Porcherie del mese: Dicembre

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Ed eccoci all’appuntamento mensile che tanto amate, quello dedicato alle schifezze indegne di un post a parte, e per questo compresse in un unico articolo a base di insulti e ignominia. Oggi ci occupiamo di alcuni recuperi, film che mi erano (per fortuna) sfuggiti nel corso del 2014 e che sono riuscita a vedere solo nelle ultime settimane, causa una pausa lavorativa piuttosto lunga. Ma non solo: parleremo anche di inutili sprechi di tempo (il mio) e denaro (frega cazzi, quello è loro) abbastanza recenti, che mi sono obbligata con la forza a vedere sino in fondo solo perché vi voglio bene. E qualcuno un giorno dovrà rendermi merito di cotanto sacrifizio.
Cominciamo con i recuperi e ricordate: si tratta di materiale non adatto a un pubblico sensibile.

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Partiamo con la cazzatona bigotta di Scott Derrickson, incapace di proseguire sulla buona strada indicata da Sinister, e subito pronto a tornare a ciò che lo aveva reso tristemente famoso in ogni angolo del globo: il pippone religioso.
Liberaci dal Male, che ha anche avuto una distribuzione italiana, è l’ennesima dimostrazione, sempre che ce ne sia bisogno, di quanto l’horror destinato a uscire nelle sale sia ormai povera e misera cosa rispetto a quello di natura indipendente. Se l’anno scorso prodotti come The Conjuring, La Casa e, appunto, Sinister, ci avevano quasi illusi di un grande ritorno dell’horror a una distribuzione non solo in VOD o per l’home video, questo 2014 ha spezzato ogni tipo di illusione, facendoci tutti tornare, bruscamente, alla realtà. E la realtà ci dice una cosa fondamentale: l’abisso qualitativo tra le piccole e le grosse produzioni è incolmabile.
Non sono buone notizie. Non lo sono mai quando evidenziano una spaccatura così netta, senza alcuna possibilità di comunicazione, tra due modi di fare cinema talmente diversi da non sembrare neanche più lo stesso mezzo espressivo.
Il film di Derrickson è l’esempio perfetto della degenerazione dell’horror da sala. E non sarà l’ultimo che affronteremo oggi.

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Il sequel lampo del già bruttarello di suo The Purge è un pasticcio innominabile a base di retorica e moralismi da discount. Quando il film è uscito in sala (ci risiamo) nell’agosto di quest’anno, ho sperato che l’impostazione più da B movie potesse salvare l’idea di fondo. Un’idea davvero buona, per quanto inverosimile. Una sola notte l’anno dove qualunque crimine diventa lecito. Se la si accetta e non ci si fanno troppe domande (ma allora io potrei imbottirmi di tritolo e far saltare per aria un quartiere intero. Le forze dell’ordine e il personale medico sono entrambi fuori gioco), potrebbe essere una divertente variazione sul tema della distopia.
E invece no.
Mi dispiace, per un attimo ci ho creduto. Ma no.
Al contrario è la fiera delle idee riciclate male da altri film: dal look rubacchiato ai Guerrieri della Notte, passando per una fuga in una città messa a ferro e fuoco che ricorda Fuga da New York, fino ad arrivare persino al plagio del plot alla base di Hostel, che davvero uno bastava e avanzava e non ci serviva un clone. Il tutto condito da una insopportabile aria di lezioncina su come si sta al mondo così urlata da rendere ogni secondo passato davanti ad Anarchia – La Notte del Giudizio, una vera e propria tortura.

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Chiudiamo i recuperi della stagione passata con un mockumentary, che rappresenta forse la delusione più cocente. Perché è forse l’unico tra i film trattati fino a questo momento dove è possibile intravedere delle idee. As Above, So Below (uscito da noi con il titolo, ma tu guarda un po’, totalmente imbecille di Necropolis – La Città dei Morti) è il settimo film di John Erick Dowdle. Il ragazzo aveva fatto ben parlare di sé nel 2007 con l’inquietante The Puoghkeespie Tapes. Ma poi era finito non si sa come a dirigere il remake americano di Rec, per poi passare nelle manacce brutte di Shyamalan e girare quella mattonata insipida di Devil.
Lo ritroviamo indomito a calarsi nelle catacombe di Parigi, e impegnatissimo a far cercare ai suoi protagonisti (armati di telecamere) la pietra filosofale.
Sì, non preoccupatevi se vi sembra idiota. In effetti lo è.
Però, nello sviluppo del mistero nascosto nelle catacombe e nella rappresentazione non del tutto banale dell’inferno, Dowdle azzecca un paio di scene di impatto. Se non fosse per la risibile situazione di partenza, per l’impasto indigesto tra alchimia, religione e pseudoscienza e per dei personaggi che financo nei direct to vhs degli ultimi anni ’80 erano meno inconsistenti, non sarebbe neanche troppo orrido.
È la meno porcheria del mese, ma pur sempre una porcheria.

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È che con il gotico sudista riescono a fregarmi sempre. Appena vedo ambientazioni sudaticce e paludose, mi precipito sul film. In questo caso è come se mi fossi precipitata a testa bassa contro uno spigolo appuntito. E fossi anche svenuta per la botta, dato che non mi ricordo un solo minuto di Jessabelle. Eppure l’ho guardato, ve lo giuro. Due volte, addirittura. La prima, troncandolo dopo 15 minuti. La seconda, dandogli una possibilità che evidentemente non meritava. Ma non è colpa mia, è colpa della Louisiana.
Opera terza del regista Saw IV e Saw 3D (già… ), nonché montatore di tutti – dicasi tutti – gli altri capitoli della saga peggiore a memoria d’uomo, Jessabelle è un’accozzaglia di ghost story montata da un cane con il delirium tremens, fotografata come un gioco a premi televisivo, e girata come una puntata dell’Ispettore Derrick. Se si escludono le flashate e le inquadrature della durata di un microsecondo, potrei arrivare a supporre che cotanta pietra miliare sarebbe addirittura piaciuta alla buonanima di mia nonna. O forse sarebbe morta precocemente per gli sbalzi di volume disseminati per ogni dove. Non saprei. In Derrick non c’erano…

background

Chiudiamo con il film meritevole del premio “Padre dell’anno 2014”, The Possession of Michael King, a firma dell’esordiente David Jung.
Michael King è un giovane vedovo con figlioletta a carico, nonché filmaker indipendente, che si mette in testa di girare un documentario per dimostrare l’inesistenza del soprannaturale. E così contatta esorcisti, demonologi, sette sataniche, fino a quando tanto va l’idiota al satanasso che ci lascia l’anima de li mejo mortacci sua (scusate la scivolata sul romano).
Il nostro protagonista, simpatico come un pechinese attaccato al fondo dei pantaloni, è così determinato nel portare a termine il suo progetto interessantissimo, da permettere a dei perfetti sconosciuti di:
1) iniettargli droghe di ogni tipo, forma e maniera.
2) legarlo a una croce, cosparso di sangue di gallina, mentre intorno a lui si scatena l’orgia più comica della storia del cinema
3) paralizzarlo con un veleno e poi lasciarlo a marcire in un cimitero.
E l’elenco continuerebbe per un paio d’ore. Ma ho pietà di voi e mi limito ad aggiungere che Michael King ce la mette tutta per lasciare la figlia orfana anche del papà. E non solo, ma espone la povera bambina a pericoli di ogni tipo. Perché lui, distrutto per la dipartita della moglie, elabora il lutto proprio andando a dimostrare, tramite riprese traballanti e telecamere piazzate in ogni angolo della casa, che quello in cui la moglie credeva è falso.
Da una premessa così stronza, non può che discendere un prodotto coglione.

Anche per questo mese, la sofferenza è terminata. Andate in pace e state lontani da questi film.

17 commenti

  1. liberaci dal male è davvero terrificante, e non in senso positivo.
    al confronto anarchia – la notte del giudizio pare un capolavoro, per quanto pure quello non mi sia piaciuto…
    gli altri mi sa che continuerò a risparmiarmeli, che faccio meglio🙂

    1. Sì, non perdere tempo come ho fatto io. Siamo a un livello di porcheria dove anche la più indefessa passione per il genere si scontra contro un muro di imbecillità.

  2. Si concordo, e liberaci dal male è una porcheria vera e buona, da tenere alla larga…the purge a me è piaciuto abbastanza, quindi non lo butterei proprio nel rogo, gli altri non li ho visti🙂

    1. Sarà che quando ho visto la scena dei ricchi che si comprano i poveri da torturare, mi si è slogata la mascella in uno sbadiglio che è durato per i seguenti 50 minuti di film, ma davvero, faccio una fatica bestiale a trovarci qualcosa di buono. 😀

  3. Il genere horror non è di certo tra i miei favoriti, ma leggere le tue stroncature mi ha procurato il primo, vero sorriso della giornata. ;D
    Credo che recupererò le altre puntate shahahah

    1. Questa rubrica esiste apposta per il vostro sollazzo!
      Felice di averti fatto sorridere😉

  4. Ho acceso un cero per la tua sofferenza e ho soffero guardando Blastfighter ……….

    1. Tutti soffriamo. Un cero anche per te!🙂

  5. Oh cinque su cinque mi eran sembrati delle merde e a quanto pare ci ho azzeccato alla grande❤

    1. Se li hai evitati. sei un grande!

      1. i trailer horror degli anni 2000 9 su 10 ti fanno sempre capire quanto fa cacare un film.

        Chiamala preveggenza, chiamala leggere fra le righe, ma, per usare un francesismo, mi fanno ritrarre il pisello dentro se stesso, mi scatenano proprio l’antisesso😄 se ho quella reazione, vuol dire che al 99% è nà merda

  6. Non ne ho visto ancora nessuno, anche se ammetto che i titoli di un qualche interesse per il sottoscritto erano principalmente due: As Above, So Below e Jessabelle (per il resto, d’ora in avanti, finché Derrickson continuerà a dimenticarsi di Sinister io credo che continuerò a dimenticarmi di lui). Così, a pelle, Il primo sembrava perlomeno aver le potenzialità per essere una guasconata divertente in senso positivo, pur partendo dalla non brillantissima premessa della pietra filosofale (e dai, mettici pure dentro alchimia, religione, pseudoscienza, paranormale e paraculaggine se pensi di riuscire a mischiarle in giuste dosi. Però ci devi riuscire, poi), ma leggo che – a parte qualcosa di buono qua e là – il risultato è molto al di sotto delle mie aspettative. Aspettative tradite anche per Jessabelle (non se la gioca esattamente alla grande nemmeno su imdb, vedo)😦

    1. Il meno peggio infatti è As Above so Below, ed è un peccato perché, se scritto meglio, poteva anche essere un bel passatempo.
      Jessabelle è un film così brutto che se dovessero distruggerne ogni copia esistente, il mondo sarebbe un posto migliore.

  7. Visti tutti e sono d’accordo con te, a parte su “As above so below” e “The possession of Michael King”, che non mi sono dispiaciuti poi così tanto. Gli altri erano abbastanza una merda, anche se il peggiore resta il recente “La metamorfosi del male”, che proprio mi ha fatto pena

  8. Il seguito di The Purge invece, a parte i personaggi un po’ mosci e privi di mordente (che non è poco, lo so) non l’ho trovato così brutto. Buon ritmo e decisamente meglio del primo. Riesce comunque (così come il primo capitolo) a non centrare il bersaglio dato dalle ottime premesse della trama, ma da qui alla porcheria il salto secondo me è un po’ troppo lungo. Io lo salvo con una sufficienza. Gli altri, concordo, fanno tutti pena.

  9. Mi inchino a cotanta Zinefilia ^_^
    Dei film citati ho visto solo Purge 2: concordo al 1000% sul giudizio ma il primo film un pochino lo salverei, che cercava di essere meno “Night Warriors” e più “Abbiamo visto il nemico, e il nemico siamo noi”. Pur se zoppicante, il primo film tentava di mostrare che puoi mettere quante barriere vuoi ma il male ti raggiungerà sempre, perché “sono intorno a noi, in mezzo a noi: in molti casi siamo noi” (come cantava Frankie HI Nrg). Poi però è stato talmente brutto il secondo film che ha rovinato di rimbalzo pure il primo!
    Gli altri non li conosco e ora DEVO vederli per poterli stroncare di cattiveria nel mio blog😀
    (P.S. Contentissimo che non ti sia piaciuto “Devil”: credevo di essere l’unico ad averlo introvato insopportabile😛 )

    1. A me del primo ha dato molto fastidio la serie impressionante di voragini logiche disseminate ad arte, come per esempio, la supposta impenetrabilità del sistema di sicurezza della casa, poi annientata in quattro secondi netti con un furgoncino. Inoltre è proprio lo spreco di un’idea forte ad avermi irritata non poco. Ma questo secondo capitolo sì, è molto peggio.
      Per il resto, il mio consiglio spassionato è di farti quattro risate con Jessabelle…😀
      E Devil, mamma mia che due palle!

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