Cinema degli Abissi: Lo Squalo 2

 Regia – Jeannot Szwarc (1978)

Non abbiamo ancora parlato di squali, in questa estate 2017. Gravissima mancanza, parzialmente giustificata dal fatto che, sul blog, abbiamo già affrontato tutti i film sugli squali migliori. Non ci resta che dedicarci al migliore tra i peggiori.
Dato che, a parte qualche ricorrenza fondamentale, gli anniversari e i compleanni sono cheap, giochiamo anche d’anticipo sul quarantennale del film, che è mio coetaneo, ma più anziano di me di qualche mese. E qui veniamo alle confessioni: credo di averlo visto più volte del suo predecessore. Non perché mi piaccia di più (non c’è neanche da fare un paragone: sarebbe come mettersi a sparare sulla croce rossa. Con un lanciagranate), ma perché è la classica pellicola disimpegnata e molto estiva con cui si passano un paio d’ore rilassate, senza pensare a niente. In pratica, Jaws 2, dopo una prima parte che, bene o male, ricalca l’andamento del capolavoro di Spilby, diventa uno slasher in piena regola, mesi prima che a qualcuno venisse in mente di utilizzare il termine per definire un genere.

La pre-produzione di Jaws 2 è abbastanza lunga e incasinata: sintetizzando al massimo, Zanuck e Brown vogliono a tutti i costi un sequel e Spielberg li prende a pernacchie, mostrando un sereno disprezzo alla sola idea di dirigere un seguito di qualunque cosa. Ma questo non scoraggia i due produttori, che fanno partire la macchina produttiva senza avere in mano una sceneggiatura definitiva, come del resto era accaduto anche nel primo film.
Il regista designato era John D. Hancock, quello di Let’s Scare Jessica to Death e la storia era molto diversa da quella che poi sarebbe stata messa in scena. Si basava su capitoli del romanzo di Benchley lasciati fuori dalla trasposizione di Spielberg, in cui le autorità di Amity sono coinvolte in brutti affari con la mafia. Amity doveva essere una specie di città fantasma, completamente a terra dopo i fatti del primo film, la cui unica speranza per risorgere era rappresentata dalla costruzione di un nuovo resort. Ovviamente, lo squalo sarebbe arrivato a scombinare i piani di tutti.
Hancock entra in contrasto con la produzione dopo un mese di riprese (ma dopo diciotto mesi di lavorazione, tra stesura dello script e preparazione) e viene licenziato: il materiale da lui girato non piace, il film ha un tono troppo cupo e troppo “sottile”. Per un breve periodo, Spielberg stesso pensa di andare sul set, cambiando tutto e trasformando Jaws 2 in un prequel sulla storia della Indianapolis, ma non se ne fa nulla, perché Spielberg stava girando Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo e, prima di un anno, non sarebbe stato disponibile. Con i set in piedi, la troupe pronta, gli attori bloccati, la Universal non poteva permettersi una pausa così lunga e la scelta cadde sul francese Szwarc, regista di Bug – Insetto di Fuoco e in ottimi rapporti con lo scenografo Joe Alves (che sarebbe stato poi responsabile diretto di Jaws-3D, Dio perdonalo), con il quale aveva lavorato nella serie tv Night Gallery.

Szwarc si ingrazia subito la produzione, portando a casa una delle sequenze più complicate da girare, quella dello sci nautico e, nel frattempo, concede un po’ di tempo alla nostra vecchia conoscenza Carl Gottlieb, fino a quel momento mai interpellato, per scrivere una sceneggiatura che soddisfacesse tutti.
Il set, indovinate un po’, è un inferno sulla terra, anzi nell’acqua. Un po’ per i soliti problemi tecnici con i ben tre squali meccanici costruiti per l’occasione (Bruce era rovinato e inutilizzabile), un po’ perché girare sull’acqua è sempre una disgrazia, un po’ perché tenere ferme quelle maledette barche a vela ha fatto impazzire tutti, un po’ perché Roy Scheider era tornato a interpretare Brody solo per obblighi contrattuali, non ne aveva nessuna voglia e litigava con Szwarc spesso e volentieri.
Ma il regista riesce a finire il film senza neanche sforare troppo sulla tabella di marcia. Si trattava, all’epoca, del film più costoso mai prodotto dalla Universal (30 milioni di dollari), ma divenne anche, per breve tempo, il sequel con i maggiori incassi della storia del cinema, battuto l’anno successivo da Rocky II.

Szwarc non era un novellino e non era affatto un incompetente: aveva alle spalle una carriera televisiva cominciata alla fine degli anni ’60, e ancora oggi in corso, ma a una produzione così grossa non aveva mai partecipato. C’era anche da prendere in considerazione un’eredità giusto un briciolo ingombrante e delle pressioni, da parte di Zanuck e della Universal tutta, di un certo rilievo. Jaws 2 costa sì 30 milioni di dollari, ma la campagna di merchandising legata al film è un qualcosa di mai visto prima. Credo che tutte queste aspettative abbiano pesato parecchio sull’atmosfera che si respirava sul set.
E Szwarc prende l’unica decisione possibile: la butta in caciara sin dall’inizio. Noi tutti ricordiamo il terrore assoluto provocato dalla prima volta in cui Spielberg ci mostra lo squalo in tutto il suo splendore nel film del 1975. Apparizione che arriva dopo una quarantina di minuti abbondanti. Sapendo che era impossibile replicare una cosa del genere, Szwarc sceglie di far vedere la creatura praticamente sempre. Se Lo Squalo era un’epica storia d’avventura, con tre uomini soli contro un leviatano, Lo Squalo 2 è un pop corn movie con un mostro enorme che perseguita dei ragazzini in gita e non pretende di essere altro.

Vediamo lo squalo la prima volta nella scena dello sci nautico (e, se prestate attenzione, si vede bene la pompa idraulica che muove la bocca, quando il pescecane stacca con un morso un pezzo della barca), continuiamo a vederlo sott’acqua, nell’attacco al sub che si becca l’embolia per sfuggire alla bestia e andiamo avanti così fino alla fine, azzerando il senso di mistero, ma guadagnandoci un po’ in ritmo e azione. Non c’era altra strada da percorrere. Non ci si poteva mettere in competizione con Spielberg e la sua idea di cinema. Si poteva solo sperare di non uscirne con tutte le ossa rotte.
Va dato atto a Szwarc di aver salvato la pelle, proprio tramite un’ammissione di inferiorità palese: Lo Squalo 2 è un film molto divertente e anche molto teso. Gli agguati ripetuti del grande squalo bianco alle piccole imbarcazioni su cui sono bloccati i ragazzi (ed entrambi i figli di Brody, almeno fino a un certo punto) sono tutti molto efficaci e spaventosi. Anche quando il film la spara grossa, come nell’affondamento dell’elicottero, mantiene una sua dignità. È insomma, il lavoro di un solido mestierante e l’unico film di tutta la saga di Jaws ad avere un qualche valore, perché gli altri due seguiti non esistono. Non sono mai stati girati. Devo essermeli sognati dopo una cena pesante.

Certo, non ci sono personaggi di spessore e lo stesso Scheider ripropone in maniera più fiacca tutte le caratteristiche dello sceriffo del primo film, senza però quell’aura tipicamente spielberghiana dell’uomo comune capitato contro la sua volontà in una situazione straordinaria in cui è costretto a dare il meglio di sé.
Ma queste sono cose riguardanti un cinema più alto, categoria cui Lo Squalo 2 non appartiene. Come dicevamo prima, è uno slasher sull’acqua, un teen horror che mira a far venire gli incubi alla gioventù festaiola, qui punita per aver disubbidito agli ordini dei padri: siete voluti andare a zonzo sulle vostre bagnarole sperando di rimorchiare? E vi beccate lo squalo, giudice e boia della vostra spensieratezza.
Questo proprio a voler andare alla ricerca di sotto testi dove probabilmente non ce ne sono.
Perduti il senso di avventura, il mistero di una creatura feroce e invisibile, l’orrore dello sconfinato oceano, abbandonato lo stile da cinema d’autore applicato al blockbuster di Spielberg, accantonato anche un concetto di paura sottile e strisciante, dimenticata la bestia che affiora lentamente sotto il pelo dell’acqua e a stento si intravede, cosa resta?
Un mostro di gomma che provoca un jump scare dietro l’altro, quasi a simboleggiare il tramonto della Hollywood degli autori e l’alba di quella dei professionisti.

E su questa nota malinconica, il blog se ne va in vacanza per una settimana, forse per due, devo ancora decidere. Passate un’estate il più possibile riposante, guardate tanti horror, fate il bagno, statevene stravaccati sul divano col ventilatore in faccia. Insomma, fate un po’ quello che vi pare, basta che siate contenti. A prestissimo.

16 commenti

  1. “vi beccate lo squalo, giudice e boia della vostra spensieratezza” ahahah grande, m’hai fatto spacca’ 😀

    sono giusto reduce da Sharknado 5: Global Swarming, il film di Szwarc è quello che ci vuole per riaggiustarmi il karma.
    Buone vacanze anche a te 🙂

    1. Mamma mia… Io con gli Sharknado sono ferma al secondo. Oltre non riesco a sopportare 😀
      Grazie! Ci si sente da queste parti tra un paio di settimane!

