A Christmas Horror Story

a-christmas-horror-story_theatrical_hic Regia – Grant Harvey, Steven Hoban, Brett Sullivan (2015)

Scusate il ritardo: problemi di connessione mi hanno impedito di pubblicare il post alla solita ora.
Ci risiamo, ecco di nuovo il periodo più bello dell’anno (tutti ridono), quando ho di solito l’umore e l’affabilità di un Krampus incazzato nero e la voglia di vivere di un dodo. E quindi, qui sul blog, largo spazio ai film che urlano a gran voce dove potete ficcarvelo, lo spirito natalizio di merda.
Se il film da vedere, obbligatoriamente, alla vigilia è proprio il Krampus, di cui però abbiamo già parlato tempo fa, anche questo prodottino canadese all’insegna di cazzeggio e cattiveria si difende come può, pur con tutti i sioi limiti di budget e sceneggiatura. Film a episodi con cornice, atta a dare ai segmenti un minimo di continuità. A far da collante ci sono la voce e la presenza di William Shatner, che interpreta un dj bloccato a lavoro la notte di Natale, in una piccola città dall’apparenza idilliaca, ma funestata, l’anno precedente a quello in cui si svolge il film, da un duplice omicidio avvenuto nel liceo locale. Ora, si vorrebbe soltanto lasciarsi la faccenda alle spalle e vivere il periodo di festività serenamente. Com’è logico, quando si tratta di cinema dell’orrore, non sarà affatto così.

vlcsnap-2016-12-07-23h38m15s251

I tre registi all’opera in questa operazione natalizia sono stati tutti quanti coinvolti nella più bella saga sui licantropi dell’era moderna, ovvero quella di Ginger Snaps. Sullivan ha diretto il secondo film, Harvey il terzo, mentre Hoban è il produttore dietro l’intera epopea delle sorelline zannute. Manca solo il creatore, Fawcett, ma oramai fa quasi esclusivamente televisione.
Questo per dire che siamo di fronte a gente più o meno invischiata nell’horror canadese da sempre e che deve essersi divertita un mondo a mettere insieme questo giocattolino a base di changeling, elfi zombi, scuole infestate e sua maestà il Krampus in persona, scatenato contro una famiglia di “peccatori”.
Si sono divertiti loro e, purtroppo solo in parte, ci divertiamo anche noi, perché le idee presenti nel film sono tutte abbastanza valide e con un tasso di follia al di sopra della media. Peccato solo che la realizzazione, in alcuni casi, non sia all’altezza delle premesse. Come filmetto natalizio per mettersi di traverso alla melassa da cui saremo sommersi va più che bene, perché in quanto a crudeltà, A Christmas Horror Story non è secondo a nessuno. Ci va giù pesante, soprattutto nel finale e nella rivelazione che accompagna l’episodio più riuscito di tutti, quello relativo a un Babbo Natale con la faccetta rassicurante di George Buza, obbligato a far fuori tutti i suoi elfi con un bastone affilato come un rasoio a causa di un’epidemia che li ha trasformati in morti viventi affamati di cervelli.

Per il resto, gli altri segmenti sono un po’ sbilanciati, alcuni più riusciti, altri meno; alcuni richiederebbero uno spazio e un respiro maggiore (la famiglia in macchina perseguitata dal Krampus); altri durano troppo a lungo in proporzione allo spunto da cui prendono vita (il gruppo di ragazzi bloccati nel liceo teatro dell’omicidio).

vlcsnap-2016-12-07-23h36m05s276

Eccellente, proprio perché spietato, è invece l’episodio dedicato al changeling, in cui una giovane coppia con un figlio piccolo entra in un terreno privato per rubare un abete. Il bambino si perde nel bosco innevato e, quando i genitori riescono a ritrovarlo, è molto diverso rispetto a prima. Diverso in maniera inquietante. Si comporta come una bestiolina, non parla, ha atteggiamenti aggressivi nei confronti del padre e mostra un’attrazione morbosa nei confronti della madre. Difficilmente la sua famiglia (o i superstiti della sua famiglia) dimenticherà questa vigilia di Natale.
È una storia “minima”, piccolissima, con un’introduzione e una coda in mezzo al bosco e lo svolgimento ambientato per tutta la sua durata, in un appartamento. È forse la parte del film che ottimizza al meglio il budget risicato della produzione, riuscendo a dare spessore ai personaggi dei genitori e a raccontare molto, senza dire quasi nulla, sulla loro vita insieme. È perfetto per essere inserito in un horror antologico perché non si sente l’esigenza di approfondire ulteriormente e non arriva mai a stancare.

Il punto più basso, al contrario, è costituito dall’episodio del liceo: tre amici vogliono girare il solito documentario sull’assassinio dei loro due coetanei e si intrufolano nella scuola alla vigilia di Natale, a un anno esatto di distanza dal fattaccio. Ovviamente rimangono chiusi dentro, ovviamente i cellulari non funzionano, ovviamente c’è una losca storia che fa parte del passato dell’istituto (un tempo era un convento) e riguarda la gravidanza indesiderata di una quindicenne. Oltre a essere il trionfo della banalità, è anche recitato male e, a fronte di un paio di effetti gore pregevoli, ha una durata eccessiva e una conclusione telefonata mezz’ora prima.

vlcsnap-2016-12-07-23h39m14s873

Lasciano con il desiderio di vederne un po’ di più, l’episodio del Krampus e quello di Babbo Natale vs elfi zombi. Il krampus (complimenti sinceri al make-up) farà il suo ingresso trionfale anche nella stalla delle renne di Babbo Natale, e i due si esibiranno in un duello all’ultimo sangue, purtroppo non lungo quanto vorremmo.
Se la vicenda della famiglia presa di mira dal lato oscuro del Natale è di stampo classico, con i segreti di ognuno dei componenti che vengono a galla durante la nottata da incubo e il Krampus che li prende uno dopo l’altro, come in uno slasher, non risparmiando neppure i bambini, i tre registi hanno comunque la bravura di portare in scena momenti di sano squallore e umani egoismo e avidità che non lasciano nessuno immune. Per questo, il Krampus ha gioco facile. È vero che siamo abituati ad assistere a questi tipi di satire nei confronti della famiglia borghese e benestante, ma fanno sempre bene, specialmente quando sono così feroci e indiscriminati.

Il vero e proprio gioiellino dell’antologia è però quello di Babbo Natale e potrebbe essere un punto di partenza interessante per un lungometraggio ultrasplatter, con sciami di elfi zombificati che dilagano per il mondo. Che qualcuno ci faccia un pensierino, per cortesia. Ne abbiamo bisogno.
Ma funziona anche come corto, non c’è problema. Certo, se non fosse penalizzato dalla già ribadita questione del budget, che deve aver costretto la produzione a ricorrere all’orrendo sangue in CGI invece di usare dei più costosi effetti artigianali, staremmo qui a parlare di un piccolo capolavoro. Così non è e ce lo dobbiamo tenere, con pregi e difetti.
Una cosa è sicura: gli ultimi cinque minuti valgono, da soli, tutto il tempo passato a guardare A Christmas Horror Story. Non posso dire niente, perché rivelarli sarebbe un delitto, ma su di me hanno avuto l’effetto di una vagonata di perfidia dritta in faccia, con quel poco di fiabesco lasciato in piedi dal film che mi crollava addosso per mettermi di fronte a una realtà fatta di orrore e tristezza.
Ecco, con quel finale, io al film perdono tutto, persino l’episodio della scuola infestata, persino il gore fatto in post-produzione, persino la recitazione spesso approssimativa. Se sei in grado di pensare, scrivere e girare una conclusione del genere, che cambia tutta la prospettiva con cui lo spettatore ha assistito al film, io posso solo ringraziare. E penso che, con me, ringrazieranno anche altri a cui il Natale fa venire la depressione.

9 commenti

  1. Sant’s Slay (con il wrestler WCW Goldberg nei panni di un Babbo Natale assassino) l’hai mai visto?

    http://www.imdb.com/title/tt0393685/

    1. Sì 😀
      Fa molto ridere!

  2. verissimo, si salva in corner e alla grande con quel finale che più maligno e deprimente non si può. Anche l’episodio del changeling figata. A conti fatti mi sono divertito di più che col “Krampus” di Dougherty.
    La giusta risposta al santo natale:

    1. Secondo me, il Krampus gli è superiore, però ha sicuramente un approccio più “per famiglie”. Questo è davvero un filmaccio brutto, sporco e cattivo.

  3. Giuseppe · · Rispondi

    Come ogni anno ben vengano questi sguardi “alternativi” sul Natale, contro l’imperante e PER NIENTE condivisa solita melassa del cazzo in arrivo: già mi basterebbe questo per soprassedere ad approssimazioni e difettucci vari. E poi qui c’è nientemeno che James T. Kirk a fare da collante (i ruoli orrorifici di Shatner sono così rari)… così come del resto avevamo Kirk anche nel post precedente (Chris Pine) 😉

    1. Stranamente, qui il signor Shatner è molto misurato e, per il ruolo che ha, è perfetto.
      Diciamo che lui e il Babbo Natale cacciatore di zombie tengono insieme il film 🙂

  4. In settimana ho recuperato Krampus ma non credo riuscirò a vedere questo prima di Natale, però sicuramente lo vedrò, questi tipi di film stanno cominciando a piacermi 😉

  5. So cosa vedere per Natale. Questo film mi interessa molto. Grazie per la segnalazione!

    1. È perfetto per la vigilia 😀

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: