Il mio film di Natale: Rocky IV

ROCKY-4 Regia – Sylvester Stallone (1985)

Ognuno ha le sue tradizioni per il periodo delle feste. La mia è quella di rivedere Rocky IV, che sappiamo tutti non essere affatto il migliore della saga del pugile più amato della storia del cinema, ma con cui ho un legame affettivo così profondo da farmelo considerare, da sempre, il mio preferito.
Dovete sapere che io sono stata indottrinata da mio padre con Rocky. A casa mia, i numi tutelari del grande schermo erano Indiana Jones, Top Gun, Formula 1 – Febbre della velocità e, appunto, Rocky. Adesso, papà e io ci siamo scambiati i ruoli e io l’ho iniziato alla saga infinita di Fast and Furious. Era un favore che gli dovevo, dopo avermi insegnato ad apprezzare il cinema di menare, di correre a bordo di bolidi e di sparare.
Ma per vedere i primi tre film di Rocky in sala ero davvero troppo piccina. Anzi, per il capostipite non ero neanche nata. E così, il sant’uomo mi porta al cinema, nel gennaio del 1986, ad assistere all’epica sfida tra lo Stallone italiano e la Transiberiana. Ivan Drago. Dolph Lundgren, che allora era poco più che ventenne e già enorme. Faceva una paura fottuta, a vederlo così impassibile e spietato sullo schermo gigante. Eppure mi innamorai di lui a prima vista.
Non so spiegarvi bene cosa accadde a quella bambina di otto anni nel momento in cui vide sullo schermo i due guantoni (quello a stelle strisce e quello con falce e martello) scontrarsi provocando addirittura un’esplosione. Ma, come mi ha detto qualche giorno fa un amico, da una visione di Rocky IV al cinema, in tenera età, si esce cambiati.
Papà, se mi leggi, sappi che se hai un’esagitata per figlia la colpa è solo tua. E sappi anche che, quando affronto la salita della Cassia pedalando come un’ossessa, neanche stessi combattendo con un pugile sovietico alto due metri (sì, a volte grido anche: Draaaagoooo!), è a quel giorno al cinema che ripenso. Sempre tutta colpa tua.

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Ma, al di là delle esperienze personali e del valore che un determinato film assume nel corso degli anni, e al netto del filtro nostalgico, come si può giudicare, oggi, un prodotto come Rocky IV?
Prima di tutto come un film figlio della sua epoca e quindi con un contesto che oramai è datatissimo. Becera propaganda, secondo alcuni ed è certamente un parte di verità. Il cinema di quel periodo, soprattutto il cinema americano d’azione, era legato in maniera indissolubile alla situazione politica internazionale e si dice spesso che, dalla fine della guerra fredda in poi, è sempre stato difficilissimo trovare dei cattivi decenti. Che non è poi così vero. I cattivi decenti mancano perché non è più operabile quella distinzione così netta tra bene e male, giusto e sbagliato, che ci faceva sedere comodi in poltrona e fare il tifo per due ore. Non esiste più l’ingenuità tipica del periodo. Noi spettatori non siamo più ingenui e il cinema stesso ha perso l’innocenza.

Ciò che tendiamo a liquidare come bieca propaganda filoamericana era, in realtà, una presa di posizione sentita e sincera in molti casi, anche e soprattutto in quelli più smaccati come Rocky IV. Ecco, l’impressione è che Stallone ci credesse davvero. Ed è così facile, nel 2015, liquidare con un’ironia tanto all’avanguardia un film vecchio e superato e magari non considerare il fatto che, di Rocky IV, una volta spogliato da tutta la retorica (lo ammetto anche io, indigeribile) stelle e strisce, rimane un nucleo fondamentale che, col tempo, si rifiuta di invecchiare e resta potente: l’epica dello scontro tra due uomini che si odiano e vogliono vincere. Un’epica che, nel cinema odierno, sta tramontando insieme all’ingenuità, seppellita sotto tonnellate di ironia, battutine e distacco.

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Perché Rocky è sempre stato, sin dal primo film, un racconto epico e, nel quarto capitolo della saga, raggiunge il culmine dell’epica. Quando Drago e Rocky si incontrano sul ring, la politica, la guerra fredda, le bandiere e gli inni non hanno più alcun valore. Si combatte per la propria vita. Rocky deve vendicare la morte dell’amico e rivale Apollo e Drago è semplicemente una furia scatenata, una macchina per uccidere pronta a rompere ossa e spaccare teste.
In questa brutalità primordiale, evidenziata anche da come Stallone regista decide di effettuare le riprese dell’incontro decisivo tra i due pugili, sta tutta l’efficacia di un film come Rocky IV.
Le botte che vedete sono quasi sempre mazzate vere. Per poco Stallone non ci rimise un paio di costole ed ebbe anche seri problemi cardiaci. Dovettero ricoverarlo d’urgenza e interrompere le riprese.
Tutti i suoni che sentite sono reali. Il rumore dei pugni al viso e al corpo non è stato ricreato, ma registrato da veri combattimenti. Paradossalmente, Rocky IV è il film più realista della saga. È quello più estremo, quello più esasperato, con i due antagonisti che sembrano quasi sovrumani. Ma è anche quello dove, per precisa volontà di Stallone, l’incontro doveva sembrare il più autentico possibile.

A differenza dei  due precedenti avversari di Rocky, contraddistinti da una personalità esuberante, Lundgren volle dare a Drago delle sfumature diverse. Stallone si disse d’accordo e insieme caratterizzarono il pugile sovietico come fosse una specie di cyborg, rendendolo un gigante quasi muto, dall’aspetto intimidatorio, riprendendolo in primi piani strettissimi che ne andavano a sottolineare lo sguardo glaciale.
Drago è descritto come, di fatto, invincibile. Credo sia il solo film dell’intera saga dove persino Adriana dice chiaro e tondo al marito che non può vincere, poco prima che parta per andare ad allenarsi in Russia.

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Non è mai stato così solo, Rocky, come in questo film. Certo, poi Adriana lo raggiunge, Paulie sta sempre lì a fare la spalla comica, e c’è il solito, gigantesco, Tony Burton che lo allena come nel terzo capitolo.
Eppure, nel training montage più bello della storia del cinema, l’eroe se ne sta quasi sempre da solo. Scalerà addirittura una montagna da solo, seminando i due angeli custodi che la polizia sovietica gli ha messo alle calcagna.
Se la struttura della prima parte del film è abbastanza classica e risaputa, nella seconda Rocky IV diventa quasi un film di supereroi, che combattono una guerra per procura su un ring invece che in un campo di battaglia. Solo che la guerra diventa, col procedere dei round, una faccenda strettamente personale. Drago non è un semplice avversario, ma un villain da fumetto e alla fine strilla in faccia a tutto il politburo riunito per l’occasione che lui sta lottando solo per sé stesso.

Si tende spesso a sottovalutare il lavoro di Stallone regista, che dopo Rocky IV non avrebbe più diretto nulla fino al 2006, quando sarebbe tornato a vestire i panni di un Balboa malinconico e stanco, sicuramente ridimensionato rispetto al semidio che vediamo in questo film. Eppure, dietro la macchina da presa, Stallone dimostra di avere le idee chiarissime e non sbaglia un’inquadratura. Spettacolari entrambi gli incontri: rapido e ferocissimo quello che porta alla morte di Apollo, lungo, sofferto, di un’intensità travolgente quello tra Drago e Rocky. Questo è il film più costoso di tutta la saga, e anche quello che ha registrato incassi maggiori, sbancando i botteghini nel 1985.
A distanza di trent’anni, la colonna sonora di Rocky IV è una presenza fissa nel mio lettore, per quando vado in bici. È l’unica a non essere stata composta da Bill Conti (era impegnato con Karate Kid). Al suo posto venne chiamato Vince DiCola, che sostituì le partiture orchestrali del suo predecessore con delle musiche più moderne, facendo grande uso dei sintetizzatori.
Ovvio che il tema storico di Rocky sia inarrivabile, ma la botta di adrenalina che ti dà la colonna sonora scritta da DiCola è mastodontica come uno schiacciasassi. Provate a correre o a fare una qualunque attività fisica ascoltando War e poi ditemi se non vi viene voglia di spaccare muri a capocciate.
Ma tutto il film è mastodontico. Cavolo, persino il doppiaggio italiano è entrato nella storia, con quel “Io ti spiezzo in due” che oramai fa parte del nostro linguaggio quotidiano. E vado ancora oltre: è vero che da Rocky IV si esce trasformati, sempre se si ha la fortuna di vederlo nell’età giusta. Ci si prende una cotta per il cinema e non si torna più indietro. E, ogni volta che ci si siede in una sala buia, è a quei due guantoni che si scontrano esplodendo che la memoria torna. A quell’emozione primitiva ma totalizzante che solo la grande epica può dare.
Buon natale a tutti. Io oggi torno finalmente a pedalare dopo l’incidente. Inutile dirvi che ci andrò con tutta la colonna sonora di Rocky IV sparata a palla nelle orecchie.
E sì, griderò: “Draaaaagoooooo!”