  2. valeria · · Rispondi

    sono profondamente affezionata a questo film, é stato uno dei miei primi acquisti in dvd 😀 proprio come dici tu, si tratta di due ore di caciara, ma che caciara! ricordo ancora come fossi rimasta terrorizzata da piccola durante la scena in cui lo squalo si pappa una delle ragazze (margie? ho vaghi ricordi dei nomi) proprio davanti a sean, poveretto. ora mi é venuta voglia di fare una mini “jaws maratona” (mini perchè, come dici tu, il terzo e quarto film semplicemente non esistono :D) in attesa di capire se “open water 3” sia un’emerita cagata o una piacevole sorpresa (prego ardentemente per la seconda ipotesi).

    buone vacanze anche a te! 😀

    1. Su Open Water 3 ho delle buone sensazioni, anche perché non nasce come sequel, ma ha uno sviluppo indipendente. Soltanto dopo i distributori hanno pensato di associarlo al marchio Open Water.
      Credo proprio che andrò a vederlo in sala, tenendo le dita incrociate!

  3. “È insomma, il lavoro di un solido mestierante e l’unico film di tutta la saga di Jaws ad avere un qualche valore, perché gli altri due seguiti non esistono.
    Non sono mai stati girati. Devo essermeli sognati dopo una cena pesante.”

    ❤ ❤ ❤ ❤

    1. Che brutti film 😀

  4. Alberto · · Rispondi

    Divertiti, a presto.

    1. Anche tu! Ci si sente qui al ritorno!

  5. Innanzittuto anticipo l’augurio di buone ferie sorellina, per il resto poco da aggiungere. L’avevo visto al cinema da ragazzino e l’unica scena che mi era rimasta nel cuore era quella dell’elicottero. Sugli altri inutile sprecare fiato causa bruttezza eccessiva…

    1. Ricambiato!
      A me più che quella dell’elicottero, è sempre rimasta in mente la crudeltà con cui viene fatta fuori quella ragazza che salva il piccolo Brody.
      Anche a rivederla oggi, è una scena molto efficace.

  6. Confermo: non esistono altri sequel, a parte Jaws 2. Si, anche io ho avuto la sensazione che ci fosse una roba in 3d e una specie di Sentieri o beautifull ai caraibi con un poverissimo Micheal Caine messo in mezzo, ma son suggestioni!
    Ciao e buone vacanze!

    1. No, ma anche tu avrai mangiato la peperonata, producendo incubi con Michael Caine.
      Non esistono quei film.
      😀

      1. Giuseppe · · Rispondi

        Sì, Lo Squalo 2 ha l’onestà intellettuale di non porsi minimamente a confronto con il suo inarrivabile predecessore, trovando comunque una sua dignitosa e slasherosa strada per far breccia nel pubblico (oltre all’elicottero e alla povera ragazza mi è rimasta in mente l’ingegnosità “elettrizzante” della soluzione finale). Quanto al resto… beh, la peperonata ai tempi deve aver fatto brutti scherzi pure a me: pensa che ricordavo di aver visto Lo Squalo 3 addirittura al cinema, quando è uscito, però col passare degli anni mi sono convinto sempre più che sia stato solo un sogno. Ma brutto, eh. Mi sarò addormentato in sala perdendomi il vero film che dovevo essere andato a vedere, di sicuro un altro film, perché Lo Squalo 3 non è MAI stato girato (e mi è successa la stessa cosa in tv, quando anni fa ho sognato che ci fosse in palinsesto un immaginario Squalo 4… pazzesco) 😀
        P.S. Buone Vacanze!

        1. Credo che lo Squalo 4 sia stato un incubo di Michael Caine, talmente potente che è stato trasmesso telepaticamente a tutti noi. E ora siamo convinti dell’esistenza di un film mai girato. Bisogna essere pazzi per portare al cinema una cosa del genere. A chi mai potrebbe venire in mente? 😀
          Buone vacanze, Giuseppe!

  7. Fabrizio · · Rispondi

    Eravamo in tanti a cena insieme quella sera, pure io ho sognato i sequel 3 e 4 dello Squalo di Spielberg. Il terzo addirittura in 3d, non dai non può essere, ai tempi poi.
    No.

  8. Ovviamente questo film non può reggere in alcun modo con il suo predecessore, ma almeno non aveva qualcosa in più che lo rendeva decente rispetto ai due seguiti ch eci saranno (Lo squalo 4 non me lo ricordo per niente però nel 3 ricordo di aver riso tanto).

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