La Shitstorm del Venerdì

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Scusate, lo so, divento noiosa e i lettori abituali di questo blog, dove non è un’abitudine perdersi in sterili polemiche e dove si è sempre cercato di parlare di cinema, si saranno stufati. È a loro che mi sento di chiedere scusa, nonché di promettere che la prossima settimana torneremo alla normalità e torneremo a discutere di film.
Però, il post che ho pubblicato un paio di giorni fa ha suscitato delle reazioni mai viste prima. Sì, non sono una stupida ed ero consapevole del fatto che ci sarebbero state più visite del solito. Ma non pensavo proprio sarebbe accaduta una cosa simile.
Tiriamo fuori un po’ di numeri, tanto non ho segreti, a proposito delle mie statistiche. Questo blog totalizza, nelle giornate particolarmente buone, una media di 600 visite. Se riesco a farne di più, mi viene voglia di festeggiare. I commenti viaggiano sulla ventina ad articolo, quando va bene. Quando va male ce ne sono sei o sette. Post che impiego parecchie ore a scrivere, di solito su film complessi e non recenti, registrano il più delle volte, il rumore dei cespugli che rotolano nel deserto. E mi va bene così, non mi sono mai lamentata né mai mi lamenterò, anche perché significa che ho un pubblico selezionato, interessato a ciò che ho da dire e, soprattutto, gentile ed educato.
Ora, vediamo il post di mercoledì come si è comportato: 3000 visite nella giornata in cui è stato messo online, altre 2500 in quella successiva. Un centinaio di commenti, contando anche quelli che ho dovuto cestinare in cui venivo apostrofata, nel migliore dei casi, come “nazifeminnista” e, nel peggiore, come “lesbica di merda”.
Tra i commenti pubblicati, che mentre sto scrivendo, ammontano a 79, solo quattro sono stati scritti da lettrici. Tutti gli altri commentatori sono uomini, di cui una buona percentuale di opinione opposta alla mia. Il che non è un problema: il pubblico de Ilgiornodeglizombi è, da sempre, prevalentemente maschile. O meglio, i lettori sono quelli che si fanno sentire più spesso, mentre le lettrici rimangono in silenzio. Questo è quello che spero, anche se non posso saperlo. Non è un problema neanche non essere d’accordo con me, basta che si esprima il proprio pensiero in modo garbato e senza andare sul personale. Se si va sul personale, non rispondo, se si va sul personale in maniera pesante, cancello. Mi sembra un comportamento lecito.

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Quello che è successo con il post su Ghostbusters credo possa servire da spunto per una riflessione. In un certo senso, quell’articolo era un esperimento: l’idea era di parlare del cambiamento culturale che sta avvenendo, in questo periodo confuso e travagliato, nel cinema commerciale (in quello indie è già avvenuto e le cose procedono spedite e senza troppi intoppi) e delle resistenze che questo cambiamento incontra in quella fascia di pubblico a cui interessa preservare uno status quo che la vede, da decenni, protagonista assoluta e destinataria privilegiata di prodotti pensati a suo uso e consumo.
Non volevo difendere il reboot di Ghostbusters, non volevo dire che, se si critica il trailer, si è per forza di cose misogini o sessisti, non volevo neanche parlare, nello specifico, del film in sé. Ghostbusters è un pretesto. O forse è meglio chiamarlo un simbolo. E l’essere diventato un simbolo, neanche in maniera del tutto voluta, non ha nulla a che spartire con la riuscita del prodotto.
Invece, la stragrande maggioranza dei commenti era di questo tenore: “remake caccapupù, la lobby femminista controlla Hollywood, morte al politicamente corretto che ci rovina la vita”.
Insomma, si sono affacciati, su queste pagine, tanti bei fenomeni da baraccone affetti da una grave forma di analfabetismo funzionale. Che poi, il politicamente corretto neanche sapete cosa sia. Magari potete fare un salto qui, così ve lo spiegano. E, credetemi, sta sulle palle anche a me, perché non capisco il motivo in base al quale, se uno è un misogino di merda, io devo utilizzare un giro di parole per non offenderlo, quando basta dirgli chiaro e tondo ciò che è: un misogino di merda.
Gente che non ha mai letto una riga, una sola, di quello che ho scritto in cinque anni di blogging, che si permette di venire a casa mia a dirmi che mi devo vergognare. Vergognare di cosa? E sì, il tuo commento è stato cestinato, così come tutti quelli successivi in cui frignavi perché, secondo te, non veniva dato spazio alle opinioni divergenti dalle mie, quando ci sono una cinquantina di commenti in cui mi si contraddice che se ne stanno tranquillamente online, senza alcuna censura. Un altro fenomeno (questo è visibile, potete leggerlo e bearvene tutti) che se ne esce con un presunto vittimismo di cui il mio post gronderebbe e, quando gli faccio notare che non ho intenzione di rispondere ad attacchi personali, commenta di nuovo, serafico con: “Comodo, eh?”
No, amico mio, non è comodo per niente. Non è comodo non perdere l’autocontrollo e mandarti a fare in culo.
E non è comodo neppure stare qui, davanti a un monitor a leggere cose che pensavo facessero parte della preistoria.
Perché, anche nei commenti più civili e cortesi, c’è sempre un sentore strisciante di non essere presa sul serio, in quanto facente parte dell’altra metà del genere umano e quindi incapace di argomentare una tesi senza essere “vittima”, “isterica”, “lamentosa”, “prevenuta”. Quel sottile olezzo di: “ma tanto è solo una femmina, cosa vuoi che ne sappia lei”.
Poi c’è anche quello onesto e sincero: i Ghostbusters sono nati maschi e così devono restare.
Io non lo sapevo che avessero cambiato forzatamente il sesso di Bill Murray e soci. Grazie, dell’informazione. Però, almeno non sei stato ipocrita e ti sei qualificato per ciò che sei. Quando uno fa così, è una questione di stile. Va ammirato.

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Il piccolo esperimento mi ha spalancato le porte di un abisso. E, proprio in virtù di quella bestia nera che temete tanto, il politicamente corretto, si sono sprecate centinaia e centinaia di parole a negarlo, questo abisso. È un cortocircuito che mi fa molta paura. Pare quasi che la misoginia non esista, che ce la siamo inventata noi “nazifemministe” per avere qualcosa di cui lamentarci che non fosse un’unghia spezzata. E no, prima che qualcuno torni a farmi una testa così su Ghostbusters, l’infanzia rovinata, i remake che sono il male sceso in terra per portare l’apocalisse, il rispetto per un capolavoro, per i suoi fan, glielo ripeto: non sto più parlando di Ghostbusters.
Parlo di un atteggiamento di natura culturale diffuso e accettato come se fosse perfettamente normale, in base al quale sono stati accettati e, a volte, anche applauditi, scempi come Robocop e Total Recall, ma non appena si va a toccare non un film, ma il ruolo del maschio all’interno del cinema commerciale fantastico, si scatenano tempeste di escrementi livello tsunami. Perché questo non è il primo film in assoluto con donne protagoniste, è il primo film in assoluto in cui i ruoli vengono ribaltati.
Anzi no, non è proprio il primo. È già successo, in misura minore e a film già uscito e già acclamato (quindi ha fatto meno chiasso) con Fury Road. Lì, tuttavia, l’operazione era più sottile e sì, meno grossolana rispetto al reboot di Ghostbusters: era comunque un film “da maschi” (non si dice così?), dove Furiosa era co-protagonista e dove gli schiamazzi sono stati messi a tacere dalla portata mastodontica del film stesso. Insomma, la vostra virilità era messa in cassaforte da Tom Hardy, potevate ancora tirare un sospiro di sollievo.

