La Tartaruga è morta

Giuro su quanto ho di più sacro che è l’ultima volta che ne parlo e, semmai dovessi dire un’altra sola parola su questo blog a proposito di IT prima di ottobre, cancellatemi dalle vostre letture perché me lo meriterei. Solo che (e se vi siete appena affacciati su Facebook da giovedì a oggi lo sapete già) qualche giorno fa è stato pubblicato il vero e proprio trailer ufficiale del film di Muschietti, in arrivo in ogni angolo del globo a settembre, ma da noi il 19 del mese successivo perché ai nostri distributori piace un sacco farci agonizzare. Poi qualcuno dirà che IT ha incassato ovunque tantissimo, ma non da noi: si sa, signora mia, che in Italia l’horror non tira. E invece se lo saranno visto tutti a casa con la loro bella copia piratata. Tutti tranne me. Io lo voglio vedere al cinema a ogni costo.
Ma non è questo l’oggetto del post di oggi, bensì l’indignazione dei fan. No, sulla questione Tim Curry, remake, infanzie rovinate e sull’effetto nostalgia che trasforma la merda in cioccolata ci siamo già passati qualche mese fa. Questa volta, sono stati i fan del libro a incazzarsi per delle dichiarazioni di Muschietti in merito ad alcune differenze sostanziali che dobbiamo aspettarci tra libro e film.
Per parlarvene sarò obbligata a fare SPOILER GIGANTESCHI sul romanzo, quindi proseguite a vostro rischio e pericolo.

Le dichiarazioni di Muschietti (potete leggerne un riassunto qui) vanno a intaccare almeno tre pilastri dell’opera di King, o presunti tali, per quanto mi riguarda: la Tartaruga, il Ragno gigante e il capitolo più controverso dell’intero romanzo, ovvero quello in cui Beverly ha un rapporto sessuale, nelle fogne, con gli altri sei perdenti, uno a uno. Nessuna di queste tre cose sarà presente nel film.
Ora, è possibile che io non ci stia tanto con la testa, ma quando l’ho saputo, mi sono sentita sollevata, mentre ho letto roba agghiacciante, roba di questo tenore: “senza l’orgia non è IT!”; “se non c’è l’orgia è un film edulcorato da fighette!”, oltre ovviamente alle svariate lamentazioni funebri per la mancanza dell’idea peggiore di IT, ovvero quel ragno gigante sul finale che ti fa crollare addosso tutto il terrore costruito da King fino a quel momento, e a gente che si stracciava le vesti per l’assenza dell’elemento meno cinematografico in assoluto: la Tartaruga gigante che vomita nel proprio guscio e muore. Proprio meravigliosa da rendere sullo schermo. Che coglione Muschietti, eh?

Procediamo con ordine e andiamo ad analizzare, se vi va, i motivi per cui ritengo che potrebbero essere tutte e tre modifiche migliorative.
Partiamo dalla Tartaruga: nella loro battaglia apparentemente impari con IT, i Perdenti vengono aiutati da una forza cosmica positiva, speculare a quella malvagia e negativa del mostro che infesta Derry. Questa forza non è, ripeto, non è la Tartaruga. La faccenda è un po’ più complicata di così, c’è tutta una mitologia dal sapore lovecraftiano dietro alle origini di IT, al suo posto nell’universo e al posto invece occupato dalla Tartaruga e dell’Altro, questo agente del bene che guida le azioni dei Perdenti, che aiuta Eddie a opporsi all’amore coercitivo e soffocante della mamma, che devia la pallottola d’argento di Beverly verso il licantropo quando lei sbaglia mira, che conduce Mike alla cava proprio quando gli altri sei sono lì, il giorno dell’epica battaglia a sassate. L’idea è quella di un destino comune che cospira per unire questi sette bambini, ma se al cinema si può benissimo mantenere il senso di predestinazione alla base del loro incontro, della loro amicizia e della loro guerra contro IT, è molto più complicato (inutilmente complicato) rendere la mitologia che  a esso sottende.
Come non è possibile portare tutto Lovecraft sullo schermo, così non è possibile portarvi tutto IT: non è cinematografico. King di per sé non è cinematografico ed essergli fedeli in maniera pedissequa fa spesso più danni che altro. O devo ancora ricordare a tutti i fan la faccenda delle siepi animate?

Il discorso da fare sul ragnone è simile, con l’aggiunta che non solo non funzionerebbe in immagini (e ne abbiamo la prova dalla miniserie), ma non funzionava neppure su carta. Quando appariva quel ragno, si aveva l’effetto, spiegato per ironia della sorte dallo stesso King in Danse Macabre, dell’insetto dietro la porta: se trovo un insetto alto tre metri, la mia mente si tranquillizza perché poteva andare molto peggio, poteva essere alto trenta metri e così via a scalare.
IT è un’entità mutaforma che assume le sembianze di un clown, ma non è un clown e allo stesso modo non è neanche quel ragno. Il ragno è soltanto la manifestazione più sopportabile per noi povere creature umane, che se vedessimo la sua vera essenza, daremmo in escandescenze e, con ogni probabilità ci ritroveremmo con il cervello che ci cola dalle orecchie. Il ragno è un espediente, neanche particolarmente riuscito, per dare una forma fisica estrema a IT, una forma in cui i Perdenti possano ucciderlo.
Non so se Muschietti ne troverà un’altra più efficace o se lo lascerà fino all’ultimo con il volto e il corpo di Pennywise. Questo è tutto da vedere, ma non capisco perché, se il ragno era uno dei pochissimi esempi di pigrizia narrativa da parte di King (e su 1300 pagine la possiamo tranquillamente giustificare) ce lo dobbiamo portare dietro anche al cinema.

E ora veniamo alla faccenda un po’ squallida dell’orgia. Già trent’anni fa, quella scena era fuori posto e staccata dal resto del romanzo. Vi rinfresco la memoria su come accade il tutto: i Perdenti hanno già sconfitto IT (non del tutto, siamo nel ’58) e, nel tornare a casa, si perdono nelle fogne. Il gruppo comincia a diventare disunito, c’è qualche battibecco di troppo, Eddie che di solito ha una bussola in testa, non sa da che parte andare e Beverly, per salvarli tutti, si spoglia e, a neanche 12 anni di età, finisce per fare sesso con sei ragazzini suoi coetanei.
Non sono nella testa di King e non pretendo neppure di esserlo, ma l’impressione è che bisognava dare qualcosa da fare a Beverly, fondamentale per tutta l’estate, ma un po’ in ombra nelle fogne. Essendo l’unica donna del gruppo, a King deve essere venuto in mente (era ubriaco? Strafatto?), proprio come agli sceneggiatori di Boris: “Famoli scopa’, così a buffo”.
Sto rileggendo IT proprio in questi giorni e la scena incriminata mi ha messo profondamente a disagio. Ma questa è la mia sensibilità, non deve essere anche la vostra. C’è però un problemino appena più complesso della sensibilità dei lettori e degli spettatori: si sta girando un film horror con dei bambini, e già di per sé non è una passeggiata di salute. Il ragazzo più “vecchio” del cast è nato nel 2002. Sono minorenni, per la miseria. Vi rendete conto delle implicazioni di far girare una sequenza del genere a dei bambini?
“Non c’è bisogno di girarla, basta suggerirla”
Bravissimi. Poi con la censura ci andate a parlare voi, poi la R per garantire al film una distribuzione capillare la assicurate voi, poi con il cambiamento di mentalità degli ultimi trent’anni ci fate i conti voi.
Incazzarsi perché Muschietti ha preferito lasciare da parte la pornografia infantile vuol dire non aver alcun contatto con la realtà, non sapere nulla di come si produce un film e dei meccanismi che lo conducono in sala. In parole povere, siete ignoranti come zappe.

