Libri da cinema: una top 5

movies_ruining_the_bookNo, state buoni, non voglio fare la classifica delle migliori trasposizioni cinematografiche. Sarebbe una noia mortale ed è comunque stata fatta una mezza miliardata di volte, prima di me e anche meglio di quanto potrei farla io.
Solo che, in questo giorni, mi è capitato di riflettere sul rapporto parassitario ai limiti del vampirismo che da sempre ha contraddistinto cinema e letteratura. Parassitario e, nella grande maggioranza dei casi univoco, perché le novelizations dei film sono una percentuale minuscola di fronte al saccheggio che la settima arte ha compiuto sulle spalle dei libri dagli albori ai giorni nostri.
E allora mi sono chiesta: esistono ancora libri rimasti immuni alla cannibalizzazione cinematografica?
Domanda retorica. È ovvio che la risposta sia sì.
Di fronte agli adattamenti io ho sempre avuto un atteggiamento molto “laico”, nel senso che raramente mi sono messa a fare paragoni. A volte i risultati sono stati imbarazzanti, ma non tanto per la mancanza di aderenza al testo, quanto per la pochezza cinematografica del prodotto. Puoi essere fedelissimo a un romanzo, ma se il tuo film è una merda, questa fedeltà perde del tutto il suo senso. Oppure puoi tradire, anche in modo clamoroso, il testo da cui prendi spunto e tirare fuori un capolavoro.
Quindi no, nonostane riconosca che molto spesso, come si suol dire, “il libro era meglio”, conferisco una sufficiente autonomia al mezzo cinematografico, nonché la capacità di saper raccontare per immagini in modo magnifico storie precedentemente pensate per altri media.
Detto ciò: quali libri mi piacerebbe vedere trasposti sullo schermo? E a quali registi affiderei l’arduo compito? Vediamolo…hodgsongraphic5. Pirati Fantasma – William Hope Hodgson (1909)
Ho letto questo racconto che ero una bambina e non l’ho più dimenticato. Questa estate, all’interno di una operazione di rilettura di storie marinare e gotiche, l’ho ripreso in mano e mi sono accorta che non ha perso un grammo del suo fascino. Certo, non sarebbe facile da portare al cinema: un regista mediocre metterebbe da parte tutto il non visto e baserebbe la sceneggiatura su una serie di apparizioni improvvise, rendendo palesi gli spettri e mandando alla malora l’atmosfera malsana che circonda la Mortzestus, nave maledetta protagonista del testo.
Ci vorrebbe qualcuno capace di fare della pura suggestione il punto di forza del film, capace di saper giocare con i rumori, le luci, le sagome a stento intraviste. E poi di far cagare addosso lo spettatore nei momenti più concitati, come la scena in cui i marinai salgono in cima all’albero e vengono attaccati da presenze impalpabili.
Per questo credo che l’unico regista ancora in attività a saper dare forma e corpo a questa storia sia (e lo dico sapendo di rischiare grosso), Brad Anderson. È un regista di cui, negli ultimi anni, ho detto peste, corna e vituperio. Ma a cui è sempre mancata una storia decente da raccontare. Non so, ma questa mi pare fatta su misura per lui.

t_siegel-pawpaw4. Swan Song – Robert McCammon (1987)
Romanzone enorme post apocalittico con una miriade di personaggi, a mio modestissimo parere, di gran lunga superiore a L’Ombra dello Scorpione. Anche questo sarebbe un’impresa davvero titanica da trasporre in immagini. Sperando che a nessuno venga in mente di tirarne fuori una trilogia. Andrebbe tagliato, sintetizzato al massimo, forse ne andrebbero stralciati anche alcuni personaggi e bisognerebbe scegliere con estrema accortezza cosa tenere e cosa no. Ci vorrebbe un regista molto attento al lato action, ma con un occhio di riguardo allo spessore dei caratteri e a qualche momento più riflessivo. Soprattutto, qualcuno che non abbia paura di osare con violenza e brutalità assortite. E bravo nel mettere in scena paesaggi apocalittici devastati dall’inverno nucleare.
E sì, io ci vedrei tanto Neil Marshall alla guida di un’operazione del genere. Non accadrà mai, perché questo romanzo se lo sono dimenticati tutti. Ma il suo respiro epico, se adeguatamente riportato su pellicola, ne farebbe davvero un grande film.

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3. The TerrorDan Simmons (2007)
Se non avete letto The Terror (uscito in Italia col titolo piuttosto fuorviante de La Scomparsa dell’Erebus), vi siete persi qualcosa di davvero grosso. La storia (vera) dell’equipaggio di due navi della marina britannica, salpate nel 1845 alla ricerca del Passaggio a Nord Ovest e rimaste intrappolate nel ghiaccio per ben due anni, possiede già da sé un fascino incredibile. Tutti i membri dell’equipaggio sparirono e nessuno venne ritrovato.
Simmons non si limita a ricostruire la vicenda storica (e comunque lo fa da dio, come suo solito), ma inserisce un elemento soprannaturale che va a sommarsi al freddo, all’ambiente alieno e inospitale, alla fame e alle malattie, e rende l’avventura di quegli uomini un incubo tra i più vividi, potenti e visionari mai messi su carta.
L’unico essere umano che potrebbe portare a termine con successo il compito di farne un film, potrebbe essere un Peter Weir in forma smagliante. Il Weir de L’ultima Onda o di Pic-nic ad Hanging Rock.

drivein1w2. La Notte del Drive-in – Joe R. Lansdale (1988)
Tra tutti i romanzi trattati in questo post, è sicuramente il più famoso. Quindi non va neanche introdotto. Sapete che io sbavo per una sua messa in scena come il Re del pop-corn comanda. Per quanto mi riguarda, si potrebbero portare tranquillamente al cinema le tre parti dell’opera di Lansdale separatamente. Magari affidandole a tre registi diversi. A me basta che uno di loro sia Don Coscarelli e l’altro Tarsem. Il terzo lo lascio scegliere a voi.

42981591. Starfish – Peter Watts (1999)
Al primo posto troviamo uno sconosciuto (qui, nel terzo mondo, ovviamente). Peter Watts è un importante autore di fantascienza canadese, nonché un personaggio interessantissimo. E vi rimando al suo sito, se volete conoscerlo meglio. Nel 1999 esordisce, appunto, con Starfish, primo volume della trilogia dedicata ai Rifters.
Chi sono i Rifters? Sono degli esseri umani con gravi problemi di natura psicologica. Sono assassini, stupratori, pedofili, ma anche vittime di orribili abusi. Quando una gigantesca corporazione che governa il mondo (il libro è ambientato in un futuro prossimo) decide di sfruttare i vulcani attivi sui fondali oceanici a scopoi energetici, si scopre che gli unici in grado di sopportare la vita a chilometri di profondità, sono proprio gli indivudui mentalmente danneggiati. E così, viene offerta loro la possibilità di lavorare in installazioni sottomarine. A patto di essere trasformati, con interventi di ingegneria genetica, in esseri non del tutto umani.
Lascio a voi il piacere di scoprire questo splendido romanzo degli abissi, i suoi personaggi borderline, la sua protagonista, Lenie Clarke che si mangia a colazione gran parte dei personaggi femminili della sci-fi contemporanea, i suoi mostri marini, e il segreto orribile che si nasconde nel rift. Sappiate solo che è un viaggio senza ritorno e si resta per sempre agganciati lì sotto, con queste creature il cui corpo si adatta alla perfezione all’ambiente ostile, e che dell’ambiente finiscono per diventare dipendenti.
Purtroppo, il romanzo non è mai arrivato qui. Però l’autore stesso lo ha messo in download gratuito, insieme agli altri due volumi della trilogia. Lo potete trovare qui.
Io l’ho scoperto da poco, grazie ai consigli del solito Davide Mana e non riesco a smettere di pensare a quanto sarebbe bello se James Cameron si mettesse a lavoro tipo adesso su un suo adattamento cinematografico, magari con Rooney Mara nel ruolo principale.

44 commenti

  1. Io voto ancora per Il Canto di Kali.😀

    1. Eh, due Simmons non li potevo mettere! E quel maledetto di Afronosky non ti ha ascoltato e si è messo a fare l’arca di Noè!

      1. Che stronzo.😀

        (ah, io aggiungo Gil’s all fright Diner)

        1. E anche lì, Coscarelli potrebbe dire la sua

          1. Sì, sarebbe perfetto, secondo me.

  2. Giochetto nel quale tutti ci siamo cimentati… scremo la miriade che mi fiocca per la testa e rispondo con post adeguato!

    1. Dai, mi piacerebbe molto che questa iniziativa rimbalzasse per i vari blog amici😉 E ho dovuto fare anche io una scrematura pazzesca. Una fatica che non ti dico😀

      1. Sai che ti capisco…;)

  3. moretta1987 · · Rispondi

    Gran bella lista,The Terror mi manca cosi come il libro di Watts che sembra dannatamente interessante. In quanto ai mieiche vorrei vedere al cinema uno è I Figli della Paura sempre di Simmons che se affidato ad un regista con i controcazzi ne verrebbe fuori un bel film mentre un altro è Lord Tyger di Farmer,mentre lo leggevo me lo immaginavo proprio come film.

    1. A questo punto, voglio sapere a chi affideresti la regia!

      1. moretta1987 · · Rispondi

        Forse sarà strano ma per me un John Boorman in forma come ai tempi di Zardoz e La Foresta di Smeraldo potrebbe fare un buon lavoro con Lord Tyger.

  4. Io voglio che Bad Monkeys di Matt Ruff diventi un filmazzo.

    1. Lo facciamo dirigere a Ben Affleck, amica?

      1. Uhm… Quell’uomo con la faccia da bronzo sa essere un regista sorprendente. Potrebbe essere l’uomo giusto!😀

        Ah, poi io vorrei vedere sullo schermo BitchBlade, magari da Del Toro ^_^

  5. Di Starfish sembra aver preso spunto Ken Levine game designer creatore di Bioshock per la città sottomarina di Rapture e i suoi abitanti.

    1. In effetti ci avevo pensato anche io. Ci sono delle corrispondenze mica da ridere…

      1. Peccato che i seguito alla gestazione e lavorazione e le vendite non eccelse di Bioshock Infinite,a Levine hanno ridimensionato il team e i progetti,ti piacerebbe un film tratto da Deux Ex human revolution (altro titolo dall’eccellente trama).
        Comunque oltreoceano i libri li leggono e prendono spunti per tutti i media,alcune volte tirando fuori perle non da poco.

  6. Il matrimonio del mare e dell’inferno di Adan Zzywwurath, diretto da Carpenter.

  7. P.s. ormai è tardi… domattina pubblico la mia TOP 5

    1. adan zzywwurath · · Rispondi

      magari… adan zzywwurath (saluti)

  8. Oltre a i Pirati Fantasma, di Hodgson mi piacerebbe vedere su adattato su schermo anche La casa sull’abisso (e qui, ora come ora, non mi viene in mente un regista in particolare adatto alla bisogna)… quanto a Simmons conosco meglio la sua produzione sci-fi (vedi I Canti di Hyperion, ad esempio) rispetto a quella horror, per quanto sono convinto che anche quel bestione dello Shrike ci farebbe la sua porca figura, in una trasposizione filmica adeguata (certo, con tutto quello che Simmons mette in campo nella saga, non ci si potrebbe permettere il minimo errore). E per finire sì, nemmeno a me dispiacerebbe la coppia d’assi Watts/Cameron…
    P.S. Come terzo regista per La Notte del Drive-in, ci vedrei bene Raimi. O anche Drew “Quella casa nel Bosco” Goddard, perché no…

    1. Goddard come terzo regista del Drive In è un’idea geniale.
      Qualcuno dovrebbe ascoltarci😉

      1. Joe R.,fatti un giro da queste parti e dicci cosa ne pensi!😉

  9. […] mia sorellina putativa, Lucia, ha dato il la alla mia fantasia in questo stuzzicante e appetitoso post  e sull’onda del meme, colgo il testimone e il gradito invito, presentando la mia personale […]

  10. Alessandro Cruciani · · Rispondi

    fighissimo sto post! mi segno i titoli, Simmons prima di tutti perché dal canto di kali non mi sono più ripreso, mentre landsale mi aveva lasciato un po’ così anche se è decisamente cinematografico😉

    1. Fai anche tu la tua top 5 di libri che vorresti vedere sullo schermo! Dai, che ci divertiamo!
      Anche il Canto di Kali sarebbe un grande film, se qualcuno avesse il coraggio di girarlo.

      1. Alessandro Cruciani · · Rispondi

        Accetto il suggerimento, perché no..anche se guardando la mia libreria e le mie letture recenti mi accorgo di aver letto spesso libri già portati sul grande schermo. Sarà dura, ma mi ci metterò d’impegno..io con ste classifiche mi perdo sempre qualcosa.🙂

  11. Vedere il Drive-In trasposto in film non mi farebbe dormire la notte per l’ansia. Accanto ai registi da te proposti ci butterei lì un James Gunn. O un E.L. Katz, chissà.

    1. Adesso però voglio sapere la tua lista😀

  12. Per Simmons, Hodgson e Lansdale dico anch’io “magari!”. Gli altri non li conosco, cercherò.
    A caldo, mi piacerebbe tanto vedere “A choir of ill children” di Tom Piccirilli (per le atmosfere “swam and madness” che mi piacciono tanto), “Exquisite Corpse” della Brite, “Rustication” di non mi ricordo chi e ta-da… la saga di Magdeburg, che privata della prosa di Altieri si presta bene a una bella trilogia storica e il casting glielo scelgo io.

    1. Fossi in te, e sempre se ti interessa la fantascienza sottomarina, un’occhiata a Starfish la darei perché è un romanzo davvero audace e originalissimo, considerando che ha una quindicina d’anni sul groppone.
      Exquisite Corpse mi piacerebbe tantissimo vederlo sullo schermo. Certo, non è facile, ma con un bel regista, ci sarebbe da divertirsi

  13. Per il terzo episodio de La Notte del Drive-In scelgo Stuart Gordon!!!

  14. Daniele Volpi · · Rispondi

    Raga, dopo quello che è successo con “Watchmen” stiamo molto, molto attentini a quello che chiediamo… Potrebbero ascoltarci, ma il risultato non essere quello che ci aspettavamo…

    Pace profonda nell’onda che corre

    1. Watchmen non esiste, Watchmen non è mai stato girato, Watchmen è solo il parto dei nostri incubi peggiori.

      1. Daniele Volpi · · Rispondi

        Diciamo che qualcuno ha dimenticato parte del girato che doveva finire press’appoco nel 1mo tempo (hanno completamente eliminato la storia piratesca dei Racconti del vascello nero, maledetti): poi si sono ubriacati e lo sceneggiatore gli ha fatto girare uno dei suoi temi delle scuole elementari…

        Te l’ho detto, potremmo avere quello che chiediamo a gran voce!

        Guillermo, adesso che hai finito con quel piedone malefico, ce lo fai o no “Le Montagne della Follia”? Oppure no? Grunt!

        Pace profonda nell’onda che corre

  15. Dunque, io a Tarsem lascerei il terzo Drive-In (con quegli scenari apocalittici si divertirebbe tantissimo) e a Coscarelli il secondo, che ha un ritmo più ruspante. Per il primo non propongo un regista ma uno scrittore-regista: il buon vecchio Clive Barker, così, già che c’è, gira pure un corto per il suo ‘Figlio della celluloide’, sarebbe un ‘double feature’ mica male.

    1. Forse hai ragione… Tarsem è il più visionario di tutti. E io pensavo di essere la sola ad apprezzarlo!

  16. Quanto alla top five, ne propongo una tutta composta da racconti (per i romanzi mi unisco al plebiscito per ‘Il canto di Kali’ ma sui due piedi non mi viene in mente un regista vivente al quale affidarlo):
    1) ‘Nel deserto Cadillac con i morti’ di Lansdale girato da Rob Zombie
    2) Un film a episodi tratto dai ‘Libri di sangue’ di Barker girato da tre under 40 di nazionalità diverse: un francese (Aja?), un italiano (Picchio?) e un americano (Wingard?)
    3) Un film a episodi tratto dai racconti gotici di Buzzati per un grande ritorno all’horror di Pupi Avati.
    4) Un trittico lovecraftiano non legato al ciclo di Cthulhu: ‘I topi nel muro’, ‘Il segugio’ e ‘L’estraneo’, tutti girati da Lorenzo Bianchini con a disposizione un budget serio.
    5) Un ultimo trittico di racconti di Montague Rhodes James, questa volta riadattati e ambientati ai giorni nostri, anche a rischio fetecchia, da Balaguero, Shimizu e Ti West.

    1. Bellissima cinquina!
      Soprattutto per quanto riguarda Lovecraft affidato a Bianchini.
      L’unica cosa che mi risulta un po’ indigesta è Eob Zombie, a cui non riesco più a dare un minimo di credito…

      1. Neanch’io amo Rob Zombie (i motivi del successo di ‘House of 1000 corpses’ mi sono sempre sfuggiti) ma faccio un’eccezione per ‘The Devil’s Rejects’, le cui atmosfere mi hanno fatto pensare che se la potrebbe cavare con il Lansdale più esagitato. Ad ogni modo ho raccolto l’invito a estendere il gioco ma a modo mio: una top 6 di tascabili italiani anni ’60/’70 e sei registi di genere che ne avrebbero tratto dei filmoni: https://fumettietruschi.wordpress.com/2014/12/09/tascabili-al-cinema-una-top-6-immaginaria/

  17. Grazie per il 3 e il 4, messi in lista, mi ci voleva qualcosa al sapor di salsedine.

  18. […] avuta la mia amica Lucia, che sta giù nel braccio femminile del Blocco C della Blogsfera: un elenco, una top five di cinque libri da cinema. No, non di cinema, da cinema – nel senso di cinque libri che verrebbero bene se tradotti in […]

  19. […] di questo post nasce da quello dell’amica Lucia nel suo IIgiornodeglizombi, ovvero immaginare trasposizioni cinematografiche da libri che secondo noi ne dovrebbero meritare […]

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