18 commenti

  1. dinogargano · · Rispondi

    Concordo in tutto , americanata commovente della sua trashetudine , tra l’altro ho avuto modo di conoscere uno degli stunt del film ( che lavora come preparatore atletico per la federazione francese di rugby ) e mi ha raccontato diversi episodi gustosi .Uno su tutti : durante una ripresa sul ring Lundgren ha letteralmente alzato da terra , sbagliando il tempo di un montante .., il povero Sly , che gli rendeva 20 centimetri buoni e 40 chili , e lo ha steso per 20 minuti , ossigeno , kit Ambu , ECG ed EEG e il giorno dopo era di nuovo a girare … ma gli girava mezzo metro più distante …

    1. Ma anche Apollo ebbe seri problemi sul ring con Drago. Minacciò addirittura di abbandonare il set😀
      Lundgren era un tipino intimidatorio😀

  2. Il tuo amore per certe pellicole riverbera potente come la forza di un Jedi. Essendo leva 1968 la filmografia di Stallone è stata una delle presenze che hanno forgiato il mio andare al cinema ed è impossibile non rimanere fissi davanti allo schermo coinvolti dai pugni e dall’ epica che probabilmente si coglie più oggi che ieri. Se devo citate il mio film del cuore di Stallone però ti cito il semi dimenticato Taverna paradiso che se non erro è la sua prima regia.

    1. Sì, Taverna Paradiso è l’esordio di Sly alla regia.
      Un gran bel film, anche minimale, se vogliamo definirlo così.
      La sa usare, la macchina da presa, il caro Stallone.

      1. Film minimale, a modo suo, con buoni attori, divertente e ben diretto…
        Tornando a Rocky IV, tra tutte le altre cose (delle quali hai parlato come si deve) ricordo pure -nel momento finale degli applausi- un sosia di Gorbaciov davvero credibile, tanto che all’epoca quasi pensai si fosse addirittura prestato a far da comparsa😉
        Buon Natale Stalloniano (e, finalmente, buone pedalate) a Lei, signora mia!🙂

        1. Sì, la somiglianza era impressionante… Sembrava davvero lui, in persona.
          Buon Natale a te. Missione prima pedalata compiuta!

  3. Ho preso il BD poche settimane fa per farle vedere ad un amico che ignorava questo film che adoro. E’ un collage di videoclip musicali, perchè, come hai detto tu, la colonna sonora è tantissima roba.
    Sostengo che sia un film che racchiude tutto: l’amicizia, la politica e la famiglia
    Notevole davvero!

  4. Yuri de Boah · · Rispondi

    Splendida “recensione”.

    Ma direi di più: splendido racconto.

    Di questo film ricordo soprattutto la seguente frase: “colpisci quello in mezzo”, o giù di lì, cito a memoria e non lo vedo da allora;
    semplice e geniale come l’uovo di Colombo, imho.

    Buon Nasale e buon ritorno alla bici. ☻

    1. “Io ne vedo tre di quelli là”
      “E tu colpisci quello in mezzo”
      “Esatto, quello in mezzo”
      Grazie e buon Nasale anche a lei, dottore

  5. Adesso farò un commento scemo: ma prima della caduta del muro di Berlino sentire in un film americano, le parole che Rocky dice sul ring in Russia, quanto bello è? E’ super iper filoamericano (basti pensare che si alzano i grandi capi russi ad applaudire un americano…) ma è di un romantico che a distanza di 20 anni ancora mi innamora.

    1. Tutto il mondo può cambiare!

  6. Madonna m’è tornata una voglia assurda di rivederlo! Non sapevo comunque fossero mazzate vere. Ebbravo Rocky! Tra l’altro questo è il capitolo che preferisco🙂

    1. Eh sì, son mazzate vere. Il povero Stallone ci è finito all’ospedale😀

  7. Ora si che è Natale❤❤

    1. Ci voleva un po’ di sano cinema di menare natalizio❤

  8. Il regista di Karate Kid e quello del primo Rocky,John G. Avildsen infatti il film a la stessa struttura,Vince De Cola faceva le musiche della serie animata dei Transformer,Rocky iv avevo il montaggio da videoclip,comunque Stallone nel ’85 sbancò veramente anche con Rambo 2(per me un capolavoro nel montaggio e sopratutto Brigiitte Nielsen.
    Comunque l’America vede ancora male i russi hanno replicato Ivan Drago con il wrestler Rusev il bruto bulgaro e la manager Lana(californiana doc) contro John Cena(Rocky) .
    Scusate il post lungo.
    Buone Feste e soppratutto buona pedalata.

    1. Grazie, buone feste anche a te!

  9. Grazie alla tua recensione quest anno e’ diventato il film di natale anche per la mia famiglia io lo vidi la prima volta al cinema l anno di uscita fuggendo dal catechismo
    Buon natale e a risentirci sul tuo blog .

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