Cinema degli Abissi: Peter Benchley’s Creature

web-front-peter-benchleys-creature Regia – Stuart Gillard (1998)

Qualche giorno fa, il mio amico Davide, ha scritto un post su un film abissale di quelli che piacciono a me, The Deep che ok, non è poi questo granché, ma ha tre o quattro motivi di interesse, tra cui una Jacqueline Bisset di una bellezza oltre l’umana comprensione e la presenza di una murena gigante, che però è sfruttata meno di quanto meriterebbe. Sì, avete capito bene: una murena gigante, fonte di ispirazione per un mio ebook. Benchley è di sicuro uno degli scrittori che più hanno influito sulla mia mente impressionabile da ragazzina, ma con il cinema, a parte una sola, vistosa eccezione, non è mai stato troppo fortunato. Gli adattamenti dei suoi romanzi non hanno mai reso giustizia alla fonte letteraria e, in un caso, quello di The Island, i risultati sono stati addirittura vergognosi.
Eppure c’è stato un momento, nella seconda metà degli anni ’90, in cui sono usciti, a pochissima distanza l’uno dall’altro, due film per la tv, di due episodi ciascuno, tratti rispettivamente da The Beast e da White Shark (ripubblicato poi col titolo Creature).
È strano, perché non si può dire che siano dei film particolarmente riusciti. Di Abissi di Paura neanche ne voglio parlare perché penso sia ancora fonte di imbarazzo per William Petersen, ma Creature mi è rimasto impresso, anche a distanza di anni da una visione casalinga in una di quelle serate estive in cui non avevo di meglio da fare. Mi è rimasto così impresso da citarlo addirittura, sempre nello stesso ebook, con la sua frase di lancio: “Credevate di essere al sicuro sulla terra”.
E mi è venuta voglia di rivederlo, perché un’estate non è tale senza squali e perché, avendo la distribuzione nostrana procrastinato a data da destinarsi The Shallows, ho dovuto ripiegare su qualcosa che non portasse impresso il marchio pezzente Asylum.

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E in effetti, rivedendo Creature diciotto anni dopo, devo dire che la Asylum non si è inventata proprio niente, ma le sue misere bestiacce ibride in CGI non hanno grammo della classe di questo uomo-squalo-anfibio creato da sua maestà Stan Winston e presente sul set in carne, ossa e gommapiuma.
Intendiamoci: si parla di un prodotto televisivo di fine anni ’90, quando la tv era una discarica molto diversa da quella odierna, era considerata il parente povero del cinema e non il contrario, ci si spendevano la metà dei soldi e veniva quasi considerato umiliante, per un attore, prendere parte a certe operazioni.
Solo che, in questo caso, il  fatto che avessero chiamato Winston per dare vita alla creatura del titolo, dava al tutto una patina di rispettabilità, ne faceva quasi un progetto nobile. Inoltre, il cast non era da buttare, con Craig T. Nelson e una Kim Cattral che ancora doveva essere risucchiata dal vortice di degrado e mestizia che ne avrebbe poi condizionato l’intera carriera. Sì, parlo di Sex and the City. Sì, per me Sex and the City è il Male assoluto con la emme maiuscola. E, per quanto mi riguarda, Kim Cattral è e sarà sempre Gracie di Grosso Guaio a Chinatown o al massimo Michelle di Split Second.

Ma non divaghiamo.
La storia di Creature romanzo è molto diversa da quella di Creature mini serie. Dove Benchley ci aveva messo esperimenti nazisti su esseri umani, per renderli creature anfibie, la sceneggiatura ci piazza una base segreta della Marina americana dove vengono condotti alcuni studi sui delfini, durante la guerra in Vietnam. Ufficialmente, si tratta di addestrarli e di farne degli sminatori, ma la realtà è che gli scienziati li ibridano con gli squali allo scopo di utilizzarli in campo militare. E non si limitano a questo, perché c’è un altro esperimento, di cui neanche i militari sono a conoscenza, dove si cerca di dar vita a una nuova specie. Tipo dei deep ones, ma con le zanne e l’aspetto di uno squalo bianco.

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L’ibrido, molto aggressivo, si libera dalla vasca di contenimento dove è rinchiuso, fa strage di uomini e delfini e viene chiuso in una gabbia lasciata sul fondo dell’oceano, in una non specificata isola delle Antille.
Passano venticinque anni e lo squalo torna a fare ciò che gli riesce meglio: uccidere tutto ciò che si muova, prima in acqua e poi, quando gli spuntano un paio di game, anche sulla terra.
A contrastare, tra l’incredulità degli isolani e l’intromissione dei militari, la furia omicida dell’ibrido, ci sono due biologi marini che si trovano sull’isola per motivi di ricerca.
Una trama così strampalata che davvero potrebbe essere buona per un filmaccio disgustoso targato Asylum e affini, ma che, forse per un senso di decenza maggiore,  e per una messa in scena professionale, riesce a sfiorare tante volte il ridicolo involontario senza abbracciarlo con entusiasmo. Già, perché il tema viene trattato con una serietà e una mancanza di ironia abbastanza tipiche della tv di un ventennio fa. Ed è proprio il prendersi sul serio che salva, parzialmente, il film.

Oltre allo splendido animatrone costruito per l’occasione: quando entra in campo, fa una gran figura e conferisce a una situazione di per sé difficile da sostenere, un senso di realtà che oggi, quando si parla di film con gli squali, è andato del tutto perduto.
Creature soffre di parecchi cali di ritmo. Si passa troppo tempo (parliamo di due episodi di un’ora e mezza ciascuno) in scene di raccordo e troppo poco a seguire le gesta dello squalomostro. Ed è anche comprensibile, non potendo, per motivi di censura, mostrare in maniera diretta i suoi attacchi, girati tutti in maniera tale da limitare lo spargimento di sangue e gli effetti dei morsi sulla carne delle vittime. Come se non bastasse, c’è anche il problema della rudimentale CGI degli anni ’90. Quando la creatura è impersonata dall’animatrone o dallo stunt in tuta, va tutto a meraviglia. Quando si passa all’effetto in post produzione, sono dolori. Un po’ lo stesso problema che ha il quasi contemporaneo Blu Profondo. Roba, per l’epoca, all’avanguardia, ma nel 2016 irrimediabilmente datata.

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Eppure, si tratta di una visione piacevole e leggera, tipicamente estiva che, con tutti i suoi anni e i suoi limiti, stacca di parecchie lunghezze qualunque Mega Shark vs Giant Octopus e rumenta simile. Merito, prima di tutto, della derivazione letteraria che, per quanto modificata per adeguarla ai tempi, proviene sempre dalla mente di uno scrittore di un certo peso.  I personaggi principali, lungi dall’essere semplici eroi o semplice carne da macello, sono ben delineati, sono approfonditi, il loro carattere e le loro motivazioni hanno una solidità che può essere frutto solo di una scrittura attenta e curata.
E non è neanche girato così male, sempre per essere una miniserie tv. Se si escludono i momenti morti, c’è una bella progressione che centellina le apparizioni della bestia nel primo episodio, mantenendo una giusta aura di mistero sulle sue origini e sul suo aspetto, e che poi, nel secondo episodio, trasforma la creatura nel vero protagonista, tenendola quasi sempre in campo. Di sicuro questo è dovuto alle difficoltà di usare l’animatrone sott’acqua. Quando l’ibrido cambia pelle e diventa anfibio, girare a terra deve aver dato a Winston e ai suoi la possibilità di scatenarsi. Molto intensa tutta la parte finale, ambientata nei corridoi della base, dove il film diventa quasi uno slasher.
Se siete stanchi di squali meccanici, squali con due tese, squali di sabbia, squali fantasma, tutti realizzati coi piedi e inseriti in strutture narrative da prima elementare, ma volete divertirvi e rilassarvi con un bel mostro marino, provate a recuperare Creature. Sarà uno spasso.

12 commenti

  1. Ma in ambito ‘filmetti trash estivi’ (aka la roba che dava Fininvest negli anni ’80-’90 durante la notte tipo So cos’hai fatto) in cui gruppi di stupidi teenager americani vengono squartati da squali/maniaci/politici invasati cosa consigli di recuperare?

    1. Se, su questo blog, fai una ricerca usando la parola “slasher” ti viene fuori tutto ciò che cerchi🙂

  2. Grazie della citazione.
    Per la gioia di grandi e piccini, sto riguardando proprio ora The Island, sul quale farò un post quanto più caritatevole possibile, nei prossimi giorni.
    Definirlo vergognoso è fare un cattivo servizio alla vergogna.
    E dire che ci sono due attori colossali come Michael Caine e David Warner!

    1. Sì, alla fine è necessario essere un minimo caritatevoli, con certi film sbagliati. Anche perché si tratta proprio di macroscopici errori. E più il cast è interessante, più il fallimento diventa ingombrante.

  3. valeria · · Rispondi

    questo devo assolutamente recuperarlo! non ne conoscevo l’esistenza ma sembra uno spettacolo😀 grazie per la segnalazione!

    1. Sono quelle chicche che soltanto se gli squali sono la tua ossessione riesci a ricordare e a riesumare dal passato😀

  4. Lorenzo · · Rispondi

    Quando vedo (per sbaglio) i prodotti della Asylum mi sale un nazismo che te non hai idea… vedere quei “film” fatti di merda (con CGI da vomito) e recitati peggio mi fa incazzare a bestia.
    Cercherò di recuperare questo film, soprattutto per il mostro di Stan Winston (avevo già visto delle foto sulla pagina facebook della Stan Winston School of Character Arts), e poi gli squali sono sempre belli🙂

    1. A me sale direttamente l’apocalisse. Ma come si fa a esaltarsi con quella merda?
      E sì, gli squaloni hanno sempre il loro fascino.
      Speriamo che The Shallows sia bello!

  5. Giuseppe · · Rispondi

    Visto anch’io ai tempi in tv (non ha avuto NESSUNA fortuna -ingiustamente- in fatto di repliche in chiaro) e già recuperato da tempo: storia, personaggi e -non ultimo- la creatura del grande e compianto Stan decisamente NON fanno ridere (e cagare) come invece immancabilmente capita nei “film” marini della Asylum, proprio no… infatti, mi chiedevo quando l’avresti ospitato nella tua rubrica😉

    1. Piano piano, i film con gli squali da queste parti ci passano tutti🙂
      Ed è vero, credo non sia mai più andato in onda dopo quell’estate del ’98. Strano, dato che mandano le repliche di certa roba improponibile.

  6. giancarloibba · · Rispondi

    Mai visto! Recupero immediato. Mi è venuta anche voglia di recuperare i romanzi di B. Ho letto solo Lo squalo e Tentacoli. Grazie per lo spunto.

  7. Questi sono proprio quel genere di film che mi intrigano. Lo vedrò sicuramente.

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