Cosa hanno dimostrato i commenti al post di mercoledì?
Che c’è ancora tantissima strada da fare verso l’accettazione totale di un fatto molto semplice: esiste un pubblico femminile che ha pari diritti rispetto a quello maschile di essere rappresentato adeguatamente sullo schermo, sia in termini  numerici che sostanziali. E che la cosa vi terrorizza. Potete applaudire Wonder Woman, perché parte di un progetto più ampio e perché, diciamolo chiaramente, è pur sempre una splendida donna che volteggia in microgonnellino. È pur sempre la messa in scena di una fantasia maschile. E questa caratteristica può permettere al film di assorbire il suo impatto culturale. Che comunque ci sarà, e avrà, nel suo piccolo, anche una discreta portata storica.
Il post di mercoledì ha dimostrato che non riuscite proprio a rassegnarvi. Ghostbusters è un pretesto per voi quanto lo è per me. È un simbolo. Per me del cambiamento, per voi della paura di perdere le vostre certezze, le vostre sicurezze: che avreste sempre trovato un maschio bianco ed eterosessuale nel ruolo di eroe in cui rispecchiarvi in una sala buia, che ci sarebbe sempre stata una figura femminile subordinata a quell’eroe, una fanciulla da salvare e a cui “fare da mentori” (uno dei commenti diceva così), magari da guardare con un certo sussiego, poverina, perché a certe cose proprio non ci arriva.
La sicurezza che. quella supremazia che viene messa quotidianamente in discussione nella vita reale, rimanga tale almeno in un sala buia. Che è tutto ciò che vi resta. Per il momento.

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Noi non siamo “pagliacci che indossano i vestiti dei vostri defunti padri” causandovi uno shock culturale. Non siamo vostre nemiche e non abbiamo intenzione di togliervi niente. Vogliamo soltanto che ci sia spazio anche per noi. Quello che voglio io, ed è un sogno che spero di veder realizzato prima di morire, è che non esista più alcuna distinzione tra film, libri, fumetti, serie tv “da uomini” o “da donne”. Vorrei che, se a una ragazzina piacciono i supereroi, possa anche vestirsi da Capitan America, senza che sua madre la obblighi a essere una “principessa”, le sue amiche la prendano in giro e qualcuno le dica che “non è cosa da signorine”.
Perché io ci sono passata: se avessi un euro per tutte le volte in cui mi è stato detto, da quando ho 14 anni a quando ho smesso, “perché invece della batteria non suoni il pianoforte?”, credo che oggi sarei milionaria. E, ve lo giuro, non è una bella sensazione. E, prima che qualcuno mi rompa le scatole, non è una bella sensazione neanche a parti invertite.
Vorrei che ci fossero più film horror, di fantascienza e di azione diretti da donne. Vorrei che ci fossero più ruoli femminili degni di interesse e più personaggi maschili non stereotipati, vorrei che si potesse discutere serenamente di un film senza farsi la guerra a ogni costo.
E se vedere quattro donne che indossano le famosissime divise dei Ghostbusters dovesse aiutare a fare anche un singolo, minuscolo passo in questa direzione, ne sarei solo contenta. E tutti dovrebbero esserne contenti, perché un’industria cinematografica diversificata è un’industria cinematografica viva.
Non tornerò mai più sull’argomento, non fino a quando il film non sarà in sala e se ne potrà parlare con cognizione di causa.
Spero solo di aver chiarito. E ora aspettiamo la tempesta di merda.

67 commenti

  1. Kara Lafayette · · Rispondi

    Secondo me quello che hai scatenato col post precedente dimostra, per l’ennesima volta, che la gente sta male di cervello. Una diagnosi funzionale dal neuropsichiatra, la soluzione.

    1. Sì, stanno male soprattutto nel negare la realtà dei fatti.
      A me fa molta impressione

  2. C’è sempre uno che deve ricorrere all’insulto: per il tuo aspetto fisico, per i vestiti comprati con gli sconti in qualche gran magazzino, per l’identità sessuale e per tante cose. Viene facile ai coglioni. Il problema è che la risposta sprezzante, rozza, volgare, viene vista come “sincera”, giusta, mica siamo buonisti radical chic. Ai deboli questa cosa fa pensare di aver una grande forza, figurati quando la puoi esercitare contro un debole occhialuto, o una ragazzina.
    e codesta marmaglia ha dei valori da difendere. Questa è la cosa più preoccupante. Come diceva giustamente Marco Giallini, in quel bellissimo film -perdonami eh- che è Perfetti Sconosciuti,: “siamo tutti frangibili”Le parole sono importanti e contano assai. Un commento scritto con rancore e rabbia fa male. Mi è capitato anche a me. Poi ti rendi conto che spesso, dietro alla loro “forza” si nascondono uomini deboli e cretini. Repressi.
    Io mi rendo conto che, per un periodo, anche io non sono sempre stato lucido e sereno nei commenti e nei post. Ho avuto la fortuna di trovare mia moglie, ma ancor di più la forza per capire che facevo male a me e agli altri. Non è una guerra la vita, ce ne è già troppa in giro per il mondo. Non dobbiamo fare conquiste e non prender prigionieri. Dovrebbe esser uno scambio di opinioni, uno scambio di visioni sul cinema che poi è sempre legato alla vita. Ieri ho discusso di Fiore, con una mia amica. Lei molto garantista, io meno. Però con equilibrio e voglia di comprender l’altrui ragione. Certo voler discutere pacatamente con un laziale o un fascista è difficile, e possiamo anche non farlo, ma quando si parla di cinema, musica, libri, si parla della vita delle persone. Un minimo di gentilezza sarebbe richiesta, ripeto io ste cose le ho imparate, in parte, anche grazie a mia moglie. No, quando si parla di nazifemminismo vuol dire non conoscere nessuna donna, se non quelle di certi siti. Per lo più, a noi uomini, confrontarci e ascoltare l’universo femminile non può far altro che arricchirci un po’, e viceversa.
    scusa per il pippone lungihissimo❤

    1. No, ma figurati, non è un pippone, è una riflessione condivisibilissima (esclusa la parte su Perfetti Sconosciuti😀 ).
      Il punto è, secondo me, che se non si fa del male agli altri, non ci si sente abbastanza fighi. Mi spiego: l’insulto, l’invettiva violenta, lo strillo in faccia sono considerati, in questo preciso momento storico, l’unica forma di comunicazione giusta. Perché, in caso contrario, sei politicamente corretto e buonista, due definizioni che si sono trasformate in insulti, non ho ben capito quando.
      Anche la parola “femminista” è diventata un insulto, forse perché non se ne conosce il reale significato.

  3. Io aspetto che venga assegnata una attrice per il ruolo di James Bond.
    A quel punto davvero vedremo delle cose inimmaginabili fra i fanz.

