Ciclo Zia Tibia 2015: So cosa hai fatto

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Regia – Jim Gillespie (1997)

Avrei dovuto parlare di un altro film, questa settimana. Ma poi mi è capitato di leggere questo articolo su Bloody-Disgusting che mi ha fatto venire voglia di rivedere uno dei capisaldi della mia adolescenza mal spesa.
Dai, ammettiamolo: tutti quelli che avevano 17 o 18 anni alla fine degli anni ’90 sono stati spettatori degli slasher di quel periodo, alcuni con entusiasmo, altri meno, ma li abbiamo visti e ce li ricordiamo. Per quanto oggi non sia conveniente ammetterlo e ci piaccia fare finta che l’onda lunga sollevata da Scream non sia mai esistita, tocca comunque farci i conti e vedere se c’è, in mezzo a tutta quella rumenta, qualcosa di salvabile.
Avendo compiuto 18 anni nell’ottobre del 1996, io faccio naturalmente parte della Scream generation ed è un’influenza culturale di cui non mi vergogno. O meglio, di cui ho smesso di vergognarmi da un po’, quando mi sono resa conto che non c’era proprio nulla di cui vergognarsi. Se il grande horror degli anni ’80 ha segnato, per forza di cose, le mie visioni casalinghe e infantili, l’horror su grande schermo, quello che si andava a vedere con gli amici per far casino, è e sarà sempre rappresentato dallo slasher alla Kevin Williamson.
Ho detto Williamson non a caso, perché a partire dall’uscita di Scream nelle sale, Craven non ci azzecca più nulla e tutto ciò che è venuto dopo (sequel esclusi) è figlio bastardo del modo di scrivere di Williamson.
Un modo di scrivere oggi obsoleto e che va contestualizzato alla sua epoca di appartenenza (sono passati quasi 20 anni), ma che ha comunque influenzato, nel bene e nel male, una stagione importante del cinema horror.
E la sua influenza prosegue ancora, se si pensa alla serie di Scream prodotta da MTV che, nonostante le sue inutilità, sciatteria e bruttezza (ho visto il pilot, ma vorrei non averlo mai fatto) sta andando bene e sta persino mietendo consensi.

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So Cosa Hai Fatto segue il fenomeno Scream di poco meno di un anno, ma Williamson aveva scritto la sceneggiatura prima di quella di Scream. Il successo interplanetario del film di Craven spinse la Columbia a comprare lo script e a entrare in produzione in fretta e furia, per sfruttare il momento favorevole.
Non molti sanno che So Cosa Hai Fatto è tratto dall’omonimo romanzo di Lois Duncan, uscito nel 1973 e che, se si escludono i nomi dei protagonisti e lo spunto iniziale dell’incidente d’auto, il film segue una strada completamente diversa. Il libro non era uno slasher, e la scrittrice ha sempre dichiarato di detestare la sua trasposizione cinematografica.
Ma tutto ciò che Williamson toccava si tramutava in slasher e i produttori volevano teen slasher, con protagonisti giovani, attraenti, volti conosciuti dal pubblico di ragazzini cui questi film erano rivolti, ma non troppo famosi, così da non gravare sui budget.
Per So Cosa Hai Fatto, viene scelto un quartetto di attori di estrazione televisiva e pronti a sfondare anche su grande schermo: Jennifer Love Hewitt, Sarah Michelle Gellar, Ryan Philippe e Freddie Prinze Jr. Tutti loro, dopo un periodo breve, sono stati (chi più, chi meno) ricacciati in tv.
Il regista Gillespie era un esordiente che, dopo So Cosa Hai Fatto e il suo seguito, non ha più combinato quasi nulla. Secondo Imdb, sta lavorando a un film che pare quasi un remake non ufficiale di Scuola di Eroi.
Insomma, non si può dire che i coinvolti nel progetto abbiano fatto una bellissima fine, se si esclude forse solo la Gellar, ma neanche troppo, a ben guardare la sua filmografia.
Tutte promesse non mantenute. Proprio come i protagonisti del film. Che detta così, suona lievemente inquietante.
Ma non importa: all’epoca era tutto bellissimo, So Cosa Hai Fatto era costato 17 milioni di dollari e aveva finito per incassarne 125 in tutto il mondo, Williamson era lanciatissimo e così il giovane cast e il regista. Sugli slasher si lucrava che era una bellezza e le produzioni si fregavano le mani, consce di aver trovato la gallina dalle uova d’oro.
E, se devo proprio dirvi la verità, non è stato un brutto momento. Io mi sono divertita.

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SPOILER DA QUI IN POI

Invece, rivedere a distanza di parecchi lustri So Cosa Ha Fatto, com’è stato?
Interessante, soprattutto se si ha lo slasher nel cuore.
Prima di tutto, rinfreschiamo la memoria sulla trama: quattro amici che hanno appena finito le superiori e vivono in un piccolo paese di mare vanno a festeggiare l’elezione di una di loro a reginetta di bellezza, ubriacandosi in spiaggia. Sulla strada del ritorno, mettono sotto un tizio che attraversa la strada all’improvviso e decidono di scaraventare il corpo in acqua e far finta che non sia mai accaduto, preoccupati di giocarsi il futuro radioso che, in teoria, li attende.
Un anno dopo, il personaggio della Hewitt riceve un bigliettino con su scritto: “I Know What You Did Last Summer” e comincia la mattanza.

Ci sono un paio di elementi da sottolineare e tutti depongono a favore di un film tremendamente sottovalutato e odiato oltre misura.
So Cosa Hai Fatto ha un set up lunghissimo. Per vedere il primo omicidio, girato poi a montaggio ultimato e quando i primi screen test avevano evidenziato una mancanza di violenza che avrebbe compromesso il successo del film, dobbiamo aspettare circa un’ora. Di solito, questo è un difetto imperdonabile, ma non in questo caso specifico, perché Williamson scrive alcuni caratteri credibili e interessanti e, soprattutto, ce li mostra alle prese con un gigantesco fallimento esistenziale e con la delusione di aver disatteso a tutte le aspettative create al termine della scuola. Certo, Freddie Prinze  Jr. è legnoso e ai limiti dell’insopportabile, ma è anche il personaggio di cui meno ci interessa e che meno appare.
Con intelligenza, Gillespie e Williamson si concentrano sulle due protagoniste femminili e sulla loro amicizia interrotta e danno grande spazio alla Gellar, di gran lunga l’attrice migliore del cast che, da carattere secondario, prende in mano il film e eclissa tutti gli altri.
Farla morire in quel modo è una pugnalata alle spalle. E la sua morte è una scena indimenticabile. Come dice anche il redattore di BD, si tratta di “the greatest chase scene ever put on film“. Non mi sento affatto di smentire un’affermazione simile, per quanto iperbolica. Forse solo la morte di Wendy in Prom Night può vantare lo stesso accumulo di tensione e la stessa potenza drammatica. Tanto più che la Gellar muore a due passi dalla salvezza, dopo aver dato filo da torcere all’assassino per buoni dieci minuti. Avere il coraggio di ammazzare così un personaggio che hai costruito con cura, affinché suscitasse le simpatie del pubblico, non era una cosa all’ordine del giorno negli slasher del periodo e neanche in quelli degli anni ’80. Non lo sarebbe neanche più stata.

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So Cosa Hai Fatto, se si escludono costumi e pettinature, è invecchiato poco e benissimo. Gillespie aveva talento e personalità. Gli piaceva piazzare la sua macchina da presa a filo pavimento e seguire i protagonisti, usava degli ottimi campi lunghi e delle prospettive dall’alto nei momenti più drammatici. Non risolveva tutto in primissimi piani e faccioni del belloccio di turno a tutto schermo. Sapeva dirigere gli attori e cavarne fuori il meglio. Possedeva, inoltre, un gusto per costruire l’atmosfera a discapito del gore che rende So Cosa Hai Fatto più simile a un thriller hitchcockiano che a uno slasher anni ’90.
E la colonna sonora è favolosa.

Poi, certo, ci sono le classiche facilonerie alla Williamson, i dialoghi strizzatina d’occhio, come la battuta su Il Silenzio degli Innocenti, gli stereotipi sparsi a piene mani e un po’ di confusione nella resa dei conti ambientata su un peschereccio. E il finale che apre a un sequel è imbarazzante.
Tuttavia, è un film a cui voglio bene e che mi ha fatto piacere rivedere e riconsiderare a distanza di anni. Dopotutto, in quella stramba stagione, che oggi si tende a nascondere sotto il tappeto neanche fosse uno sgradevole cumulo di polvere, del teen horror anni ’90, qualcosina da salvare la si trova ancora.

13 commenti

  1. Oh bellissimo!😉 Come ti dicevo questo devo proprio rivedermelo, l’estate è il momento giusto per farlo, questo pezzo mi ha fatto salire una discreta scimmia, complimenti😉 Cheers!

    1. Rivederlo mi ha sorpresa e divertita tantissimo

  2. Me lo ricordo bene. Divertente (più bruttino il sequel). Grande stagione quella dello slasher anni 90, o forse sto diventando vecchia e nostalgica?Comunque mi hai fatto venire voglia di ripescarlo…

    1. Il secondo reggeva la prima metà poi andava completamente a rotoli.
      È stato un periodo strano. Magari tra 20 quelli che sono ragazzini oggi si ricorderanno con nostalgia della stagione dei mockumentary. A ognuno il suo

  3. pirkaf76 · · Rispondi

    Sempre di Williamson ricordo The Faculty che grossomodo è dello stesso periodo e che mi piacque allo stesso modo.
    Bei tempi, dai.

    1. The Faculty era davvero pregevole. Uno dei pochi sci-fi del periodo

  4. Giuseppe · · Rispondi

    Io avevo qualche annetto di più a fine ’90 ma me lo ricordo anch’io, non credere😉 Nonostante abbia quasi vent’anni sulle spalle, regge ancora bene la visione e si fa anche perdonare facilonerie, stereotipi e dialoghi scopertamente citazionisti. L’unica cosa davvero stonata (che, per come è stato costruito il film fino a quel momento, non c’azzecca proprio) è quel finale…

    1. Vero, si lascia guardare che è un piacere. È un film molto fresco, non sembrano passati 20 anni.
      Potrebbe divertire chiunque

  5. condivido in toto tutto

    1. Sono felice che questo film abbia i suoi estimatori🙂

      1. l’idea è semplice ma efficace, il cast oltre alla gellar è tutto sommato giusto, la regia funziona … quindi perché non apprezzarlo?

  6. Yuri de Boah · · Rispondi

    “non si può dire che i coinvolti nel progetto abbiano fatto una bellissima fine, se si esclude forse solo la Gellar, ma neanche troppo, a ben guardare la sua filmografia.”

    Purtroppo no.

    Visto il film all’epoca non mi piacque, rivisto un paio di giorni fa mi sono addormentato non prima di accorgermi che Buffy, in questo film, ha le braccia pelosissime e le esibisce non in un contesto qualsiasi ma addirrittura durante il consorsetto di reginetta di bellezzetta; o tempora, o mores.

    Comunque c’è chi ha fatto una “fine” splendida, essendo in questo film il primo (SPOILER) a crepare uncinato nientepopodimeno che:
    http://www.imdb.com/name/nm0301959/?ref_=tt_cl_t7
    L’avranno anche “ricacciato in tv” ma…

    1. Oddio, dal grande schermo a una sit-com idiota, non è proprio una bella fine

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