Ciclo Zia Tibia 2016: Chi ha Paura delle Streghe?

vJSkF3d Regia – Nicholas Roeg (1990)

Si parlava, un paio di giorni fa, con il mio amico Marco, di uno dei difetti più gravi del cinema mainstream contemporaneo: trattare gli adulti come adolescenti e i ragazzi come imbecilli, perché se agli adulti devi farli tornare bambini a tutti i costi, anche a quello di rincoglionirli, i ragazzi li devi proteggere da ogni forma di male. E alla fine, li rincoglionisci comunque.
Ora, si può dire e pensare il peggio sul cinema per ragazzi degli anni ’80 e inizio ’90, ma una cosa è certa, quando dovevano farti paura, non si tiravano mai indietro e, pur all’interno di una prospettiva comunque edulcorata (soprattutto in relazione ai libri da cui questi film venivano tratti), non eliminavano in partenza ogni dettaglio che potesse turbare la serenità dei pargoli seduti in sala. Anche con il lieto fine assicurato, anche grondando buoni sentimenti, quei film sembravano voler dire al loro pubblico di riferimento che non sempre le cose andavano in quel modo, che morte, sofferenza e crudeltà esistevano e che, prima o poi, tutti erano obbligati a farci i conti.
Oggi non è più così e infatti è completamente scomparsa una categoria ben precisa di prodotti: gli horror per ragazzi.
E mi piace concludere il Ciclo Zia Tibia di questa estate proprio con un horror pensato apposta per un pubblico giovanissimo, ma scritto e realizzato con un enorme rispetto nei confronti dei suoi spettatori, The Witches.

The_Witches_342_Medium

Diretto da Nicholas Roeg, prodotto da Jim Henson (uno degli ultimi film a cui ha preso parte prima di morire), con Anjelica Huston nel ruolo di uno dei villain più riusciti e genuinamente spaventosi di sempre, e tratto da un romanzo di Roald Dahl, The Witches vede partecipare alla sua messa in scena tutta una serie di belle teste e di grossi professionisti, uniti per raccontare la storia di un orfano, Luke, che, insieme a sua nonna, si trova a combattere contro una congrega di perfide streghe, il cui obiettivo è l’eliminazione di ogni bambino in Inghilterra. Eliminazione che avviene tramite un filtro magico che trasforma chi ne assume anche una sola goccia in un topo.

Ho visto The Witches al cinema, quando è uscito. Ero già grandicella ed ero in sala soprattutto per mia sorella più piccola. Questo film le è costato non so più quante notti insonni e costellate da incubi. Perché The Witches è un film dell’orrore e non lo si potrebbe definire altrimenti.
Comincia con il racconto terrificante di una bambina intrappolata per tutta la vita in un dipinto, dove invecchia e muore senza che nessuno si accorga della sua presenza, a cui fa immediatamente seguito la morte improvvisa dei genitori del protagonista; prosegue con la rivelazione del vero aspetto delle streghe e, in particolare, della loro leader e con la trasformazione di due ragazzini in topi, che le fattucchiere vorrebbero schiacciare sotto i piedi; finisce poi con un’altra sequenza di mutazione che pare quasi estratta da un body horror. E questi sono solo i momenti topici del film, quelli in cui la sua natura di storia del terrore diventa eclatante.
In mezzo, Roeg inserisce tanti piccoli dettagli che aumentano il disagio: l’indifferenza del mondo adulto, la solitudine dei bambini, la precarietà dell’esistenza, la cattiveria di chi ci circonda. The Witches ha un ritmo leggero e molte scene basate su tempi comici perfetti. Il divertimento degli attori (Huston in testa, ma anche Rowan Atkinson e Brenda Blethyn sembrano spassarsela un mondo) è palese, l’empatia che la nonna (Mai Zetterling), suo nipote e l’amico Bruno suscitano è indiscutibile. Eppure è l’impianto stesso del film a non essere affatto leggero.