    1. O che una donna diventi Doctor Who… se ne parlava qualche tempo fa. Succederebbe il finimondo, davvero.

      1. Giuseppe · · Rispondi

        E allora fan(atici) e haters assortiti dimostrerebbero di nuovo la loro virile stronzaggine congenita dimenticandosi, tra l’altro, ciò che quel genio di Neil Gaiman ne “La moglie del dottore” ci ha rivelato riguardo all’essenza vitale del TARDIS: le premesse per una futura e coerente evoluzione/rigenerazione al femminile già ci sono, quindi, a beneficio di tutti quelli che nel caso avessero intenzione di usare ancora il mix “infanzia rovinata/mito distrutto/insulto alla persona” con l’aggiunta di una generosa spruzzata de “Il Dottore DEV’ESSERE un uomo, è sempre stato così!”. Ma del resto, probabilmente lo pensavano anche del Maestro, no? Poi è arrivata una certa Missy, mi pare…

        1. Sì, hai ragionissima: le premesse ci sono tutte e potrebbe anche essere una svolta interessante, senza alcuna forzatura o snaturamento del personaggio. Mi piacerebbe vederlo, anche solo per uno speciale.
          E ci vedrei bene Helen Mirren

          1. Giuseppe · ·

            Se la cosa andasse in porto e, nel frattempo, lei avesse cambiato idea rispetto a qualche anno fa (si era detta a favore della svolta ma non anche ad interpretare di persona il ruolo, ricordo), sarebbe perfetta…

    2. Gillian Anderson si è proposta per fare “Jane Bond”, per me è adattissima

    3. giudappeso · · Rispondi

      A me, proprio la notizia di una eventuale Gillian Anderson 007, ha entusiasmato.😀

  4. Blissard · · Rispondi

    Spero che il mio commento al precedente post non sia stato giudicato offensivo o paternalistico; in caso contrario, la mia unica giustificazione è che non intendeva essere nè l’una nè l’altra cosa.

    Il tuo commento odierno chiarisce un po’ meglio quale fosse l’obiettivo del tuo post, obiettivo che fino a ieri mi rimaneva alquanto oscuro. Il sessismo mai sopito nella società apparentemente “aperta” odierna non è un tema da sottovalutare, così come tutt’altro che banali sono le riflessioni (fatte nella sezione commenti) sull’immaginario sessista veicolato iconograficamente da Il trono di spade o dal poster (che per fortuna non ho mai visto) di X Men Apocalypse; quello che mi lasciava perplesso è che lo spunto di partenza per determinate riflessioni fosse una serie di commenti, stroncature preventive, offese di youtubers su un film in fase di produzione; scusa se non faccio giri di parole, ma mi è sembrato il corrispettivo di andare a spulciare il forum di un programma della D’Urso e lamentarsi che i commenti sembrano effettuati da imbecilli.

    Da che mondo è mondo, la fandom tipicamente nerd è piena atteggiamenti retrivi oltre i limiti del tollerabile, con gente che si lamenta perchè il modellino di una spada laser non è esattamente corrispondente a quello del precedente film, o che quello o quell’altro oggetto o abito di scena non è identico identicissimo al corrispettivo del fumetto; se per un certo tipo di fandom questi citati sono considerati tradimenti da lavare con il sangue, immaginati che effetto deve aver fatto – ai suddetti integralisti – il cambiamento di sesso dei protagonisti di una nota franchise? E scrivendo questo non intendo difenderli, tutt’altro, penso che parlare di loro significhi già di per sè regalargli una visibilità che certamente non meritano.

    Uno dei motivi per cui bazzico spessissimo questo blog è che gli articoli si incentrano spesso su pellicole o libri di cui poco si parla altrove, e che anche quando i post sono dedicati a prodotti mainstream l’ottica è comunque originale, la scrittura brillante, la capacità di approfondimento innegabile. Per questo motivo il post di ieri mi ha lasciato perplesso, mi è sembrata una concessione a quel “blogging di pancia” che in questi lidi è meritoriamente sempre stato assente.

    1. Assolutamente no. Volevo rispondere, ma poi, nel marasma generale, ho dimenticato di farlo e me ne scuso.
      Sulla questione dei “nerd” e del “blogging di pancia”, non so bene come spiegarmi. Ci provo: sono stata, diverse volte e in svariate circostanze, definita “nerd”, quindi appartenente a una certa comunità.
      La cosa, da un lato non mi piace, perché non mi piacciono le definizioni in generale e la parola nerd mi urta. Dall’altro, devo ammettere che è vero: è una comunità di cui mi sento parte, perché condividiamo le stesse passioni e gli stessi interessi. E il fatto che questa comunità mi rifiuti e mi faccia la guerra in quanto donna, mi ferisce, profondamente.
      Forse è per questo che il post sembra scritto di pancia, perché è indice di un problema reale.

      1. Blissard · · Rispondi

        Capisco questa tua amarezza, ma ti chiedo (senza ironia, solo perchè sono curioso): sei sicura che sia la “comunità nerd” a rifiutarti? O non saranno soltanto i più integralisti e ottusi di loro (che normalmente sono anche i più caciaroni)?

        1. Ma certo che è così: si tratta di minoranze caciarone, ma che, nell’immaginario, diventano rappresentative di una certa mentalità.
          Io non me la sento di minimizzare episodi della portata, per fare un esempio, del Gamergate.
          E, spesso, le minoranze caciarone riescono a portarsi dietro le maggioranze silenziose.

          1. Blissard · ·

            Sì, questo è tristemente vero…

    2. iI Trono di spade non è sessista,

  5. Ti dirò la questione credo sia più seria di quanto a prima vista possa sembrare. Gli insulti che hai ricevuto possono ricollocarsi verso una refrattarietà in atto. Sta succedendo un cambiamento. In America avremo (forse) per la prima volta un presidente donna, (la Clinton può piacere o non piacere, e con anche legittime motivazioni, na tanté) e molte cose cambieranno. Si è visto con Obama, (“un presidente nero”, i razzisti di tutto il mondo in paragone sono stati molto più tranquilli). Durante la sua presidenza anche nel cinema (che sappiamo tutti è una sorta di specchio della società) questo cambiamento si è visto. In ogni film, telefilm, cortometraggio del più sperduto festival rionale c’era un personaggio nero, vincente, positivo, in posizione di potere. Ora se vince la Clinton (sempre ammesso che la sua politica estera non ci porti dritti dritti verso una guerra mondiale) vedremo in tv sempre più donne vincenti, positive, di potere. Un male? Certo che no. Ma se è un uomo di colore in un posto di potere è accettato anche dai razzisti più sfegatati (che almeno stanno zitti), una donna no. Sarà più dura. Ma forse era ora. Se succederà quelli che ti hanno attaccato andranno debitamente a nascondersi. Il coraggio come sai non gli appartiene. Ci sarebbe da scrivere un saggio sociologico.

    1. La questione infatti è serissima. E diventerà sempre più seria e spinosa con l’avanzare del cambiamento: le resistenze saranno sempre maggiori, gli insulti le shitstorm si faranno sempre più pesanti e, insomma, sarà complicato sopravvivere in mezzo a tutto quel rumore.

      1. Non so, io ritengo che il cambiamento sia irreversibile. Approfondirei la questione ma finirei per sembrare di stare dicendo cose impopolari e politicamente scorrette, o almeno percepite come tali, ma il matriarcato in America è sempre stato molto forte, è un fenomeno che ho studiato nelle società asiatiche. Le donne hanno sempre preferito governare nell’ ombra, ora no, sembra che le lobby di potere abbiano deciso diversamente. E contro di esse manco il misogeno, sessista, veteromaschilista più becero della terra può fare niente. Succederà, chi ha i soldi (e il cervello) ha il potere e comanda. Dovranno farsene una ragione, anzi ti dico di più partiranno gli osanna, diranno che è una genialata pure Ghostbusters rivisitato, sebbene anche a me dal trailer ha fatto un certo effetto di parodia. Beh diranno che è fantastico pure se fosse una ciofeca massima. Segnati i nomi, vedrai che lo faranno. Il vento sta cambiando, “Wind of change” come dicevano gli Scorpion. E come sai poi tutti si aggregano al carro del vincitore, fosse anche una donna.

        1. Ma è irreversibile, solo che incontrerà tante resistenze.

          1. Ho ospitato sul mio blog l’intervento di chi ha prefato un libro molto critico sulla Clinton. Vi posto il link https://liberidiscrivereblog.wordpress.com/2016/05/12/le-ragioni-di-diana-johnstone-di-jean-toschi-marazzani-visconti/ (se è spam Lucia cancella pure il link). Per dire che il dibattito è molto acceso anche sul fronte femmista. Mi hanno invitato a commentare con la Johnstone, le elezioni di novembre. Sarà davvero interessante.

          2. No, non lo cancello, avevo letto il post con estremo interesse, perché la vicenda Clinton, e il dibattito tra le femministe che ne sta scaturendo, è una cosa che mi appassiona molto.

  6. Ciao, io sono una di quelle femmine che segue il tuo post, ma non commenta. Per nessun altro motivo se non che, per mia attitudine, difficilmente partecipo alle community…

    Leggo il tuo blog, così come quello di altri tuoi colleghi maschi perché nel mio piccolo amo il cinema e come te ritengo fermamente da tutta una vita che non ci debbano essere distinzioni di genere semplicemente perché siamo tutti esseri umani con variegate caratteristiche e necessità.

    Purtroppo va da sé che su internet non è quasi possibile avere una comunicazione aperta con il prossimo senza scadere in post sterili in cui è più facile interessarsi agli insulti e al fascino del trolling.

    Ti ringrazio per gli spunti che ci proponi ogni giorno: a prescindere da tutto (sesso, opinioni, background, gusti, …) e anche se magari non sempre sono d’accordo con i tuoi gusti rispetto tutte le opinioni e così dovrebbe essere in una società civile, anche virtuale.

    1. E io ti ringrazio del commento, perché è sempre bello sapere che, tra i miei lettori, ci sono anche tante donne interessate al cinema di genere

  7. Kara Lafayette · · Rispondi

    Io ho uno sprazzo positivo, attenzione perché è raro: questi soggetti con la sindrome dell’attaccamento al pisello sono una minoranza. È solo che sono più rumorosi e molesti, rispetto agli altri.
    Condivido il pensiero di Shanmei, però temo che la Hillllary farà disastri. Ma non imbarchiamoci in questo ginepraio, va.😀

    1. Sono una minoranza che fa un sacco di casino. Ma anche io la penso come te: sono pur sempre minoritari.
      E non sono affatto rappresentativi della popolazione maschile.

      1. Kara Lafayette · · Rispondi

        Resta comunque interessante analizzare le cause di questo disagio. Intendo quello di esprimere un pensiero oppositivo con aggressività e violenza come esigenza preponderante nella comunicazione, altrimenti si preferisce il silenzio. E qui non è questione di maschi, ma generale. Ti ricordo la valanga di insulti gratuito ad Amber Heard da parte delle fanz di Johnny Depp.

        1. Anche lì, il problema è una misoginia diffusa, costantemente negata, che non è solo un problema degli uomini, ma anche di moltissime donne.
          A volte è addirittura inconsapevole.

  8. Sarebbe interessante, magari rivolgendosi a lettori appassionati di comics, sapere quali sono state le reazioni ai cambiamenti di questo tipo avvenuti nel loro mondo.
    Io li ho scoperti solo da qualche giorno con le nuove collane in edicola, ma Wolverine ora è donna, e lo stesso vale per (la potente) Thor. Così come c’è un mensile (credo o miniserie) per “Spider Gwen”.
    Anche lì ci sono state sommosse, cali di vendite e boicottaggi?
    Comunque (per quanto a quanto pare Wolverine “maschio” sia ancora vivo e IL potente Thor solo scomparso tra gli universi e quindi ripescabili da un numero all’altro) anche questi sono segni di quel cambiamento di cui tu parli.
    Sul risultato del post beh ammetto di non aver avuto molte speranze, se solo pensi a quello che è successo col GamerGate e la Anita Sarkeesian, coi SadPuppies del premio Hugo,… le cose non promettono bene per il periodo di transizione (perché il cambiamento è partito e non si potrà fermare).

    1. Purtroppo non frequento l’ambiente dei lettori dei fumetti e non so dirti quali reazioni abbiano suscitato un Thor donna e una Wolverine donna. Mi è solo arrivata un’eco delle diatribe relative a Capitan America agente dell’Hydra, con relativi roghi degli albi in pubblica piazza, che mi ha lasciata un po’ perplessa, per usare un eufemismo.
      Come tutti i periodi di transizione, anche questo è estremamente confuso e contraddittorio. Mai come oggi si sono fatti degli enormi passi in avanti nella rappresentazione (in vari media) delle donne e delle minoranze varie. Eppure, mai come in questo momento, si registra un rigurgito di sessismo, razzismo e omofobia. Ed è logico che le due cose siano collegate tra loro. Non ci si rassegna, sono gli ultimi strilli, prima che questa gente diventi solo il ricordo di un periodo difficile.

    2. Fra Moretta · · Rispondi

      In merito al mondo dei fumetti se non crea problemi questa intrusione posso rispondere io: c’è stata una resistenza e una forte divisione tra i lettori in merito al nuovo Thor ma non si è arrivati ai livelli nè della shitstorm sui Ghostbusters o di Capitan Hydra (a parte un gruppo di pagani che aveva minacciato il boicottaggio perchè trovarono offensivo l’uso di una loro icona religiosa ma poteva andare peggio). La nuova Wolverine ha ricevuto qualche plauso della critica ma non ci sono stati grossi casini perchè in fondo c’è ancora una versione maschile di Logan in circolazione. Comunque se si considera che molte serie recenti della Marvel anche apprezzate dal pubblico femminile sono sempre scritte da uomini e che di autrice famose come i loro colleghi maschi c’è ne sono al massimo due (tre aggiungendo la Cloonan che è più una disegnatrice ma sta scrivendo ora la serie nuova del Puni) anche nel settore fumetti c’è una forte resistenza con casi anche parecchio forti come un editor della Dc Comics noto molestatore che tutt’ora lavora per la casa editrice con conseguente fuga di possibili autrici dal settore. La situazione varia se si va a guardare il settore degli autori indipendenti e i webcomic dove figurano molte più autrici di fumetti rispetto al mainstream.

      1. Nessuna intrusione, anzi, sono informazioni preziose per farci un quadro d’insieme.
        Grazie!

  9. alcune cose: ghostbusters non è un film “mitico” per me, era una commedia horror divertente carina nulla di più ma in ogni caso avrei trovato anch’io stupidi e sessisti gli attacchi contro il cast all female, in particolare chi se la prende con l’aspetto fisico di Melissa McCarthy dimostra non solo di essere un nerd misogino e frustrato sessualmente ma di non sapere come si fa un casting: il fisico della McCarthy è perfetto per Ghostbusters per lo stesso motivo per cui il fisico atletico di Gal Gadot è perfetto per Wonder Woman (e quello di Christian Bale era perfetto per Batman ecc..)
    e qui vengo a Wonder Woman: no liquidarla come in molti fanno come “fantasia maschile” è errato anche perchè il suo creatore William Moulton Marston era tutt’altro che un segaiolo frustrato ed era un sostenitore dei diritti delle donne (Wonder Woman divenne un’icona femminista negli anni ’60, tra l’altro), sì Wonder Woman è una splendida donna esattamente come Superman, Batman, Thor sono splendidi uomini, bellissimi e con costumi che ne mettono in risalto il fisico perfetto: la maggioranza dei super-eroi maschi e femmine è così e con pochissime eccezioni. (e trovo anche che sia giusto)
    (Wonder Woman è accettata sopratutto perchè è un fumetto storico, del 1941 per essere esatti, viene dalla Golden Age dei super-eroi assieme a Superman e Batman, quindi ha una sua storia alle spalle che persino il nerd misogino rispetta).
    Su Anita Sarkeesian: non sono sempre d’accordo con ciò che dice ma gli insulti e le minacce di morte contro di lei sono intollerabili e dimostrano il fanatismo e la misoginia di molti nerdoni

    1. Aspetta, non intendevo dire che Wonder Woman è, in toto, una fantasia maschile. Intendo dire che il film, per essere accettato, poggia anche su questo, sulla bellezza (che ci sta perfettamente, non la discuto e anzi, adoro Gal Gadot) del personaggio, sul fatto che, già nel trailer la si veda volteggiare con gonnellino estremamente succinto.
      E quindi viene percepita come una minaccia molto minore rispetto alle Ghostbusters.
      Andrò a vedere WW, perché aspetto un film in sala con una supereroina protagonista da anni e non vedo davvero l’ora che esca.

    2. capisco ma su internet leggo un sacco di accuse di sessismo, polemiche sui vestiti delle super-eroine, giudicati sempre troppo scoperti o troppo attillati (come se quelli maschili non lo fossero), io non sono d’accordo con queste accuse e volevo idealmente rispondere.
      Ti dirò che il costume di Gal Gadot mi è parso un buon compromesso tra il costume originale del fumetto e una soluzione più moderna e più da “super-guerriera amazzone” quale Wonder woman sarebbe. Che poi il gonnellino rassicuri il fanboy segaiolo (o la fangirl lesbica) che può vedere una protagonista femminile senza smettere di masturbarsi ci può stare, del resto i super-eroi sono quasi tutti giovani e belli, anche il Chris Hernsworth/Thor era un gran bell’uomo e non c’è nulla di male se una fangirl (o un fanboy gay) si eccita a vederlo (nel primo film compare anche a torso nudo per la gioia delle spettatrici). Il problema non è questo ma è quando il fanboy segaiolo rompe il cazzo perchè in una commedia hanno preso delle attrici comiche come è giusto che sia e lui non si può più masturbare.
      (forse sbaglio ma le uniche super-eroine “originali” cioè non versioni femminili di super-eroi maschi e note quanto i colleghi maschi sono proprio Wonder Woman, Black Widow e Sue Storm dei Fantastici Quattro)

    3. capisco ma su internet leggo un sacco di accuse di sessismo, polemiche sui vestiti delle super-eroine, giudicati sempre troppo scoperti o troppo attillati (come se quelli maschili non lo fossero), io non sono d’accordo con queste accuse e volevo idealmente rispondere.
      Ti dirò che il costume di Gal Gadot mi è parso un buon compromesso tra il costume originale del fumetto e una soluzione più moderna e più da “super-guerriera amazzone” quale Wonder woman sarebbe. Che poi il gonnellino rassicuri il fanboy segaiolo (o la fangirl lesbica) che può vedere una protagonista femminile senza smettere di masturbarsi ci può stare, del resto i super-eroi sono quasi tutti giovani e belli, anche il Chris Hernsworth/Thor era un gran bell’uomo e non c’è nulla di male se una fangirl (o un fanboy gay) si eccita a vederlo (nel primo film compare anche a torso nudo per la gioia delle spettatrici). Il problema non è questo ma è quando il fanboy segaiolo rompe il cazzo perchè in una commedia hanno preso delle attrici comiche come è giusto che sia e lui non si può più masturbare.
      (forse sbaglio ma le uniche super-eroine “originali” cioè non versioni femminili di super-eroi maschi e note quanto i colleghi maschi sono proprio Wonder Woman, Black Widow e Sue Storm dei Fantastici Quattro).

  10. Non ho partecipato al precedente post perché avevi scritto una riflessione intelligente e niente avevo da dire. Visto quanto occorso voglio invece scrivere adesso che: hai ragione.

    E sinceramente trovo che le minoranze talebane, tutte, in ogni ambito, stiano rompendo i coglioni.

    Poi non voglio nascondere che con reboot e remake ho un problema anch’io e pure con le modifiche dei personaggi.

    In generale se fanno un remake dove prendono un personaggio che è quello, con quelle caratteristiche, e lo modificano pesantemente mi incazzo, perché lo trovo un espediente pigro.
    Se c’è un motivo dietro allora ok, se il cambio di genere o razza di un personaggio preciso ha un senso all’interno della storia (che può anche essere “facciamo James Bond donna così ci divertiamo a dargli un background da Nikita e vediamo che succede”) lo accetto, poi è probabile che mi farà cagare e preferirò l’originale ma lo troverò lecito.

    I cambi giusto per, invece, mi fan girare le balle.

    La cosa che trovo tragicomica, riguardo a questo Ghostbusters, è che alla fine loro NON sono l’equivalente femminile dei protagonisti originali, non hanno, quindi, cambiato sesso ai protagonisti. Hanno semplicemente preso quattro protagonisti nuovi, che sono donne.

    Dal momento che non sono Egon, Ray, Winston e Peter non vedo proprio perché farsi venire l’acido e hai tutta la mia stima e supporto per i deficienti con cui ti sei ritrovata a che fare per il semplice fatto di aver toccato l’argomento. Continua così😀

    1. Grazie🙂
      Ma infatti non sono gli stessi personaggi col sesso cambiato, sono personaggi nuovi.
      Certo, rimandano a quelli vecchi, altrimenti non sarebbe un reboot, ma non vedo dove sia il problema, dato che il Ghostbusters del 1985 non glielo tocca nessuno.
      Sui cambi, non saprei… tendo a valutare da caso a caso. In alcune circostanze, danno fastidio anche a me.
      Io credo che un problema con remake e reboot lo abbiamo tutti, tutti noi che con certi film ci siamo cresciuti e continuiamo ad amarli.
      Ma questo è perfettamente lecito e ci mancherebbe pure…

  11. Ci sarebbe da farsi parecchie domande sul tema dell’identità maschile di questi soggetti e sulla progressiva perdita di sicurezza di chi si nasconde dietro nickname più o meno autoritari e, più in generale, dietro una tastiera per sputare odio via internet.
    Tanto per fare un minimo esempio, come si pongono questi signori nella vita di tutti i giorni, quando la distanza garantita dalla rete non c’è? Come convivono con questa realtà che si ostina a cambiare e a proprogli cose che evidentemente non sanno affrontare?
    E’ normale che ci siano frustrazioni, che si debbano trovare dei modi per elaborare le pressioni che tutti subiamo. Singolare invece che questi personaggi si scaglino con tanta violenza in direzione del “diverso” e non contro chi/cosa li mette nelle condizioni di essere così frustrati.
    Non sono uno psicologo ma credo si possa spendere il termine “rimozione” e associare la nozione di transfert a comportamenti del genere. Il problema serio è che sono situazioni senza sbocco. C’è uno shift notevole nel marketing delle case di produzione di Hollywood, lo stesso sta accadendo
    in altri media e non si fermerà nei prossimi anni. Per capirci, comanda il mercato e la necessità di raggiungere degli obiettivi economici. Ovvero la stessa radice degli altri cambiamenti che tanto fanno soffrire i soggetti citati in precedenza. Quindi “morte” ai cattivi che cambiano la
    franchise di Ghostbusters, “morte” a chi cambia Capitan America eccetera. La cosa assurda è che le stesse persone, nella vita reale, si uniformano a tutto quello che proviene dal mondo economico – sperando di poter continuare la loro piccola esistenza e di specchiarsi sempre nello stesso stagno. Chissà come mai ma mi vengono in mente le scimmie di 2001…

    1. E il mercato va sempre più in direzione di un’attenzione nei confronti del pubblico femminile e delle minoranze.
      Insomma, ci si è accorti, di recente, che anche noi andiamo al cinema e, insieme a noi, ci vanno rappresentanti di tutte le etnie e orientamenti sessuali.
      Ed è ovvio, naturale, perfettamente comprensibile, che il sistema produttivo hollywoodiano e, di conseguenza, il marketing, si concentri su questo punto.
      Espandono il bacino di acquirenti dei loro prodotti.
      Solo che questo porta, necessariamente, anche a un profondo cambiamento culturale.
      E, per tornare a bomba alla domanda in testa al tuo commento: che identità si può avere se ci si fa spaventare da questo cambiamento?

      1. La questione si sposta fatalmente su cosa costituisca l’identità di questi soggetti. E’ vero che siamo il prodotto di ‘n’ influenze che riceviamo nel corso delle nostre esistenze (famiglia, scuola, lavoro come vettori principali), ma a questo punto la domanda diventa cosa “pesa” di più nell’ambito di queste influenze.
        Se le valvole di scarico, ovvero la fruizione di prodotti di consumo/intrattenimento, ha un peso maggiore della famiglia, delle amicizie e del lavoro allora non stiamo più parlando del gusto personale o di un qualsiasi fattore artistico ma ci spostiamo dritti nel territorio della psicanalisi. Cose da far rivalutare la prescrizione massiva
        di Valium e simili.

  12. Ciao Lucia. Sono una delle donne che ti legge in silenzio. Adoro l’horror e mi piace come ne parli.
    Penso che ci sia una tendenza in atto, nei film di genere, e nell’horror in particolare, che sta portando le protagoniste fuori dal ruolo di vittime designate e le sta sostituendo all’eroe maschio. Per esempio, secondo me il protagonista di Mad Mad-Fury Road è Furiosa, con buona pace di quelli che contestano le quattro Ghostbusters.
    Qui non si tratta di politicamente corretto, si tratta di sentire dove sta girando il vento. E il vento farà il suo giro in barba ai retrogradi.
    Volevo solo darti la mia solidarietà. Continua così.

    1. Perdonami, Wp non mi aveva notificato il tuo commento: l’ho trovato per caso.
      Ti ringrazio per la solidarietà e per la presenza.
      E anche perché mi leggi.
      E sì, anche secondo me Furiosa è la protagonista e Max un comprimario di lusso😉

    2. anche io.

      anzi sono convinto che Miller abbia voluto trollare il pubblico.

      Mad Max ha visto spiccare furiosa. il protagonista parla solo dopo metà film

  13. giudappeso · · Rispondi

    Sono d’accordo con te. Credo che per i loro feroci detrattori, le Ghostbusters siano una turbativa dello status quo e non solo perché sostituiscono il cast degli anni ’80 ma perché cambiano le carte in tavola. All’inizio anch’io ero perplesso, almeno finché non si sapeva cosa sarebbe stato questo film – se un rifacimento a sessi invertiti o qualcosa di nuovo – poi mi sono detto che è comunque interessante. È, in un certo senso, come all’inizio della moda dei remake, reboot, ecc. quando eravamo tutti pronti a impugnare le armi e andare in crociata contro Hollywood, poi ci è passata (siamo cresciuti un po’, forse) e abbiamo capito che nessuno ci stava rubando l’infanzia o bruciando la collezione di VHS e DVD (qualcuno crede ancora che gli entri in casa Montag col lanciafiamme ma va beh, non stanno bene) ma questo è il passo successivo, creare qualcosa di nuovo da un’idea già nota. Ti dirò, io questo film lo voglio vedere sia perché è Ghostbusters che per l’innovazione che rappresenta, e poi questi al lupo al lupo mi hanno messo voglia di dire la mia a ragion veduta, perché un’opinione può dirsi tale solo se è informata, altrimenti si chiama pregiudizio.

    1. Esatto: sono una turbativa dello status quo che va a colpire una cosa a cui molti fan tengono in maniera quasi morbosa.
      Non poteva andare diversamente. E forse è anche stato voluto, proprio per attirare attenzione sul film.
      Ma comunque, prima di giudicare, è necessario vedere che prodotto hanno confezionato, giusto?

      1. giudappeso · · Rispondi

        Già. I giudizi precoci sono, per loro stessa natura, pre-giudizi.

  14. La travagliata storia delle reazioni al film sui ghostbusters mi ha fatto riflettere su diversi punti, sia dal primo annuncio delle protagoniste fino al tuo post dell’altro giorno, sul tema della misogenia e su quello della produzione di remake.

    Da quello che ho potuto osservare la reazione negativa al cast è composta da due componenti principali. La spinta nostalgica e la spinta misogina. Almeno secondo me. E neanche ne sono sicuro, anzi, questo è uno dei dubbi che la faccenda mi ha fatto venire. Sono distinguibili, scindibili oppure una e solo giustificazione dell’altra?

    Ammetto di star facendo autocritica in pubblico, in fondo anche io appena saputo che il team sarebbe stato composto solo da donne ho pensato, istantaneamente ed autonomamente, alla Biecamanovracommerciale© (Poi ho incontrato Holtzman ed ho deciso che i miei soldi li avrebbero avuti ma questa è un’altra storia) ma sono un misogino per questo?

    Da quello che ho capito dei miei ragionamenti io sono stato infastidito dal fatto che queste non fossero nuove Ghostbusters, con una nuova caratterizzazione dei personaggi, ma sembrassero una semplice versione genderswap tanto per attirare l’attenzione. Perchè si, non sono i ghostbusters a cui hanno cambiato sesso chirurgicamente, ma io vedo dei paralleli d’archetipo tra ognuno dei personaggi nuovi e ognuno dei personaggi del vecchio quartetto.
    Che poi questo punto vorrei chiarire bene. Non attirano l’attenzione perché sono donne, ma attirano l’attenzione perché sono copie femminili, fossero state copie cinesi, o copie marziane, o della costa ovest sarei stato infastidito lo stesso. E’ questo che identifico come spinta nostalgica, che compone il fastidio di altri casi simili come la Hermione di colore o l’Alan Scott omosessuale cosi come sarebbe stato fastidioso vedere un Optimus che si trasforma in un elicottero piuttosto che in un camion o delle tartarughe ninja col nome di artisti cubisti nei relativi film.

    Sono misogino a pensarla così? Io credo di no, ma se è una risposta che mi viene sollevata in continuazione come faccio a non pensare che ci sia un verme strisciante nel retro della mia nuca che inquina i miei pensieri senza che io lo sappia?

    E’ chiaro che buona parte del mio ragionamento si basa sull’assunto che io percepisca Holtzmann come la copia di Spengler e così via, perché continuio a credere che se avessero creato un team nuovo più distinto, sia visivamente che come pattern di personaggi, da quello vecchio l’operazione sarebbe stata più ben vista a livello generale. Anzi, sarei contento di avere un pantheon di eroine cinematografiche notevoli, di nuove figure da affiancare ai personaggi fantastici di cui è composto il mythos pop holliwoodiano, ma non che siano cloni.

    Personaggi nuovi, miti nuovi, sia maschili che femminili, in tutti i ruoli, donne d’azione, boy in distress.
    Io fossi una donna non vorrei essere la “007 femmina” o la “indiana Jones in gonnella”, che vuol dire? Non posso essere “miss J” o la “dottoressa Veronica Smith, archeologa” in santa pace ed in autonomia del fatto che qualche uomo l’abbia fatto prima di me? Dovrei per forza bere martini o usare avere frusta? Per lo stesso motivo non vorrei che Patty Tolan sia la nuova sia la nuova Winston Zeddemore.

    1. Il tuo discorso non farebbe una piega, se vivessimo in una situazione dove le idee nuove e originali trovano subito i soldi per diventare dei blockbuster.
      Ma, come sappiamo tutti, oggi si tende a produrre film che ripropongono grossi marchi del passato. Un mio amico, ieri diceva che si tratta soltanto di avidità. Avidità e anche sopravvivenza, perché le sale sono sempre meno frequentate e gli studios, con i costi dei film che comunque lievitano, soprattutto per ciò che riguarda la promozione, sono obbligate ad andare sempre sul sicuro.
      Neanche io vorrei essere la 007 “femmina”, ma sono anche consapevole che, prima che vengano investiti milioni di dollari su un film che parla di una agente segreta donna, faccio prima a vedere una 007 femmina, perché è il marchio 007 a vendere.
      E questo è un problema che esula dalla misoginia, e riguarda invece tanto la nostalgia, che pare l’unica cosa che spinge la gente a muovere il culo e andare al cinema.
      E allora, dato che, sempre per questioni di mercato, gli stessi studios che cominciano a rendersi conto di come esista un pubblico anche femminile, vogliono avere incassi sicuri, ecco il Ghostbusters realizzato secondo i canoni che conosciamo.
      Per questo, il mio post di ieri parlava molto del concetto di remake e reboot. Perché è un meccanismo che funge da presupposto per qualunque discorso di voglia fare sul nuovo Ghostbusters.

  15. Questa cosa mi sta facendo soffrire tanto. Ormai sto leggendo nell’ultimo periodo un sacco di insulti maschilisti per quanto riguarda il reboot di Ghostbusters e non posso far altro che sentirmi male. Siamo nel 2016 e ancora leggo commenti idioti contro le donne.
    Questo disprezzo è inconcepibile, almeno cercassero di fare discorsi seri riguardanti il film, ma invece sembra che quest’ultimo sia stata l’opportunità perfetta per molti misogini di uscire allo scoperto.
    Mi sento amareggiato…

    1. Mi sento amareggiata anche io, ma, se guardiamo alla situazione in maniera razionale, ci rendiamo conto di come davvero questo sia un cambiamento culturale irreversibile. E allora un po’ di amarezza passa

  16. Posso capire che un film e un’idea possa NON piacere, ma arrivare a fare quello che sta succedendo non è NORMALE.

    Per niente.

    1. Mai assistito a niente di simile in vita mia.

  17. tensore · · Rispondi

    Secondo me il problema è che quasi sicuramente il film sarà sessista, ma con un linguaggio attuale. Le lamentele che si sono scatenate credo possano derivare, in parte, proprio dalla percezione di questi fattori.
    Da quello che si può vedere nei trailer il film non fa che riprodurre la rappresentazione uomo/donna, dove la donna rientra nella narrazione e autonarrazione dominante.
    I trailer hanno generato un desiderio oppositivo, che ha come estremi due casi:
    -Reazionario
    il soggetto vede attaccato il proprio io in un contesto in cui cerca sicurezza e conforto. Anche se il linguaggio usato è quello comune il soggetto lo percepisce come uno spingersi oltre, una delegittimazione di un passato in cui il nostro io era integro e la stessa società aveva una rappresentazione totalitaria ed univoca. Da qui la reazione oppositiva ed autorepressiva, che sfocia nel recupero di vecchi rapporti sociali (tra cui spicca il patriarcato).
    -Progressista
    il soggetto si accorge che la rappresentazione non fa nessun passo avanti, ma propone il già detto, il linguaggio dominante ed autocelebrativo. Da qui la reazione oppositiva e libertaria, che sfocia nella ricerca di nuovi concatenamenti.
    In entrambe i casi si ha comunque un’opposizione, con atteggiamenti che si collocano o agli estremi o all’interno di questi due poli (cioè le reazioni più moderate, sbilanciate o verso il reazionarismo o verso il progressismo).
    Spero di sbagliarmi, ma come avete già detto i blockbuster devono incassare soldi e non possono permettersi di uscire fuori dal linguaggio standardizzato (motivo per cui possono essere utili per un’analisi sociologica). Se ci pensate anche l’originale non faceva altro che descrivere la realtà dei primi anni ’80, con i ghostbusters che incarnavano la middle-class conservatrice (uno dei motivi del successo della pellicola), mentre i fantasmi erano la componente rivoluzionaria, il desiderio represso di produrre un nuova realtà.

    PS: apprezzo moltissimo il tuo dare spazio solo a discorsi costruttivi, un modo di opporsi al linguaggio confuso e confusionario che non produce nulla. Hai comunque fatto bene a trattare un argomento del genere, sia per la sua valenza a livello sociale, sia perchè uscire dalla nicchia porta a confrontarci con persone che non la pensano come noi e con cui siamo inevitabilmente connessi.

    1. “Da quello che si può vedere nei trailer il film non fa che riprodurre la rappresentazione uomo/donna, dove la donna rientra nella narrazione e autonarrazione dominante”

      dal trailer si può solo capire che hanno fatto la versione femminile degli acchiappafantasmi maschi. Nient’altro. stabilire già che il film sarà sessista è stupido almeno quanto farne una icona femminista ancor prima di vederlo

      1. tensore · · Rispondi

        “stabilire già che il film sarà sessista è stupido almeno quanto farne una icona femminista ancor prima di vederlo”
        Sono d’accordo, infatti qui stiamo cercando di capire perché ci sia stato un tale casino senza che il film sia ancora uscito.

        “hanno fatto la versione femminile degli acchiappafantasmi maschi”
        È proprio questo il nodo centrale. Se il film sarà semplicemente un mettere al centro delle donne senza eliminare tutte le caratterizzazioni che derivano da un’ideologia sessista, allora non ci sarà alcun cambiamento. Cosa mi spinge a dire che il film potrebbe essere sessista avendo visto solo i trailer? Molti elementi:
        -Erin Gilbert che si lamenta della difficoltà di togliere dai capelli il rigurgito ectoplasmatico
        -Jillian Holtzmann che lecca la pistola
        -Abby Yates che rimarca quanto siano brave le sue amiche nei loro studi
        -Abby Yates che si lamenta dello schiaffo ricevuto da Patty Tolan perché le lascerà un segno sulla faccia
        -il cliente che si rivolge alle acchiappafantasmi all’inizio del secondo trailer ha un aspetto poco virile, quasi effeminato, quindi tutto il preambolo sulla loro forza (della donna) decade
        -“Abbiamo un dono”; le loro capacità vengono ricondotte ad un ambito ultraterreno e non ad uno umano
        -osservando l’imponente vomitata (schizzata) del fantasma Abby afferma che è la cosa più bella che abbia mai visto
        -Kevin è un decerebrato da cartoni animati; questa cosa non destabilizzerà il pubblico maschile perché nessuno si riconoscerà in lui e inscriverà il personaggio nel regno della fantasia
        -Holtzamnn fa provare l’apparecchio imprigiona fantasmi a Gilbert perché ha le braccia più “lunghe”. Il raggio che fuoriesce è “moscio”, non completo
        -la donna che in tv si lamenta delle acchiappafantasmi; il problema non è ciò che dice, ma che sia proprio una donna a dire queste cose (le solite scaramucce tra femmine)

