10 Horror per un anno – Top 10 2014

Keep Calm

E finalmente parliamo di horror. Ne parliamo con estrema allegrezza, perché per la prima volta da quando ho aperto il blog (e siamo al quarto anno insieme) devo rivedere il mio sistema di classifiche: cinque posti non bastano per l’abbuffata di splendido cinema dell’orrore che ci ha riservato il 2014. Ed è una cosa bellissima, questa. Ci sarebbe quasi da entusiasmarsi, se solo io non mi entusiasmassi dal 1979.

Ma questa annata così singolare ci offre uno spunto di riflessione molto interessante per comprendere come si muova e dove stia andando il nostro genere preferito. Leggendo la classifica, vi accorgerete che dei 10 film scelti, solo uno ha avuto una vera distribuzione qui da noi. E vabbè, questo è un classico, penserete. Ma anche altrove, nei paesi civili, l’horror meritevole è rappresentato quasi sempre da  release limitate, video on demand, o roba uscita dritta dai festival che a stento ha annusato l’aria di una sala cinematografica.
Il divario tra il cosiddetto horror mainstream e quello indipendente si fa sempre più profondo e marcato e presto si trasformerà in un abisso. Chi però afferma che l’horror sia morto, sbaglia di grosso. È un genere più vivo che mai, che sta cercando nuove strade e nuovi modi di imporsi a un pubblico sempre più esigente. Un pubblico che non si reca in sala ma trova altrove i suoi film preferiti. E anzi, quasi quasi la sala la schifa, consapevole di quanto sia monopolizzata da robaccia.
Da un lato non sono brutte notizie: apprezzo la responsabilizzazione dello spettatore. Ma non posso fare a meno di notare che il cinema horror stia diventando sempre più un affare di nicchia, distante dal grande pubblico e quindi destinato ad abbandonare la sua natura di intrattenimento popolare. Vedremo come andrà a finire. Per il momento, godiamoci questi dieci film.

Starry Eyes

10. Starry Eyes (Regia – Kevin Kolsch, Dennis Widmyer)
Sono stata indecisa sino all’ultimo se inserire o meno questo film in top 10. Perché di difetti ne ha, compreso un certo schematismo di fondo che ha disturbato non pochi. Eppure Starry Eyes ha una potenza visiva e concettuale di un certo peso. Nonché uno dei personaggi femminili migliori dell’anno. E quindi, beccatevelo al decimo posto. Per un parere più articolato, la mia recensione è qui.

Stage-Fright-slice

9. Stage Fright (Regia – Jerome Sable)
La presenza di un musical in classifica potrebbe apparire strana agli occhi di chi mi conosce e sa della mia idiosincrasia nei confronti della gente che, di punto in bianco, attacca a cantare senza una ragione precisa. Ma Stage Fright è una vera chicca, che dosa con molto equilibrio la componente musicale con quella slasher. E sì, anche la colonna sonora e, di conseguenza, le parti cantate, meritano sul serio. La mia recensione è qui.

Home

8. At The Devil’s Door (Regia – Nicholas McCarthy)
Con due soli lungometraggi all’attivo, McCarthy si presenta come uno dei più attenti e preparati registi horror in circolazione. Il suo modo di rielaborare tematiche classiche, ponendole sotto un’ottica del tutto contemporanea e molto personale, rende questo At the Devil’s Door un prodotto davvero interessante, nonché confezionato alla grande.
A McCarthy ho dedicato uno speciale, che potete leggere qui.

Dead Snow 27. Dead Snow 2: Red vs Dead (Regia – Tommy Wirkola)
Il secondo capitolo della minisaga dedicata dal regista norvegese agli zombie nazisti è una delizia, uno spasso, una gioia per occhi e cuoricini di noi tutti. Dopo l’esperienza hollywoodiana, Wirkola cresce e apprende le dinamiche di una messa in scena professionale. Non più una specie di fan movie, ma un film vero e proprio, ben diretto, ben recitato, con una serie di gag irresistibili e tante invenzioni visive. Ne parlo qui.

