Contravvenendo a ogni mio principio: Martyrs, il remake

martyrs-600x856 Regia – Goetz Brothers (2015)

Avevo promesso, pochi mesi fa, che non avrei più scritto recensioni negative. Non mi andava di spargere veleno, non avevo voglia di sottopormi a pessime visioni solo per il gusto di parlarne poi male sul blog. Continuo a credere che sia un esercizio sterile, che sia preferibile diffondere cose belle, invece di mettersi a frignare per quelle brutte.
Ed è stato un gran sollievo poter interrompere i film dopo un quarto d’ora perché tanto non ero più obbligata a doverli terminare per poi imbastire un post che avesse cognizione di causa.
Ma con Martyrs il discorso è molto diverso. Martyrs, il capolavoro francese del 2008, significa qualcosa per me. Non è un caso se lo definisco, spesso e volentieri, “il mio film preferito”. Da quando, ormai otto anni fa, l’ho visto la prima volta, mi ha segnata in un modo così profondo da rimanermi addosso come una cicatrice. Le ragioni le ho già esposte qui e non mi sembra il caso di ribadirle un’altra volta.
So che avrei dovuto evitare il remake americano per principio, ma nella vita si cambia. E io sono cambiata molto, da quando ho aperto il blog. È cambiato il mio atteggiamento nei confronti dei remake e se, i primi tempi, ne ero una delle più accanite e accese detrattrici, col tempo ho iniziato a guardarli con occhio diverso e a giudicarli come opere a sé stanti, senza per forza metterle a paragone con l’originale.

maxresdefault
Non sono cambiata soltanto io, è anche cambiata la concezione stessa di remake nel cinema americano. Dalle fotocopie sbiadite di classici dell’orrore che imperversavano all’inizio del decennio scorso, si è passati a dei reboot estremamente più elaborati. O a dei seguiti che lo sono solo in linea teorica, perché non fanno altro che aggiornare le storie originali a dei personaggi e a delle situazioni contemporanee. Va bene così. Credo che sia necessario un atteggiamento laico nei confronti di queste pratiche: si sa, la loro natura è commerciale, ma non c’è niente di male e, se è lecito lamentare la mancanza di idee originali nel cinema mainstream, è anche vero che quello indipendente ne è pieno zeppo e abbiamo sempre la facoltà di scegliere.
È stato con questo atteggiamento laico che mi sono avvicinata al remake di Martyrs. E, dopo circa cinque minuti, mi è sembrato di essere tornata al 2003.
Già, il 2003, quando Nispel imperversava e Bay produceva a nastro.
Ora, al posto di Bay c’è Jason Blum, un produttore considerato da tutti intelligente, anche dalla sottoscritta. Non si può negare che abbia un ruolo determinante nell’horror contemporaneo. Ma non si può negare neppure la sua tendenza a realizzare una percentuale elevatissima di porcherie, percentuale che supera nettamente quella dei buoni prodotti. Ed è normale, quando si fanno decine e decine di film l’anno a basso budget.
Però, ecco, con Martyrs caghi fuori da vasino.

Smarmella tutto

Smarmella tutto

Perché Martyrs non è un film come gli altri e se lo intendi come un prodotto seriale, al pari dei vari Unfriended e The Gallows (uno molto buono, l’altro decisamente meno, ma figli della stessa logica produttiva), non solo lo privi del tutto di senso, ma fai anche una cosa peggiore: perverti la stessa ragione d’essere del film di Laugier. Fai un innocuo torture porn (neanche troppo torture, neanche troppo porn), con quei sei o sette anni di ritardo, privo di direzione o personalità, che quando segue passo passo lo sviluppo narrativo (e spesso anche estetico) del suo punto di riferimento, appare scialbo e appiattito, quando invece devia dal percorso tracciato da Laugier, diventa confuso e, in tutta sincerità, inspiegabile. Non si comprende infatti il significato delle modifiche apportate dai fratelli Goetz e dallo sceneggiatore Mark L. Smith ai personaggi e alla storia. Sono cambiamenti fatti tanto per farli, come una velleitaria dimostrazione di autonomia nei confronti dell’originale, che però è priva di ragioni profonde. Si sono limitati a spostare i pezzi del mosaico, sperando che il risultato fosse simile, ma al tempo stesso nuovo.
Non ci sono riusciti.

Fare il remake di un film che si porta una trentina di anni sul groppone può avere tutta una serie di punti a favore: si aggiorna al linguaggio e al gusto attuali, si mostrano cose che, negli anni ’70 o ’80 erano impossibili da far vedere, si cerca un punto di vista inedito, calato nel contesto contemporaneo. Si può essere bravi o meno bravi nel compiere questo tipo di operazione. Alvarez e Khalfoun lo sono stati. Altri non tanto. Non è questo il punto. Il punto è che il tempo passa, i film invecchiano, ma le storie no, e più un film risulta datato, più i realizzatori di un remake hanno gioco facile.
Quando un film (perfetto) ha appena nove anni, ed è ancora all’avanguardia, diventa un’altra faccenda. Diventa una speculazione pura e semplice. A me stanno benissimo anche le speculazioni. Ma allora non ti basta essere bravo, devi essere eccezionale, devi avere una visione autoriale così potente da fare il tuo film, anche di fronte a un predecessore così ingombrante.
I fratelli Goetz non sono né bravi né autori né tanto meno possiedono una propria visione. O forse ce l’avranno pure (e il loro Scenic Route faceva presagire un futuro migliore), ma entrare nella catena di montaggio della Blumhouse deve aver loro spezzato tutte le ossa e si sono semplicemente adeguati all’andazzo.
E si capiva più o meno dove sarebbe andato a parare questo remake quando i due registi dichiaravano, a lavorazione ancora in corso, che il film sarebbe stato meno violento e disperato di quello di Pascal Laugier. Insomma, se tutto ciò che sai fare è rassicurare il tuo eventuale pubblico, non sei proprio sulla strada giusta, se stai girando un horror. Se stai girando Martyrs, mi fai incazzare ancora prima di premere play.

DA QUI IN POI SPOILER SU ENTRAMBI I FILM

martyrscross

Fino a circa metà del minutaggio, il nuovo Martyrs segue in maniera abbastanza fedele lo sviluppo del film del 2008. Certo, perde un sacco di tempo nell’orfanotrofio, perché ci deve spiegare per filo e per segno che Anna e Lucie sono amiche (da soli non ci arrivavamo) e, dove Laugier sbrigava la pratica in poche scene, qui ci dobbiamo sciroppare una serie di sequenze inutili tra suore, girelli e biscotti al cioccolato, intervallate dalle apparizioni dell’inquietante figura che perseguita Lucie. Il primo velo pietoso da stendere è proprio su questa sorta di spettro e sul suo ruolo nell’economia della storia.
Innanzitutto è realizzato coi piedi. Ha la mera funzione di veicolare un paio di spaventacchi e, mentre nel primo Martyrs era un riflesso del senso di colpa di Lucie, il motivo per cui la ragazza arrivava a togliersi la vita, l’incarnazione del suo autolesionismo e la concretizzazione dei suoi traumi e della sua follia, qui è semplicemente un’allucinazione.
Già in questo modo, hai svuotato il film di gran parte del suo senso.
Ma non basta: il secondo passo compiuto da Smith e dai Goetz lungo la via della perdizione è stato quello di eliminare l’amore, non corrisposto, che Anna prova nei confronti di Lucie.
Ora, senza quel tipo di amore, Martyrs collassa su se stesso, insieme al personaggio di Anna e a tutti i motivi per cui lei è il martire (il testimone) prescelto dall’organizzazione di vecchiacci laidi e disgustosi.
Eh, ma guarda un po’, in questa nuova versione, il martire non è Anna, ma Lucie.
Quindi il concetto stesso di martirio viene stravolto e si tramuta in una banale capacità di sopravvivere e di resistere fisicamente al dolore, mentre il cervello se ne va alla malora e produce visioni.
Che è l’esatto opposto di quanto scritto e messo in scena da Laugier. Ed è uno sfregio a un’opera d’arte che grida vendetta.
Io capisco che la complessità e la stratificazione di Martyrs non fossero proprio alla portata di Blum, Smith e dei Goetz. Ma per arrivare a questi abissi di mortificazione, devi proprio farlo apposta.
Potrei continuare per circa una ventina di pagine, elencando una a una le cose che non funzionano in Martyrs 2015, ma penso vi annoierei, sempre che non vi siate già annoiati. E vi chiedo scusa, per aver fatto una cosa che avevo promesso di non fare più. Ma non sono stata capace di ignorare un simile insulto.
Martyrs era un film che parlava di trascendenza, di dolore, di sublimazione dello stesso, del prezzo enorme che si paga ad amare senza riserve, dell’amore per una persona che diventa simbolo dell’amore per l’umanità intera. E sì, anche di speranza. Era un’opera estrema e radicale, con un cuore pulsante capace di abbattere i muri posti dallo spettatore in sua difesa e farlo sentire nudo, esposto e fragile.
Tutto questo è stato spazzato via. E mi ha fatto un male che non credevo possibile. Ora devo solo cercare di dimenticare e fingere che non sia mai esistito. E rivedere l’originale per la cinquantesima volta.

33 commenti

  1. Non ci spreco nemmeno caratteri Guarda… Quando ho letto dell’ operazione ho sentito immediata la puzza di mm…. Mi dispiace ma certi Yankee a lavori come Martyrs non ci possono arrivare. Punto.

    1. Sì, non avrei dovuto sprecarli nemmeno io, i caratteri, Fratellone.
      Però dovevo sfogarmi in qualche modo.

  2. Kara Lafayette · · Rispondi

    Lo dissi a Hell più di due anni fa, quando ebbe il coraggio di vedere il remake di Oldboy e ora lo ripeto a te: eroina del 2016. Io non ho proprio voglia di affrontare certe prevedibili porcate. Sì, perché ci sono alcune opere che non andrebbero sfiorate. Non per il momento, almeno. Magari tra 20 anni potrei concepirlo. Martyrs andava lasciato stare e mi aspettavo la tragedia. Mi dispiace, amica.

    1. Ecco, il remake di Oldboy è un’altra ferita…
      Martyrs ha appena 9 anni. Ma che diavolo avevano in mente?

      1. Ah, guarda, probabilmente lo volevano rendere semplice per il pubblico semplice. Togliendo tutto ciò che imponeva svariate riflessioni.

        1. Sì, come sempre succede con i remake americani di film stranieri.

  3. Non sapevo avessero fatto il remake. Continuerò a fingere di non saperlo.

    1. Io seguivo il progetto da un po’: è in ballo dal 2011 (pensa tu, appena tre anni dopo l’originale) e, quando lo ha preso la Blumhouse, ho capito che sarebbe finita in farsa.
      Ma, in fondo, hanno fatto la stessa cosa con Rec e Lasciami Entrare, no?

  4. E Point Break? Mi sono bastati i trailer con le onde in digitale e i Manzi tatuati…

    1. Ecco, Point Break farò semplicemente finta che non esista.

      1. Mi sa che è meglio sorellina. Ho un ricordo troppo bello dell’originale e poi c’è La Bigelow. La Bigelow!

  5. Martyrs gran film ma difficile da sostenere,questi reboot continui denotano una mancanza di idee abbastanza grave in quel di Hollywood ,di rifacimenti riusciti ne conto pochi ,vanno avanti con remake e saghe ,ho giocato ha F3AR perchè c’è la consulenza del tuo mito John Carpenter (che non capisco perchè non facciano più girare).
    Comunque gli americani non amano gli originali stranieri perchè basterebbe doppiarli ,non penso che siano cosi rimba da non capire i film(spiegoni).