        1. perdonami ma bisogna essere affetti da una forma (grave) di paranoia per vedere sessismo nelle cose che hai elencato

          1. tensore · ·

            l’unico punto su cui ho calcato la mano è quello del personaggio poco virile che chiede aiuto alle acchiappafantasmi, in tutti gli altri casi mi sorprende come tu non riesca a vedere del sessismo, dato che in alcuni è lampante.
            Comunque nel tuo primo post hai usato le mie argomentazioni in maniera tendenziosa, eliminando quello che non faceva comodo alla tua critica. Qui mi attacchi personalmente senza nemmeno fornire una tesi che sconfessi quanto ho detto.

          2. senti guarda vedere sessismo perchè c’è una donna che lecca una pistola o perchè l’unico personaggio maschile è un cretino o perchè una rimarca la bravura delle sue amiche negli studi è paranoia a casa mia. Se dico quanto sono bravi i miei amici negli studi sono sessista? Non esistono uomini e donne che lo dicono? Non esistono uomini e donne che non gradiscono avere i capelli sporchi e possono lamentarsi di quanto sia difficile togliere la sporcizia dai capelli?
            E poi scusate tanto ma forse si sono caricate troppe aspettative su questo film: non credo che Paul Feig voglia abbattere il patriarcato con questo film, vuole solo fare un reboot di Ghostbusters al femminile, può venire bene o venire male ma non è un film di impegno civile, è una commedia fantasy-horror con un umorismo non raffinatissimo (sul genere Le amiche della sposa sempre di Feig e sempre con la McCarthy e Kristen Wiig), teniamo presente questo: non stiamo parlando di Suffragette ma di una commedia coi fantasmi.

  18. Alberto · · Rispondi

    Sono venuto a patti da tempo con la mia parte misogino/maschilista (tra l’altro, suono il pianoforte🙂 e in generale sono d’accordo con te, anche se questo Ghostbusters mi ispira ben poco. E invece dalla – ventilata, probabile, possibile? – Jane Bond che ne pensi?

    1. Che mi piacerebbe molto vederla. Il mio timore, che riguarda anche questo Ghostbusters, è che alla fine siano tutte versioni femminili di personaggi maschili, perché la scrittura pigra è sempre in agguato.
      Speriamo di no…

  19. Ciao, sono un uomo che ti legge in silenzio. Seguo il GIorno degli Zombi da anni, non commento perché non è nella mia natura. Seguo con interesse i tuoi post e mi piace come spesso rendi comprensibile *come* è costruito un film (storia, inquadratura, ritmo, etc.) anche a chi, come me, non noterebbe neanche uno degli interessantissimi aspetti che fai emergere nelle recensioni.
    Mi decido a commentare perché sottoscrivo pienamente quello che dici in questo post e nel precedente. Un diverso punto di vista, storie per un pubblico diverso, un passo verso una vera parità di genere non sono il male ma tappe necessarie nella nostra evoluzione come società.
    Ghostbusters al femminile non mi crea alcun problema, una storia scritta male si, ma per affermare questo aspetto di vedere il film.
    Mi spaventa che i gusti di certa gente siano così incerti da crollare non appena qualcuno non li condivide. Non voglio un mondo di persone uguali a me, ma diverse per arricchirci a vicenda, anche scontrandoci civilmente, perché no. Mary Shelley/Scully/Justine di “Kristy”/Furiosa e tante altre hanno reso il mondo migliore non peggiore.
    Continua così!

    1. Ti ringrazio di cuore, prima di tutto perché sei un lettore di vecchia data e poi perché hai scelto di commentare proprio su questo post.
      Grazie

  20. tensore · · Rispondi

    Continuo qui la risposta a Paolo perchè non posso più proseguire sotto il suo commento.

    I segni vanno interpretati in base al contesto e al loro modo di produzione, diversamente rimangono senza significato. Riguardo agli esempi che hai citato:
    -leccare una pistola è nel nostro immaginario (quindi per dei codici che si sono strutturati nella nostra società) come leccare un pene
    -il problema del personaggio maschile cretino sta nel fatto di essere troppo cretino, è una caricatura in cui nessun uomo si rispecchierà
    -dover inserire nel trailer delle affermazioni riguardo la bravura delle protagoniste è sessista perché deve rassicurarci riguardo le loro capacità intellettive (salvo poi smentirle nel trailer successivo con la storia del “dono”)
    -discutere della cura dei capelli (non l’occuparsi di questi, che è cosa ben diversa) in genere è associato, sempre riguardo i codici della nostra società, alla sfera femminile (anche se in questo caso tali codici si stanno smussando grazie al mercato, che deve vendere prodotti per la “cura” del corpo)

    “non credo che Paul Feig voglia abbattere il patriarcato con questo film”
    sono d’accordo ed infatti quello che ci stiamo chiedendo è: “perché questi trailer ci stanno dando tanto fastidio pur non essendo per nulla femministi?”. Tutte le valutazioni fatte finora riguardano solo ed esclusivamente i trailer.

    Mi si potrebbe contestare che manco di ironia. Qui entra in gioco la visione del film, bisognerà vedere come sono stati amalgamati questi elementi dei trailer e capire se tutto il film sarà così (quindi sessista) o se sono stati inseriti in un discorso di più ampio respiro.

    1. prendo atto che la vediamo diversamente, non mi resta che ribadire ciò che ho scritto. Grazie per lo scambio

  21. Tutto bello e giusto. Secondo me, pero’, non è tutta una questione misogena o cose del genere. E’ che per anni e anni ci hanno detto che sarebbe uscito un nuovo film dei Ghostbusters. C’è l’hanno fatto annusare, respirare…adesso si parte!! E’ la volta buona!!!!…e alla fine….tanta attesta e muore uno dei protagonisti e poi, eccoli i nuovi Ghostbusters!!! E non sono LORO ma sono donne; ma il titolo è quello. Delusione totale. Chiamarlo, che ne so, Ghostbuster girls o the new Ghostbuster avrebbe allontanato il film dai due storici prodotti anni 80 e avrebbe magari aperto le porte a una nuova e anche giusta “nuova versione”. In CRED c’è Rocky ma il nostro pugile preferito non combatte, ma è CRED. Nessuno resta deluso e poi Rocky c’è. In Ghostbusters c’è solo slimer e i vecchi acchiappafantasmi ma non saranno nemmeno loro visto che interpreteranno altri ruoli ed è davvero poco dopo anni di false illusioni. Stesso discorso per i Goonnies. Se ne parla da decenni….se lo facessero e fossero tutti dei neri provenienti da un ghetto che accadrebbe???. Non sono loro. Cambiate titolo e li ameremo lo stesso. Per finire, tutti i miei amici interessati non odiano questo film perchè ci sono delle donne (amiamo le donne!!) ma perchè non era quello che ci attendevamo da almeno 20 anni….

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