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6. All Cheerleaders Die (Regia – Lucky McKee, Chris Sivertson)
Favoloso rape & revenge contemporaneo, narrato però con i toni di una commedia nera, dove McKee e Sivertson frullano una trentina d’anni di storia dell’horror e se ne escono con un film tarantolato. Anche questo non è piaciuto a tutti e c’è chi l’ha trovato sciocco e insulso. Ma forse non si è voluto vedere, sotto la patina di puro divertimento, il nucleo marcio e doloroso di cui McKee continua a parlare dall’inizio della sua carriera. Trovate la recensione qui.

sundown1

5. The Town that Dreaded Sundown (Regia – Alfonso Gomez-Rejon)
Non poteva mancare uno slasher in questa top ten e la creatura di Gomez-Rejon è senza ombra di dubbio lo slasher dell’anno. Questione di stile, soprattutto, di colori, movimenti di macchina, inquadrature, di messa in scena, studiata ed elegante come poche, a coprire qualche magagna di sceneggiatura, certo, ma valida nonché esaltate di per sé.
Solito link per un approfondimento, se vi va.

wolf2

4. Wolf Creek 2 (Regia – Greg Mclean)
Difficile ripetersi, dopo una pietra miliare come il Wolf Creek del 2005. E infatti Mclean non si ripete, ma fa tutt’altra cosa, calcando la mano sul grottesco, e facendo diventare il suo serial killer australiano un’implacabile macchina da guerra. È il momento che Mick Taylor abbia un posto d’onore tra le icone del genere. Se lo merita tutto.
Recensione qui.

Oculus-movie-poster3. Oculus (Regia – Mike Flanagan)
Ed eccoci all’unico film della classifica ad aver beneficiato di una distribuzione degna di chiamarsi tale. Ma, attenzione, perché sempre di cinema indipendente si tratta, anche se con un cast di volti più o meno noti, e con un budget appena superiore alla media. Oddio, a Flanagan sarà sembrato di nuotare nell’oro, viste le sue regie precedenti. Ma non ha sbagliato una sola inquadratura di questo piccolo gioiello. Sono felice di essere andata al cinema a vederlo. Trovate la mia recensione qui.

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2. Honeymoon (Regia – Leigh Janiak)
Una storia d’amore straziante, un’indagine sul concetto di identità, su come sia facile perderla, una cronaca di piccoli gesti quotidiani che cadono progressivamente nell’oblio e un’esplosione finale di orrore carnale. Honeymoon è tutte queste cose, e anche molto di più. Film quasi sconosciuto, eppure fondamentale all’interno del percorso che l’horror sta compiendo negli ultimi anni. Menzione speciale per i due interpreti, giovani prodigi. Come sempre, vi lascio il link alla recensione.

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1. The Babadook (Regia – Jennifer Kent)
Era ovvio e sapevate tutti cosa avreste trovato in testa alla classifica. Del film ho detto già tutto ciò che c’era da dire qui. Ma vorrei che vi soffermaste un istante sulla svolta storica subita dal cinema dell’orrore in questo 2014. Non solo i due migliori horror dell’anno sono esordi, ma sono diretti da due donne. Se mi leggete da un po’, potete immaginare cosa significhi per me questo cambiamento all’interno di un genere che è sempre stato di stretta dominazione maschile. Forse non avremo sempre questa fortuna, ma è evidente che qualcosa si sta muovendo. E forse, sarò costretta a entusiasmarmi sul serio.

Spero abbiate gradito questa top 10. E spero vi siate goduti tutti questi film, o che ve li godiate presto, se ancora vi mancano. Noi ci sentiamo domani per il post dedicato alle anticipazioni e per gli auguri di buon anno.

13 commenti

  1. bella, bella classifica…mi mancano solo i nazisti zombie di Wirkola , forse un titolo che non avrei inserito è quello di Lucky McKee ma

    1. McKee è un mio pallino. E comunque questo è in film molto controverso che ha subito anche delle feroci stroncature. Io l’ho trovato molto coerente con la carriera del buon Lucky, ma capisco che possa lasciare piuttosto spiazzati.
      I nazi zombi sono una delizia😀

      1. E la “squadra zombi” di nerd U.S.A (capaci di essere veri eroi, al momento del bisogno)? E il finale pieno di sentimento e romanticismo?😀😀
        Comunque ti dirò che sì, nonostante la caratura complessiva di tutti i titoli della top 10, mi aspettavo anch’io di trovare The Babadook al primo posto😉 e chissà che, davvero, non sia arrivato il momento che le donne abbiano finalmente più voce in capitolo in fatto di cinema horror…
        P.S. Visto Automata. E confermo che è un vero gioiellino, sci-fi post – apocalittica e “asimoviana” di alto livello sorretta da un’ossatura noir che non distoglie assolutamente l’attenzione dall’argomento principale, anzi portandoci esattamente dove vuole farci arrivare (e NON è un viaggio comodo). Bravo Banderas, brava la Sørensen, bravo Forster e un’altro ruolo azzeccato per McDermott (non dimenticando McInnerny, pure lui stronzo quanto basta)… Bravi anche i robot, resi tecnicamente molto bene e “vivi” grazie a una caratterizzazione e una sceneggiatura di ferro: Ibáñez ci sa fare, e credo abbia ancora molto da dire in campo fantascientifico.
        P.S. Ah, giusto per puntualizzare l’ovvio, qualsiasi pur minimo tentativo di paragonare Automata con Io, Robot di Proyas (che avrebbe meritato di avere tra le mani un soggetto come questo, maledizione) non potrà che essere seppellito all’istante da una lunga pernacchia in Dolby TrueHD…

        1. Sapevo che ti sarebbe piaciuto. Davvero un ottimo film, una sorpresa e un regista che ci toccherà monitorare con estrema attenzione, in futuro.
          Il cinema di genere spagnolo è quello che sta uscendo meglio dal boom di ormai quasi dieci anni fa. Ha rafforzato la sua industria, creato uno star system e dato spazio a tanti talenti, sia a livello registico che di scrittura.
          Felicissima che tu abbia apprezzato.

          1. Giuseppe · ·

            Riesce a fartelo sentire sulla pelle, il pregiudizio e ogni singolo colpo inferto a quei poveri, meravigliosi androidi.
            Per il resto, hai fatto un quadro perfetto della situazione: e per questo, il cinema di genere spagnolo riesce – riuscirà – ad essere internazionale senza perdere la propria identità, scegliendosi i propri partner a testa alta (come in questa coproduzione) e tenendo ferme le proprie idee a livello di regia, soggetti, scrittura… la delicatezza, il sentimento e il travaglio con cui Ibáñez fa evolvere il rapporto umano/vita artificiale fra Vaucan e Cleo non penso proprio l’avremmo trovato facilmente in un analogo film U.S.A. contemporaneo, per dire.

  2. grande stage fright!
    starry eyes e honeymoon finiscono nella lista dei recuperi…
    il mio horror preferito dell’anno però è stato, ancora più del babadook, housebound.
    se non l’hai ancora visto, te lo consiglio.
    se invece l’hai già visto, perché diavolo non è in classifica?🙂

    1. L’ho visto!😀
      Sarebbe all’undicesimo posto, in teoria. Era il film che si è combattuto la decima posizione con Starry Eyes, ma ha perso.
      È gradevolissimo, ma Starry Eyes affronta tematiche più affini alla sottoscritta.
      Stage Fright è grandissimo

  3. Concordo quasi su tutto, in particolare su Oculus e The Babadook, ovviamente. Ho qualche perplessità su “All cheerleaders die”. Qualcuno non l’ho visto (per esempio Honeymoon), ma si sa che tu sei una divoratrice di pellicole molto più del sottoscritto🙂 Buon Anno! (te lo avevo già detto? Non ricordo)🙂

    1. È sempre bello reiterare gli auguri di buon anno😉
      Ecco, Honeymoon sarebbe molto interessante come oggetto di un tuo post. Pensaci!
      E ricambio gli auguri

  4. contesto solo Dead Snow 2 nemmeno vicino al podio.
    Il resto condivido

    1. infatti è lontano dal podio😀
      Non ti è piaciuto?

      1. Nazisti zombi??
        CAZZO CHE Sì !!!

        Per me meritavano quantomeno il Bronzo !!!

        1. Ahahahahahah! Avevo capito il contrario!
          È che le horror comedy non sono propriamente il mio campo!
          Però capisco😀

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