Pucciosità Natalizie: Zanna Bianca

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Regia – Lucio Fulci (1973)

Lo so, qui più che di pucciosità parliamo di traumi. Perché affidare un soggetto all’apparenza per famiglie nelle mani di Fulci significava compiere un bell’azzardo. Eppure Fulci è sempre stato un regista molto versatile. Basta dare un’occhiata alla sua filmografia per rendersene conto. L’unica cosa che il buon Lucio non è mai stato, era proprio un autore per famiglie.
Ma, a ben guardare, e nonostante ormai noi abbiamo un’immagine un po’ viziata di Zanna Bianca, il romanzo di Jack London non è e non sarà mai una faccenda da ragazzini. Comincia con un assedio che pare uscito dritto da un horror e prosegue di violenza in violenza e di morte in morte, con un’atmosfera cupissima, che si stempera certamente procedendo verso il finale, ma resta comunque impressa in misura maggiore rispetto alla conclusione solare e, quella sì, pucciosa.
Lo abbiamo letto quasi tutti da bambini, ma rileggetelo da adulti, come ho fatto io (come faccio almeno una volta ogni paio d’anni) e capirete perché avevate gli incubi.
Detto ciò, il film di Fulci ha poco a che spartire con il romanzo da cui è tratto, almeno a livello di trama. Ne condivide però il senso generale. E lo rispetta molto più di tanti altri adattamenti orientiati quasi del tutto a un pubblico infantile.
Anche se si tratta di un film del ’73, mi sembra doveroso avvisarvi che il post sarà stracarico di SPOILER.

belyy_klyk_zanna_bianca_1973_dvdrip_1200484Era una vita che non si parlava di Fulci in questo blog. Ho pensato che non sarebbe stato male passare la vigilia di Natale insieme a lui. Come se non bastasse, mi sembra anche un modo per omaggiare una grande attrice scomparsa da poco, Virna Lisi, che in Zanna Bianca interpreta il ruolo di Suor Evangelina.
E nelle pucciosità natalizie, a modo suo, anche Zanna Bianca ci rientra: quando ero bambina non c’era Natale in cui qualche rete privata non lo trasmettesse. I miei, la prima volta, lasciarono che io lo vedessi senza porsi il problema. Cominciava con un bimbo eschimese che trova un cane lupo in mezzo alla neve. Bambini e cani. Cosa ci può essere di più inoffensivo?
Certo.
Immediatamente, il lupo che correva sulla neve col futuro Zanna Bianca (Buck, forse una citazione da Il Richiamo della Foresta?) muore. Trauma numero uno.
In seguito si assiste, nell’ordine, a
Gente accoltellata in mezzo alla strada con estrema tranquillità.
Un combattimento molto cruento tra Zanna Bianca e un orso, che termina col povero cane lupo straziato e riverso in un lago di sangue. Trauma con calibro da venti.
Un prete col vizio dell’alcool e con l’abitudine di rubare nella cassetta delle offerte per pagarsi da bere.
Quattro morti violente, di cui la peggiore è quella della ballerina del saloon, sbattuta da un ceffone contro lo spigolo di una scrivania. Il rumore della sua tempia contro il legno penso che me lo ricorderò finché campo.
Ah, e poi ovviamente, Zanna Bianca usa i suoi dentini per sbranare uno dei cattivi. Ma lì si è quasi alla fine del film e, dopo tanta violenza dispensata a piene mani, neanche ci si fa più caso. Ricordo che il film passava incensurato. Non è mai stato vietato ai minori e sono convinta che quelli della mia generazione se lo siano sciroppato un po’ tutti.
Signori, vi abbiamo appena presentato il cinema per ragazzi secondo Lucio Fulci. Ma anche secondo Jack London, che sul connubio ferocia e poesia ci ha costruito la sua carriera.
E allora non ha tanta importanza la fedeltà pedissequa al testo. Non se Fulci riesce comunque a mettere in scena la società senza legge, corrotta e immorale della corsa all’oro, proprio come London l’aveva narrata nei suoi romanzi.

9Zanna Bianca è quasi una scusa per girare un western dove non ci si spara e non si fanno duelli, ma dove la vita umana (e figuriamoci quella canina) ha lo stesso valore che può avere un bicchiere di whisky scadente, quello venduto dal perfido Beauty Smith (John Steiner) nel suo locale. Il ruolo del simpatico cagnolone diventa quasi marginale. E a Fulci interessa di più concentrarsi sui protagonisti umani e sull’ambientazione: una cittadina di frontiera dominata da un criminale senza scrupoli che fa soldi turlupinando i cercatori d’oro e organizzando combattimenti mortali tra cani.
Non a caso (e qui c’è forse il vero, grande tradimento di London) taglia tutta la prima parte del romanzo, dedicata al concepimento, alla nascita e ai primi anni di vita selvaggia di Zanna Bianca, per saltare subito alla sua cattura da parte dell’uomo. Forse per questioni di budget, ma non è un’ipotesi che mi convince. Questo film fu uno dei pochi in cui al regista fu permesso di lavorare con dei finanziamenti decenti. Basta vedere le ricostruzioni in studio di molti esterni per rendersi conto che i soldi c’erano. Per non parlare del cast, comprendente, oltre la già citata Lisi, Franco Nero (all’epoca una star) e Fernando Rey.
Credo si tratti  di tematiche affini. E Fulci, con l’esaltazione della natura ancestrale, non ha mai avuto molto a che vedere. Si è sempre trovato più a suo agio con la grettezza umana. In Zanna Bianca, di grettezza ce n’è a pacchi, mitigata dalla presenza dei buoni che più buoni non si può: Suor Evangelina e il suo ospedale e l’intrepido giornalista Scott, con il compito di portare allo scoperto lo strapotere e i traffici di Beauty Smith. Ai due toccherà cercare di proteggere l’innocenza del piccolo Mitsah (interpretato da una bambina) e del suo amico Zanna Bianca.
E tuttavia, il vero eroe della situazione è il prete ubriacone e vigliacco, e il suo sacrificio in un sussulto di dignità e coraggio, il momento più alto del film.

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Guardare Zanna Bianca è doloroso. Viene da pensare a quello che Fulci avrebbe potuto combinare se solo avesse avuto sempre budget di tale portata, nonché produzioni disposte a dargli carta bianca.
Per una volta tanto nel corso della sua carriera, il regista romano ebbe l’occasione di girare con mezzi all’altezza delle sue capacità. E Zanna Bianca è uno spettacolo per gli occhi: dalla ricostruzione della piccola città, ai costumi, alle splendide musiche di Carlo Rustichelli, tutto grida, finalmente, “cinema di serie A”.
E Fulci si diverte a realizzare scontri tra belve con la macchina da presa che coglie i dettagli delle zanne scoperte e delle ferite che si aprono nelle pellicce di lupi e orsi, inseguimenti a cavallo, scene di massa, sequenze dalla costruzione molto complessa come quella finale, con i due cattivi asserragliati su una diga. Una regia innovativa e pulitissima, per una volta tanto non condizionata dalla povertà e non obbligata a far ricorso a trucchetti dozzinali pur di portare a casa il film.
Già, è davvero doloroso guardare Zanna Bianca e pensare a cosa sarebbe potuto accadere, se solo si fosse valorizzato questo immenso regista tutto nostro.

Ilgiornodeglizombi vi augura buon natale. Ci risentiamo il 27, nella speranza che queste feste passino il prima possibile e non facciano troppi danni.
Sarò del tutto offline in mezzo alle montagne per un paio di giorni. Sì, mi portano in montagna. Sì, mi vogliono morta. Sì, cercherò di sopravvivere solo per il blog.
A presto.

5 commenti

  1. Lancio una proposta per il nuovo anno, raccogliere firme per togliere il nome dei Savoia dalle varie strade e inserire quello di Bava e Fulci.

  2. Cavolo, mi ero completamente scordato che Fulci avesse girato un film su Zanna Bianca °_°

  3. Non l’ho visto ma del povero Fulci,mi ricordo i bellissimi L’aldilà e Non si sevizia un paperino.
    Trivia su Fulci: Eli Roth per la scena della fiamma ossidrica sull’occhio se è ispirato a Luca il contrabbandiere e Shinji Mikami(game designer fino al 4 capitolo di Resident Evil)credendo di andare a vedere Zombi di Romero,vide in realtà Zombi 2.
    Quindi da noi osteggiato all’estero omaggiato.
    Auguri di Buon Natale e felice 2015.

  4. Grande film per ragazzi (meglio se tosti e il meno impressionabili possibile), ma non proprio per placide famigliole… e sì, quanto sarebbe piaciuto pure a me vederlo più spesso, il nostro Lucio, con più soldi a disposizione.
    P.S. Buon natale anche dal sottoscritto, che invece rimane in pianura (e continuerà la lettura de Il Posto delle Onde al suono di quell’eccellente colonna sonora)!😉

    1. Auguri anche a te! Anche se non è proprio natalizio, sono felice che passi queste giornate in compagnia della mia storia

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