Jeepers Creepers 3

 Regia – Victor Salva (2017)

Questo sarà un articolo doloroso e difficile da scrivere. Sapete tutti che evito il più possibile di parlar male dei film per una decisione presa tempo fa e che mi ha aiutato a rendere questo blog un posto migliore e a diventare io stessa una persona migliore, però quando aspetti un film per la bellezza di 14 anni e poi ti capita tra capo e collo questa roba, hai bisogno di sfogarti in qualche modo. Ma qui non si tratta neanche di prendere e stroncare Jeepers Creeper 3 prendendolo a male parole, perché la situazione è molto più ingarbugliata di così, perché c’è qualcosina da salvare, nelle intenzioni, del macello combinato da Salva nel realizzare il terzo capitolo dedicato alla sua creatura più amata dal pubblico, e perché, al di là di tutte le aspettative e le illusioni che i fan dei primi due film si sono fatti, non poteva andare diversamente, non con un progetto procrastinato per anni, con una sceneggiatura scritta all’ultimo istante in fretta e furia, non con una produzione avviata e poi fermata non si sa quante volte, non con il marchio d’infamia che Salva si porta dietro e che gli ha reso difficile non solo trovare i soldi, ma anche uno straccio di attore disposto a lavorare per lui.

Ora, a me è sempre dispiaciuto per la carriera di Salva. Non per l’uomo Salva che ritengo abbastanza rivoltante, ma per la sua carriera da regista, perché ritengo la mini-saga di Jeepers Creepers tra le migliori del XXI secolo, soprattutto il secondo film che, consapevolmente o a causa delle personali paturnie di Salva, ha la capacità di sovvertire i cliché più consolidati del cinema dell’orrore.
Ma se il terzo capitolo parte con il freno a mano tirato proprio per il terrore di un eventuale linciaggio mediatico e cambia quasi del tutto la natura stessa del Creeper, allora non era neanche il caso di girarlo, il film. Era meglio preservare intatta la memoria di un mostro dal fascino indiscutibile e in grado di incutere terrore anche solo apparendo di sfuggita tra i filari di un campo di granturco, in pieno giorno.
E d’altronde, cosa avrebbe dovuto fare Salva? Continuare sulla linea della sua creatura demoniaca con chiare tendenze omosessuali dopo tutto quello che è successo? Meglio rientrare nei ranghi dell’horror più normale e innocuo, perché Salva, che non se la passa affatto bene e non lavora da chissà quanto, questo film lo ha voluto fare a ogni costo, lasciando addirittura un gancio per un quarto capitolo. E io spero, in tutta sincerità, che si faccia, e che sia quel famoso Jeepers Creepers Cathedral in preparazione dal lontano 2006, ambientato 23 anni dopo i fatti del primo e del secondo film, e con il ritorno di Trish (Gina Philips) intenzionata a vendicarsi del Creeper per la morte del fratello.

In Jeepers Creepers 3 tutto questo non esiste: il film si situa cronologicamente poche ore dopo il massacro alla stazione di polizia del primo film e quindi qualche giorno prima rispetto al secondo. Siamo ancora nel 2002, dunque, e siamo ancora all’interno del ciclo di risveglio e nutrimento della creatura che, come tutti voi dovreste sapere, ogni 23 primavere, per 23 giorni, mangia.
La polizia trova il furgone del mostro e lo scopre pieno zeppo di trappole, neanche fosse il mezzo di locomozione di Jigsaw;  un’anziana signora un po’ svitata (Meg Foster, unica attrice vera a disposizione di Salva, spicca come una novella Bette Davis in mezzo a un branco di labrador) riceve le visite del fantasma del figlio, ucciso dal Creeper 23 anni prima, e trova un braccio mozzato del mostro sepolto nel terreno della sua fattoria; sua nipote viene catturata dalla creatura; un gruppo di cacciatori di Creeper (?) cerca di mettere fine al massacro prima che scada il tempo e il mostro ritorni al suo letargo. Ecco, questa è la trama del film, che trama non è, ma un insieme di situazioni senza alcun collante che le leghi tra loro, tanto che il film sembra un primo montato assemblato alla come capita del materiale girato, in attesa che regista e montatore gli diano una forma definitiva, cosa evidentemente mai avvenuta.

Mentre guardavo Jeepers Creepers 3 mi è venuto in mente un altro film atteso dai fan per parecchio tempo, quasi un ventennio: Phantasm: Ravager. Le due opere hanno qualche dettaglio in comune, come il budget risicatissimo, i continui slittamenti nella produzione, l’essere destinati a un pubblico ristretto ma molto esigente. Solo che Ravager è riuscito nel suo obiettivo, mentre Jeepers Creepers 3 è un fallimento su tutta la linea.
Certo, nessuna agenzia di casting canadese ha mandato all’aria Ravager poche settimane prima dell’inizio delle riprese, mettendo in allarme gli attori sul passato criminale del regista e obbligando a sposarsi tutti a Baton Rouge per girare. E non c’è stata nessuna campagna di boicottaggio su Facebook e Twitter contro Ravager, nessun flame da centinaia e centinaia di risposte indignate su Bloody-Disgusting che, alla fine, ha deciso di non coprire l’uscita di Jeepers Creepers 3 e di non recensirlo neanche, facendo finta che il film non esistesse. Quindi hanno due storie alle spalle molto diverse, ma condividono una certa impostazione concettuale, quella del film da guerriglia, fatto per soddisfare i desiderio di un fandom, quello strettamente horror che è tra i più fedeli sulla faccia della terra.

Con Jeepers Creepers 3, tuttavia, si era arrivati al paradosso di aver paura di ammettere di volerlo vedere. Il rischio era attirarsi addosso gli strali di gente incazzata e disgustata, pronta ad accusarti di voler supportare un pedofilo con i tuoi soldi.
Peccato che questa gente non sappia (o finga di non sapere) che Salva è uno dei pochi, a Hollywood, che la galera se l’è fatta sul serio, che il suo reato risale a quasi trent’anni fa  e che sia il primo sia il secondo Jeepers Creepers li ha girati quando aveva scontato la sua pena, ma loro non sono stati boicottati perché forse all’epoca non andava di moda o non si era abbastanza informati per farlo. Poi magari tutta questa gente è la stessa che difende con ardore Spacey, perché lui è un artista, mica un regista da quattro soldi che fa B movie.
Fatto sta che una situazione così esplosiva non poteva non pesare sulla resa finale del film che, si vede, è frutto della paura.
Non è solo colpa del budget basso, degli attori labrador, di una sceneggiatura rabberciata e confusionaria: Jeepers Creepers 3 è un film terrorizzato dall’idea di fare male. Ravager, al contrario, con tutti i suoi limiti, è un film completamente senza freni.

La modifica strutturale degli obiettivi e della vittima privilegiata della creatura manda all’aria quello che era lo spunto più originale della mitologia del Creeper, ma io posso davvero capire questi cambiamenti, nonostante non riesca ad approvarli. Quello che non capisco è perché essere timidi e paurosi anche con il gore, da sempre elemento portante di Jeepers Creepers.
Dimenticatevi i bagni di sangue del primo e del secondo, perché qui non si vede niente; nonostante circolino due versioni del film, una televisiva con un montaggio da denuncia penale, e l’altra per l’uscita in DVD e per la distribuzione limitata (un giorno solo) nelle sale americane, non c’è poi questa sostanziale differenza: gli omicidi sono quasi sempre fuori campo o in campo lunghissimo, mancano il marciume e la perversione, manca la minaccia ineluttabile costituita da una creatura immortale e che non può essere fermata.
L’ironia, che in Jeepers Creepers è sempre stata usata non per smorzare, ma per rendere ancora più pesante l’atmosfera, qui pare l’unica arma rimasta a disposizione di Salva, e lui la usa con la grazia di un martello pneumatico, tanto che il povero Creeper a un certo punto mi è parso scivolare lungo la stessa china disgraziata del suo più illustre collega Freddy Krueger, passato da spauracchio a macchietta.

E per queste cose, non c’è scusa di basso budget che tenga. Qui l’unica ragione possibile è il desiderio di galleggiare in territori il più confortevoli possibile, nella speranza che il film incassi la cifra necessaria a non essere un flop assoluto e che se ne possa fare un altro. Jeepers Creeper 3 è figlio della disperazione e dell’acqua alla gola e guardarlo, più che deludere delle aspettative che, avrei dovuto saperlo, erano mal riposte, mi ha messo addosso uno sconforto e una tristezza indicibili, perché uno dei mostri più rappresentativi dell’horror contemporaneo meritava una fine migliore, se non altro dignitosa.
L’unica idea buona del film è di farlo svolgere quasi interamente alla luce del sole, come il celeberrimo prologo del secondo capitolo. Ogni tanto c’è qualche zampata di classe da parte di Salva (la scena dei due ragazzi assediati nel loro furgoncino) e siano rese a Meg Foster tutte le lodi del caso per reggere la baracca scricchiolante da sola.
Ora non ci resta che aspettare che arrivi il via libera per un quarto capitolo e a questo punto non so se l’estromissione di Salva potrebbe giovare o danneggiare seriamente il progetto. Ma peggio di così davvero non può andare.

7 commenti

  1. Cavolo, è davvero così brutta la situazione? Avevo visto i primi due e dovrei rivedermeli, a dire il vero. Non sapevo di questa storia di pedofilia 😮

    1. La situazione è imbarazzante, e considera che io questo film l’ho visto due volte, perché a ottobre è uscita la versione televisiva che è persino peggio di quella cinematografica. Ho voluto rivederlo, dato che mancavano circa 20 minuti di materiale e credevo fosse tutto gore tagliato per il passaggio in tv, e invece non ho neanche capito cosa contenessero, quei 20 minuti.

  2. Davide Locatelli · · Rispondi

    Che dispiacere. Ho apprezzato i primi due e aspettavo veramente il terzo. A questo punto Ray Wise sarà anagraficamente nella parte quando riusciranno a girare Cathedral

    1. Sempre che ci riescano, dopo questo disastro…

  3. Di Salva sapevo il passato,che condanno ma l’horror ha sempre filtrato da che mi ricordo con le pulsioni sessuali,in pratica al giorno d’oggi per un motivo o un’altro s’incazzano tutti come se un film possa arrecare chissa che danni…

  4. Il primo film della mini-saga di Creepers che vidi fu proprio il 2. Ero molto piccolo e cavolo se quella creatura riuscì a spaventarmi. Dopo un po’ di anni mi decisi a guardarli entrambi per bene. Due film dell’orrore fatti davvero bene. Mi dispiace che questo terzo capitolo sia uscito in questo modo.

  5. Giuseppe · · Rispondi

    Triste, davvero triste… purtroppo ormai c’era da aspettarselo 😦 E adesso, davvero, chi avrà il coraggio di mettere in cantiere Cathedral per cercare di riparare ai danni fatti da questo terzo capitolo (che, a questo punto, sarebbe forse stato meglio distribuire in entrambe le versioni SOLO in home video)? Mah…

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