Wes Craven 1939-2015

3e2afc310b2473748a1b18fe2cc756d0

Non so bene cosa dire. Oggi sarebbe dovuto uscire il post su Deliverance, era già pronto, scritto, programmato per stamattina alle 7.30. E parlavo anche di lui, in quel post. Perché non si può affrontare alcun discorso un minimo serio sul survival horror senza incrociare i suoi esordi.
Ma ho deciso di rimandarne la pubblicazione quando, appena sveglia, ho appreso la notizia. Che è stata una mazzata senza precedenti. Perché io a Wes volevo bene, anche senza averlo mai conosciuto. E si tratta di vero affetto nei suoi confronti, quell’affetto che si può provare solo per qualcuno che, con il suo lavoro, è riuscito a influenzarti nel profondo. Credo sia normale, per chi bazzica il cinema di genere, provare questo tipo di sentimenti così forti nei confronti di registi o attori. È un attaccamento sì alle loro opere, ma non solo. Si tratta di una cosa personale, di un’abitudine a vedere quelle facce, a leggere alcune dichiarazioni. Un’abitudine che si è consolidata quando non era così semplice, come oggi, raccogliere informazioni o notizie sul cinema. Quando ci si doveva attaccare a qualche rivista, a un paio di libri, a un Almanacco della Paura, per sapere cosa stessero combinando i propri beniamini.
Era un attaccamento che ti dovevi, in un certo senso, sudare. E quindi diventava molto, ma molto intenso.
Del cinema di Craven, del suo stile, della sua distanza dalla materia che era solito trattare e che lo aveva reso famoso, del suo essere un regista più colto della media dei suoi colleghi, più intelligente rispetto ai suoi stessi fan e, da sempre, più prigioniero del cinema dell’orrore che suo convinto alfiere, ho parlato fino alla nausea in svariate circostanze. Non ho molto da aggiungere. Posso solo andare sul personale, cercare di spiegare, a voi e ma stessa, per quale motivo oggi sto così male.

tumblr_static_a-nightmare-on-elm-street-behind-the-scenes-004

Per immaginare, scrivere e dirigere un film come Nightmare ci vuole un talento del tutto fuori del comune. E ci vuole anche un certo tipo di sensibilità.
Era il 1984, lo slasher era all’apice del suo sviluppo ed era un genere codificato in maniera estremamente rigida. Craven riuscì ad attenersi al codice e al contempo a scardinarlo. Non era facile. C’è un filo diretto che lega Nightmare e Scream, c’è un filo diretto che lega Nancy e Sidney.
Si tratta del muoversi in territori consueti con un passo diverso. Con un ritmo diverso. E, perdonate se mi ripeto, con una sensibilità diversa.
Craven è stato il primo regista apertamente horror ad avermi dato dei modelli femminili.
Non sto dicendo che sia stato il primo in assoluto, sia chiaro. Sto dicendo che è stato il primo per quanto riguarda la sottoscritta, perché il concetto era chiarissimo, non poteva essere frainteso, andava oltre sottigliezze o equilibrismi. Le protagoniste di Craven non sono final girl. Sono combattenti.
Lo dice la stessa Sidney nel secondo Scream: “Io sono una combattente”.
Non si fa mai caso a questo quando si parla di Wes Craven, alla sua attenzione alle figure di donna rappresentate nei film da lui scritti e diretti.
A partire da Phyllis e Mari, passando per la Ruby de Le Colline hanno gli Occhi, fino ad arrivare a Nancy e a Sidney, ma anche considerando alcuni caratteri di film “minori” o meno riusciti, come Sam in Dovevi Essere Morta, la delicatezza e la profondità di Craven nel mettere in scena personaggi femminili erano caratteristiche molto rare nell’horror anni ’80 e ’90.

Crescere col cinema di Craven ha significato, per me, apprendere che l’horror poteva essere fatto in maniera differente. Che un tranquillo signore laureato in filosofia poteva dare vita a incubi in grado di terrorizzare intere generazioni. E che questi incubi potevano essere narrati adottando un punto di vista analitico, uno sguardo che non si fermasse alla superficie delle cose, ma andasse a fondo.
Ecco, Craven è sempre andato a fondo.
Forse è dipeso dalle sue radici culturali così variegate e molto diverse da quelle del tipico regista dell’orrore. Craven non si è mai accontentato. E anche questo è stato un bell’insegnamento.
Ha diretto e prodotto roba di cui vergognarsi per i prossimi cinquemila anni, ma lo ha sempre fatto perché ne era convinto.