Anche al netto delle precedenti considerazioni, inveire contro un film non ancora uscito perché non è uguale, riga per riga, al romanzo da cui è tratto, perdonatemi, ma non è un segno di luminosa e brillante intelligenza. Cosa fa una grande trasposizione? Io credo, la capacità del regista e dello sceneggiatore di saper tagliare quando è necessario, di mantenere lo spirito profondo del testo di riferimento (sia esso un romanzo, un fumetto o un altro film), trasferendolo su un altro media. Il che significa riconoscere le cose che su carta magari sono efficaci e su schermo sarebbero ridicole o semplicemente poco adatte. Non è facile per questo, non perché se si seguissero anche le virgole della fonte tutto sarebbe bellissimo e perfetto. Ci sono sei o sette film di Mick Garris a dimostrazione del fatto che fedeltà non equivale a buon film.
Perché sarebbe anche il caso di sfatare la leggenda a proposito dei film tratti da King che fanno tutti schifo. Non è vero. Di solito, a fare schifo, sono gli adattamenti per la tv. Al cinema, gli autori che hanno saputo fare un ottimo lavoro con King sono un numero non proprio disprezzabile e guarda caso tutti, chi più chi meno, lo hanno in qualche modo tradito, a partire da Teague, passando per Carpenter, fino ad arrivare a Darabont e Reiner. E non fatemi neanche iniziare a parlare di Kubrick.
Poi sì, ci sono casi in cui tradire il testo significa distruggerlo, ed è quello che sta accadendo con The Mist, che mi ha fatto addirittura rimpiangere Under the Dome. The Mist, tuttavia, non si limita a non seguire la trama del racconto a cui è vagamente ispirato: ne perverte il senso.
Questo va evitato a ogni costo. Non ci fossilizziamo sui dettagli come i pon pon arancioni, le tartarughe, i ragni, le orge nelle fogne. Quando andremo a vedere il film in sala, concentriamoci su una cosa sola: è stato in grado, Muschietti, di rispettare, pur con i dovuti cambiamenti, quel gran pezzo di narrativa horror che IT rappresenta? Se sì festeggeremo. Se no, saremo tutti liberi di restarci male.
Ma non mi rovinerete l’attesa di un film che aspetto da quando andavo al quarto ginnasio, e mi hanno fatto vedere quell’obbrobrio scandaloso e indegno della miniserie, con le vostre cazzate.
Sull’argomento ci risentiamo il 20 ottobre.

 

38 commenti

  1. Dario Lazzari · · Rispondi

    Spoiler per quei pochi miserabili che non hanno letto il libro: fermo restando che mi trovi assolutamente d’accordo con te e che la parte del sesso non poteva essere messa nel film, io invece l’ho sempre trovata una scena molto potente, assolutamente non fuori luogo: ci sono tante parti del romanzo che fanno intuire come i Perdenti acquisiscano potere mano a mano, seguendo intuizioni e rituali che noi umani chiameremmo magici (vedi il rito del fumo e il patto di sangue).

    Il sesso è un elemento di unione potentissimo e la necessità in quel momento era che loro restassero uniti profondamente negli anni a venire, costasse quel che costasse. E Beverly si sacrifica cosi (perché di sacrificio si tratta), usando il proprio corpo come elemento cruciale per quel rituale di unione. Chiamarla volgarmente orgia mi pare pure sbagliato, perché non viene descritto come un ammasso di corpi avvinghiati, ma come una lenta e timorosa processione verso qualcosa di spaventoso e magico.

    Detto ciò, non avevo mai commentato sotto il tuo blog che seguo leggo saltuariamente ma che apprezzo sempre, ma colgo l’occasione per farti i miei più sentiti complimenti per lo stile e le idee. A presto! 🙂

    1. Però vedi, è come se l’unico modo per una donna di sacrificarsi per il gruppo fosse quello di sfruttare il proprio corpo a beneficio altrui.
      “Orgia” è un termine non del tutto adatto, sono d’accordo, ma lo si usa solo per semplificare.
      Grazie del commento 🙂 Spero di rileggerti presto!

      1. Dario Lazzari · · Rispondi

        Beh, sì, non è l’unico modo ma, trattandosi in quel caso specifico di una scelta consapevole da parte di Beverly, pur dettata da circostanze estreme, non lo trovo affatto svilente per le donne.

        E, sempre a mio modo di vedere, la parte fondamentale di quell’atto non è stata tanto uscire dalle fogne, quanto quella di creare un’unione indissolubile che potesse attraversare 30 anni di vita, facendoli poi riunire quando fosse stato necessario.

        Lo trovo un immenso potere che Beverly, dall’alto del suo essere Donna, decide consapevolmente di usare.

        Detto ciò… ciò una scimmia addosso che ciao proprio. Finire le vacanze e arrivare a Settembre non sarà mai così piacevole come quest’anno. 😉

        1. Peccato che dovremo aspettare fino a ottobre, mentre tutto il resto del mondo civile lo vedrà a settembre!

          1. Dario Lazzari · ·

            Ah sì, è vero… sigh. Pessimismo e Fastidio.

  2. Concordo totalmente, riga per riga, parola per parola. E condivido subito. Buona estate.

    1. Buona estate a te!

  3. valeria · · Rispondi

    *applausi a scena aperta* concordo in toto su ogni parola che hai scritto. e ti dirò di più: quando ho saputo che la scena dell’orgia (anche io uso questo termine per semplificare) non ci sarebbe stata, mi sono sentita sollevata. ho riletto il libro di recente e non mi vergogno a dire che quel momento in particolare mi ha dato fastidio, mentre all’epoca della prima lettura ero evidentemente troppo piccola per capirne tutte le implicazioni.

    ” è come se l’unico modo per una donna di sacrificarsi per il gruppo fosse quello di sfruttare il proprio corpo a beneficio altrui” e parte un altro applauso. e che cavolo, possibile che a king non sia venuto in mente nessun altro escamotage per farli uscire dalle fogne? fermo restando che il romanzo è un capolavoro assoluto, approvo la scelta di muschietti. il successo del film non dipenderà certo dalla presenza o meno di quella scena: a me personalmente basterebbe che riuscisse a mantenere anche solo la metà delle atmosfere kinghiane e potrei considerarmi più che soddisfatta 😀

    1. È da brividi, quel momento in particolare, e non in senso buono. A me ha sempre dato l’impressione di essere staccato dal resto del romanzo e di avere anche poco senso, perché il passaggio all’età adulta puoi raccontarlo in vari modi, non per forza così.
      Io spero tanto in questo film, sono pronta anche a un eventuale fallimento, ma mi pare assurdo giudicarlo prima ancora che sia uscito.
      Grazie ❤

  4. Sarà che io IT l’ho letto (a fatica) solo da adulta, ma a me la scena di sesso nelle fogne ha messo addosso un perdurante senso di “Ma checcazz?!”, roba che davvero, mi sono chiesta se stavo impazzendo io o se s’era fumato qualcosa di sbagliato King.
    Roba da “nope” ripetuto per ore.
    Da un lato mi fa piacere scoprire che non sono l’unica a trovarla spiacevole, dall’altro mi deprime sapere che ci sono persone, in giro, che stanno gridando all’eresia perché un regista non ha voluto portare sullo schermo una scena di sesso di gruppo tra minorenni… Che balzane idee, questo regista!

    1. Come gli sarà venuto in mente di non far girare a dei bambini di 13-14 anni una scena di sesso di gruppo? Proprio strambo, ‘sto Muschietti. Fortuna che ci sono i fanz a fare da baluardo a queste derive perbeniste!

      1. Mi chiedo se certe persone commentino prima di pensare o se, semplicemente, certe idee non siano materialmente in grado di sfiorarli, nemmeno in foto.

        1. Credo che ci sia un attaccamento a certi libri, film, fumetti che obnubila il pensiero critico.

  5. quella scena (la cosiddetta “orgia”, termine che non rende giustizia al suo significato ma vabbè) non mi è sembrata affatto fuori posto,mi è parsa coerente col resto del romanzo (la scoperta del sesso nella pre-adolescenza è uno dei temi del libro) e trovo che King l’abbia descritta con grande sensibilità senza morbosità. Detto questo, è ovvio che quella scena non poteva affatto essere nel film (e non c’era neanche nella miniserie), certi fan sono idioti

    1. sono d’accordo con te anche sulle altre due “assenze” e anche sulla mutata sensibilità: se il romanzo uscisse oggi la scena di sesso tra dodicenni solleverebbe un sacco di polemiche che nel 1986 non mi pare ci furono (e chissà se lo Stephen King di oggi la riscrivirebbe)

      1. Ci furono anche nell’86. Furono molto più in sordina rispetto a come sarebbero oggi, ma comunque ci furono.
        La scoperta del sesso è una cosa lievemente diversa da una sorta di stupro di gruppo.
        Ma quello è un problema di sensibilità, non pretendo che tutti abbiano la stessa che ho io.

        1. Dario Lazzari · · Rispondi

          Restando nel pieno rispetto delle opinioni (e ci mancherebbe) mi sembra però che la scena di sesso non sia paragonabile in alcun modo ad uno stupro: è la stessa Beverly ad avere l’idea, a volerlo e, anzi, ad incitare i ragazzi che, per primi, non volevano e mai avrebbero osato.

          Poi, discutere sul fatto che fosse una parte di racconto evitabile, che potesse essere scritta diversamente, ecc. ci sta, ma vale per quasi tutto quello che non rientra pienamente nei nostri gusti.

          Pensare che a certe persone non piace per nulla la Tartaruga, l’Altro, ecc. perché li ritengono inserti “troppo fantasy”… Parti che a me invece danno un senso immenso di potenza, di orrore, di infinito ma anche di speranza (aggettivo che assimilo anche alla stessa scena di sesso tra i ragazzi). 🙂

          1. Quello che (e ripeto, che si tratta di diverse sensibilità) è balzato alla mia mente di adulta, rileggendo IT dopo circa 15 anni che non lo leggevo, è stato, nell’ordine:
            1) Oddio, ma perché questa all’improvviso e, in mezzo alle fogne, si spoglia.
            2) Perché all’unico personaggio femminile di tutto il romanzo è necessario dare il ruolo del corpo di cui abusare
            2.1) è un abuso, perché Beverly soffre durante l’atto. È scritto chiaramente.
            3) sembra uno stupro di gruppo perché, anche se è lei a farsi venire l’idea, assistere alla processione di questi ragazzini che, uno dopo l’altro, si dirigono verso una loro coetanea, è una cosa che ha delle sinistre risonanze.
            4) Il fatto che l’idea sia stata addirittura di Bevvie, rende la cosa ancora più perversa.
            Però, ripeto, questo è il mio modo di vedere la questione, è personale. Non censurerei mai quella scena nel romanzo. Dico solo come l’ho percepita all’alba dei miei 38 anni (fra l’altro, l’età dei Perdenti da adulti).
            E sulla Tartaruga: è un elemento che a me, nel romanzo, piace tantissimo, proprio perché dà un tocca “fantasy” al tutto. Non penso che al cinema potrebbe essere riportato con risultati positivi, a meno di un tripudio di CGI un po’ pacchiana.

          2. Dario Lazzari · ·

            Sulla Tartaruga mi trovi assolutamente d’accordo: parti meravigliose nel romanzo ma non rappresentabili sullo schermo. Come dicevi tu, siamo sulle corde di Lovecraft: rappresentare l’Orrore Cosmico (o la potenza cosmica) è praticamente impossibile.

          3. Dario Lazzari · ·

            PS. Anche se, ora che ci penso, mi chiedo come renderanno lo scontro tutto mentale con IT. Quello scivolare su piani inclinati cosmici verso fessure nere ancestrali e extradimensionali (i Pozzi) e verso la follia… come cavolo lo rendi su schermo?! 😀

        2. lo stupro di gruppo non è quello che è successo a beverly e non è descritto così, erano tutti consenzienti (dal punto di vista legale certo hai ragione: a dodici anni non sei considerato in grado di acconsentire al sesso neanche con dei coetanei ed eticamente parlando fare sesso a dodici anni non è auspicabile, ma analizzare un romanzo col codice penale o etico in mano è qualcosa che non voglio fare), ma mi rendo conto che è anche question di sensibilità diverse

    2. e capisco anche che in effetti sei ragazzi che si mettono in fila per un rapporto sessuale con un’unica ragazza psicologicamente faccia venire in mente lo stupro perciò mi chiedo se il King di oggi la riscriverebbe

      1. Non credo che la riscriverebbe. Oggi è più attento alle ridondanze di quanto non lo fosse trent’anni fa.

  6. Povero Mick Garris 😦

    1. Simpaticissimo e grande esperto, ma la regia la deve lasciar perdere, perché fa danni di un certo livello.

      1. Beh, se uno deve far danni, almeno che li faccia bene 🙂

  7. Giuseppe · · Rispondi

    Lo credo bene pure io che, oggettivamente (al di là, quindi, dell’intera gamma delle nostre sensibilità individuali riguardo al testo scritto), la scena di sesso fra Bevvie e amici fosse impossibile da proporre tanto ieri quanto oggi, sia su piccolo che su grande schermo! E sapere quanto per alcuni fanZ possa invece considerarsi un “sine qua non” capace nientemeno di pregiudicare la riuscita stessa di questa trasposizione cinematografica, beh, mi fa venire molti più brividi dello stesso IT … 😦
    Passando alla Tartaruga, la sua era un’assenza praticamente obbligata: anche riuscendo a far plausibilmente intendere quanto fosse la limitata mente umana a tradurre questa immane entità nelle più comprensibili apparenze di una specie di testuggine, come la realizzavi poi la cosa senza “ridondare” inutilmente in CGI (compreso il “vomito” galattico che, detto in per nulla appropriati termini terreni, la uccide)? Per il ragnone, però, devo ammettere che un po’ mi dispiace. Infatti, quello che più mi aveva fatto incazzare nel finale della miniserie non era la sua presenza, ma il fatto che in nessun modo questa riuscisse a suggerire quanto si trattasse appunto di una semplice emanazione del “macroversale” IT in un universo tridimensionale, facendone così un uso assai peggiore di quello dello stesso King all’interno del romanzo e sprecandone del tutto il grande fascino lovecraftiano (non parliamo poi del ventre della creatura con la sua “luminescenza”, inizio di una sequenza indimenticabile -al di là del tempo, dello spazio e della materia- nel libro e ridotta ad un finale raffazzonato, affrettato e idiota in tv)…

    1. Io temo che quella sequenza di cui parli sia molto complessa da riportare al cinema. Credo che ci sarà un accenno alla natura cosmica di IT ma sarà molto contenuto. Poi sono prontissima a ricredermi nel caso in cui Muschietti fosse riuscito a rendere lo stesso la vera essenza di IT senza far ricorso al ragno. Sarebbe un bel colpo!

  8. The Mist, santa pace, The Mist.

    Davo già per scontato che la scena quellallì non potesse essere riprodotta nel film, quindi non mi sono fatta “arrubbare l’infanzia” neanche questa volta. 🙂

    L’unica cosa che un po’ mi spaventa, in tutto questo nostro confabulare pre-visione, è ancora la “cacciata” di Fukunaga. Non che Muschietti non abbia la mia stima… È solo che quando le cose iniziano così raramente vanno a finire bene. Lo scopriremo il 19 ottobre, dopo il resto del mondo.

    1. The MIst è imbarazzante.
      Per quanto riguarda Fukunaga, c’è da dire che si è sganciato dal progetto agli albori, quindi il cambio di direzione non dovrebbe aver pesato troppo sulla resa finale. Incrociamo le dita e speriamo bene!

  9. Blissard · · Rispondi

    Al di là delle considerazioni sulla maggiore o minore aderenza al romanzo, il trailer uscito poche ore fa mi ha fatto balenare in mente l’immortale chiosa di quel gioiellino di Fanboys (2009): “What if the movie sucks?”.
    Siamo ancora nel campo delle ipotesi e delle fantasie sfrenate, ma a pelle inizio a temere che finirò per rimpiangere il “classico” televisivo di inizio anni 90.

    1. Che ti ha fatto di male il trailer?

      1. Blissard · · Rispondi

        Semplicemente non mi è piaciuto granchè, con quegli spaventini ini ini stile prodotto medio Blumhouse e una costruzione dell’inquadratura che, almeno dalle scene presenti nel trailer, non si discosta poi così tanto dal film televisivo di Tommy Lee Wallace, soltanto con i colori saturi d’ordinanza per un prodotto del terzo millennio.
        Comunque spero vivamente di ricredermi di fronte al film completo.

  10. AMATE QUESTA DONNA.

    1. Ahahahahahahahah ❤

  11. Ciao Lucia,
    da non-Kinghiano (nel senso che ho letto solo Shining) vorrei chiedere a te Kinghiana Classe A e conoscitrice profonda del genere che conta del cinema un parere proprio su Shining, libro, film e confronto incrociato tra i due.

    So che l’adattamento ha suscitato polemiche e guerriglie varie e volevo sentire una “campana” di fiducia, fosse in forma di post, risposta o quel che ti pare.

    Grazie in anticipo 🙂

    1. Sono una kinghiana anomala… A me Shining, il romanzo, non piace. Al contrario credo che il film di Kubrick sia immenso. È stato capace di prendere un romanzo, a mio avviso, mediocre, e tirare fuori un capolavoro.

      1. Innanzitutto grazie della risposta.
        Essendo quasi completamente a digiuno dell’opera di King (cosa che però non mi ha mai fermato dal guardare i film tratti da suoi libri) non mi sentivo di dare un giudizio basato su stile e costruzione dell’opera.
        All’epoca qualche perplessità sul romanzo l’ho avuta eccome(soprattutto relative al finale e ad alcune scelte come le siepi), ma credevo fosse dovuta al mio eccessivo amore per il film, che credo di poter definire il mio preferito.
        Adesso ho premura e curiosità di leggere IT prima del film sia perché alla prima visione “matura” della serie con Curry avvertì una certa puzza d annacquato, di smorzato e poi perché credo che se se ne parla da anni come punto insuperato della letteratura horror un motivo ci sarà ; è come se mi mancasse Moby Dick.

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