    1. Agli americani il doppiaggio non piace e il pubblico americano ha difficoltà a seguire i sottotitoli.
      Però un film come Martyrs è stato apprezzatissimo in ogni angolo del globo, anche sottotitolato.
      Qui si tratta proprio di voler sfruttare la pigrizia mentale di chi non ha voluto vedere gli originali per il problema linguistico e sperare di fare incasso sicuro facendo leva sull’ignoranza.

  6. Una volta anch’io ero più instransigente a priori nel confronto di remake, adattamenti e via dicendo. Poi sono passata attraverso la mia tesi (sugli adattamenti dei fumetti di Alan Moore) e non so se sono diventata più tollerante o ho solo sviluppato degli standard più specifici… Fondamentalmente la vedo così: la fedeltà alla fonte è sopravvalutata. Si può anche rivoluzionare totalmente l’opera originale. Ma devi farlo con una visione e dei criteri precisi (che possono anche essere dei criteri di merda, ma allora ci spostiamo a parlare del contenuto piuttosto che della forma). E soprattutto devi avere CAPITO quello che vai a cambiare, prima di cambiarlo. Io questo Martyrs 2015 non l’ho visto e dubito che lo vedrò, perché a occhio e croce sembra non aver capito proprio un cazzo: se proprio vuoi cambiare la dinamica del rapporto tra le due ragazze devi ripensare l’intero impianto ideologico del film, se togli una simile colonna portante devi saperne costruire delle altre che la sostituiscano per non far crollare l’edificio.

    (Poi vabbè, Martyrs quello vero ha un tot di livelli di lettura intraducibili come la scelta secondo me non casuale di attrici provenienti dalle ex colonie francesi – e mi ricordo un articolo piuttosto illuminante che lo metteva in relazione con le femmes tondues della seconda guerra mondiale, insomma va a pescare in un immaginario profondamente francese. Ecco, in un mondo migliore magari esisterebbe un remake americano che si prende la briga di rilocalizzare questi riferimenti, ma è palesemente chiedere troppo)

    1. Infatti io ho sempre pensato che un remake statunitense di Martyrs avrebbe dovuto, per prima cosa, scegliere due protagoniste molto distanti dal modello tipicamente americano di bellezza. Magari non bianche, ecco.
      E invece abbiamo due attricette televisive. E già qui è tutto sballato, tutto fuori fuoco.

  7. Peggio del remake di Robocop pensavo fosse difficile.

    E invece.

    Blum è tanto sveglio quanto cialtrone, i suoi prodotti – dai più riusciti (Sinister, The Visit) ai più degradanti (The Gallows) passando per quelli così così (Unfriended) hanno una specie di marchio di fabbria, un escamotage di regia da pezzenti che odio con tutte le mie forze: a un certo punto, di solito nell’inquadratura finale, c’è il cattivo/demone/entitá di turno che invade a sorpresa lo schermo facendo BUH.
    Che sfigato.

    Ero curioso di sapere se anche stavolta la storia si ripete

    1. No, questo escamotage per fortuna non c’è, ché con Martyrs sarebbe stato davvero troppo.
      Ma tutti gli altri elementi tipici della produzione firmata Blum ci sono tutti, uno per uno.
      E il problema è che, in prodotto come Unfriended, ci stanno pure, ma in un’opera come Martyrs sono davvero degradanti.

    2. Peggio del remake di Robocop è facile. Quarantena, The Hitcher, Black Christmas…

  8. Come mi immaginavo, non mi perdo niente a non guardarlo.

    1. Ti perdi qualcosa a guardarlo!😀

      1. Correrò il rischio😄

  9. Sono potentemente discorde dal rifiutarsi di passare ore a parlare di cose brutte.
    Le cose brutte hanno tanti difetti ma hanno un pregio: richiedono l’intervento dell’Eroe, in questo caso dell’Eroina che, vestita la calzamaglia sgargiante dell’eloquio sarcastico, dell’ironia, della protuberante cattiveria, procede a promuovere ciò di cui noi piccoli contadini abbisognamo per proseguire nelle nostre piccole, inutili e spietate vite: il senso di giustizia, quel piccolo sospiro di sollievo quando vediamo un cattivo sceneggiatore preso a merluzzate in faccia da chi, il merluzzo, non ha paura di utilizzarlo per il bene comune.
    Ogni supereroe ha avuto il suo momento no, anche l’Uomo d’Acciaio, per colpa di qualche idiota, si è preso un attimo di depressione. Ti perdono eh, ma poi basta, poi ci proteggi dai cattivi, poi son sculacciate per tutti. Eh cribbio…. :*

    1. Ma tu invece pensa la gioia nel parlare solo delle cose belle e nel lasciare le brutture a marcire nel dimenticatoio.
      Che io già mi sono pentita di averlo visto, questo cumulo di spazzatura.

      1. Ma io non mi sono pentito di aver letto le tue cattiverie… Eh….❤

  10. Giuseppe · · Rispondi

    Questa merdina di finto Martyrs “addomesticato” che ti sei dovuta sorbire sta a dimostrare, purtroppo, quanto il livello di diffidenza/intransigenza nei confronti dell’operazione remake debba continuare a rimanere ragionevolmente alto… Lascerò perdere ‘sta roba, ovviamente. Inammissibile regalarle anche un solo spettatore in più, e quello spettatore non intendo certo essere io😦

    1. Sì, lascialo perdere, perché se scrivere post negativi ha un minimo di senso, è proprio per evitare a chi legge di farsi del male🙂

  11. acidgondor · · Rispondi

    Film riuscito o meno, spesso è bello e istruttivo leggere i tuoi post anche se non si conosce nè l’originale nè il remake, nè i registi o attori citati :-))

    Ma da come descrivi questo MARTYRS, sembra un appassionato del genere debba vederlo. Esiste in italiano o solo sottotitolato ?

    1. Sì, un amante dell’horror deve per forza vedere Martyrs, è una di quella decina di opere imprescindibili degli ultimi anni.
      Il film è uscito in Italia, sia in sala che in dvd e si reperisce facilmente!

  12. Cara, penso che lo vedrò anch’io per distruggerlo a colpi di mazza e punteruolo con ancor più veemenza selvaggia di quanto abbia fatto tu. Mi chiedo come Laugier abbia potuto concedere i diritti di un film che è un caposaldo centrale, fondamentale nel nuovo horror postmoderno. Questa mi pare una domanda fondamentale, secondo me, che, nel momento in cui me la faccio, mi preoccupa molto relativamente al destino del cinema perturbante contemporaneo. Mi preoccupa persino relativamente al destino dell’umanità intera, sempre più schiava dell’economia e della finanza: un’umanità davvero sempre più fatta di “martyrs”.

    1. Se non mi sbaglio, i diritti commerciali di un film sono della produzione, non del regista. Insomma, Laugier non può impedire alla produzione del suo film di cedere i diritti per farne un rifacimento.

  13. Io invece non amo farmi del male, quindi lo eviterò in maniera assoluta. Impossibile eguagliare quel capolavoro assoluto dell’originalem francese (che tra l’altro scoprii grazie a te e al tuo blog, cosa di cui non potrò che ringraziarti in eterno).

    1. Ma eguagliarlo era impossibile. Fare almeno un film dignitoso, non era così difficile. Neppure quello sono stati capaci di fare, questi cialtroni.

  14. Ma quindi lo hanno fatto davvero? Lessi tempo fa che avevano acquisito i diritti per produrre il remake, ma non credevo sarebbe mai andato in porto… É un sacrilegio, certi film non meritano lo sputtanamento del remake, vale anche per quelli “vecchi”

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: