Niente da dimostrare: Captain Marvel

Regia – Anna Boden, Ryan Fleck

Da un punto di vista cinematografico, Captain Marvel ha tutti i pregi e i difetti tipici delle produzioni MCU ed è davvero inutile stare qui a ribadirli per la trecentesima volta, perché vi sarete anche annoiati delle mie ciarle sulla natura intrinsecamente televisiva di tutta questa serie di film e sulla cronica mancanza di personalità che, a parte rare eccezioni, li contraddistingue.
Da un punto di vista “culturale” neppure è chissà quale bomba dirompente, dato che Wonder Woman è di due anni fa e comunque Anna Boden non è la sola a firmare il film, ma co-dirige (come sempre) insieme a Ryan Fleck.
Diciamo che possiede una certa rilevanza solo se si pensa a quanti anni ci ha messo la Marvel prima di decidersi che forse era anche il caso di farlo, un film, dico cazzo, uno, con protagonista femminile.
Non ho voluto affrontare l’argomento prima di vedere il film; non avevo voglia di entrare nel ginepraio dei nerd che hanno vinto e, nonostante abbiano vinto, sono sempre incazzati e non si capisce perché.
Adesso che l’ho visto posso finalmente parlarne con cognizione di causa e, vi avviso, sarà lungo e sgradevole.

Cominciamo con la cagnara che si è scatenata prima ancora che il film arrivasse in sala e di cui mi interessa pochissimo, ma se non altro è servita a costringere gli amministratori di quella fogna a cielo aperto chiamata Rotten Tomatoes a cambiare qualcosa nella fruizione del sito da parte degli utenti: non si può permettere di commentare un film se non è uscito, è inammissibile e basta. Smettetela di invocare chissà quale censura o “dittatura del politicamente corretto” (fate ridere), e non rompete le palle alla gente che lavora. Lo so che nessuno ha recensito Captain Marvel in anticipo, lo so che non si può fare. So come funziona RT, non sono arrivata in rete ieri e non sono così imbecille da cadere nelle rete di quattro youtuber col complesso di accerchiamento. Il giorno in cui da RT verrà eradicata quella pagliacciata della cosiddetta “audience score”, il cinema tutto ne trarrà gran beneficio.
Però, una cosa fatemela dire: quando ho espresso, in svariate occasioni, il desiderio che questo blog venisse letto e commentato da più donne, nessuno dei miei lettori di sesso maschile è stato così imbecille da capire che volere una maggiore presenza femminile significhi voler eliminare i lettori maschi. Ed è esattamente quello che è successo con le innocue dichiarazioni di Brie Larson, travisate giusto perché certi personaggi si annoiano e non hanno una vita. Se pensate che auspicare una maggiore inclusione alle conferenze stampa e tra i critici metta in pericolo la “sopravvivenza del maschio bianco”, siete solo dei miserabili, oltre che analfabeti incapaci di comprendere un testo di tre righe, e vi meritereste che davvero nessuno vi facesse più mettere piede a una anteprima in tutta la vostra vita.

Affrontiamo poi la questione delle lamentazioni funebri relative ai numerosi cambiamenti apportati dal film rispetto ai fumetti cui si ispira, cambiamenti nei cui dettagli non posso entrare, ma che sono stati sostanziali, estensivi e profondi.
Che scandalo.
Il MCU non lo aveva mai fatto prima d’ora. Maledette femministe che ci cambiano i fumetti. Dove mai andremo a finire?
Dove stiamo andando col plauso entusiastico e il beneplacito di tutti i nerd dal 2008 a questa parte, forse, e questo senza alcun intervento da parte di quelle pazze isteriche delle dannate femministe che vogliono rovinarvi la vita, signori.
Il MCU è la più sfacciata e gigantesca operazione di marketing della storia del cinema, un esperimento mai tentato prima di creare una macchina per far soldi su scala mondiale, e voi ve ne accorgete ora, undici anni dopo l’inizio della fase uno, e solo perché, per lo spazio di un unico film, non siete voi l’oggetto principale del marketing, ma lo sono le ragazzine?
Ma siete scemi o cosa? Ma allora è vero che videogiochi, fumetti e blockbuster provocano danni cerebrali irreparabili, se voi siete cresciuti così.
Io capisco il disappunto di un fan quando sullo schermo non riconosce più le storie che ha letto, ma non è la prima volta; in Civil War, per dire, è stata concettualmente avvilita la struttura portante del fumetto e non ho sentito nessuno parlare di cuore spezzato. Aveva dato fastidio anche a me, all’inizio, poi ho razionalizzato è ho capito che il MCU con i fumetti non ha mai avuto nulla a che spartire, ed è sempre servito a vendere cappellini, è un qualcosa che prescinde dall’arte e dall’artigianato, è un’operazione commerciale sofisticatissima, con bersagli ben precisi, guidata dalla Disney che queste strategie aggressive le ha sempre adottate. Ma pare ve ne siate accorti ieri, perché questa volta i bersagli sono “le femmine”. Non vi sentite un minimo ridicoli? Non vi vergognate almeno un briciolo, nerd che hanno vinto?

E ora, finalmente, passiamo al film vero e proprio: Captain Marvel è la solita solfa MCU che si dimentica quindici secondi dopo essere usciti dal cinema, e fin qui ci siamo; la differenza, ed è sostanziale, sta nel pubblico ben preciso cui è rivolto, ovvero non solo bambini che vogliono essere Tony Stark o Capitan America. Questa volta, in casa Disney si sono ricordati che esiste tutto un pubblico femminile, di ragazzine sui dieci-dodici anni, e che era il caso di spillare soldi anche a loro.
Non c’è niente di male in questo, soprattutto se lo si fa fornendo loro un modello cui ispirarsi positivo, una figura di donna ben costruita, eroica, forte, che fino a questo momento, nel MCU è mancata, perché Vedova Nera è sempre stata un personaggio collaterale, priva di un vero e proprio arco narrativo e comunque subalterna agli Avengers.
Partendo dal presupposto che parliamo di cinema per ragazzi, è importante che Carol Danvers ci sia, e che sia esattamente così com’è stata scritta e messa in scena.
Ovvero, una persona cui è stato chiesto durante tutto il corso della sua vita di dover dimostrare qualcosa a qualcuno e la cui evoluzione personale la porta a comprendere di non aver niente da dimostrare a nessuno.
Se avessi una nipote, le farei vedere il film; mio nipote è maschio, è ancora troppo piccolo per seguire una vicenda di due ore, ma glielo farò vedere comunque, prima o poi.

So che pare assurdo parlare di intrattenimento dal valore educativo e, allo stesso tempo, di marketing selvaggio e aggressivo. Ma le due cose non si escludono a vicenda: si possono fare le cose giuste per i motivi sbagliati. No, non è “sbagliati” la parola che cerco: non è sbagliato voler incassare o vendere i gadget. Forse la frase più adatta è: si possono raggiungere nobili risultati anche perseguendo il profitto, com’è logico per una enorme multinazionale dell’intrattenimento quale è la Disney.
Se non vi piace, potevate accorgervene prima e non nutrire questo moloch che ora vi si è rivelato in tutta la sua mostruosità. Chissà, forse al giorno in cui una femmina vi avrebbe salvato il culo da Thanos non ci saremmo mai arrivati.
Colpa vostra, non della Disney, non mia, non di qualche ragazzina di dodici anni che forse, dopo aver visto Captain Marvel, vorrà fare il pilota.

Per questo credo che, al netto della mia personale idiosincrasia nei confronti del mondo di plastica del MCU, un film come Captain Marvel, anche se cinematograficamente nullo, abbia una sua rilevanza; è sempre il solito discorso dell’adeguata rappresentazione che prima o poi andrà raggiunta, anche al prezzo di qualche forzatura e del vostro mal di stomaco. Anzi, il vostro mal di stomaco rende il tutto più piacevole.
Il problema è accettare di non essere più al centro del mondo, il problema è fare spazio ad altri, cosa che non vi riesce tanto bene. Il problema è rendersi conto di essere cresciuti, di essere invecchiati e che qualcuno ha preso il vostro posto.
E, se c’è un motivo per cui dovrò mai ringraziare il MCU (e la Disney, in tutte le sue diramazioni cinematografiche) è di star allevando una generazione di spettatori a cui non interesseranno più sesso o colore dei loro eroi, basta che li facciano sognare e divertire, che li ispirino a essere migliori dei loro genitori e fratelli maggiori. E spero che, a botte di Captain Marvel e The Last Jedi, un giorno questi ragazzini vedano la mia generazione per quella che è: un gruppo di patetiche figurine intente a sbraitare sui social, mentre intorno a loro il mondo va avanti e li lascia fermi, ad annegare nella loro stupida nostalgia.

28 commenti

  1. Fossi stato una bambina / ragazzina avrei tormentato la vita dei miei genitori dopo questo film. Roba da volermi riempire la casa di ogni gadget possibile. Mi ha già gasato da morire in quanto maschio bianco di 27 anni fai te.

    1. infatti, io mi metto nei panni di una dodicenne e credo che non avrei avuto dominio di me stessa 😀

  2. “E, se c’è un motivo per cui dovrò mai ringraziare il MCU (e la Disney, in tutte le sue diramazioni cinematografiche) è di star allevando una generazione di spettatori a cui non interesseranno più sesso o colore dei loro eroi,”

    Suonerà come un’offesa e mi scuso con te ma:
    questa affermazione è la cosa più stupida che abbia mai letto.

    E’ tutto il contrario, è tutto il maledetto contrario, è tutto l’opposto, mai come ora si fa caso a genere colore religione, mai come ora si stilano graduatorie di vittime e oppressori, mai come ora ogni film telefilm libro romanzo racconto deve seguire le regole della giustizia sociale, e chi non si adegua è un nazista da isolare e mettere all’indice. No maledizione che sia una protagonista non è il problema nessuno ha avuto da ridire su Alita ma perché quel film aveva una storia mentre per questo non ha importanza, la storia di film come questo è ormai un accessorio secondario quello che si segue è la sua strutturazione WOKE, si usa la giustizia sociale si fa il film seguendone le regole, non importa narrare bene ma fare un buon manifesto sociale, ma questo non si nota subito, bisogna scavare, si deve essere maledettamente curiosi altrimenti si vede solo la facciata, quello che arriva qui è come se passasse attraverso uno specchio deformato, tu e gli altri la guardate e vedete solo dei cattivi bianchi maschilisti a cui questo film non piace perché orrore una donna è protagonista, e tanto basta, ma non è così semplice, non lo è per niente, e questo film di plastica il cui problema non è la protagonista, è un esempio di guerra culturale in pieno svolgimento che non è per niente semplificabile in un buoni/cattivi, è la spia di una situazione che sta diventando sempre più divisiva e piena di odio.

    Scusami la sparata, sono solo i miei due centesimi e poi magari chissà, mi sbaglio e ho scritto solo, scusa il francesismo, cazzate senza senso.

    1. Scusa, ma forse io non sono abbastanza chiara in quello che scrivo: che sia tutta una gigantesca operazione di marketing mi pare sia palese.
      La Disney cavalca un’onda e niente altro, ma ce ne si accorge solo quando i protagonisti sono o di colore o donne, quando, al contrario, la Disney ha sempre anteposto la vendibilità di un prodotto alle “storie”. Il MCU è nato e così e ha prosperato così in mezzo all’entusiasmo generale, ma la gente si è lamentata solo a partire da Black Panther (che è, secondo me, un brutto film) ed è arrivata al parossismo con Captain Marvel.
      Poi, secondo me fa benissimo a cavalcare l’onda e a strutturare i film anche in base al desiderio di una maggiore rappresentazione condiviso da una sempre maggiore fetta di pubblico.
      L’esigenza è reale, la Disney se ne approfitta, tutti vincono.

    2. OK, non è così semplice, allora com’è?
      Parli di guerra culturale – quali sono gli schieramenti, chi sta di qua e chi sta di là?
      In che modo questo film è un’arma in questa guerra, e per quale fazione?

  3. Blissard · · Rispondi

    Non hai però la sensazione che queste polemiche siano create ad arte per fare pubblicità al film? Che siano anch’esse parte del marketing?

    1. Io credo che, in questo caso, le dichiarazioni di Larson siano state spontanee. Poi, certo, la Marvel/Disney ha colto la palla al balzo e ci ha ricamato, com’è giusto che sia.

      1. Blissard · · Rispondi

        Non intendevo le dichiarzioni della Larson (che però, bisogna dirlo per correttezza, nelle interviste sembra andare sempre secondo copione, è marketing anche quello), quanto tutta questa cortina fumogena di presunti nerd indignati che scrivono valanghe di insulti (preventivi e non) su una pellicola rea di avere una protagonista femminile o di non attenersi scrupolosamente al fumetto. Di idioti ce ne sono tanti, ma i moderatori nei vari siti, blogs, forums e affini servirebbero anche a limitarne le possibilità espressive, mentre qui sembra che al contrario certe polemiche siano state alimentate a bella posta.
        Poi vabbe, io non considero come necessariamente una fondamentale conquista sociale il fatto che, dopo la visione di CM, una ragazzina abbia voglia di fare la pilota d’aereo, ma questo attiene alle mie idee.

        1. Che c’è di male a voler pilotare un aereo?
          Che comunque era solo un esempio di una professione in cui le donne sono ancora minoritarie.

          1. Blissard · ·

            Non c’è niente di male, ma non mi sembra una problematica prioritaria su cui impostare una battaglia politica o, come dici tu, educativa.
            Io ho questa impressione: i creatori del MCU non sono stupidi, così come non sono così sprovveduti o ingenui da non capire che i film che producono sono artisticamente mediocri (eccetto pochissime eccezioni) e soprattutto hanno iniziato ad annoiare, per questo cercano di ammantare gli episodi “minori” di una valenza politico/educativa, il cui spessore però è praticamente nullo. Le polemiche fanno parte di questa strategia, anzi fanno apparire più profondi messaggi banalissimi che vorrebbero ritrarre come icone progressiste film (di merda) nei quali c’è un nero o una donna come protagonisti; l’hai detto anche tu, Cap Marvel è stato studiato per attrarre al cinema ragazzine poco interessate a Iron Man o agli Avengers, così come Black Panther è nato per spingere la comunità black planetaria a vedere un film di supereroi. Non ci leggo, neanche indirettamente, alcuna funzione educativa in una cosa del genere.

  4. Non c’è una sola parola di questo post che non ami profondamente. E nella prima metà di Captain Marvel mi sono addormentata di sasso.

    1. Mai come mi sono addormentata in Black Panther 😀 😀
      Grazie ❤

  5. Esattamente per i motivi da te descritti io non vado più al cinema per vedere un film del MCU, né mi informo e tanto meno ascolto i miei amici quando ne parlano. Se il mio interesse per i cinecomics prima era basso, ora è praticamente nullo. I vecchi ciccioni fumettari hanno sempre qualcosa da lamentarsi ad ogni nuovo cazzo di film. Questo vale anche per la saga di Star Wars, che ha una fanbase che fa realmente paura alle volte (cazzo fai la petizione per cancellare Gli Ultimi Jedi?). Il diritto ad internet dovrebbero revocargli, così la smettono di inquinare il mondo con le loro cagate. Fatevela una pippa ogni tanto.

    1. Il fandom di Star Wars è il più tossico tra i fandom, il peggiore in assoluto. Almeno, quello del MCU è tendenzialmente più giovane, ma i quarantenni incattiviti li trovi tutti con le spade laser in mano a canticchiare la marcia imperiale 😀

      1. Davvero, sono terribili. Fortuna che, in mezzo al marasma di semplici spettatori e fan incarogniti, c’è anche chi ragiona (giusto una certa Lucia e pochi altri…)

      2. Giuseppe · · Rispondi

        Beh, io sono stato fortunato: a Cartoomics mi è capitato con una certa frequenza di dover uscire da un padiglione carico di roba varia quindi leggermente impedito nell’uso delle mani, e una volta chi mi arriva a tenermi aperta la porta? Ma nientemeno che Darth Sidious in persona! O, ancora, impegnato in una cernita fumettistica ad uno stand non mi ero accorto dell’arrivo di una guarnigione imperiale alle mie spalle, e che ti succede? Che un Grand Moff in persona mi ha cortesemente spostato per sgombrare il passaggio! Niente colpi di blaster, e niente strette di gola da parte di un Darth Vader a pochi passi dal sottoscritto! Ma saranno poi così cattivi questi imperiali, eh? 😀
        Scherzi a parte, il livello di quel putrefandom (tanto l’han fatto andare a male) è ormai tale da estremizzare e rovinare qualsiasi ipotesi di confronto civile, quale appunto poteva essere quella riguardante il nuovo corso di Star Wars, i cui universi fumettistici e cinematografici non hanno mai avuti quella netta separazione tipica del MCU nei confronti della produzione cartacea e allora sì, può lasciare un po’ l’amaro in bocca che la Disney abbia deciso di ignorare anni e anni di storie degne di adattamenti su grande schermo (oltre a presentare un approccio non meno nuovo di quello visto negli ultimi capitoli, anche se sotto un’ottica diversa)… solo che, invece di discutere fra e come fan civilizzati, si preferisce fare ridicole crociate per cancellare un film 😦
        Mi piace pensare che almeno il fandom del MCU (che dovrebbe comunque SEMPRE ricordarne l’ autonomia rispetto al fumetto) ci si metta di buzzo buono nel non scendere allo stesso livello… magari, ecco, cercando di evitare idiote sollevazioni a furor di “maschio” popolo come quest’ultima nei confronti di Carol Danvers/Captain Marvel 😦

        1. Quello che il fandom tossico non capisce è che ormai è diventato, ai fini degli incassi, irrilevante, e i milioni di dollari incassati da Captain Marvel lo dimostrano.
          Sarebbe interessante poter discutere con calma tra appassionati dei pro e dei contro del MCU, hai ragione.

  6. È buffo che ci sia stata una sollevazione su Captain Marvel donna, visto che una donna nel ruolo di “Marvel”, nei fumetti, c’è stata più volte e questa da un bel po’ di anni, pure.
    Un post di un amico blogger mi ha fatto sapere che, nei fumetti, nel ruolo c’è stata anche un’aliena omosessuale, a qualche affezionato dei vecchi fumetti sarà sfuggita, questa serie di ragazze e donne coi superpoteri…

    1. E Carol Danvers nei panni di Captain Marvel era, volutamente, un’icona femminista negli anni ’70, quindi sono tutte caratteristiche che fanno parte del personaggio.

  7. La vedova nera è il mio personaggio preferito del Mcu (che tendenzialmente mi annoia un po’ salvo appunto la vedova nera)

    1. È anche uno dei miei preferiti e sono convinta che un film su di lei sia un atto dovuto, ma rimane, purtroppo, subalterna.

  8. Annarita · · Rispondi

    Ma solo per me questi film Marvel/Disney/MCU che dir si voglia, diventano ogni volta più noiosi? E questo a prescindere che il protagonista sia bianco/a, nero/a, asiatico/a, uomo, donna, trans, etero, gaio/a, gatto alieno o procione armato…
    Di tutti i Marvel che ho visto negli ultimi 3/4 anni salvo il primo “guardiani della galassia” e il cartoon “spiderman un nuovo universo”, meritatissimo oscar e vera gioia per gli occhi!

    1. Per me non si tratta neanche di cinema, ma di una diversa forma di intrattenimento. Come vedere una serie tv su grande schermo che ti ha annoiato, ma sei così affezionato ai personaggi da voler sapere come andrà a finire.
      Andrò a vedere End Game e credo che sarà il mio ultimo Marvel, perché una volta esaurita la lotta con Thanos, non avrò più motivi per andare avanti.

  9. I nerd che hanno vinto, sto ancora rigirandomi sulla sedia dalle risate, dovrebbero fare un esame di coscienza e ammttere che al netto delle scene d’azione girate con il culo come da prassi per tutti i film MCU da Winter Soldier in poi, questo “Captain MArvel” è il più godibile dei film stand alone degli ultimi tempi (preciso che per me “Doctor Strange” è l’equivalente del valium e “Ant-Man” trascurabile). Ad ogni modo dopo la famigerata “Fase uno” cinematograficamente parlando il marketing ha divorato l’importanza della messa in scena e questo mi ha allontanato progressivamente dai film della Marvel (oddio il primo “Guardiani della galassi” e “Thor Ragnarock” si sono impegnati parecchio per scatenare un cortocircuito di sistema). Ma questo “Captain Marvel” è un film che ho trovato equilibrato nella realizzazione e spensierato nel racconto, quindi seppur dimenticabile dopo due giorni almeno non ho subito la visione di un film come “Avengers Infinity War” che se messo all’interno del MCU lo possiamo anche considerare un capolavoro, ma come film a se stante è un casino di un ridicolo impressionante.

    1. Io credo che Captain Marvel sia il film della MCU più somigliante alla fase 1. Io faccio una gran fatica a distinguerli tra loro, ormai, i film della Marvel, ma con questo mi sono divertita.

  10. Concordo pienamente con Coriolano, bastava guardare anni e anni fa le prime jpeg con i progetti futuri per capire che ovviamente oltre al desiderio di raccontare queste storie c’erano dietro contabili che già odoravano i verdi dollari dei futuri proventi,ma la questione è, io come spettatore voglio vedere il film,che sia su un ‘eroina o un eroe non importa,se quando sono in sala mi viene la pelle d’oca quello è proprio quello che cercavo.
    Che poi mi compri lo scudo di captain america da appendere nella mia cineteca ben venga,io ho 41 anni e avessi potuto averlo da ragazzino avrei assillato i miei per anni.
    Parer mio mi sembra stupido e fazioso cercare sempre lo scontro ,la polemica e sventolare la propria bandiera di lesbica,gay,etero,bianco,nero,nano o freak in un contesto che ruota sempre intorno ad un cinefumetto,cominciare articoli sul blog dando dei cretini ed offendendo altre persone senza nemmeno quasi annunciare di che film si stia scrivendo,questa stizza innata,repressa,ribollente è spesso presente e ne mortifica il tuo lavoro.seguo il tuo blog da tempo perché pur non essendo sempre d’accordo con te mi piace sentire altre voci,diversi pensieri,e se potessimo sorvolare sopra il tuo blog a mò di “tagliaerbe” tutti vedremmo l’astio che brucia in molti articola,quasi a suggerire che questo hobby sia più deleterio per la tua psiche che rilassante o appagante.
    Comunque,io sono in ospedale da un mese e non riuscirò ad andare in sala a vedere C.M,ma stanne certa che da tanti,tanti tanti è stato accolto come un altro tassello di un universo che in fondo ci sta cullando come fece star wars all’epoca,due ore di svago in cui i cattivi si mostrano,interagiscono e non sono seduti dietro ad un laptop a digrignare i denti.
    Percui,grazie Marvel e continua così, è portaci tutte le eroine,gli eroi e i villains che hai,a volte basta sedersi in sala ed assistere a 2 ore e mezzo di storie leggere ma divertenti,a tratti spietate ma necessarie senza per forza scendere in rete pronti alla guerra per uno”stupido”,è qui zio stan perdonami,fumetto.

  11. Giovanni · · Rispondi

    Il solito bravissimo Samuel Jackson non riesce certamente a salvare questo film con un soggetto ed una sceneggiatura alquanto sconclusionati, con momenti veramente indimenticabili nella loro assurdità, come la scena in cui lo scienziato skrull, in poche ore, da solo e con strumenti di lavoro rudimentali, riesce a trasformare un aereo costruito per volare nell’atmosfera terrestre in una vera e propria astronave, adatta a sfidare agilmente lo spazio profondo. Neanche Archimede Pitagorico ci sarebbe riuscito.
    Infine, come non evidenziare la sovrumana forza d’animo di Nick Fury il quale, quando il gatto gli squarcia l’occhio, invece di correre immediatamente in ospedale, come avrebbe fatto qualsiasi persona dotata di normale intelletto, se ne rimane tranquillmente seduto con gli altri a ridere e scherzare, come se nulla fosse…

  12. […] del termine (e ve lo spiega molto bene la mia amica Lucia di Il Giorno degli Zombi QUI), anche se sicuramente, è un’enorme passo avanti per la Marvel e l’universo […]

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