Consuntivo cinematografico 2015

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Che poi è la solita top qualcosa che faccio ogni anno. Escludendo, come sempre, i film dell’orrore, per cui uscirà un post dedicato domani.
La formula adottata nel 2014 mi ha divertito molto, ma non è assolutamente utilizzabile per il 2015. Non me ne vogliano i cinefili seri (cosa che io non sono), ma una fetta cospicua delle cose migliori viste nel corso dei precedenti dodici mesi può essere etichettata come film di “genere”. E allora non ha senso mettersi a fare suddivisioni. Non troppe, almeno. Mi riservo soltanto un discorso a parte per il cinema horror, perché questo è pur sempre un blog a tema e credo sia doveroso dare più spazio al motivo per cui le pagine che state leggendo sono nate, nell’ormai lontanissimo 2011.
Si può dire che stiamo uscendo da un’annata cinematografica pazzesca? O troppo entusiasmo rischia di dare fastidio a qualcuno?
No, perché se il 2014 era stato un buon anno, il 2015 lo ha surclassato. Non credo di essere mai andata così tanto al cinema come quest’anno e, a parte rare eccezioni, non sono mai uscita delusa. Non mi piace sottolineare l’ovvio, ma, onde evitare rotture di scatole, vi avviso: la lista di film che state per leggere è del tutto soggettiva e  opinabile, non ha alcuna pretesa di essere esaustiva e riflette la mia personale concezione di cinema che oramai dovreste aver imparato a conoscere.
Ultimissima annotazione prima di cominciare: i film non saranno 10, ma 15. E anche domani, con gli horror, farò la stessa cosa. La ragione è molto semplice: 10 erano pochi per quello a cui ho assistito nel corso dell’anno.

15. Chappie – Neil Blomkamp

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Questo film lo avete deriso, massacrato, vilipeso, senza alcuna pietà. E vi siete divertiti molto a farlo. Bravi, che vi devo dire. Non è che Blomkamp è obbligato per contratto a rifare District 9 all’infinito solo perché piace a voi. E sì, lo so anche io che il suo esordio aveva più spessore ed era, sotto parecchi punti di vista, un’opera migliore di questa. Ma Chappie è una dolcissima fiaba fantascientifica, che riesce a parlare di cose molto importanti con un linguaggio semplice e diretto. Come se non bastasse, è anche un film visivamente spettacolare, in alcuni frangenti violento e crudele e contiene le migliori interazioni tra computer grafica e riprese dal vero ammirate in questo 2015.

14. Jupiter AscendingThe Wachowskis

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Non mi diverto ad andare controcorrente e sapete benissimo che non lo faccio per principio. Ma, se amo un film lo difendo, anche se dovesse essere piaciuto solo a me. È il caso dell’ultima fatica cinematografica dei fratelli Wachowski. I miei due nuovi eroi mi hanno fatto dei regali meravigliosi nel corso dell’anno. Sono gli autori del miracolo televisivo del 2015, Sense8, e, sbeffeggiati come neanche due fenomeni da baraccone, hanno portato al cinema questa space opera su cui si sono accaniti tutti quanti, ancora prima che arrivasse in sala. E invece io, Jupiter Ascendig, l’ho già rivisto tre volte. Il mio articolo dedicato è qui.

13. Foxcatcher – Bennet Miller

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Ecco, forse qui iniziamo ad andare un po’ più d’accordo. Ma neanche troppo, dato che il povero Foxcatcher è stato piuttosto ignorato. Se ve lo siete perso, recuperatelo: è una storia durissima e cupa, un ulteriore tassello nel percorso di Miller teso a portare alla luce gli aspetti più deviati e inquietanti del suo paese. Tre interpretazioni perfette, una sceneggiatura implacabile e una costruzione drammatica che, nel finale, ti lascia tramortito.

12. Selma – Ava DuVernay

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Il trattamento ricevuto da Selma agli Oscar è stato scandaloso. A parte la mancata nomination per la miglior regia, che già di per sé mi ha fatto salire la nausea da vomito, non se lo sono cagati di striscio. Non scambiate questo splendido film per l’ennesimo biopic hollywoodiano paludato e retorico: è molto, molto altro. Prima di tutto, non è un biopic, ma un film corale. Ed è un film necessario, attualissimo, con un incipit fulminante e dei dialoghi da ricordare per sempre.

11. In The Heart of the Sea – Ron Howard

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Ne ho parlato pochi giorni fa e quindi non mi sembra il caso di spenderci sopra troppe parole. Epica hollywoodiana vecchia scuola. Sfida dell’uomo alla natura feroce. Film d’avventura classico. Cinema di mare. Non poteva non piacermi.

10. Black Sea – Kevin Macdonald

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Se il film di Howard è un grande dramma avventuroso al di fuori e al di là del suo tempo, Black Sea è il film abissale per eccellenza di questo 2015. Un’opera che si va a piazzare senza fatica tra i grandi classici del genere sottomarino, poco distante da Das Boot, ma che ricorda, per molti aspetti, Il Salario della Paura. Se volete approfondire, trovate la mia recensione qui.

9. Ex Machina – Alex Garland

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La sorpresa sci-fi dell’anno. E io, lo giuro, a sentire tutti i critici fighettini esaltarlo e osannarlo, non gli avrei dato una lira neanche per sbaglio. Invece è una bomba, una riflessione fresca, mai banale, neppure troppo derivativa, non tanto sull’intelligenza artificiale, ma su ciò che ci definisce in quanto esseri umani. Grande esempio di scrittura e stile e con un’attrice semplicemente enorme.

8. Il Racconto dei Racconti – Matteo Garrone

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Anche qui, polemiche a non finire. Il triste destino del cinema italiano quando decide di uscire dal solco rassicurante del realismo e prova a spiccare il volo. Incassi sotto le aspettative e, forse, una bella pietra tombale sulle velleità di tornare a fare cinema fantastico in questo paese. Per fortuna ci sono le parole di Guillermo del Toro. E per fortuna, all’estero è stato apprezzato molto più che qui da noi. Se vi interessa, ne parlo qui.

7. Whiplash – Damien Chazelle

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Quando ho visto Whiplash, la prima cosa che ho detto è stata: “Se questo film non vince l’Oscar per il miglior montaggio, mi incateno davanti all’Academy”. Per fortuna lo ha vinto, così mi sono risparmiata il viaggio che io ho paura dell’aereo.
Ho poco da aggiungere rispetto a quanto ho già scritto, tranne che la batteria viene finalmente vista come un perfetto strumento per un film d’azione mascherato da film musicale. Applausi.

6.  Mr. Turner – Mike Leigh

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Forse voi non lo sapete, perché non ne parlo quasi mai (non è questo il luogo), ma uno dei registi che amo di più sulla faccia della terra è Mike Leigh. Aspetto l’arrivo di ogni suo film con una trepidazione che in confronto un ragazzino di dieci anni la mattina di Natale non è molesto per niente. E rompo i coglioni a tutti finché qualcuno, per sfinimento, non mi porta a vederlo. E io so che sarà sempre una lezione di cinema d’autore vero. È stato così anche per Turner, forse la sua opera più maestosa da un punto di vista estetico. Beatitudine in immagini.

5. Sicario – Denis Villeneuve

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Tecnica sopraffina, morale ambigua, fotografia digitale che ti schiaccia con albe e tramonti indimenticabili, sequenze tesissime. Sicario è un tour de force sfiancante da cui si esce provati. Una cosa enorme. Villeneuve prende una sceneggiatura non proprio perfetta e la plasma a immagine e somiglianza del suo cinema. Scriverne è stato difficilissimo, ma io ci ho provato lo stesso. Trovate le mie farneticazioni qui.

4. The Martian – Ridley Scott

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Ora che entriamo nella zona più calda di questa lista, vi renderete conto di una cosa singolare: i primi quattro film sono tutti diretti da registi vicini alla settantina. Insomma, attenti perché i dinosauri non si sono estinti, sono incazzati e sono qui per spaccare culi. The Martian è il film di fantascienza dell’anno, almeno secondo la sottoscritta. E no, non è Castaway su Marte e neanche uno spottone per la NASA. È la storia di un individuo che sopravvive non grazie alla forza bruta ma alle sue conoscenze e al suo intelletto. E la storia delle persone che cercano di salvarlo. Un inno all’umanità e al suo immenso potenziale. Ne parlo qui.

3. Blackhat – Michael Mann

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Il Cinema con la C maiuscola che torna in sala e viene ignorato. Ma non da me, e non da quei pochi fortunati che sono riusciti a mettere le mani su Blackhat. Certo, per vederlo, abbiamo dovuto affrontare prove ai limiti del possibile, tipo farci largo nei multisala affollati di gente che era lì per vedere un povero coglione vestito da Dante Alighieri. Eppure nulla ci ha scoraggiato. Lo abbiamo visto e possiamo dire che noi c’eravamo. Recensione qui.

2. Il Ponte delle Spie – Steven Spielberg

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Altro giro, altro arzillo quasi settantenne che sale in cattedra e insegna a tutti come si gira un film. Lo Spielberg adulto che prosegue lungo la strada tracciata da Lincoln e, qualche anno addietro, da Munich. Non ce n’è (quasi) per nessuno. Terra bruciata intorno e tutti a studiare. Ne ho parlato pochi giorni fa qui e non ho altro da dire sull’argomento.

1. MAD MAX: FURY ROAD – George Miller

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Lo sapevate. Ho scritto già a maggio che si tratta del film del secolo e non me lo rimangio certo adesso. Vedete, qualche mese fa, sono andata ad assistere a una conferenza tenuta da William Friedkin al Festival de Cinema di Roma e il grande regista ha detto una cosa che mi è rimasta molto impressa: l’essenza del cinema sono le scene di inseguimento. In quanto interamente basato sull’impatto visivo, un inseguimento rappresenta la forma più pura di cinema. Ecco, MAD MAX: FURY ROAD (che, ricordate, va sempre scritto tutto in maiuscolo) è un inseguimento continuo. Direi che ci siamo, giusto?

E questo è tutto. Ci sentiamo domani per parlare del nostro genere preferito.

 

21 commenti

  1. Sono scontato ma concordo e specialmente sul primo posto!

    1. Il primo posto è prenotato da mesi🙂
      E Non potrebbe essere altrimenti!

  2. Bella classifica! Delle cose mi mancano ma sto continuando a saltellare sul posto solo perché ci hai messo dentro Chiappie! Siamo in pochi ad adaroralo ma chi non lo fa non lo ha proprio capito e a me dispiace per loro. Blackhat, MAD MAX: FURY ROAD e Sicario ce li avrei piazzati pari pari anche io. Sono rimasta delusa, invece, da Turner. Amo anche io visceralmente Mike Leigh ma non sono riuscita ad apprezzare questo film e mi dispiace un sacco per questo! Spielberg, invece, devo rivederlo. Ho dormito tutto il primo tempo, non per colpa di Spilby ma per colpa della mia stanchezza atavica! Ma Steven questo non se lo merita e devo assolutamente recuperarlo.

    1. Io, In Turner, pensa, ci ho visto il lavoro di una vita. La summa perfetta del cinema di Leigh. Di sicuro il personaggio è, in sé, un po’ respingente, però Spall è gigantesco e la regia sublime.
      Eh sì, Il Ponte delle Spie lo devi recuperare e guardare con attenzione perché siamo a livelli altissimi.
      Su Chappie: lo sai come la penso, non è stato capito…

  3. Che bella lista. Considerato che molti nemmeno li conoscevo, ho un bel modo per passare queste vacanze, grazie. E buon anno!

    1. Buon anno a te: è sempre bello passare le vacanze guardando film🙂

  4. Devo recuperare Selma. Concordo assolutamente su Foxcatcher, Blackhat, sicario e mad max. In fin dei conti per ragioni, stili, esigenze diverse, ci raccontano di umanità alla deriva e di riscatti. Di tempi feroci e crudeli, e di come l’uomo si metta a confronto con essi.
    Ma la vera chicca è per me Chappie. Commovente film sull’importanza dell’emozione, spiegazione di come ragionano e vivono i bambini, e di come sia facile far male a loro. Struggente, straziante, quanto lacrime!

    1. Io credo che il pubblico, da Chappie, si aspettasse qualcosa di diverso, una storia politica come District 9. E invece gli è arrivata la fiaba dai toni quasi (perdonami, ma è vero) spielberghiani. E sono andati tutti in tilt

  5. Ci sono 3 film che mi sono piaciuti parecchio, mentre per il resto hai messo dentro un sacco di lavori che io ho detestato, più che amato…
    Vediamo domani se con gli horror saremo più in sintonia.😉

    1. Diciamo che il mio horror dell’anno sta nella tua top 20 dei migliori film, ma non nella top 10😀

  6. Bel listone e bello corposo, del quale mi manca almeno un buon terzo circa dei titoli (tra cui Ex Machina, Foxcatcher e Mr. Turner). Riguardo alle prime quattro posizioni, poi, hai proprio ragione sul fatto che i dinosauri non si siano estinti… Nessuna delle due specie interessate: né i registi suddetti, né gli spettatori che li sostengono!😉
    P.S. Garrone ci ha provato con onore, solo che (piccola, personale ma convinta nota polemica) da noi la maggior parte era impegnata a sostenere il non-più-indispensabile-da-anni-e-anni-ormai Nanni Moretti😦

    1. Infatti credo proprio che sia andata così: tutti a sostenere con forza Moretti e nessuno si è filato il povero Garrone. E il film di Moretti non era poi questo granché

  7. Ne ho visti diversi, alcuni li ho mancati in sala ma li recupererò col noleggio.
    Effettivamente penso sia stata una grande annata per il cinema, sono usciti molti film validi

    1. Sì, davvero un’ottima stagione cinematografica, tra le migliori che io ricordi

  8. Ne ho visti quasi un terzo (Mad Max: Fury Road, Il racconto dei racconti, Ex machina, Black sea, Jupiter ascending e Chappie) e tra questi solo il primo mi è piaciuto🙂 Gli altri non li ho visti: sono sicuramente tutti dei gran film, ma non capisco (e quindi non riesco ad apprezzare) il genere, quindi meglio se non li inizio nemmeno xD Buone feste, Lucia🙂

    1. Dai, almeno siamo d’accordo su Mad Max🙂
      Buon anno a te!

  9. Yuri de Boah · · Rispondi

    Il trionfo dei DUEPUNTI.

    Siamo sinceri: quindici film ognuno a suo modo valido ma uno solo trionfa su tutti: quello con i DUEPUNTI nel titolo.

    C’è anche di sicuro tanta ITALIA in questi DUEPUNTI ma ancora non l’ho trovata. La cercherò e Ti farò sapere.

    Forza Italia, forza DUEPUNTI e buon anno nuovo.

    1. Questo perché non sai che Miller è abruzzese per parte di madre

  10. Per questioni logistiche ahimè non riesco ad andare al cinema quanto vorrei, per cui alcune delle pellicole in lista non le ho viste (ma conto di recuperarle a breve, come quella di Mann). Delle altre però devo dire che mi vedono d’accordo con te, eccetto The Martian che ho trovato un film sufficiente e nulla più, insomma un film in pieno stile Ridley Scott (che ho sempre reputato un regista ipersopravvalutato, ad eccezione di Alien e Blade Runner ovviamente). Concordo con Fury Road leader della classifica: filmone della madonna, attendo con impazienza il nuovo lavoro di Miller su Mad Max.

    1. Guarda, io ho adorato The Martian perché è uno dei pochi film positivisti di fantascienza usciti negli ultimi anni.
      Però anche io credo che, a parte rare eccezioni (Thelma & Louise, I Duellanti), Scott dia il meglio di sé in ambito sci-fi.
      Per dire, io ho sempre preferito il fratello

  11. […] qualcosa di incontenibile e meraviglioso, il miglior film dell’anno, c’ha ragione Lucia; e si arrangino quelli a cui non è piaciuto, non sapranno mai cosa si sono persi. E mi sono […]

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