Horror Christmas: P2

timthumb Regia – Franck Khalfoun (2007)

Sapete perché siete i miei lettori preferiti? Perché sapete interpretare i miei stati d’animo. Nel sondaggio di mercoledì, gli horror natalizi hanno stravinto e io sono una donna fortunata. Cominciamo quindi una breve rassegna, che andrà online alla come capita e alla come mi gira (del resto, ogni cosa su questo blog è sempre andata così) e che ci accompagnerà da qui fino al 25 dicembre.
Cominciamo con l’esordio del pupillo della premiata ditta Alexandre AjaGregory Levasseur, quel Khalfoun che, nel 2012 avrebbe diretto il remake di Maniac, lasciando tutti a bocca aperta con la mascella slogata. È singolare che, in carriera, abbia messo la firma su così pochi film e che, pur essendo francese come i suoi due amici, sceneggiatori e produttori, abbia lavorato sempre con cast e ambientazioni statunitensi. Siamo tutti in attesa del suo capitolo della saga di Amityville, ma è stato posticipato davvero tante volte e, quando persino Jason Blum ha da ridire, è evidente che ci siano gravi problemi.
P2 ha fatto anche una comparsata nei cinema nostrani. Non vorrei dire baggianate, ma ricordo vagamente che fosse uscito nel periodo estivo. In realtà, il film si svolge tutto durante la notte della vigilia, nel parcheggio sotterraneo di un grande palazzo a New York.
La protagonista, Angie (Rachel Nichols), si attarda a lavorare anche la sera di natale e, quando finalmente riesce a uscire dall’ufficio, scopre che la sua auto non parte. Chiede all’addetto alla sicurezza (Wes Bentley, nel suo ultimo ruolo decente prima di American Horror Story) di chiamarle un taxi e quello la tramortisce, la lega nel suo gabbiotto addobbato come una luminaria e la tiene prigioniera in quella che è la notte più solitaria dell’anno, con nessuno in giro e gli uffici che resteranno chiusi per altri tre giorni.

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Di P2 mi è sempre piaciuto molto il modo in cui la sceneggiatura sfrutta l’ambientazione natalizia senza mostrare, di fatto, nulla del natale. Il film, dopo una sequenza iniziale in cui Angie è nel suo ufficio, intenta a sbrigare le ultime faccende prima di andare via per raggiungere la famiglia a cena, si pianta nel parcheggio sotterraneo e non ne esce più, se non per pochissimi istanti alla fine. Eppure, riesce a cogliere il lato più triste e inquietante delle feste: non c’è niente di più sinistro dei corridoi deserti di un palazzo per uffici ingombri di festoni e lucine colorate. Non so a voi, ma il pensiero di passare in un non-luogo del genere il natale mi spaventa. Khalfoun calca molto la mano su questo punto, giocando di contrasto tra il buio completo dei vari livelli del parcheggio sotterraneo e il gabbiotto del sorvegliante, che costituisce l’unico punto di luce in un pozzo di tenebre fittissime. Le luci rosse e oro tipiche del periodo, intermittenti chiazze di colore che spiccano in un abisso di squallore e solitudine.
Lì, il nostro maniaco incatena Angie a una sedia e mette in scena una parodia della cena della vigilia.

Se il personaggio di Angie è piuttosto classico e anche un po’ stereotipato, quello interpretato da Bentley è invece molto interessante, non tanto perché ci dica qualcosa di nuovo rispetto a migliaia di altri pazzi cinematografici, ma per come ce lo dice. Pensando a quella bomba di Maniac, questo sembra quasi una sorta di prova generale. Non ne condividiamo mai il punto di vista, che rimane sempre quello di Angie, ma il misto di pena e repulsione che proviamo nei suoi confronti è più complesso di quanto possa apparire a uno sguardo superficiale.
Tom, così si chiama il guardiano del parcheggio, non possiede il tipico background del killer. Anzi, non ha un passato e, se ce l’ha, a Khalfoun e ai due sceneggiatori non interessa. Di lui sappiamo che è molto solo, ma lo sappiamo perché lo ribadisce spesso e che, nei confronti della sua vittima e preda, ha un atteggiamento dapprima protettivo e quasi paterno e poi, quando la ribellione di Angie ai suoi piani inizia a metterlo in difficoltà, sempre più aggressivo. Vuole aiutarla, vuole essere suo amico, vuole difenderla dagli altri uomini che la trattano “come una troia”. Verrebbe quasi da pensare che, se non ci trovassimo in un contesto horror e quindi, per forza di cose, esasperato, un tipo come Tom potrebbe benissimo essere un fidanzato “normale”. Di quelli che poi ti spediscono all’ospedale. O al cimitero.
E questo, anche se in forma di metafora appena accennata, dona a tutto il film un tocco molto ambiguo e una dose maggiore di inquietudine rispetto a tanti maniaci tutti faccette da pazzo e ghigno assassino che affollano gli schermi.

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Altro elemento interessante è che nessuno si accorge di quello che sta accadendo in quel parcheggio. Angie riesce a intercettare una pattuglia, ma i due poliziotti chiacchierano amabilmente con Tom, scambiano un paio di battute (uno dei due accenna persino al portarsi una ragazza a lavoro per andarci a letto nel gabbiotto) e se ne vanno, senza voler approfondire o insospettirsi per le numerose stranezze presenti all’interno del parcheggio sotterraneo. A un certo punto, la ragazza chiama persino il 911 e, tutto ciò che trova dall’altro capo del telefono è altra indifferenza.
Khalfoun mette quindi la sua protagonista in una condizione di totale solitudine. Angie è abbandonata dalla sua famiglia (la telefonata alla madre è esemplare), dall’autorità, dal resto del mondo troppo preso a festeggiare il natale per interessarsi alla tragedia che si sta consumando in quel parcheggio. Ed è obbligata a dare fondo a tutte le sue risorse per cavarsela da sola.

P2, per essere un film con due soli personaggi più un paio di comprimari di passaggio, è incredibilmente violento ed esplicito. Violento come lo erano gli horror della seconda metà del decennio scorso, ma senza per questo appartenere al sotto genere del torture porn. L’influenza di Aja si sente nell’insistenza su dettagli macabri, nell’uso abbondante del gore, nonostante a morire siano davvero in pochi. C’è una sequenza in cui un povero disgraziato viene maciullato da una macchina contro un muro che mi ha fatto saltare sulla poltrona all’epoca della prima visione e mi ha fatto lo stesso effetto anche oggi.
Da un punto di vista estetico, sembra un film di Alexandre Aja: c’è quell’eleganza un po’ leziosa nella messa in scena, quella pulizia fotografica che rende nitido ogni minimo particolare (il direttore della fotografia è il fedelissimo di Aja Maxime Alexandre), un gusto geometrico nella composizione dell’inquadratura che sarebbero diventati il marchio della carriera statunitense di Aja. Ma Khalfoun ha, dalla sua, una gestione migliore delle scene d’azione e, al netto degli schizzi di sangue generosamente elargiti, non è mai sguaiato come il suo mentore, quando si tratta di fare a pezzi la gente.

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P2 è un buon film, ha un ritmo alto e si barcamena bene in una situazione statica e tendenzialmente ripetitiva. In fondo, assistiamo per un’ora e mezza ai tentativi di fuga di una ragazza in un parcheggio. E non era semplice rinnovare in continuazione questo schema, senza mai far intervenire fattori esterni, trovando stratagemmi sempre nuovi per tenere desta l’attenzione e fare in modo che il tutto risultasse (più o meno) credibile.
Due attori ben diretti e in forma (né la Nichols né Bentley si sarebbero più ripetuti a questi livelli), che hanno anche sviluppato, tra loro, una stramba forma di inquietante alchimia, fanno il resto.
Ci si può divertire molto vedendo P2. Sono convinta che al cenone del 24 fareste un figurone.

7 commenti

  1. Kara Lafayette · · Rispondi

    Lo hanno trasmesso ieri sera in TV, pensa la casualità.
    Mi spaventò parecchio, la scena che citi è di una cattiveria incredibile. Poi, secondo me, Wes Bentley ha una faccia che si presta bene per gli psicopatici. Saranno le sopracciglia.

    1. Ma davvero lo hanno trasmesso in tv? Non lo sapevo proprio.
      Ma infatti Bentley ha la faccia da matto vero. Non ha neanche bisogno di esasperare molto le sue espressioni.

      1. Kara Lafayette · · Rispondi

        O su Rai 4 o Rai Movie, non mi ricordo, stavo giocando selvaggiamente con Rollo. ^_^
        Difatti in AHS mi sta dando grandi gioie, il giovanotto. A me piace molto, è un bravo attore.

  2. Si in chiaro hanno trasmesso Big Bad Wolves(ottimo),The Woman,Prison Escape(te lo consiglio c’è Brian Cox),Cold in july,Black Death(povero Sean Bean)il film l’ho visto 2 volte il tipo maciullato e quello che ci prova con Angie in ascensore,l’unghia che si stacca(le unghie strappate mi fanno venire dolore),la vecchia barbona che ripete aiuto vogliono uccidermi,Rachel Nichols me lo ricordo nel serial Inside,infine Bentley c’era anche in American Beauty.
    Un saluto Lucia.

  3. Sembra molto interessante, se trasmesso su Rai4 e RaiMovie lo rimandano nei prossimi giorni, tengo d’occhio il palinsesto

  4. I canali digitali Rai trasmettono un bel po’ di cosette interessanti, tra l’altro replicandole pure con una certa regolarità, ragion per cui cercherò di non farmi sfuggire quest’ottimo Khalfoun per la seconda volta…

  5. Yuri de Boah · · Rispondi

    Mmmmh… P2?

    Oggi ho letto i titoli di un giornale e, indovina un po’? È morto Licio Gelli.

    Non è che, un pochettino, gli hai portato sfiga? ☻

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