Supergirl – Ed è subito amore

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Lo sapete meglio di me, è un momento molto confuso e complicato, questo, per i personaggi femminili nei cinecomics e nelle serie tv tratte da fumetti, confuso e complicato, ma anche proficuo: la Marvel cinematografica cazzeggia con Natasha Romanoff e non ha le palle neanche di immaginarlo, un film a lei dedicato. Ma porca di quella miseria, avete fatto uno stand alone su Ant-Man e chi se lo caga Ant-Man lo sapete soltanto voi. Ma se si tratta di rendere protagonista assoluta una donna, ve la fate nelle mutande. Nel mentre, però, la Marvel televisiva tira fuori Jessica Jones, un ottimo prodotto, migliore anche del suo cuginetto Daredevil, che però è in realtà un noir dove il personaggio principale ha dei superpoteri. Va benissimo così, perché Jessica, una volta tanto, beneficia di una scrittura profonda e di spessore e la serie non si vergogna di affrontare anche tematiche di un certo peso.
Intanto, la rivale DC che ti combina? Supera a destra la Marvel e ha praticamente pronto Wonder Woman, che sarà il primo, vero cinecomic dell’era moderna dedicato a un’eroina femminile. Alla fine, l’apparizione dell’amazzone in Dawn of Justice era di gran lunga la cosa più riuscita di una pellicola non disprezzabile, nonostante ci fosse Zack Snyder alla regia. E l’idea di affidare il film su Wonder Woman a Patty Jenkins potrebbe essere un colpo da maestro. Inoltre, Gal Gadot è perfetta. Quindi non ci resta che aspettare e sperare.
Ma, anche in ambito televisivo, la DC ha dimostrato di essere all’altezza, con una serie di venti episodi (purtroppo non è ancora stata confermata una seconda stagione) dedicata a Supergirl, Kara Zor-El, cugina più grande di Kal-El, precipitata con un certo ritardo sulla terra e impegnata a costruirsi una sua carriera da supereoina, cercando di sottrarsi all’ombra ingombrante di Superman.

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Non esiste niente che io trovi più ridicolo delle contrapposizioni quasi armate tra fandom di opposti schieramenti. Per cui, figuratevi le risate che mi faccio di fronte agli scontri tra sostenitori di Marvel e DC. Però è ovvio che ci sia un approccio diverso alla stessa materia. Che si rovescia quando si passa dal grande al piccolo schermo. Se, fino a questo momento, DC è stato sinonimo di film cupi e meditabondi, con supereroi psicopatici e angosciati, mentre alla Marvel festeggiavano ballando con i procioni, la stessa cosa non si può dire per le serie tv uscite sotto l’egida delle due case. Quasi impossibile trovare qualcosa di più “dark and gritty” di Daredevil e anche Jessica Jones (salvata però da un’autoironia assente nella serie dedicata all’avvocato in tutina) non scherza. Di contro, le serie tv della DC possiedono tutte una solarità e un’innocenza quasi ingenua che non corrisponde alle atmosfere plumbee dei loro personaggi di punta portati su grande schermo.
C’è però un problema di fondo, che coinvolge DC e Marvel allo stesso modo: spesso si tende a confondere il cinema fantastico “adulto”, e quindi di spessore e contenuto, con una totale assenza dell’elemento positivo. Al contrario, i film della Marvel, quelli leggeri e spensierati, hanno spesso il difettuccio di essere del tutto mancanti di anima. Sì, se si esclude qualche eccezione (di solito fimata Joss Whedon) i prodotti Marvel per il grande schermo sono i tipici risultati di una industrializzazione cinematografica seriale.
E poi arriva in tv Supergirl e insegna a tutti un paio di cosette:
che leggerezza non è stupidità
che non è per forza necessario tramutare un supereroe in un assassino psicopatico con traumi infantili per renderlo problematico e dargli uno spessore
che si possono affrontare tantissimi temi diversi, tutti adulti e di un certo peso, con il sorriso sulle labbra, i colori accesi, i toni da commedia
che il supereroe non deve essere un istrione buffonesco con spalla comica al seguito, scritto da uno sceneggiatore terrorizzato dall’idea che ci si possa fermare cinque minuti a riflettere e, perché no, a provare delle emozioni, anche in mezzo ai botti, agli alieni e ai raggi laser sparati dagli occhi
che tutto questo è possibile usando un personaggio femminile, e anzi, più di uno.

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Non lo so, sarà che, arrivata a 37 anni suonati, il “dark and gritty” a tutti i costi ha iniziato a frantumarmi le palle e necessito di ispirazioni positive, sarà che tutti questi universi privi di redenzione, dove tanto ogni cosa è inutile e ci si ammazza per sport, tra un nudo integrale e l’altro, sono diventati di una banalità sconcertante, sarà che il cinismo è davvero l’ultimo rifugio di una scrittura pigra e priva di contenuti reali. Ma Supergirl, nonostante non sia una serie perfetta e nonostante fornisca tanti spunti appena abbozzati che avrebbero bisogno di maggiore cura, mi ha dato una boccata d’ossigeno di quelle che ti risolvono i periodi bui e cupi dell’esistenza.
È una serie con un cuore grande così, Supergirl. Forse, in alcune circostanze, addirittura troppo. Ma non mi lamento. Penso che, se faranno mai una seconda stagione (e lo spero) aggiusteranno il tiro, limeranno le sbavature, daranno una registrata alle lungaggini, più spazio alla storia globale, invece di perdersi nell’alieno della settimana, e ci regaleranno un piccolo capolavoro.

Ho iniziato a guardarla quasi per caso, lo confesso, senza puntarci molto. E non sono riuscita a farmi coinvolgere subito. La serie si presenta con una confezione estremamente pulita e patinata, dove ogni cosa è sgargiante e i colori e le luci quasi ti accecano. All’inizio tutto sembra troppo carino per essere vero, con questi personaggi educati, l’atmosfera da rom-com, e Supergirl che ha l’identità segreta di una timida assistente dell’imperatrice dei media di National City, Cat Grant (Calista Flockhart, strepitosa). Però si notano subito alcuni dettagli fondamentali: il cast, prima di tutto. Melissa Benoist, che interpreta Supergirl, è una gran bella scoperta. L’avevamo intravista in Whiplash, anche se in un ruolo ingrato, e non ho idea di che parte avesse in Glee, ma qui è alla sua prima prova da protagonista assoluta e rispecchia in pieno lo spirito del personaggio e dell’universo che gli autori hanno voluto costruirle intorno. Vedere il modo in cui la sua espressione cambia, quando indossa il suo costume e diventa Supergirl, è una gioia. Lei e Kara sembrano proprio due persone diverse. Anche il resto degli attori è all’altezza. La Flockhart, di cui non sono mai stata una grande sostenitrice, è invece il nucleo fondamentale della serie, il personaggio che ha più influenza su Kara e su Supergirl, una sorta di mentore e despota che la sprona in continuazione, anche con durezza, e sostiene, con la stessa sicurezza, le parti più comiche e corrosive e quelle drammatiche.
E poi ci sono le tematiche che iniziano a emergere, sin dai primi episodi, anche se restano sottotraccia: la gestione del potere da un punto di vista femminile (che è forse l’aspetto più interessante della serie), che può essere inteso sia come superpotere che come potere in senso più ampio; il concetto di famiglia non solo come legame di sangue, che si evidenzia nel bellissimo rapporto tra Kara e sua sorella adottiva Alex (Chyler Leigh), ma anche nel continuo tentativo di Kara di costrursi un nucleo familiare stabile e normale, perché lei, a differenza del cugino, ricorda perfettamente Krypton e i suoi genitori. Aveva tredici anni quando è arrivata sulla terra e ha quindi avuto maggiori difficoltà di integrazione rispetto a Clark. Il che ci porta dritti dritti a un’altra tematica pesante della serie, quella del rimpianto per ciò che è andato perduto e del dramma di doversi inserire in un contesto che non ci appartiene e della paura di non essere accolti, di essere respinti, se ci mostriamo per ciò che siamo davvero.

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Tutti questi temi esplodono a partire dalla sesta puntata, Red Faced. E da quel momento in poi, la serie non fa altro che crescere, puntare sempre più in alto e andare sempre più a fondo. Rimanendo comunque un prodotto che si rivolge a un pubblico giovane e che ci tiene a mantenere sempre un tocco leggero niente affatto fuori luogo. Leggerezza che, lo ripetiamo, non è stupidità, non è comicità messa lì per rendere innocui gli aspetti più duri (che non mancano) della storia, ma è più che altro un atteggiamento che, nonostante accadano tante cose brutte, vuole restare positivo.
Perché Supergirl è sì un alieno quasi onnipotente che, se solo le girasse male una mattina, potrebbe distruggere tutto ciò che le capita a tiro. Ma è, prima ancora che questo, un eroe e quindi un modello e una fonte di ispirazione. Badate bene, ho tolto super dalla parola eroe. Ed è anche una donna e quindi deve conquistarsi, ogni giorno, lo status di eroe, perché, nella sua condizione, non le viene concesso nulla e nulla viene dato per scontato, come capita invece al cuginetto.
Ed è, soprattutto, un simbolo di speranza, forse la parola più usata in tutte le venti puntate della serie. Una speranza che, oggi, diventa un gesto di audacia quasi sucida. Per questo, Supergirl è una serie che vale la pena di essere vista e apprezzata, al netto dei difetti che comunque ci sono. E, parlando di speranza, vediamo se la CBS ci farà il regalo di una seconda stagione.

26 commenti

  1. Non le avrei dato un euro, lo ammetto, ed ero quasi lì lì per snobbarla. Più che altro, ho un ricordo dolce e nostalgico del film Supergirl, quell’incredibile tamarrata dell’84, e “cambiare epoca” un po’ mi spaventa… e, a proposito di fazioni, digerisco poco la DC di oggi quindi ho evitato anche Arrow e Flash, per dire. Però via, non si può mica vivere sempre e solo di ricordi oppure aspettare il capolavoro à la Daredevil/Jessica Jones!!!😀

    1. E invece io ho iniziato, dopo aver visto Supergirl, a dare un’occhiata a The Flash e l’ho trovato adorabile.
      Oh, ma forse, lo ripeto, sono io che ormai cerco produzioni meno cupe e più solari e spensierate.
      Però non superficiali, ecco.
      Fammi sapere se gradisci❤

  2. Io sono appassionato di The Flash mentre Arrow non lo reggo proprio. Legends Of Tomorrow mi incuriosisce, Supergirl fin’ora ne ho letto purtroppo male, però non nego che vorrei vederla!

    1. Di Arrow non ho mai visto un fotogramma.The Flash mi piace molto e c’è anche un episodio crossover di Supergirl insieme a Flash. Diciamo che le atmosfere sono abbastanza simili.

      1. Si ne ho letto qualcosa, in pratica fanno capire che la terra di Flash e diversa dalla terra di SuperGirl. La Dc e la CW sono lanciatissime a creare il multiverso tanto caro ai comics!

        1. Esatto. Due terre diverse e l’episodio è davvero ottimo.
          Quando a Supergirl, a me piace proprio perché è naif. Lo è volutamente e, come ho scritto, sono stanca di oscurità e nichilismo un tanto al chilo, soprattutto se si parla di supereroi.

  3. giudappeso · · Rispondi

    Mi hai convinto, oggi pomeriggio inizio a guardarla.😀

    1. Fammi sapere!

      1. giudappeso · · Rispondi

        Bello!❤

  4. dinogargano · · Rispondi

    Praticamente non guardo la TV , ma mi fido , magari un giorno ….

    1. Io non possiedo una tv dal lontano 2009 e sono una donna felice. Per le serie, o netflix o altri metodi😀

  5. ma le serie TV DC non sono male infatti (o nel caso di DareDevil o Gotham si parla anche di cose molto BBELLE❤ )

    1. No, per niente. Sono quasi sempre ottimi prodotti.

  6. Hai trovato Jessica Jones superiore al Diavoletto? :O

    1. Di gran lunga superiore, a mio avviso. Più profonda, con il coraggio di trattare più argomenti di spessore e con la marcia in più di una forte componente autoironica. In DD ci sono comprimari favolosi, ma, sempre secondo me, il protagonista è deboluccio.
      Jessica invece è perfetta.

      1. Curiosità: hai letto qualche albo di Devil?

        1. Sì, ma di solito evito di mettere a confronto la fonte letteraria originale con le sue trasposizioni televisive o cinematografiche. Ne faccio un discorso puramente di riuscita del prodotto in sé e, secondo me, JJ è uscito fuori meglio.

