The Babysitter

 Regia – McG (2017)

Ci mancava solo che Netflix si mettesse a resuscitare i morti. Perché la carriera di McG era morta e sepolta da quasi dieci anni. Mi dispiaceva: io a McG, ai tempi delle Charlie’s Angels, ho anche voluto un po’ di bene e quel film lo vidi addirittura al cinema, divertendomi un mondo, per giunta. Che volete, sono una tipa dai gusti semplici e terra terra. Eppure McG ce l’aveva un certo stile, derivativo al massimo, certo, tutto accelerazioni, colori sparatissimi ed espedienti vari presi dai più triti dei videoclip in voga a tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del secolo successivo. Tutta quell’estetica che, per uno strano paradosso temporale, ci appare oggi più datata di quella dei decenni a essa precedenti, ma che per una manciata di anni, era sembrata addirittura una novità.
Il povero McG forse avrebbe anche potuto superarla, ma poi gli è capitato il guaio di far parte del progetto sbagliato al momento sbagliato, quello che in teoria dovrebbe portarti all’apice e invece di stronca la carriera in un lampo. Lo sappiamo tutti com’è andata con Terminator Salvation e, da allora, di McG non si è saputo più nulla. Non che abbia smesso di lavorare o sia finito a chiedere l’elemosina agli angoli delle strade ma, tra discutibile robaccia televisiva e altrettanto discutibili e sporadiche esperienza cinematografiche, l’unica cosa davvero da ricordare è il suo ruolo di produttore esecutivo in Supernatural.

Poi arriva Netflix, lo scongela, gli mette sul piatto qualche decina di milioni di dollari (credo davvero poca cosa), un paio di giovani stelline (tra cui la più riconoscibile è Bella Thorne, e ho detto tutto) e gli dice: “Facci una commedia horror di quelle che piacciono ai giovani”. McG esegue ed eccovi servito The Babysitter.
Che è davvero uno spettacolino senza pretese, gradevolissimo, che va giù come un bicchier d’acqua in una giornata in cui ci sono 40 gradi e, nonostante il trailer faccia presagire molta più violenza di quanta in realtà ce ne sia, può vantare persino delle notevoli sequenze splatter e un sacco di morti ammazzati.
The Babysitter è la storia di Cole, un dodicenne perennemente bullizzato dai suoi coetanei e con una cotta bestiale per la babysitter del titolo, Bee. Torto non gli si può dare: è interpretata da Samara Weawing, splendore donatoci dalla terra australiana, già vista in qualche episodio di Ash vs Evil Dead e lanciatissima in ambito horror, tra il prossimo venturo Mayhem di Joe Lynch e la serie basata su Picnic ad Hanging Rock in arrivo su Amazon a fine anno.

Cole e Bee vanno molto d’accordo, quando i genitori di Cole partono per il fine settimana i due si divertono un mondo, passano le serate a mangiare schifezze e a guardare vecchi film, fino a quando per Cole non è l’ora di andare a dormire. Peccato che Bee sia una satanista dedita ai sacrifici umani e che Cole abbia la pessima idea di rimanere alzato e spiarla, diventando così testimone di un efferato omicidio, commesso da Bee e dagli altri adepti della setta satanica di cui lei a capo, tutti i ragazzi più popolari del liceo.
Il film ci mette un po’ per arrivare al dunque, ma non è necessariamente un male: si prende il tempo necessario a presentarci bene Cole, a descrivere tutte le sue fobie (e vi assicuro che questo ragazzino ha paura di tutto), a buttare in mezzo dettagli a casaccio che in realtà serviranno in seguito. McG continua a fare le stesse scemenze di 20 anni fa: i fermo immagine, le didascalie in sovraimpressione, gli effetti sonori a tutto volume. I colori sono sempre sparatissimi, la colonna sonora è sempre invadente, lo stile è sempre quello di Charlie’s Angels. Insomma, per lui il tempo si è fermato.
Ed è sempre piacevolissimo da guardare, con tutti i suoi limiti.

Quando il sangue comincia a scorrere, The Babysitter si trasforma in una versione horror di Mamma Ho Perso l’Aereo, con i cinque componenti della setta che cercano a più riprese di far fuori Cole e il ragazzino che dimostra di avere risorse inaspettate, combatte le proprie paure, le supera una a una e ha la meglio sui suoi aggressori. Niente di nuovo o di eclatante, ma fa molto ridere, contiene l’esplosione di testa in seguito a fucilata più bella dai tempi di Frontier(s), ha dei momenti comico-cinefili di genio puro e alcune linee di dialogo esilaranti, quasi sempre basate sulle distorsioni del linguaggio dovute all’aberrante idea di non poter mai offendere nessuno, come quando la mamma di Cole non dice una parola al figlio perché usa la parola “pussy”, ma minaccia di punirlo perché dice “retard”.
Robetta così, buona al massimo per passare quell’oretta e mezza spensierata a frivola in compagnia di personaggi eccessivi, sopra le righe e diretti con mano pesante da un regista che ha accantonato ogni ambizione e si limita a divertire e a divertirsi.

Forse sarebbe stata auspicabile un po’ di cattiveria in più, ma il pubblico di riferimento è adolescenziale e anche il divieto ai minori di 14 anni posto da Netflix pare un’esagerazione. Fa comunque piacere assistere al ritorno di McG su un progetto non miserabile e trovo interessante il fatto che Netflix commissioni delle sceneggiature che sembrano fatte su misura per il regista designato. The Babysitter è uno di quei film che dà un’impressione di grande rilassatezza, che ti fa venir una gran voglia di essere stato anche tu sul set ad ammazzarti dalle risate con cast e troupe. Lavorare a un giocattolino del genere ti deve riappacificare con il tuo mestiere, credo. E guardarlo, per 90 minuti, ti riappacifica con la vita.
Bentornato, McG.

12 commenti

  1. grazie del consiglio, ero indeciso se guardarlo o meno ma così vado tranquillo 🙂
    magari non mi riappacifica con la vita, ma di sicuro mi svago un attimo dopo quella miserabile pagliacciata pseudo-nichilista di Better Watch Out (anch’esso definito “Mamma ho perso l’aereo col sangue”, ma secondo me The Babysitter lo batte alla grande, io lo definirei più che altro uno “Scream” per ritardati).

    1. Io Better Watch Out ancora non l’ho visto: volevo tenermelo buono per Natale 😀
      Comunque questo è davvero grazioso, nulla di memorabile ma 90 minuti spensierati te li fa passare.

  2. Ok, sarà pure una robetta fatta così, ma credo che riesca a intrattenere parecchio. E non mi aspettavo il ritorno di McG. Il suo primo Charlie’s Angels l’avevo apprezzato, il secondo un po’ di meno ma anch’esso godibile.

  3. Lorenzo · ·

    L’ho guardato sabato su Netflix e devo dire che sono totalmente d’accordo con te! Leggero, dedicato a un pubblico adolescenziale forse, ma assolutamente godibile per chiunque, amanti dell’horror e non. Molto divertente.
    Grazie Netflix che ci salvi i sabato sera 🎃

  4. Oh, per una volta sono riuscita a leggere tutta la recensione in contemporanea con la sua uscita, visto che ho già scritto il post e non temo di buttarci dentro involontarie citazioni/scopiazzature!
    Charlie’s Angels è sempre stato un mio guilty pleasure e a McG volevo tanto bene anche io, prima che sparisse… non sapevo nemmeno che avesse girato Terminator Salvation, pensa tu.
    Comunque The Babysitter è davvero carinissimo e divertente, un bel film per far riposare il cervello e farsi due risate, tra l’altro non mi è sembrato neppure adattato/doppiato male a ‘sto giro.

  5. ogni tanto questi film servono per staccare la spina, e passare il tempo a guardarli ti fa riposare il cervello per un film più impegnato ^^

  6. McG resta sempre una chiavica. (e questo è un assaggio del post di giovedì ahahah)
    Il film però in effetti è davvero gradevole e la scena di Samara + Bella è già Storia del Cinema. 🙂

  7. Giuseppe · ·

    Dopo Terminator Salvation avevo perso praticamente ogni interesse nei confronti del McG regista, lo ammetto… a dirla tutta, pensavo ormai che in futuro si sarebbe concentrato principalmente (se non completamente) sul suo ruolo di produttore come appunto in Supernatural o anche Chuck, sempre televisivamente parlando. Invece vedo che se n’è uscito or ora con un piccolo ma stuzzicante film, dove in fondo anche il suo immutato stile d’epoca può continuare a avere il suo perché… 😉

  8. Alberto · ·

    Chissà se ti è piaciuto/sta piacendo Mindhunter. Secondo me sì.

    1. Meraviglioso. Una serie incredibile.

  9. Appena visto. Godibilissimo. Niente di che. Ma mi sono divertito.

    1. Vero che ti fa passare un’oretta e mezza bella spensierata?

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