maxresdefault

Da un punto di vista tecnico, è stato fatto un lavoro, tra animatroni e trucco, davvero enorme. Il make-up della Huston e delle altre streghe (sebbene non siano mostruose quanto lei) è impressionante, come del resto il suo aspetto finale, quello di un disgustoso ratto nudo. Resistono peggio alla prova del tempo i pupazzi dei due topolini, ma questo non significa che non siano efficaci, anche perché, essendo ancora i VFX agli albori, nei campi lunghi e quando non devono compiere delle azioni troppo elaborate, a interpretare i protagonisti ci sono due animali veri, fisicamente presenti sul set. Il passaggio tra le inquadrature dove i topi sono veri a quelle in cui sono sostituiti da due pupazzi è talmente naturale che ce ne si rende conto a stento. Vedere, per esempio, la sequenza in cui Luke (in forma di topo) si introduce nella camera d’albergo della Huston per sottrarle la pozione e deve vedersela con un perfido gattone nero.
Ovviamente, gli effetti speciali e di trucco sono stati realizzati sotto l’egida di Henson e si vede. È il suo stile, in tutto e per tutto, e rende il film un’esperienza visiva inconfondibile.

D’altra parte, Roeg, regista da sempre a suo agio in ambito horror e non proprio esperto di cinema per ragazzi, ce la mette tutta per creare un immaginario inquietante e poco fiabesco e, nonostante il romanzo di Dahl fosse molto più tragico (ci arriviamo tra un minuto) e oscuro, il film, pur volgarizzandone alcuni aspetti, riesce a restituirne in parte lo spirito su grande schermo.
Non credo che oggi sarebbe possibile mandare in sala un’opera del genere: arriverebbe qualcuno a questionare sulla scelta di tramutare i bambini in topi, o perché troppo traumatica per i giovani virgulti o perché ingiusta nei confronti dei topi che, si sa, sono meglio delle persone (!!11!). Poi sarebbe il turno di quelli che: “la rappresentazione delle streghe malvagie e assassine è voluta dal patriarcato capitalista” e su internet scoppierebbe il finimondo.
È anzi molto probabile che, nel 2016, una sceneggiatura come The Witches venga direttamente mandata al macero negli uffici di qualche studio hollywoodiano, dove ciò che ormai domina da anni è il terrore sacro di offendere o di urtare la sensibilità di qualcuno.

5-las-brujas

E pensare che questo film fece imbestialire Dahl: chiese che il suo nome venisse rimosso dai titoli di testa e solo Henson in persona riuscì a fargli cambiare idea.
Il motivo era che, secondo lo scrittore, Hollywood aveva edulcorato il materiale di partenza, lasciandone intatto solo l’aspetto sensazionalistico e puntando quindi tutto sugli effetti speciali.
Dire che il cinema ha sempre banalizzato le sue fonti letterarie è un luogo comune e non corrisponde al vero. È vero però che il cinema semplifica per forza di cose e, soprattutto, tradisce. The Witches, se messo a confronto con la sua controparte letteraria, smussa qualche angolo di troppo e ammorbidisce alcuni personaggi che, persino all’epoca, potevano essere considerati problematici, come quelli di Bruno e dei suoi genitori, decisamente poco gradevoli nel libro.
Per il resto, è un adattamento fedele, che si concede un unico, ma profondissimo, tradimento, quello di stravolgere il finale, niente affatto consolatorio nel romanzo e, al contrario, lieto nel film.
Venne in realtà girata una versione del finale identica a quella del testo di riferimento e venne anche presentata a una proiezione test, ma al pubblico non piacque e si decise di modificare tutto.
Di sicuro, quei minuti conclusivi sembrano un po’ attaccati in coda al film con lo sputo e sono fuori contesto e fuori tono, ma questo non pregiudica la resa di un’opera invecchiata alla grande e ancora oggi godibile, non solo per i bambini.

Il Ciclo Zia Tibia (e con lui il palinsesto estivo del blog) termina qui. Dalla prossima settimana si riparte con la programmazione abituale. Spero che la selezione di filmacci sia stata di vostro gradimento.
Ricominciamo con i Dieci Horror per Decennio e con lo Speciale Walter Hill e ho in mente una nuova rubrica, ma non so ancora quando e se riuscirò a metterla in pratica.
E, come ogni anno, saluto l’estate con questa canzone.

15 commenti

  1. valeria · · Rispondi

    questo film é sempre stato uno dei miei preferiti, fin da piccola. oddio, ero rimasta abbastanza traumatizzata all’epoca della prima visione, ma l’avevo adorato ugualmente. credo di aver addirittura smagnetizzato la cassetta su cui ero riuscita a registrarlo😀 personalmente (oltre alla scena formidabile della rivelazione della strega suprema) mi faceva molta impressione la bimba del dipinto, specie il modo in cui veniva afferrata dalla strega in quel vicolo prima di essere imprigionata nel quadro. e che angoscia la malattia della nonna…mentre guardi il film hai sempre paura che muoia anche lei e il piccolo luke rimanga completamente solo. concordo in pieno con le tue considerazioni sul finale: se non sbaglio nel libro luke resta un topo, giusto? la strega diventata improvvisamente buona ci sta come i cavoli a merenda, ma é un difetto perdonabile visto il prodotto finale🙂
    grande post, come al solito!😀

    1. Se lo guardi quando sei molto piccola, è davvero impressionante. Io, purtroppo, quando è uscito al cinema, avevo (credo) dodici anni e quindi già ero “grande”.
      Mia sorella ne ha cinque meno di me, se per me il trauma infantile per eccellenza è la morte di Artax ne La Storia Infinita, per lei è la trasformazione della Huston in strega😀

  2. Non lo ricordavo, e come per tutti o quasi i film che menzioni, l’ho messo in lista da vedere🙂
    Gran lavoro, grazie per averci accompagnato, tu e lo zio Tibia, anche per questa estate.

    1. Grazie a voi per esserci stati, anche in pieno agosto😉

  3. Quel film io lo vidi da bambino in VHS, credo intorno ai 6-7 anni. È stato il mio primo horror e ancora oggi ho un brivido di inquietudine quando ripenso alle notti insonni in cui cercavo rifugio sotto le coperte dei miei genitori😀
    Forse è il miglior film che hanno fatto da un libro di Dahl.

    1. Sì, fino a oggi, è il migliore. In attesa del GGG di Spielberg!

  4. Me lo ricordo, addirittura mi ricordo dei suoi passaggi in tv RAi di DOMENICA POMERIGGIO, cose assurde, pensando ad oggi.
    Non ricordo invece se in Italia fu mandata la versione con il finale happy ending o no

    1. L’happy ending è l’unica versione mai distribuita. Non credo che esista una copia del film con il finale uguale a quello del libro😦

      1. sapevo che in alcune nazione il finale era stato cambiato tagliando l’happy ending su richiesta di Dahl, se ricordo bene

        1. Non la sapevo questa cosa. Da imdb risulta così: “The studio actually shot the ending that was more faithful to the Dahl book (Luke remains a mouse) in addition to the “happy ending,” and test-screened the film with both. The result, as seen in the final product, is that test audiences chose the latter ending.”
          Dovrei fare una ricerca più approfondita. A pranzo mi ci metto🙂

          1. io la fonte l’ho trovata sulla scheda di wikipedia

  5. Lorenzo · · Rispondi

    Oddio ce lo fecero vedere alle elementari, mi rimase impresso dentro. L’unico ricordo nitido che ho conservato dopo tutti questi anni è l’aspetto orribile di Anjelica Huston trasformata. Grazie per avermi ricordato il titolo, lo recupererò!!😉

    1. E devi vedere poi quando si trasforma nel disgustoso ratto😀
      Figurati, sempre lieta di riportare a galla traumi infantili!

  6. Giuseppe · · Rispondi

    Direi che visto l’ottimo risultato complessivo il Dahl scritto viene tradito il “giusto”, ad eccezione del lieto fine. Tutto sommato perdonabile, se pensiamo che oggi la riproposizione di un film del genere costringerebbe -per non offendere la “sensibilità” di tutti i rompicoglioni vari ed eventuali, appunto- a mantenere il TUTTO sui toni di quel lieto fine (e sarebbe quello, per me, il vero orrore)…

    1. Ma infatti la situazione del cinema per ragazzi sta diventando drammatica, perché non c’è un film che sia uno capace di far confrontare i più giovani con delle tematiche che abbiano un minimo di spessore.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: