10 Horror per un Anno: 2001

Se nel 1991 l’horror non godeva di ottima salute, nel 2001  cominciava a dare segnali di un timido risveglio. Secondo IMDb, nel 2001 vengono prodotti 77 film dell’orrore, che non è una cifra da buttare via, nonostante in seguito il numero sarebbe stato destinato a salire, soprattutto grazie all’evoluzione della tecnologia. Il vero cambio di passo, per il cinema horror nel XXI secolo è infatti dovuto a un incremento nel cinema indie a basso costo, avvantaggiato dalla lenta scomparsa della pellicola come supporto principale e dall’avvento di dispositivi molto più economici, che anche le produzioni minuscole potevano permettersi.
Non è stato facilissimo compilare l’elenco che state per leggere, anche perché quando sono andata a verificare le date di distribuzione, mi è un po’ franato il terreno sotto i piedi (scoprirete perché nel post del 2002). Soprattutto, ho optato per alcune inclusioni ed esclusioni che forse non saranno di vostro gradimento. Ribadisco che non ho mai avuto la presunzione di determinare i migliori horror di ogni anno, ma solo quelli che mi sono rimasti più impressi. Sempre meglio ripeterle certe cose.

1. Kairo – Regia di Kiyoshi Kurosawa (Uscito in Giappone il 3 Febbraio del 2001)

Vi ricordate per forza l’esplosione del J-Horror nei primi anni 2000, quel proliferare di spettri con i capelli davanti agli occhi con la pessima abitudine di sbucare da sotto le lenzuola, dagli schermi televisivi, addirittura dai telefoni. Kairo, nonostante sia diretto da chi il genere lo aveva riportato in vita nel 1997 con Cure, è una bestia rara e anomala che spicca per originalità e impostazione autoriale in un filone che non ho mai amato più di tanto. Kairo è diverso da qualunque J-Horror vi capiterà di vedere, prima di tutto perché manca la sua caratterizzazione fondante, ovvero lo spettro rimasto intrappolato nel nostro mondo e desideroso di vendetta. I fantasmi di Kairo non hanno intenzione di fare del male a nessuno, sono delle semplici presenze, mosse da un senso di solitudine esistenziale che contagia i viventi e li spinge all’apatia, alla depressione e, infine, al suicidio. Ma è ancora più complesso di così, Kairo, e se ancora non lo avete visto, spero che queste poche righe vi spingano a procurarvelo. È stato funestato da un orrido remake statunitense nel 2006, che ha addirittura generato due seguiti. Imbarazzante.

2. La Spina del Diavolo – Regia di Guillermo del Toro (Uscito in Spagna il 20 Aprile del 2001)

Questo è il film dove del Toro si esprime, per la prima volta, al massimo della sua forza espressiva; terza regia dopo Cronos e la sfortunata parentesi americana di Mimic, La Spina del Diavolo segna il momento in cui il regista messicano comincia a costruire quel mondo sotterraneo rispetto alla storia degli uomini, fatto di creature fantastiche che esistono in un contesto estremamente realistico e macchiato dall’orrore, in questo caso, l’orrore della guerra civile e del fascismo trionfante. Il fantastico che non è un modo per evadere dalla realtà, ma serve piuttosto a interpretarla, a esserne consolati e, infine, a capirla e tentare di cambiarla. Immaginazione come veicolo rivoluzionario, quindi, come disobbedienza. Il malinconico fantasma bambino di Santi, con quella scia di sangue che si porta sempre dietro e ne racconta la morte, rimane una delle icone più vivide e potenti del cinema horror mondiale. Imprescindibile.

3. The Others – Regia di Alejandro Amenábar (Uscito negli USA il 2 Agosto del 2001)

Altri fantasmi, e sempre di provenienza spagnola, perché se per molti i primi anni del XXI secolo sono segnati dalle inquietanti presenze nipponiche, per la sottoscritta significano prima di tutto fantasmi spagnoli. Lasciate perdere il fatto che The Others sia, nominalmente, un film americano (anche se in co-produzione con la Spagna): non possiede alcuna caratteristica della produzione horror statunitense del periodo.
Conoscete tutti il mio amore smodato nei confronti di Amenábar, che qui dirigeva, proprio come del Toro, il suo terzo film. Ci sono tante cose in comune tra The Others e La Spina del Diavolo, sebbene i due registi abbiano degli stili molto diversi, spesso opposti: c’è una guerra come sfondo, e i lutti che dei conflitti sono sempre le dirette conseguenze; ci sono dei bambini che vivono in uno stato d’isolamento, c’è una tristezza sommessa come un mormorio continuo ad accompagnare ogni fotogramma di entrambi i film e c’è la commistione tra fantastico e storia. The Others è un film più sobrio e geometrico e sì, viene soprattutto ricordato per il famigerato colpo di scena finale, ma ridurlo solo a quello sarebbe un crimine. 

4. Session 9 – Regia di Brad Anderson (Uscito negli USA il 10 Agosto del 2001)

Brad Anderson, in quel periodo, era considerato una delle promesse del cinema horror americano. In seguito, sarebbe riuscito nell’impresa di infrangerle tutte, queste promesse, una dopo l’altra, di sparire dal circuito cinematografico e rifugiarsi in televisione, come un solido professionista capace di dirigere un episodio di qualunque serie. Ma 17 anni fa, quando Session arrivò anche dalle nostre parti, fu una vera e propria folgorazione. La storia di un gruppo di operai, incaricati di togliere l’amianto da un vecchio manicomio, e destinati a perdere progressivamente la sanità mentale (e la vita), fa rizzare i capelli in testa dal terrore. Anderson infila una dietro l’altra sequenze che non si dimenticano, come quella del più giovane della compagnia inghiottito dal buio. Anche questa è una storia di fantasmi, in fin dei conti. Se siano fantasmi veri e propri o spettri della mente, sta a voi stabilirlo.

5. Fantasmi da Marte – Regia di John Carpenter (Uscito negli USA il 24 Agosto del 2001)

Non rompetemi le scatole con Carpenter, lasciate stare Carpenter e lasciate stare questo film che è bellissimo, una sorta di auto-remake di Distretto 13, con Marte al posto di Los Angeles e i coloni posseduti al posto delle bande criminali. È il penultimo film per il cinema del Maestro (o, se preferite, di Dio), prima che se andasse in esilio volontario fino al 2011, anno di uscita di The Ward. Esilio nel quale è tornato e ci è voluta la caparbietà (e gli assegni, suppongo) di Jason Blum per convincerlo a rimettere la propria faccia su un altro progetto cinematografico.
Fantasmi da Marte lo hanno stroncato un po’ tutti; ho persino letto con i miei occhi (che non si sono sciolti per miracolo) che gli ultimi film di Carpenter sarebbero quasi “richieste di aiuto”. A parte che il Maestro riderebbe a crepapelle di fronte a un’affermazione simile, perché non ha bisogno dell’aiuto di nessuno e ancora spacca svariati culi, ma Fantasmi da Marte è puro Carpenter al 100% e non riconoscerlo vuol dire solo una cosa: non avete mai visto un film di Carpenter nella vostra inutile vita.

6. Jeepers Creepers – Regia di Victor Salva (Uscito negli USA il 31 Agosto)

Il Creeper è l’unica icona horror decente del secolo in corso, e credo che non ci siano dubbi in proposito, perché nonostante il genere stia attraversando un momento di forma fuori del comune, il gusto i mostri da serializzare e da far diventare idoli degli appassionati si è perso per strada tanto tempo fa. Il Creeper era l’eccezione e sembrava si potesse lavorare molto su di lui. Poi sono intervenuti i grossi guai di Salva, un terzo capitolo della saga è arrivato l’anno scorso e ha messo una bella pietra tombale su qualunque tentativo di far risorgere dall’oblio una delle creature meglio caratterizzate della storia recente del cinema horror. Una fine ingloriosa per il povero Creeper che, alla sua prima apparizione sullo schermo, mi fece passare una bella serie di notti insonni. Purtroppo si porta dietro un marchio d’infamia troppo grande per colpa del suo creatore, e non penso ci sarà mai qualcuno disposto a riesumarlo. Resterà per sempre nei nostri cuori, quello sì. Una volta che si è incontrato il Creeper, non lo si scorda facilmente. 

7. She Creature – Regia di Sebastian Gutierrez (Andato in Onda su Cinemax il 4 Ottobre del 2001)

Per l’Halloween del 2001, il canale televisivo Cinemax commissionò una serie di film con l’intenzione di omaggiare la AIP di Roger Corman. I film portavano infatti i titoli di vecchie pellicole prodotte e/o dirette dal padrino dei B-movie, ma non tutti erano dei remake, la maggior parte aveva storie originali, un cast di una certa rilevanza e anche dei registi non proprio ultimi arrivati. Ad aprire le danze fu She Creature, che si ispira all’omonimo film del 1956 senza tuttavia esserne un rifacimento. Ambientato nel 1905, racconta di due artisti di un circo itinerante che rapiscono una sirena in Irlanda e la caricano sulla nave che li riporterà in America. Durante il tragitto, la sirena comincia a comportarsi in maniera strana e a instaurare un rapporto molto stretto con il personaggio interpretato da Carla Gugino.
È un film per la tv, con tutti i suoi limiti, eppure è una delle cose più aderenti allo spirito del buon vecchio Lovecraft mi sia mai capitato di vedere su piccolo e grande schermo. So che è una scelta quantomeno bizzarra e anomala, ma questo blog è sempre vissuto di bizzarrie e anomalie.
Se vi dovesse interessare, tutta la serie di film è andata in onda anche in Italia, mi pare nel 2002, ed è facilmente reperibile.

8. Joy Ride – Regia di John Dahl (Uscito negli USA il 5 Ottobre del 2001)

Anche questa è, con ogni probabilità, una scelta discutibile, ma se è vero che non si può parlare dell’horror dei primi anni 2000 senza fare riferimento ai fantasmi giapponesi e spagnoli, è altrettanto vero che è necessario includere almeno un teen horror. E, tra i teen horror del periodo, Joyride è di sicuro il più originale e interessante. Scritto da JJ Abrams, quando ancora non lo odiava nessuno e non era considerato uno dei principali responsabili di ogni male nel mondo, Joy Ride è la storia di due fratelli in viaggio con la fidanzata di uno dei due e della pessima idea di mettersi a scherzare con un camionista che si rivelerà essere un serial killer. Uno dei protagonisti è Paul Walker (che a me manca sempre da morire), l’altro è quella faccia da schiaffi di Steve Zahn e tutto il film è pieno di riferimenti a Duel, a dimostrazione del fatto che Spielberg possedeva l’anima di JJ Abramas sin da allora.

9. Dagon – Regia di Stuart Gordon (Uscito in Spagna il 31 Ottobre del 2001)

Torniamo ancora una volta in Spagna, dove Yuzna e Gordon si sono rifugiati per continuare a fare i film che piacevano a loro anche in un momento molto complicato per il tipo di cinema cui entrambi i registi sono sempre stati legati. Lavorando con la Filmax, Gordon dirige il suo ultimo film lovecraftiano per il cinema, prima di dedicarsi al thriller e al noir, con ottimi risultati, a dire il vero.
Dagon, che in realtà è tratto da The Shadow Over Innsmouth, per quanto mi riguarda è un piccolo capolavoro. Cosa abbastanza facile, quando si parla di Gordon, trovare piccoli capolavori qua e là, dico. Conosciamo tutti la passione del regista nei confronti delle opere di Lovecraft e sappiamo che Gordon è uno dei pochi a essere stato in grado di restituire la potenza di quelle opere in immagini. Dagon rappresenta la summa del rapporto d’amore tra Gordon e Lovecraft, un film girato con soli quattro milioni di dollari, dove quasi nulla viene mostrato se non quando si è proprio obbligati a farlo, un film che è pura poesia applicata alla serie B e uno dei miei film preferiti di sempre.

10. Ichi the Killer – Regia di Takashi Miike (Uscito in Giappone il 22 Dicembre del 2001)

Col Giappone abbiamo aperto e col Giappone chiudiamo la lista della settimana. Ma niente fantasmi, questa volta, solo sangue a secchiate e violenza a carrettate, per un film che ha superato i confini della decenza e del buon gusto, anzi, ci è scaraventato contro con un diciotto ruote e li ha letteralmente sfondati.
In realtà, Ichi the Killer non è soltanto un tour de force di atrocità, ma una riflessione niente affatto banale sulla violenza, sulla sua rappresentazione al cinema e sugli spettatori come consumatori abituali di immagini violente sempre più efferate, senza tuttavia alcuna forma di moralismo, per carità.
Forse Ichi non è da considerarsi un horror, eppure è arrivato come una specie di terremoto, all’epoca, nella comunità degli appassionati di horror di cui mi fregio di far parte quasi dalla nascita, e per anni era difficile non menzionare Miike o Ichi the Killer in una qualunque discussione online tra noi pazzi assassini. Quindi un posto, all’interno della lista di oggi, gli spetta di diritto.

19 commenti

  1. Esiste qualcuno che parli male di Fantasmi da Marte? Viviamo proprio in un brutto mondo.

    Bella, bellissima, lista: un anno in cui veramente ogni sfaccettatura del grande universo Horror ha dato il suo in maniera eccellente.

    1. Sì, esiste gente che parla male di Fantasmi da Marte, dimostrando che l’umanità è ormai corrotta e senza speranza.

      1. E’ un omaggio a Distretto 13, come dicevi tu.
        E’ un grande atto d’amore verso il cinema western.
        E’ il film più profondamente anti Imperialista che io ricordi (lo stesso Carpenter disse che partì per girare la rivincita dei Pelli rosse sugli yankee e che non era un film contro l’america ma contro l’impero, più o meno testualmente).
        E’ bello, veloce, divertente, sporco, sanguinolento e chi più ne ha più ne metta ed, al solito, ha una grande colonna sonora.

        Francamente sta al pari dei capolavori del più grande regista di genere di tre decenni in fila.

        1. Io faccio parte della scuola di pensiero secondo cui Carpenter non ha mai fatto un film brutto. Ma, pur appartenendo a questa scuola di pensiero, ammetto l’esistenza di film meno riusciti. Ghost of Mars non è tra quelli, ma proprio per niente.

          1. calvin · ·

            Io, francamente, direi che Starman, L’uomo invisibile, Il villaggio dei Dannati (soprattutto perchè l’originale è veramente troppo bello) e Fuga da Los Angeles sono i suoi film non riusciti.
            Poi, per gusti miei, amo meno Christine e The Ward, ma non sono certamente brutti film, anzi.

            Per il resto si va dal grandioso al capolavoro senza dubbi.

  2. valeria · · Rispondi

    session 9 🖤 quanto adoro quel film. non viene quasi mai menzionato, eppure trovo che sappia inquietare come pochi, anche solo per la location. lista stupenda come al solito!

    1. Infatti Session 9 non lo nominano mai quando si tratta di ricordare gli horror migliori di questo secolo.
      E io non me ne capacito.

  3. Alberto · · Rispondi

    Sei davvero spietata 🙂 (Nemmeno io sono tra quelli che considerano Fantasmi da Marte un grande film – buono, ma non di più. Forse anche perchè quando lo vidi in sala dietro di me c’erano tre dementi che ridevano e urlavano tutto il tempo, e alla mia richiesta diretta di farla finita uno disse “questi film si guardano così”. Chiedo scusa per la digressione).

    1. Ma se lo avessi visto nelle tue stesse condizioni, non me lo sarei goduto affatto 🙂
      E comunque non c’è nulla di male a considerarlo buono. Anche io lo metto tra i “minori” (anche se il catechismo carpenteriano recita che non esistono film minori). A me fanno incazzare quelli che lo demoliscono senza comprendere che si tratta di un film di Carpenter in tutto e per tutto.
      E comunque no, nessun film si guarda “così” 😀

  4. Fantasmi da Marte è un ottimo film, altroche’!…e Session 9 fa veramente paura!.. bellissima lista come sempre!😊👍

  5. Visti il numero 3, 4, 5, 6, 8 e il 10 c’è l’ho in dvd.
    Facessero ancora film come Fantasmi da Marte che l’unico appunto che gli muovo e di non aver messo Statham come spalla della bella Natasha.

  6. Ricordo anni orsono un passaggio notturno dove lo beccai su Italia 7 Dagon…

  7. Giuseppe · · Rispondi

    Mi ricordo sì l’esplosione del J-Horror e, per quanto trovassi Sadako, Kayako e compagnia spettrale terrificanti al punto giusto oltre che non necessariamente sempre così bisognose di remake USA, Kairo era ed è tutt’oggi un’eccellente “anomalia” all’interno del genere (mi dispiace assai per il remake, specialmente per via del nome illustre che c’era di mezzo)… per il resto, anche stavolta ogni titolo della lista aveva pieno diritto di starci, con quelle punte di malinconia per alcune cose che avrebbero potuto essere e poi non sono state (le brillanti carriere horror di Anderson e di Salva, i cui guai sono stati in grado di “uccidere” il Creeper molto più di quanto non ci fossero riusciti i protagonisti dei film).
    P.S. Fantasmi da Marte? L’unico appunto che potrei forse muovergli io è di non aver dedicato al passato degli antichi marziani qualcosa di più che una fugace apparizione nella loro forma originaria, ma non è poi così importante 😉

  8. Mi hai spoilerato Fantasmi da Marte, te possino! (Ebbene sì, non l’ho ancora visto…)

    Dagon gran cosa. Tra l’altro geniale il rendere il protagonista goffo… non dico dove perché rovinerei il colpo di scena finale… Ma in fondo chi è che non ha letto il meraviglioso L’ombra su Innsmouth? Gran film, atmosfera a palla, sensazioni squisitamente lovecraftiane, una mostrilla super arrapante, effettacci plasticosi (ed effettacci in digitale, questi sì orribili da vedere)… Insomma, filmone.

    Il giorno che Yuzna torna a dirigere verrà giù il cielo. Hai visto Necronomicon?

  9. Ciao e complimenti per il blog, ti seguo da tempo anche se questa è la prima volta che commento. Guardando Session 9 ho notato che nel trailer c’è una scena che nel film che ho visto io non c’è: una soffitta con degli scheletri di animali messi in cerchio..mi ha colpito e mi chiedevo se ne sai qualcosa.

    1. Ciao e grazie!
      Allora, io purtroppo il trailer non me lo ricordo, però non è una cosa che accade raramente, quella di mettere nel trailer immagini poi non presenti nel film che esce in sala. Bisognerebbe andarsi a guardare gli extra dei dvd…

  10. fantasmi da marte mi è piaciuto moltissimo, anche se non lo reputo un genere horror, però è fatto proprio bene, a parere mio. C’è da dire che sotto alcuni aspetti, mi ricorda resident evil, che è comunque uscito nel 2002, anche se, effettivamente, il videogioco era di parecchi anni indietro, nel 1996…. 😉

  11. massimiliano · · Rispondi

    Vidi Fantasmi da Marte al cinema e rimasi deluso. Lo sto riguardando ora. Io Carpenter lo amo. Ci sono cresciuto con i suoi film. Quello non è Carpenter.

  12. Massimiliano · · Rispondi

    Mi piace il tuo blog. Mi piace come scrivi. Ma quello, ripeto. Non è Caroenter

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