          1. Capito. A me JJ non è riuscita a conquistarmi, promuovo solo Tennant.

  7. Giuseppe · · Rispondi

    Ti dirò, a me non è dispiaciuta nemmeno la Supergirl di Laura Vandervoort in Smallville, pur con i suoi limiti (per me, principalmente, l’essere arrivata tardi e il rimanere comunque un personaggio piuttosto defilato rispetto al supercugino) ma qui vedo che, essendo il personaggio principale, si gioca a un altro livello e le si dà finalmente tutto lo spazio che merita (perfettibile di aggiustamenti qua e là, certo, ma quello spazio c’è eccome)… Comunque è vero, la DC ha un buon tocco nel gestire i suoi prodotti in TV. Qualche volta di più, magari, potrebbe ricordarsene pure al cinema: non credo che gli spettatori si incazzerebbero in massa, vedendo portare su grande schermo un Batman o un Superman leggermente meno tormentati di quanto Nolan e Snyder vogliano farli apparire…

    1. E ti posso dire che l’attrice che interpretava Supergirl in Smalville appare anche qui, in un ruolo molto particolare😉

      1. Giuseppe · · Rispondi

        Bene, bene… Quindi ho un motivo in più -da aggiungere a tutto il resto- per vedermi questa nuova Supergirl!🙂

  8. Come al solito, sei riuscita a incuriosirmi, mannaggia, ora mi tocca guardare Supergirl. E io che volevo snobbarla.😉 Scherzo, eh, però ti confesso che mi aspettavo la solita declinazione al femminile puntualmente stereotipata di cui non sento mai il bisogno. Se non è così me ne compiaccio, forse si incomincia a capire qualcosina.

    Davvero hai trovato il protagonista di Daredevil deboluccio? A me non è dispiaciuto ma più nella prima serie (che ho visto in lingua originale, con tutto ciò che ne consegue) che nella seconda (con un doppiaggio italiano non fantasmagorico e senza il contrappunto di Vincent D’Onofrio).Concordo sulla profondità maggiore data a jessica Jones, che aveva anche l’indiscutibile bonus-Tennant, colui il quale è in grado di appassionarti anche leggendo l’elenco del telefono, la lista della spesa o gli orari del parcheggio.

    1. Secondo me è deboluccio il personaggio e anche l’attore non mi fa impazzire. La serie decolla con D’Onofrio nella prima stagione e col Punitore nella seconda. E anche un po’ con Elektra che mi piace moltissimo.
      Quanto a Supergirl, io ti giuro che non le avrei dato una lira e invece mi ha proprio conquistato lei e com’è reso il suo rapporto con i poteri.

  9. Seguo tutte e quatro telefilm (Arrow, Flash, Supergirl e DC Legends of Tomorrow).
    Le prime due stagioni di Arrow sono dei capolavori, con un grosso calo di qualità nella terza (fatta eccezzione per l’introduzione di Barry/Flash) diventando qualcosa di regolare nell’attuale 4a stagione.
    Flash mi è piaciuta tantissimo, e l’integrazione con l’universo Arrow è un tocco in più.
    Supergirl… un grande meh per alcune puntate, ma voto positivo alla fine
    DC’s Legends of tomorrow ha qualche crossover con Arrow, la trama è interessante, la serie è partita un po’ male (secondo il mio parere) ma ora che ha raggiunto quasi la fine stagione ha una qualità abbastanza superiore alle mie pretese iniziali.

    Ti consiglio comunque di guardare Arrow.

  10. Ehm sarà perché ho la tua stessa età, ma condivido in pieno ogni tua sillaba. Salvo che io ero interessato a vedere la serie sin dal suo annuncio, e speravo in qualcosa simile a Lois e Clark ed in parte sono stato accontentato. Contrariamente a te invece ho preferito i primi episodi dove la “mitologia della serie” e l’alieno della settimana sono più distinti. Sarà perché di trame verticali ne ho fin troppo sopra i capelli. Cioè vanno bene ma io preferisco come erano inserite/fatte sul finire degli anni 90 (vedasi Buffy, Stargate, Lois e Clark, Jarod, JAG, Streghe ecc.ecc.)

    PS: in realtà un film su vedova nera era stato più volte pianificato almeno secondo la wiki dell’MCU, il problema, credo ma questa è una mia impressione, che invece siano i fan di casa Marvel e più in generale le persone che scambiano i supereroi femminili come dei surrogati/sostituti di quelli maschili soprattutto se i personaggi sono poco conosciuti. Un esempio ne è questa serie tv parecchio snobbata, scambiata per teen drama

    1. Sì, se ne parla da anni di un film su Black Widow, ma alla Marvel non hanno proprio la volontà di farlo sul serio, perché ai fan non piacerebbe.
      Ora vediamo cosa combina la DC con Wonder Woman…

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