata e sanguinaria. Questo genocidio, sarebbe stato il modo in cui avrebbe governato i sette regni.
        Dopo otto stagioni, non mi aspettavo nessun atto di clemenza da parte di Daenerys di fronte ad una resa.
        Per queste ragioni, secondo me, il “come” narrativo funziona, coprendo tutta l’evoluzione del personaggio.
        Mi avrebbe stupito il contrario! Un atto di benevolenza e comprensione da parte di Danerys, per me, sarebbe stato un colpo di scena.
        Quando scrivi “Ne consegue che chiunque, in GoT, sarebbe capace di genocidio e non sarebbe uno scandalo in nessun caso.”, non sono d’accordo, perché la costruzione degli altri personaggi non ha portato ad un atto così orrendo, che tra l’altro solo Daenerys giustifica dando la colpa a Cersei e non assumendosene la responsabilità. Vile, appunto.
        Capisco le tue ragioni se non ti ha convinto.

  6. Salvatore · · Rispondi

    Che tristezza la morte dei draghi.ho visto con passione ogni episodio.riscrivere?che stupidaggini, riscrivessero il finale di Lost o di che checacchionesoio.aspettiamo i libri e vediamo se ci sarà coerenza.comunque bell articolo come sempre.

    1. Pretendere che la stagione venga rigirata, oltre a essere molto stupido, ignora completamente i processi produttivi ed è irrispettoso nei confronti del cast e di tutti i tecnici che hanno lavorato con passione e dedizione a GoT.

  7. Lucas_Corta · · Rispondi

    “D & D e il fandom tossico di Star Wars si meritano a vicenda” qui scatta la standing ovation. Per il resto sono d’accordo con te.

    1. Mamma mia, che brutte persone che gravitano intorno a SW.
      Grazie!

      1. Giuseppe Maggio · · Rispondi

        Probabilmente l’unico contributo che Weiss e Benioff daranno all’umanità nel guidare la storyline dei nuovi episodi X, XI, XII sarà farci rivalutare gli episodi precedenti 🙂

  8. giudappeso · · Rispondi

    Sottoscrivo tutto da cima a fondo, sia come lettore della saga che in qualità di spettatore della serie, perché la coerenza narrativa non prescinde dal mezzo espressivo, ne è la spina dorsale.

    1. Guarda, io ho letto di persone convinte che Daenerys fosse “cattiva” perché non aveva pianto la scomparsa del fratello. Ti dico solo questo.

      1. giudappeso · · Rispondi

        Le connessioni a Internet sono come il buco del culo, tutti ne hanno una. Il problema è che molti ne fanno lo stesso uso.

  9. Avevo iniziato a guardare GoT solo per la curiosità di vedere come HBO avrebbe trattato una serie fantasy. La prima serie mi era piaciuta talmente tanto che l’avevo rivista comperando il cofanetto in DVD. E dopo la prima serie mi ero messo a leggere tutti i libri, conoscendo così un autore che ora amo. Mi sono piaciute tutte le stagioni di GoT, per un motivo o per un altro. Anche quest’ultima, pur riconoscendo tutti i difetti che hai espresso in questa tua bellissima recensione. Visivamente, mi ha davvero impressionato. Ho quindi dato più peso all’aspetto visivo e all’affetto nei confronti dei personaggi più che allo svolgimento affrettato e schizofrenico della trama. Alla fine, c’era solo malinconia 🙂 E rimango naturalmente in attesa dei libri!

    1. Ma che uno possa restare appassionato alla vicenda e godersi anche l’ultima stagione è, per me, assolutamente fuori discussione, ci mancherebbe.
      L’aspetto visivo, quest’anno è poi stato ottimo, forse il migliore di sempre, anche se ho qualche perplessità sull’illuminazione del terzo, anche se non sono la sola.

  10. le accuse finali di maschilismo a questa serie non le ho mai condivise e non le condivido nemmeno adesso. Anche in questa ultima stagione nonostante la sceneggiatura frettolosa, ogni personaggio femminile si è comportato con coerenza

    1. Certo che quando c’è da negare l’esistenza di qualunque forma di maschilismo ovunque tu sei sempre in prima linea 😀

      1. non ovunque, solo in alcune serie tv e film.

  11. Giuseppe · · Rispondi

    Ammetto candidamente di non essere mai stato un fan sfegatato di questa serie (parlandone più in ambito televisivo che non romanzesco), pur avendola seguita fino a metà -grossomodo- della sesta stagione… più per abitudine ormai che altro perché, obiettivamente, superata la quinta stagione di reali motivi di interesse ne trovavo sempre meno. E non so quanti nuovi stimoli potrò trovare negli spin-off, a dirla tutta…
    P.S. Più che probabile che tu lo conosca già ma, per sicurezza, te lo segnalo comunque 😉

    1. Sì, l’avevo visto e ora ho le aspettative alle stelle e settembre mi pare lontanissimo.
      E comunque hai fatto bene a mollare la serie alla sesta stagione. Magari fossi riuscita a farlo anche io 😀

      1. “un’altra figura di potere relegata al Nord, che chi se lo incula il Nord, scusate.”

        io me lo inculo eccome. E Sansa regina del Nord è in assoluto uno dei momenti migliori di questo finale, sotto ogni punto di vista

        quanto a Jamie, vederlo sposato e felice con Brienne sarebbe stato bello ma poco credibile in una serie cupa come questa, è morto come doveva morire (e questo ha permesso un altro momento molto commovente quando Brienne ha scritto la stoeia di Jaime)

  12. ed è da notare il fatto che l’unico personaggio femminile a ottenere un regno è colei sulla quale all’inizio nessuno avrebbe scommesso, quella che sembrava solo una pedina ora è padrona mentre colei che sembrava predestinata, era partita facendosi prtatrice di grandi ideali..si ècorrotta nell’ossessione per il potere

    1. Giuseppe Maggio · · Rispondi

      Infatti le parabole segnate da entrambe sono molto interessanti (anche se non amo nessuna delle due), però il problema è come ci si è arrivati. Su Daenerys stendo un velo sennò ci metto una vita, Sansa ottiene il Nord dopo che uno Stark diventa Re (mah) e senza che nessun interlocutore abbia qualcosa da dire (Greyjoy o Martell che sono sempre stati indipendentisti più del Nord, arimah). La coltellata finale alla trama è stato renderla più intelligente di Ditocorto, Tyrion, Varys, Jon, Daenerys messi insieme; per far spiccare lei hanno reso stupidi tutti gli altri, per questo gioisco per lei ma piango per tutti gli altri

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