wes-craven-int-excl

E adesso io me ne sto qui a scrivere questo cazzo di articolo e vorrei non dover mai finire, perché non ce la faccio a salutarlo. E una volta che il post sarà chiuso e pubblicato, sarà un addio.
Quasi cinque anni fa, ho aperto ilgiornodeglizombi parlando di Scream 4. Sì, la prima recensione apparsa su queste pagine era di un film di Craven. Il suo ultimo film.
Io ho avuto la fortuna di vedere tutta la saga di Scream in sala. Non me ne sono perso uno. Sono invecchiata con ghostface.
E non dimenticherò mai il primo film, le luci del cinema che si abbassano, lo squillo del telefono e quelle urla che accompagnavano l’apparizione del titolo sullo schermo.
Dopo un paio di risatine iniziali, la sequenza d’apertura del film ammutolì il pubblico. Il silenzio assoluto di quel cinema a Roma è un’altra cosa che non dimenticherò mai.
Tornando a casa, dopo aver visto il primo Scream, mi sentivo come se fossi innamorata. Con tutto il corredo di farfalle nello stomaco e camminata a un paio di metri da terra.
In un certo senso, Wes è stato uno dei grandi amori della mia vita.
E quando qualcuno che ami ti lascia, ti si spezza il cuore.
Un pezzo della mia vita se ne è andato per sempre. Un pezzo importante e quanto sia importante lo può capire solo chi è cresciuto ritagliando da Ciak le foto del set di Scream e attaccandole alle pareti della sua camera.
L’amore per il cinema è spesso amore per chi il cinema lo fa e lo vive. Per chi nutre i tuoi sogni e i tuoi incubi.
Wes di cinema ne ha fatto tantissimo. E ha lasciato un segno indelebile nell’immaginario collettivo.
Ciao Maestro, ciao vecchio, adorabile crapulone. Mi mancherai. Tanto.

34 commenti

  1. meraviglioso tributo. Quando ho letto la notizia stamattina ci sono rimasta di stucco. Mai dimenticherò il mio “primo incontro” con Freddy, e anche io ho visto tutta la saga di Scream al cinema. Addio maestro e grazie.

    1. Io non volevo crederci. È stata una mazzata violentissima

      1. Già… E non è bello tornare dalle vacanze sapendo quell’adorabile crapulone di Wes non è più con noi😦

        1. Orribile…
          Ma ben tornato lo stesso! Mi sei mancato da queste parti🙂

          1. Giuseppe · ·

            Grazie! La mancanza è stata reciproca, eh🙂

  2. L’ho appreso esattamente alle 05:45 e mi sono detto che per l’ennesima volta siamo rimasti orfani…

    1. Sì, è vero… siamo rimasti tutti orfani.

  3. Ho condiviso il tuo post.

    1. Grazie🙂

  4. Ho letto la notizia e sono entrato per scrivere qualcosa, il tuo post è bellissimo.
    Ci siamo cresciuti con questo signore, non possiamo che ringraziarlo. Cheers

  5. Daniele Volpi · · Rispondi

    Ne stiamo perdendo un po’ troppi.
    La Vecchia Guardia si assottiglia, le giovani leve latitano…

    Pace profonda nell’onda che corre…. Wes.

    1. Sì, e poi lui è il primo tra i grandissimi di una generazione molto peculiare

  6. Macchis · · Rispondi

    Il post che non avrei mai voluto leggere… uno di quelli che vorresti non se ne andassero mai. Addio Wes, grazie…

    1. Già… Una tristezza infinita

  7. Yuri de Boah · · Rispondi

    Infinite sentite condoglianze stop

    1. Grazie del suo telegramma, esimio. Stop

  8. l’ho scoperto arrivando a casa e connettendomi.
    se ne va un grande regista, poco da aggiungere a ciò che hai già detto.

    1. Mi è tremata la terra sotto i piedi stamattina

  9. Mi ricordo la prima di Nightmare, al Mystfest di Cattolica trent’anni fa, con Craven in sala a prendersi una marea di applausi. Nonostante fossero anni ancora piuttosto fecondi per l’horror, questo li stracciava tutti. Stanotte l’ultimo quarto di luna somiglierà a un artiglio di Freddy Krueger.

    1. Ecco, tu almeno lo hai visto da vicino… Io avevo sempre desiderato conoscerlo

  10. La casa nera e uno dei miei cult,non so cosa dire visto che aveva un viso coso tranquillo e pacifico in antitesi ai suoi film,dicono che quando muore un proprio “eroe” e un pezzo dell’infanzia che se va a me e successo con Eddie Guerrero,Macho Man,Ultimate Warrior,John Candy.
    Tristezza infinita e buon riposo Wes.

  11. Mitico Wes. Nightmare mi ha terrorizzato come pochi nella mia adolescenza… Non potrei che ringraziarlo di cuore.

    Spero di rivederlo in sogno.

    1. Io intanto stamattina mi sono svegliata con uno strano graffio sulla faccia…

  12. Alessandro Cruciani · · Rispondi

    splendido post, un po’ mi hai fatto emozionare, le pareti con le foto ritagliate da ciak erano anche le mie e per anni Scream è stato il mio horror preferito, forse il film che mi aveva fatto capire che le notti horror non erano solo un passatempo, ma potevano diventare qualcosa di più.

    1. Scream purtroppo ha generato una serie di cloni che lo hanno reso molto impopolare per i fanz dell’horror duro e puro. Andrebbe giudicato a prescindere dalla sua influenza sul cinema al di là da venire.
      Uno dei miei horror preferiti

  13. Tristezza, molta tristezza.
    E anche un po’ di rabbia, al pensiero di tutti i grandissimi “cinefili” che lo hanno sempre disprezzato e che ora si scopriranno tutti commossi e partecipi inneggiando al Maestro perduto. Inutile negarlo, tra i giganti degli anni 70 e 80 Craven è stato quello più maltrattato dalla critica, per via del suo stile poco appariscente (nei primi film per certi versi rudimentale, ma forse per questo assai efficace) e perchè non si è mai voluto considerare un Autore con la A maiuscola (al contrario di Argento, Cronenberg, Lynch ad esempio, che di vaccate ne hanno fatte un bel po’ pure loro ma comunque “c’hanno la poetica d’autore”).
    Blissard

    1. Ah, su questo sfondi un portone spalancato, con me.
      Nonostante tutto, io allo zio Wes l’ho sempre, sempre difeso e amato alla follia. E non solo per Nightmare.
      Ha fatto le sue stronzate, ma le hanno fatte tutti.
      Forse l’unico regista immune ai brutti film di quella generazione è Carpenter. Ma non si capisce come possa avere ancora tanto credito uno come Hooper che ha imbroccato al massimo due film in carriera, mentre Craven è considerato alla stregua dell’ultimo coglione sulla faccia della terra.
      È che tutto ti perdonano i fanz, tranne il successo.

      1. Esattamente!
        Dove ti giri giri su internet è sempre stato un florilegio di denigrazioni nascoste da complimenti (“è quello che ha fatto Nightmare e Scream”, come se fosse tutta qui la sua carriera) o di disprezzo manifesto (un mare di gente sul web – solitamente snob – sostiene che ha fatto un solo film buono, Il serpente e l’arcobaleno), e questo solo perchè Wes non ti fa mai lo svolazzo con la mdp alla Raimi e soprattutto (sacrilegio!) non ti sbatte il discorso politico in faccia ma lo lascia tra le righe (e per questo spesso è più antagonista e ribelle di tutti).
        Ora si scopriranno tutti grandi estimatori, pure i sedicenni che non concepiscono nessun horror precedente a Rec.

  14. Fa piacere leggere tributi come questo e trovarci tanti punti in comune col proprio vissuto, nonostante gli spazi e tempi differenti. A suo modo, Wes ha formato una generazione. Bellissimo post…

  15. Vorrei salutare il Maestro con le parole di un altro Maestro (che come dici tu – e sono d’accordissimo – non ha mai girato un film brutto): fare un film è un atto di coraggio, un coraggio per cui la vita non ti ha mai preparato. È molto duro e molto distruttivo. Ma lo facciamo perché lo amiamo.

  16. l’ho scoperto per caso perché alla tv irlandese facevo uno speciale per tutta la notte. E mi sei venuta subito in mente tu. Questa sera guarderò My soul to take, che è uno dei pochi che non ho mai visto perché mi sembrava meno interessante degli altri. Forse non mi spaventerò ma di sicuro mi commuoverò di brutto.

    1. In My Soul to Take c’è poco da salvare. Ogni tanto si avverte la zampata del Maestro, ma è davvero uno dei suoi film meno riusciti.
      Resta sempre bello leggere nei titoli di testa il suo nome.😦

      1. L’ho visto pure io su Italia 1. Ho superato la mia ormai viscerale avversione al vedere un canale Mediaset. L’ho fatto solo per Wes.

        Il film non m’è dispiaciuto. Ma sì, non è una gran prova. Comunque, ho gradito che non si prenda troppo sul serio.

  17. […] regista scomparso, c’è chi l’ha fatta con superiore cognizione di causa e capacità, Lucia per esempio. Il mio interesse è commemorarlo con l’onestà dell’appassionato e […]

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: