Supernova

 Regia – Walter Hill (2000)

Non troverete il nome di Walter Hill nei titoli di questo film, troverete quello di Thomas Lee e non vi affannate a cercare di capire chi sia questo regista: non esiste; è lo pseudonimo usato da Hill quando ha deciso di non mettere la propria firma sul film a causa di gravissimi contrasti con la produzione.
Quasi mi dispiace di chiudere lo speciale dedicato a Hill con Supernova, ma di Undisputed e Bullet to the Head abbiamo già parlato e il suo ultimo film, The Assignment, pare debba uscire a fine mese qui da noi e ho preferito aspettare, anche se lo hanno già visto tutti quanti e molti hanno pensato bene di demolirlo. Poco male: i personaggi che lo hanno demolito godono della mia considerazione quanto una blatta che striscia fuori da un cassonetto, quindi mi preoccupo fino a un certo punto.
Però siamo lo stesso arrivati alla fine di un viaggio durato più di un anno, in cui abbiamo coperto l’intera filmografia di un regista che fa parte della ristretta schiera di responsabili principali della mia formazione cinematografica e, finire proprio con il progetto più sfortunato di tutta la sua carriera è un po’ doloroso, anche perché Hill ha un conto aperto con la fantascienza dal 1979 e il suo primo approccio al genere in veste di regista (di Alien fu solo sceneggiatore e produttore) avrebbe meritato una sorte diversa. Non è andata così e non sappiamo se e quando Hill tornerà a dirigere un film sci-fi. Da qui un senso di profondo rimpianto ogni volta che rivedo Supernova.
Sì, perché l’ho visto più di una volta, non li ritengo poi questo disastro clamoroso e, certe volte, mi sembra quasi di intravedere il film che avrebbe potuto essere e non è stato.

Il mio amico Davide dice spesso che esistono film la cui storia produttiva è più interessante dei film stessi. Supernova fa parte di questa categoria di film: lavorazione travagliatissima; riscritto più volte; tre registi differenti che si sono avvicendati su un set ormai in piedi da tempo immemore; montaggio infinito mentre comunque si tornava a girare scene da aggiungere o a rigirare quelle che la produzione riteneva insoddisfacenti; colonna sonora scritta, buttata completamente al gabinetto e poi scritta una seconda volta da un altro compositore. Questa, in estrema sintesi, la vicenda di Supernova, che vale la pena di approfondire, anche solo per capire come sia impossibile tirare fuori un buon film da un percorso simile.

Doveva essere un horror fantascientifico, all’inizio. Si chiamava Dead Star e la sceneggiatura era di William Malone, che aveva in mente un film a basso budget su un’astronave che ritorna sulla terra portando con sé degli oggetti alieni contenenti un’entità malvagia. Pensate: Giger aveva fatto delle bozze per la creatura allo scopo di vendere meglio il copione. Era il 1990 e Malone riesce a far acquistare la sua sceneggiatura dalla MGM.
Che ovviamente lo estromette, chiama un esercito di scrittori diversi e li fa lavorare sul copione fino al 1997. Non è un refuso: sette anni di riscritture con varie mani che si avvicendano per portare lo script a compimento. Non è dato di sapere cosa volesse esattamente la MGM, ma nel frattempo la storia era quella di una nave medica che risponde a una chiamata di soccorso da parte di un cargo in procinto di essere risucchiato da un buco nero. Insomma, dello spunto originale di Malone non era rimasto nulla.


Prima la MGM chiama a dirigere il film l’australiano Joe Wright, poi cambia idea, lo licenzia due mesi prima dell’inizio delle riprese. A quel punto si fa il nome di Jack Sholder, ma anche lui dura pochissimo e James Spader, che era stato scritturato per ruolo da protagonista, suggerisce al produttore esecutivo MGM Walter Hill.
Ed è qui che cominciano i guai, perché tra un regista licenziato e l’altro, era passato del tempo e si era arrivati a ridosso dell’apertura del set.
Hill legge la sceneggiatura, dice di volerla modificare perché ci sono dei problemi. Niente di grave, ma ci vuole del tempo. La MGM, al contrario, ha fretta perché si prospetta uno sciopero generale degli attori e non ci pensa neanche a posticipare le riprese.

Il povero Hill passa le poche settimane a disposizione a lavorare alla sceneggiatura, e il primo ciak viene dato nell’aprile del 1998, con una storia ancora tutta da definire, una tabella di marcia serratissima e regista e produzione subito in scontro frontale, perché Hill si ritrovò con il budget drasticamente ridotto nel corso delle riprese. Si arriva così al montaggio e a una versione di Supernova ancora priva della maggior parte degli effetti speciali. La MGM vuole proporre il montato al pubblico, per fare un test; Hill si oppone perché i vfx sono, secondo lui, indispensabili per la fruizione dell’opera, avvisa la MGM che la proiezione sarebbe stata un disastro, loro non vogliono sentire ragioni. Supernova viene dato in pasto al pubblico e, indovinate un po’, la proiezione è un disastro.
A quel punto, a Hill non resta che abbandonare il progetto che viene ripreso in mano da Sholder. Si aggiungono nuove scene, se ne tagliano altre, segue un altro screen test, anche questo andato molto male, si chiede a Hill di tornare, lui chiede 5 milioni di dollari per completare gli effetti speciali e per tornare ancora a girare, la MGM rifiuta, Hill li manda al diavolo e toglie il suo nome dal film.
Ma in questa storiaccia c’è un ulteriore passaggio, ovvero l’intervento di Francis Ford Coppola in persona, che rimonta il film da capo. Ma neppure la sua versione va bene e alla fine esce in sala uno strano ibrido tra le versioni di Hill, Sholder e Coppola che va malissimo al botteghino, non accontenta nessuno ed è anche un fallimento critico.

E questa è la triste storia di come Supernova andò a puttane. Ora non resta che da chiedersi come sia effettivamente questo blob filmico partorito dalle menti geniali della MGM. Nonostante le numerose stroncature ricevute, non è poi così male. Si vede che è un progetto in parte abortito e che ci hanno messo mano in troppi; si vede che è stato tagliato con l’accetta per nascondere la mancanza dei vfx mai portati a termine e per ottenere il marchio PG13, andando a eliminare parecchie scene violente; si vede anche che la storia è monca, incompiuta, con dei passaggi logici non del tutto coerenti, come la storia d’amore tra il personaggio di Angela Basset e quello di James Spader, non prevista da Hill e inserita a forza in qualche momento imprecisato tra l’avvicendarsi di Sholder e Coppola: addirittura, per dare ai due una scena di sesso, furono montati i loro volti sui corpi di Robin Tunney e Peter Facinelli, scurendo la pelle della Tunney, tanto per darvi un’idea di come diavolo ha speso i soldi la MGM, soldi non dati a Hill per completare gli effetti speciali. Ma la scena di sesso a gravità zero, quella sì, da quella non si poteva prescindere.

Ma, a prescindere da queste baggianate, tipiche di quando una produzione si ritrova con un film invendibile sul groppone, Supernova ha qualche momento interessante, alla Walter Hill, per intenderci: il primo salto dimensionale  e la sua tragica conclusione; la gestione degli spazi all’interno dell’astronave, che sono tipici del suo modo di fare cinema, con corridoi e alloggi che diventano non-luoghi astratti e una geografia degli interni volutamente instabile, quasi che l’astronave fosse una cosa viva, che si modifica nel corso degli eventi; i due protagonisti granitici e, fino a quando non hanno deciso altri al posto suo di farla tubare con Spader, la natura asessuata della Basset.
Tutto questo, purtroppo, è annegato in un mare di problemi, narrativi e di messa in scena (c’è un abuso di macchina a mano spaventoso), nonché di montaggio, perché un film così tagliuzzato e frammentato non può essere di Walter Hill.
Supernova è uno di quei film di cui andrebbe ripescato dagli archivi MGM l’intero girato originale, per poi chiamare Hill a montarlo come avrebbe voluto lui. Ma non credo sarebbe fattibile, a meno di non spendere quei famosi 5 milioni di dollari in effetti speciali e scene da aggiungere.
Che peccato, che orribile spreco.

Ora che siamo arrivati alla fine del nostro viaggio nella filmografia di Walter Hill, vi chiedo se avete gradito l’idea di uno speciale monografico e se vi piacerebbe ripetere l’esperienza con un altro regista. Se sì, accetto suggerimenti. Non vorrei fosse un regista dichiaratamente horror e non vorrei fosse troppo famoso. Mi piacerebbe fosse un outsider come Hill. Io ho un paio di nomi in mente, ma ve li dirò solo dopo aver letto i vostri.
Sbizzarritevi!

35 commenti

  1. Salve, mi vengono in mente John Milius e John McTiernan.

    1. McTiernan era tra i papabili. Milius non sono degna 😀

  2. complimenti per lo special su Hill, piaciuto molto 🙂
    per la seconda edizione propongo Renny Harlin.

    ps: lungi da me ogni forma di accanimento compiaciuto, ma con The Assignment la veritá sta nel mezzo: è brutto forte porello, ma ha la stessa energia grezza e lo sprezzo dell’assurdo di un fumetto della EC.

    ps: volevo chiederti, ma hai avuto modo di vedere Hardcore (o Hardcore Henry) di Ilya Naishuller? Anche lì molti palati fini dell’action hanno cagato abbastanza il cazzo (troppo monocorde e decerebrato, in questo caso), secondo me uno dei punti più alti dell’asticella insieme a “Crank: High Voltage”, “Fast Five” e il dittico di The Raid

    1. Vorrei vederlo in sala per poterlo giudicare in maniera serena. Pare debba uscire qui da noi il 27, ma non lo trovo da nessuna parte. Forse lo hanno posticipato o addirittura cancellato 😦
      Harlin potrebbe essere un’idea, ma del suo film migliore ho già parlato 😀

      Ho visto Hardcore e non mi è affatto dispiaciuto. Non mi ha neanche esaltata, non perché sia decerebrato ma perché a me non fa impazzire quando il cinema usa in maniera così estensiva e spudorata il linguaggio dei videogiochi.
      Però è se non altro molto originale.

  3. Ne ho un ricordo sterile infatti. Dovrebbe essere studiato nelle scuole di cinema come esempio di tutto quello che NON si deve fare!
    Ah che ne dici di Sam Peckimpah?

    1. Guarda, Fratellone, io ero indecisa sostanzialmente tra due nomi e uno dei due era proprio Peckinpah. Vediamo se qualcuno nei commenti azzecca l’altro 😉

      1. Vedi che sei mia sorella alla fine? 😉

  4. Lo vidi ormai molti anni fa, a casa in dvd, ma nonostante non sia indimenticabile non lo trovo poi così brutto. Certo “Supernova” ha dei problemi e non è quel film che uno quando torna a casa alla sera dice: “Cazzo sono stanco morto, adesso mi butto in divano e guardo un bel film…vediamo un po’…ah ecco Supernova”. Ecco questo non succede di sicuro, ma alla fine non succede un po’ con tutti i film sci-fi usciti a ridosso degli anni 2000 (ad esempio “Sfera”).

    Regista outsider….Michael Mann?

    1. Sfera secondo me è molto più riuscito di Supernova, ma proprio non c’è neanche da fare il paragone: ha una storia di partenza molto più solida (il romanzo di Chricton), ha avuto una lavorazione, per quanto complicata, priva di tutte queste ingerenze e senza le problematiche dovute a vari cambi di regia, ha gli effetti speciali perfettamente funzionanti e, ancora oggi, fanno la loro porca figura. Poi non è ‘sto capolavoro, ma neanche il pasticcio di Supernova.
      Lo sappiamo tutti che la colpa non è di Hill, ma si è proprio trattato di una situazione in cui tutto ciò che poteva andare storto, è andato storto.

      State facendo tutti ottimi nomi, però tutti troppo recenti. Mi piacerebbe provare ad andare un po’ indietro, anche più indietro di Hill, che ha iniziato la carriera negli anni’70, e quindi più indietro di Mann

      1. Più indietro dei ’70 mi verrebbe da dirti Corman

  5. Cioè hanno speso dei soldi per una scena di sesso posticcia e chiamato Sholder e Coppola tutto per non dare il lavoro a Hill,mi ha fatto venire in mente quello che mi ha detto un doppiatore che conosco per un videogioco gli americani valevano usare lo stesso microfono del film da cui era tratto non pensando che il che lo studio di registrazione che contava,risultato rifare il doppiaggio da zero.
    Mi hai fatto venire in mente Metal Gear Phantom Pain che ha avuto una realizzazione travagliata e l’hanno fatto uscire incompleto.
    Un saluto Lucia

    1. Sì, uno spreco di risorse che neanche nel cinema italiano 😀
      Succede spesso, comunque, i film sono pieni di queste storiacce assurde

  6. Alberto · · Rispondi

    É l’unico Hill che non ho visto, e da come lo racconti sembrerebbe così poco Hill che non mi viene di dargli una chance. Non so, di solito ai film Calimero ci si affeziona vedendoli al momento dell’uscita. A parte questo, Don Siegel?

    1. Don Siegel! Sapevo di poter contare su di te per Don Siegel (che era proprio quello che avevo in mente io)

  7. Monografia: ROBERT ALDRICH ❤

    Bellissimo codesto tuo lavoro, ma te sei bravissima sempre . E lo sai!

    1. Eccone un altro che sarebbe meraviglioso trattare tutto.
      Farò un sondaggio, dai 😀

  8. enricotruffi · · Rispondi

    È stato un piacere leggere questa rubrica su un regista così ingiustamente dimenticato. Lì sopra sono stati detti nomi molto interessanti, proverei Friedkin, o Fuller, o Frankenheimer (tutti con la F)

    1. Grazie!
      A questo punto urge davvero un sondaggione 😀

      1. Alberto · · Rispondi

        Prima mi promuovi, poi mi rigetti nel limbo 🙂 E vabè, parteciperò con forza al sondaggione.

        1. Eh, ma ho chiesto a tutti di dire la loro. Ora non posso ignorarli. Però tu sappi che Siegel è stato il primo a cui ho pensato.

  9. Grazie di aver affrontato la storia di Hill, dei suoi film e di tutte le incazzature che ha dovuto passare.
    Grazir a te molti capiranno meglio la storia di questo regista, del perché lo si ama nonostante tutti casini che han fatto negli anni per mandargli in merda diversi film e del perché un cinefilo debba conoscerlo

    1. Ma grazie a te di avermi seguito fino alla fine 😉

      1. Sei stata una delle scoperte cinefile che più ho apprezzato su WordPress, ti raccomando sempre ad amici e conoscenti ❤

  10. Blissard · · Rispondi

    Che tu non abbia visto The Assignment mi fa piacere perchè significa che questo ciclo non è ancora finito 🙂 Stavo dicendo di non farti scoraggiare dalle critiche ricevute da quest’ultima fatica, ma tu hai tirato fuori le blatte e ho capito che sarebbero state parole superflue 😀
    W i cicli di Lucia (oddio, detta così la frase può essere fraintesa…)
    Un ciclo su Fuller o Aldrich da me sarebbero particolarmente apprezzati perchè ahime conosco pochissimo dei due

    1. So che è già disponibile, ma io volevo proprio vederlo in sala. Soltanto che mi pare abbiano cancellato la distribuzione, perché non lo trovo nei prossimamente da nessuna parte.
      A questo punto, mi toccherà vederlo per vie traverse.
      Io dire che il sondaggio lo impostiamo con quattro nomi: Siegel, Fuller, Aldrich e Peckinpah e che vinca il migliore.

  11. Niente Terrence Malik? 😉

    1. Oddio, non è proprio il tipo di regista che avevo in mente per la monografia 😀

      1. Ma sì, dai, qualcosa di pretenzioso e arthouse.
        In modo che i commentatori possano scrivere “imprescindibile” nei commenti e lodare la fotografia.

        Io però, seriamente, avrei suggerito Sidney J. Furie.
        Ma immagino sia uno di quelli che non vale la pena ricordare.

        1. Anche Furie è una bella idea!
          Inserisco nel sondaggio

        2. Che poi, guardavo ora che ha appena finito di girare un film,

          1. Pensa che io credevo fosse morto, e invece ho controllato e sì, ha una cosa in uscita.

  12. Giuseppe · · Rispondi

    Sì, è stato proprio un bel viaggio quello che ci hai fatto fare in compagnia di Hill, fino a questo sfortunatissimo e da me comunque amato Supernova. Tengo a precisare: amato sia per quello che è sia per quello che avrebbe potuto essere… gli extra del DVD, infatti, mi hanno mostrato quello che si potrebbe chiamare un intero universo alternativo a quello poi approdato – con mille sofferenze- su grande schermo. Un universo del tutto degno di una Director’s Cut che, purtroppo, credo anch’io non si farà mai 😦
    Avendo letto Hardcore lassù, nei commenti, mi è balenato alla mente un altro nome da suggerirti per il sondaggio: che te ne pare di Paul Schrader? 😉

  13. 1) è ora di parlare di Peckinpah secondo me.
    2) io sulle possibilità di questo film ti credo ciecamente, ma leggendo la trama su Wikipedia sono rimasto perplesso. Molto.

  14. Alberto · · Rispondi

    Senti, alla fine ho voluto vederlo e per un’oretta non è affatto male, forse Hill non c’è ma si vede lo stesso. Poi, proprio quando l’azione dovrebbe salire si infiacchisce, e il finale, insomma. Ma 6 e mezzo glielo do (e pure The assignment, tolte le goffe premesse e conclusioni, viaggia spedito e con un gran ritmo, io mi sono divertito).

    1. E ho appena scoperto che The Assignment non lo vedrò in sala perché è stato posticipato a data da destinarsi. E quindi a mai. Viva la pirateria!

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