Bodom

bodom-poster Regia – Taneli Mustonen (2016)

Inauguriamo l’anno ufficialmente con un film a cui sono stata dietro tanto di quel tempo da arrivare a credere che non sarei mai riuscita a vederlo. Perché qui su IlGiornodegliZombi gli slasher ce li andiamo a capare addirittura in Finlandia, paese che di film horror ne ha prodotti pochi (ma buoni) e che, insieme a Svezia e Norvegia si sta divertendo a rincorrere gli standard degli Stati Uniti in materia, spesso superandoli a destra.
Il titolo del film fa riferimento a uno dei più famosi fatti di cronaca nera avvenuti in Finlandia: gli omicidi del lago Bodom, nel giugno del 1960.
Quattro ragazzi, che stavano campeggiando sulle rive del lago, vennero aggrediti. Tre di loro uccisi, uno gravemente ferito. A oggi, quindi a più di mezzo secolo di distanza, il colpevole non è mai stato trovato. L’unico sopravvissuto ha subito un processo, da cui è stato assolto, e si è anche beccato un sostanzioso risarcimento dal governo.
Nel corso degli anni sono fioccate diverse teorie su chi avesse commesso gli omicidi e si sono susseguiti diversi sospettati, tra cui un presunto agente del KGB, ma una soluzione del caso ancora non esiste.

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Il film non è però ambientato negli anni ’60 e non racconta i fatti di quella notte. Bodom parla di quattro amici che, con l’intenzione di ricostruire il massacro, vanno a cacciarsi in guai molto seri. E sì, è uno slasher ma soltanto in parte, perché prende direzioni inaspettate e riesce, in meno di un’ora e mezza di durata (titoli di coda compresi) a inserire tre o quattro colpi di scena che cambiano completamente le carte in tavola.
In patria, la critica ha salutato il film come il primo horror finlandese che riesce ad avere una portata internazionale e non a torto. Se Rare Exports era più una commedia che un horror e lo splendido Sauna non poteva vantare un grandissimo appeal commerciale, Bodom ha tutte le caratteristiche per poter essere venduto all’estero e gareggiare (vincendo) con altri prodotti analoghi. Pur essendo radicato nella storia della Finlandia, andando a pescare in un famoso delitto locale, è abbastanza furbo da costruirci sopra una storia che potrebbe avvenire in ogni angolo del pianeta e in cui ogni adolescente potrebbe identificarsi. Ma è anche abbastanza intelligente da non essere una fotocopia sbiadita del tipico teen horror americano. Bodom è il classico buon film di media fattura, che però si eleva anche al di sopra della media per valori produttivi e struttura imprevedibile. Insomma, è valsa davvero la pena di aspettare così tanto.

Mustonen, un regista con all’attivo soprattutto commedie, sa di avere per le mani una storia vera che rappresenta l’archetipo del film slasher e dimostra di non essere così pigro da realizzare un film “ispirato a”. Preferisce infatti imbastire una sorta di meta-narrazione, dove le teorie sugli omicidi diventano delle linee guida utili a creare quelle svolte e quei colpi di scena che tengono inchiodato lo spettatore dal primo all’ultimo istante. Con ulteriore furbizia, ci piazza anche una sottotrama a base di cyberbullismo, un triangolo amoroso niente affatto scontato e, per chiudere in bellezza, imprime al tutto un ritmo indiavolato, che non permette di porsi troppe domande o di farsi fregare da quella bestia nera (quando si parla di slasher) della logica. Tiene premuto l’acceleratore senza mai sollevare il piede e arriva, a tutta velocità, a dei minuti conclusivi di un’angoscia mortale, prima di colpirci con un ulteriore (e definitivo) cambio di rotta poco prima dei titoli di coda. Niente male per uno che si è sempre districato tra film comici e per bambini.

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Bodom sembra scritto e diretto da uno che non l’horror lo conosce bene e ne ha assimilato codici e regole in maniera così approfondita da poi rivoltarli contro il pubblico. Per tutta la durata del film, non si capisce mai chi, tra i quattro personaggi principali, stia dicendo la verità e chi stia gestendo veramente gli equilibri di potere. All’inizio vediamo questi due ragazzi che portano con loro due coetanee nel bosco e ci facciamo un’idea chiara di dove il film andrà a parare. Quando comincia a scorrere il sangue, ci sentiamo addirittura al sicuro, perché, è scontato, ora si assisterà a quell’oretta di fuggi fuggi tra gli alberi e i nostri saranno fatti fuori uno dopo l’altro, fino alla salvezza della final girl di turno (e noi siamo convinti di averla subito individuata). E invece, Bodom prende tutt’altra direzione, addirittura cambia genere, si trasforma da slasher in revenge movie e poi in survival, con un breve passaggio in flashback nel drammone adolescenziale.

Per questo è davvero difficile annoiarsi: star dietro alle trovate della sceneggiatura tiene desta l’attenzione, insieme al desiderio di vedere come si evolveranno i personaggi e i rapporti tra loro. soprattutto tra le due protagoniste femminili, attrici giovanissime ed entrambe molto brave a sostenere dei ruoli non facilmente digeribili.
Deve essere l’approccio europeo al genere che porta questa freschezza, e anche questa incoscienza tipica di chi non si è mai avvicinato a un certo tipo di storie e situazioni e le affronta in maniera nuova, coraggiosa, diversa, anche scorretta, se vogliamo: alcune dinamiche relazionali, per esempio, in un film americano non passerebbero mai.

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Bodom si difende bene anche da un punto di vista tecnico. Viene esaltato il paesaggio naturale in cui si svolge gran parte della vicenda; il lago e il bosco circostante appaiono in tutta la loro bellezza in una serie di campi lunghi mozzafiato e, nonostante sia un film quasi interamente girato in notturna, la fotografia è sempre molto chiara e definita, pur avendo a disposizione poche fonti di luce: qualche torcia elettrica, i fari di un’automobile, il riflesso della luna sull’acqua, il falò acceso dai ragazzi all’inizio del film.
Il gore a a livelli molto bassi e gli omicidi avvengono fuori campo, eppure questo aspetto non viene percepito (non da me, almeno) come una mancanza, anche perché è compensato da una sequenza, verso la fine, dalla violenza psicologica enorme, tutta giocata su dettagli strettissimi, alternanza di buio e luce, grida e rumori d’ambiente e dove è la nostra percezione a creare l’orrore.
Non una scialba ricostruzione di fatti realmente accaduti, ma una storia inventata che rielabora quei fatti per creare una mitologia nuova. Bodom potrebbe essere un film in grado di inaugurare una saga, uno spauracchio inedito ed europeo, capace di dare del filo da torcere ai vari uomini neri di origine americana che hanno popolato il genere per decenni. Speriamo che non sia un esperimento isolato.

12 commenti

  1. valeria · · Rispondi

    ecco uno dei tanti, tantissimi motivi per cui adoro questo blog: porti alla luce titoli a me sconosciuti o ai quali non avrei dato un centesimo 🙂 ancora qualche pellicola e potrò definirmi una convertita al filone slasher 😀 segnato anche questo, mi fiondo alla ricerca!

    1. Tu devi sapere che il mio “metodo di lavoro” è il seguente: gli horror che trovo in giro, cerco di vederli tutti. Alcuni li interrompo dopo pochi minuti, altri dopo mezz’ora. Solo alcuni li guardo fino alla fine e comunque, di questi, arrivo a recensirne la metà. Solo ieri ho visto tre film e ne uscita fuori un’unica recensione 😀

  2. Sembra molto bello 🙂

    1. Lo è! Peccato che non ci siano ancora i sottotitoli italiani e che vada seguito in finlandese sottotitolato in inglese…

  3. Vedrò mai una tua recensione di “Sauna”?
    Credo di averne un bisogno quasi fisico.

    Sara Saliman (una luker affezionatissima)

    1. Sicuramente Sauna farà parte del sondaggio per la mia rubrica. Tutto sta nel fargli raccogliere abbastanza voti 😉
      Splendido film, comunque e grazie del commento!

  4. Ma bene! Lo vedrò senz’altro, al più presto. Abbracci grondanti di sangue…:)

  5. Questo sì che è un film interessante. L’ho già messo sulla mia lista.

  6. Giuseppe · · Rispondi

    Ulteriore dimostrazione che il saper far ridere il pubblico non preclude affatto la capacità di spaziare altrove, sapendo anche come mettergli paura 😉
    Mi sembra che Bodom possa ben meritarsi il destino di essere il capostipite di una nuova saga: un “boogeyman” tutto nostrano che non ha bisogno di scimmiottare alcunché dai modelli USA ha grandi potenzialità, di certo non comprimibili in un singolo film…

  7. Blissard · · Rispondi

    Bello e sorprendente, una visione fresca e coinvolgente (nonostante i sottotitoli inglesi che ho trovato io facessero veramente schifo, stile google translator 2002).
    Grazie come sempre per la segnalazione

    1. Infatti la subbanza poteva essere migliore. Credo tu abbia trovato gli stessi sottotitoli che ho trovato io, anche perché dovrebbero essere gli unici 😀
      Però, nonostante questo inconveniente, ti coinvolge moltissimo.
      Speriamo si trovi presto una versione sottotitolata anche in italiano, ma basterebbe in un inglese migliore 😀
      Grazie a te.

  8. Visto. Buona la prima parte, un pò meno la seconda. Girata bene e tutto quanto, però praticamente mi pare si sia messa da parte la storia principale per infilarci dentro un “cattivone” tutto sommato superfluo, che viene quasi ad “allungare” e in un certo senso “interrompere” una trama che si era già avviata verso una sua direzione. Sinceramente di questa svolta non ne sentivo la necessità, perchè il film girava bene anche da solo.. ma comunque una bella visione.

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