Ricominciamo – Letture del Mese: Settembre 2015

Smell ebook

La pausa è stata più lunga del previsto. Non per mancanza di voglia, ma perché non sapevo bene cosa farne di questa rubrica. Ho pensato di interromperla perché (ve lo giuro) mi costa una certa fatica, mi imbatto in ogni genere di schifezza e la scrematura che alla fine mi porta alla scrittura del post è lunga e laboriosa. Però continuo a pensare che, nonostante tutto, ne valga la pena e, se grazie ai miei consigli, posso farvi passare qualche oretta di divertimento, tanto meglio.
Però, qualcosina, nel corso di questa nuova stagione, cambierà: cercherò di fare post più brevi ed eviterò di strutturarli a tema, perché è davvero troppo complesso incastrare, ogni volta, una serie di ebook all’interno di un solo genere. Insomma, mi semplifico la vita. Segnalazioni random di cose belle che mi capita di leggere nel corso del mese, rigorosamente autori autoprodotti o case editrici indipendenti, rigorosamente in formato digitale, rigorosamente a pagamento.

91mOe17nmAL._SL1500_Cominciamo con un “debutto”. Il Dio delle Anime Urlanti è il primo ebook di Cristian Leonardi e si tratta di un ferocissimo survival ambientato nei boschi della Valtellina che fa della violenza (anche estrema. Stiano alla larga i deboli di stomaco) il suo punto di forza.
Una coppia in crisi sta cercando di ritrovare serenità e affiatamento con un fine settimana nella loro baita in montagna.
Solo che basta una breve sosta per entrare in un territorio che, nonostante la vicinanza geografica, è distante anni luce dalla civiltà così come noi la intendiamo.
Il Dio delle Anime Urlanti possiede tutte le caratteristiche dell’horror anni ’70 più selvaggio e spietato. Troverete splatter in dosi abbondanti, bifolchi deformi e disgustosi, omicidi rituali e tanto marciume. Ma non solo. Il racconto ci regala anche un paio di colpi di scena inaspettati e due protagonisti che non ricoprono la mera funzione di corpi da passare al tritacarne: sono plausibili, hanno la loro credibilità, delle reazioni molto umane, la crisi che stanno vivendo non è un pretesto, ma è parte integrante dello svolgimento della storia, il vero nucleo della vicenda. Splatter e frattaglie quindi, ma con la giusta dose di approfondimento e senza alcuna faciloneria. L’ebook si trova su Amazon, una cinquantina di pagine per 0,99 centesimi. Se siete amanti di un certo tipo di atmosfere e di un horror dall’impostazione viscerale, non ne resterete delusi, ve lo giuro su Richard Laymon.

81VlS2bMKCL._SL1333_Di Marco Siena parliamo spesso in questa rubrica, ma abbiamo sempre affrontato i suoi lavori di stampo soprannaturale. Questa volta, l’autore cambia genere tenta la strada del thriller d’azione. Ma sempre a modo suo e quindi sempre con i dialoghi fulminei che lo contraddistinguono, sempre con personaggi emarginati, scontrosi, rifiutati dalla società e abbandonati a cavarsela da soli in un ambiente ostile.
Un Posto Tranquillo per Morire è uscito da pochissimo. È infatti disponibile solo da ieri su Amazon alla folle cifra di 1,99.
Parla di tre fratelli disoccupati, senza un soldo e senza alcuna prospettiva futura a cui viene offerto un lavoro come parcheggiatori per una festa organizzata da un riccone russo in un borgo medievale vicino a Presello (e il nome di questo paese, se siete dei lettori di Marco, dovrebbe farvi scattare qualche campanello in testa). Ovviamente, le cose non saranno così semplici come appaiono e, tra insopportabile musica techno, dj strafatti e intelligenti come scimmioni, intrusi poco amichevoli, la serata dei tre fratelli si rivelerà un vero e proprio inferno.
Mi sono divertita un mondo a leggere Un Posto Tranquillo per Morire. Anche se non si tratta (non propriamente) di un racconto dell’orrore, lo stile di Marco non cambia e riesce sempre a tenerti inchiodato alle pagine. La simpatia dei suoi protagonisti è irresistibile, come del resto la loro sfiga cosmica. Ma anche ai perdenti, talvolta, capitano delle buone occasioni. Sempre che non ci lascino la pelle.

81kDUKCGP4L._SL1500_Che ne dite di una bella distopia sportiva? Sì, alla Rollerblade, tanto per citare il titolo più famoso, ma anche come Boston 2010: XXI Supercoppa, fonte di ispirazione primaria per questo affascinante (e anche anomalo rispetto alla sua produzione) racconto di Alessandro Girola, La Finale. 
Come sapete più o meno tutti, a me il calcio piace da impazzire e adoro le storie che parlano di sport. Se poi hanno anche l’elemento distopico, divento una fangirl e non ci capisco più niente.
Il problema maggiore legato a questo tipo di narrazioni è che ultimamente le associamo subito con roba tipo Hunger Games ed è andata a finire che un altro genere “nobile” è stato risucchiato dal gorgo YA.
Ma, per fortuna, esistono sacche di resistenza ed ecco che Alessandro ci regala un bellissimo scenario dove, in una società non troppo distante dalla nostra, devastata dala crisi economica e abbrutita dalla violenza, le masse vengono tenute buone dal Road Soccer, una versione brutale del calcio tradizionale: sette giocatori per squadra (tra cui un cecchino), un pezzo di autostrada come campo, parastinchi chiodati e nessun tipo di regolamento per quanto riguarda falli e scorrettezze varie. Si può morire, durante una partita di Road Soccer. Lo sanno i calciatori (ex star fallite, promesse non mantenute, avanzi di galera e picchiatori vari), lo sanno gli organizzatori e lo sanno gli scommettitori. E si punta proprio su quello, si vuol vedere scorrere il sangue sul campo.
Non vi dico nulla su trama e personaggi: è un racconto breve, si legge in poche ore, ci si esalta, si fa il tifo, ci si emoziona e, se siete appassionati, ci si commuove anche un pochino, perché La Finale va a parare altrove rispetto a Rollerblade. Non è più tempo di ribellioni contro un sistema che ha chiaramente vinto ed è indistruttibile. L’unica cosa che possiamo provare a salvare è la nostra dignità personale.

81sjiq7yuML._SL1500_E, parlando di società che somigliano a delle distopie applicate, di gente che la propria dignità se l’è venduta e di propaganda per tenere a cuccia la popolazione, mi viene spontaneo presentarvi Ombre Elettriche, di Davide Mana, una forma molto particolare di ghost story, senza veri e propri fantasmi e dove il soprannaturale fa capolino dagli schermi televisivi della soap opera “Desiderio Bruciante”, enorme macchina propagandistica del governo cinese.
Cosa succederebbe se, da un istante all’altro, la sceneggiatura del programma iniziasse a modificarsi da sola? Se il messaggio controrivoluzionario arrivasse nelle case di milioni di persone proprio attraverso un prodotto nato per tenere tutti buoni e tranquilli, in linea con l’ideologia dominante?
A chi verrebbe data la colpa?
Anche per quanto riguarda Ombre Elettriche, rivelare qualsiasi cosa su trama e sviluppo sarebbe criminale. Poche pagine scritte come un dossier investigativo e una continua rivelazione, una continua sorpresa, sia stilistica (leggete la postfazione dell’autore), sia narrativa.
Questo racconto è una perla rara, una delle cose migliori che abbia letto negli ultimi mesi. È una storia dell’orrore, sicuramente. Un tipo di orrore sottile come uno spettro invisibile e concreto come i morti di repressione. Ma è anche un giallo investigativo, un raffinato gioco intellettuale, uno sfoggio di cultura enciclopedica mai arrogante.
Ed è, più di tutto, una bellissima storia ben raccontata.
E costa 99 centesimi. Quindi non si capisce che cosa cazzo stiate facendo ancora sul mio blog e perché non siate ancora corsi a comprarlo.
Alla prossima.

5 commenti

  1. È un piacere essere citati in una così buona compagnia.
    Grazie, e felice che la mia storia ti sia piaciuta.

  2. Non essendo ancora riuscito a trovare il modo di scaricare il file sul Mac (secondo me non c’è), e dovendo quindi leggerlo sullo schermo, ogni volta tra i titoli che proponi decido per uno breve 🙂 Questa volta tocca a La finale.

  3. Grazie per le belle parole🙂

  4. Davide, non avevo letto la tua risposta. Inoltre da qualche tempo non riesco a lasciare commenti su questo blog, non so se per colpa di wordpress, mia inettitudine, o malocchio. Comunque, la app Kindle ce l’ho, e posso leggere gli ebook sul Mac. Quello che non riesco a fare è scaricare “fisicamente” il file sul computer, eventualmente convertirlo in epub e quindi leggerlo su un altro supporto (nel mio caso, un Kobo).

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