Di blog che chiudono, film di merda e altre nefandezze

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Lo scorso fine settimana è successa una cosa molto spiacevole: Strategie Evolutive, il blog di Davide Mana, ha chiuso. Le motivazioni le trovate qui e qui. Provate a leggere con attenzione e a comprendere le cause profonde che hanno portato alla chiusura di uno dei blog più interessanti mai esistiti.
Perché dalle reazioni (facilmente individuabili nei tanti commenti ai due post) mi è sembrato che tutti si concentrino su due fattori molto periferici, e non sul nucleo centrale della questione.
Davide non chiude perché il suo articolo su quel grandissimo film di High Sierra ha totalizzato poche visite. Quella semmai è la proverbiale goccia, la cosa che ti spinge a credere che il tuo lavoro sia diventato inutile. E non chiude nemmeno perché vuole i vostri soldi.
Chiude per non affondare nel mare di escrementi, urla belluine, idiozia dilagante e indifferenza ostile in cui si è trasformata la rete (soprattutto italiana) negli ultimi anni.
Proprio oggi, Plutonia Experiment pubblica un post sulla chiusura di Strategie Evolutive. Per mia e vostra fortuna, non si tratta di un necrologio o di un coccodrillo, dato che Davide è in forma smagliante sul suo blog inglese Karavansara. Non ci sono da fare lamentazioni funebri, o piagnistei vari. C’è invece da riflettere su quando, esattamente, ci siamo ridotti in questo modo: “le nuove leve cercano siti in cui la gente parla della prima volta che si è cagata addosso, video di tizi che scoreggiano sui passanti, top 10 del genere “perché gli uomini con la barba hanno il pisello piccolo” e – ovviamente – tette“, scrive Alessandro.
E se, forse, settori meno di nicchia dei nostri (letteratura e cinema di genere) si salvano in parte dal tracollo, in questa zona grigia dove ci si occupa, in maniera molto generica, di “fantastico”, l’atmosfera si è fatta davvero pesante.

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Quando ero ragazzina, la domanda che più di frequente mi veniva posta, riguardo ai miei gusti, era: “ma come fai a guardare quella merda?”. Ci scrissi anche un post, qualche tempo fa. Che neanche linko, perché è irrimediabilmente superato e datatissimo. Perché, con mio enorme rammarico, gli eventi hanno finito per dare ragione a chi mi faceva quella domanda.
Continuare a discutere di fantastico (che sia horror, fantasy, fantascienza, non ha molta importanza, non in questa sede) in maniera seria e argomentata assomiglia sempre di più ad andare vestiti in abito da sera in un recinto di maiali. È del tutto fuori luogo e si finisce per sporcarsi e puzzare.
Anche su questo blog, il mio, che di certo non ha grosse pretese intellettuali, basta dare una rapida scorsa alle statistiche, andando a cercare le chiavi di ricerca più gettonate e i post più letti per farsi venire voglia di sbaraccare tutto, fuggire in Nuova Caledonia e darsi alla pesca di telline.
Certo, si può smettere di guardare alle statistiche, si possono chiudere i commenti, ci si può fortificare dentro ai nostri blog e dimenticare che una delle funzioni più belle di strumenti del genere è proprio l’interazione. E insieme a essa la discussione. È una scelta lecitissima, che io non riesco a fare, ma potrebbe essere una strada.
Oppure, si può tenere in vita l’animale morente fino a quando non si è troppo stanchi di sguazzare nel letame e, per impiegare il proprio tempo (che è sempre poco) in maniera più proficua, chiudere e passare ad altro.
Che è la decisione più vicina al mio modo di essere: quando mi accorgerò che sto parlando da sola come quei matti che predicano in mezzo alla strada, chiuderò anche io. Quando non ci sarà più nessuno in grado di leggere due righe messe in croce e, anche per sapere l’ordine delle lettere dell’alfabeto, avrà bisogno di un tutorial su youtube, quando si comunicherà esclusivamente per foto con didascalie e si andrà al cinema solo per il gusto pornografico delle esplosioni, i blog cesseranno semplicemente di esistere.
Davide non ha fatto altro che anticipare un processo irreversibile, almeno qui da noi.

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E nel mentre? Si può fare qualcosa per rallentare, almeno, questo processo?
Non saprei. Forse si può cercare di non abbassare il livello.
Intendiamoci: parlare di film commerciali in maniera non demente è difficile. Chiudersi solo nel circuito ultra indipendente non è una soluzione. Bisogna mettersi a fare lo slalom tra gli svariati film di merda e cercare di individuare il buono che ancora si trova. Non soltanto in produzioni a budget infimo realizzate nel cortile di casa del regista, quelle in cui per forza sei libero di esprimerti come vuoi, dato che non esistono obblighi di alcun tipo. Io credo, continuo nonostante tutto a credere, che si debba andare a scavare nella cosiddetta via di mezzo. Sono convinta che parlare di cinema di intrattenimento abbia ancora un senso. Un cinema che non sia strutturato solo per un pubblico di decerebrati, ma che nemmeno voglia escludere per snobismo o intellettualismo eccessivo una fetta di pubblico piuttosto ampia. Divertirsi guardando un film (o leggendo un libro) non è un peccato mortale. Fare un discorso critico serio e documentato su prodotti di intrattenimento dovrebbe essere un atto dovuto. Perché tra lo sparare a zero su tutto ciò che non è d’autore, o rivolto a una nicchia ristrettissima, e al contrario, esaltare l’esibizione muscolare cinematografica fine a se stessa perché siamo qui solo per divertirci e spegni quel cazzo di cervello che tanto è un organo sopravvalutato, esiste ancora un vuoto gigantesco, che può essere anche interpretato come un altrettanto gigantesco spazio di manovra.
Ed è in quello spazio che risiede questo blog. È sempre stato lì e da lì non si sposterà mai.
Ed era lo spazio in cui, in altri ambiti,  con un altro stile, e con altri intenti, risiedeva anche Strategie Evolutive: parlare di letteratura fantastica, di intrattenimento, divertente. E farlo in maniera tale da non mortificare l’intelligenza dei lettori, mantenendo sempre un livello altissimo di contenuti, spunti e riflessioni.
E tutto questo mi mancherà, devo ammetterlo. Per quanto rispetti e condivida anche la scelta di Davide, mi mancherà l’appuntamento quotidiano col suo blog.
Ma la chiusura di Strategie Evolutive dovrebbe spingerci a pensare a cosa vogliamo leggere tutti i giorni quando accendiamo il pc o lo smartphone. Sempre che ancora qualcosa vogliamo leggere.

23 commenti

  1. Temo che se davvero (cito Alessandro) “… le nuove leve cercano siti in cui la gente parla della prima volta che si è cagata addosso, video di tizi che scoreggiano sui passanti, top 10 del genere “perché gli uomini con la barba hanno il pisello piccolo” e – ovviamente – tette“, allora ci sia poco da fare. In effetti la rete offre un sacco di stupidaggini che, entro certi limiti, ci possono anche stare. Ma se diventano l’intrattenimento totale allora che Dio ci aiuti. E’ come grattarsi il naso: se lo fai due o tre volte al giorno è normale, 50 volte è un tic, 1000 significa che soffri di autismo (o di scabbia).
    Personalmente devo dire che raramente sono riuscito ad avere su internet un confronto sereno. Di solito il leit motiv che ho letto o con il quale mi viene risposto è: non ci sono regole, ma è come dico io. Cosa che, come si capirà, non incoraggia lo scambio costruttivo. E’ uno dei motivi per cui intervengo sempre meno. L’alternativa è assuefarsi a far parte di coloro che cercano un rapporto barba/uccello. Cosa interessantissima, ma che preferisco evitare.

  2. Grazie per la commemorazione, Lucia🙂
    In questi giorni – lo dicevo pochi minuti fa con l’amico Fabrizio Borgio – sto vivendo quella fantasia adolescenziale classica, il poter assistere al proprio funerale.
    Fa uno strano effetto, ma si imparano un sacco di cose.
    Ma parliamo di cose serie.
    A me piacerebbe davvero tanto che gli appassionati di fantastico dessero il meglio – il problema è che quando dico una cosa del genere mi sento rispondere “ma cos’è il meglio?”
    Ecco, se non sappiamo neanche più cosa potremmo dare di buono, allora è finita.
    Considerare il pubblico come composto da idioti è una sconfitta.
    L’accettazione dell’idiozia come propria condizione naturale da parte del pubblico è un’altra sconfitta.
    Riguardo al vuoto intermedio del quale parli, sono perfettamente d’accordo – è un amplissimo spazio di manovra, ci si possono fare un sacco di cose divertenti.
    E quindi, facciamole😉
    Ora scappo, che sta per cominciare la mia orazione funebre, e non me la voglio perdere
    [e svanisce su una lunga nota di theremin, con una risata alla Vincent Price]

  3. Quella di cui parlate purtroppo è una triste verità. Sul mio blog ad esempio, dove bene o male cerco di parlare di cultura (anche se spesso popolare) giapponese, l’unico post che ha avuto buoni riscontri è quello su un ristorante italiano in Giappone che ha una bestemmia sull’insegna -_-‘

    1. Per quel che vale, però, io ho conosciuto il tuo blog, e ora vengo a vedere.

      1. Grazie!
        Spero non il post sul ristorante blasfemo😉

        1. 🙂 no, tranquillo.

  4. Comprendo i motivi della chiusura del blog, ma non li accetto. Voglio dire da quando ho iniziato a navigare e a scambiare opinioni con gente mai vista e che mai vedrò, lo spessore e la caratura dei discorsi è stato un continuo calare. La mia prima connessione è avvenuta intorno al ’93-94, e quelle poche persone che c’erano in rete (tra cui tu, Lucia), ti permettevano di scambiare opinioni su tante cose a un certo livello, poi internet è diventata di tutti e oggi si vedono gli effetti. Ma questo non significa che bisogna chiudere per una mancanza di qualità (e/o di quantità), allora il mio blog avrei dovuto chiuderlo 1 volta al mese (o alla settimana) eppure continuo come un folle a scrivere 3 articoli alla settimana. Perché in qualche modo bisogna tentare di arginare quell’entropia che coinvolge il tutto, arrendersi non ha mai senso.

    1. Rispondo qui perché da tre giorni mi si parla di resa.
      Ma perché, resa?
      Non ha forse osservato Sun Tzu …
      “Se diventa evidente che il susseguirsi degli eventi porterà alla sconfitta, allora ritirati e riorganizzati. Quando la tua parte sta perdendo, rimangono solo tre scelte da prendere: arrendersi, trovare un accordo, o scappare. La resa è la sconfitta completa, l’accordo è mezza sconfitta, ma la fuga non è sconfitta. Fino a quando non sei sconfitto, hai ancora una possibilità.”
      Ritirarsi non è arrendersi – a volte serve tempo per riorganizzarsi e proseguire in maniera più efficiente.
      E solo chi ha altri da sacrificare al posto di se stesso può permettersi di resistere a oltranza.

      1. Ma allora non è un funerale, è un sepoltura prematura (volendo citare Poe), in realtà vuoi creare un effetto fenice… attento però a non scottarti tu stesso. Io personalmente inizio a vedere una nuova svolta qualitativa nell’ambito della produzione visiva non più solo cinematografica e questa cosa mi incuriosisce parecchio.

        1. Io sono rimasto incuriosito dalla quantità di persone che, non avendo alcuna familiarità col mio blog e senza conoscermi, negli ultimi dieci giorni hanno scoperto e rivelato ciò che voglio in realtà, cosa penso, cosa progetto, cosa ho intenzione di fare.
          Di solito sempre presupponendo una malafede di fondo.
          Tutti telepati, e per di più malfidenti😉

          1. Ma è naturale, qui si lotta per sopravvivere, c’è un concorrenza spietata per poter diventare famosi come la tipa di giallozafferano. Ma è sempre stato cosi, il virtuale sopperisce quello che manca nel reale, in tutte le sue forme. Ovviamente questo detto in buonafede e senza doppi sensi.🙂

  5. Io non riesco a preoccuparmi troppo del fatto che la maggior parte degli utenti cerchi stronzate su internet, né me ne lascio condizionare. La maggior parte dell’umanità è sempre stata composta da mentecatti e analfabeti funzionali. Solo che adesso con internet si nota. E negli ultimi anni si notà ancora di più per il boom dei dispositivi portatili. Tutto qua. Il mio forse è un discorso generale che non c’entra molto con le ragioni (personali e rispettabilissime) per cui Davide ha chiuso il suo blog. Ad ogni modo, occuparsi in modo intelligente di argomenti di nicchia, come faceva Davide, come fa Lucia, come proviamo a fare io e altri blogger che commentano qui nel nostro piccolo, significa sempre rivolgersi a un pubblico limitato. Che può essere composto da migliaia o da decine di persone ma sempre limitato è. E, almeno dal mio punto di vista, credo che la conclusione sia per quasi tutti che si resiste finché ci si diverte.

  6. Il gigantesco spazio di manovra deve rimanere a disposizione di chi sa manovrare…non vedo modo migliore per contrastare l’avanzata delle nuove leve (anche se, intendiamoci, è più che comprensibile l’attraversamento di momenti di abbandono e sconforto). O per tenere a bada i due tipi di feccia (la snob e la decerebrata) che occupano abusivamente gli estremi di quello spazio…

  7. Scusate il ritardo, ma ero a lavoro e più che approvare i commenti in moderazione, non sono riuscita a fare. Cerco di rispondere più o meno a tutti insieme, portando un po’ di cifre a sostegno della mia tesi: questo post ha totalizzato il record assoluto di visite da quando ho aperto il blog, per non parlare delle condivisioni. È come se molti lettori, quando sentono l’odore del sangue, si fiondassero a leggere, mentre quando al contrario si cerca di parlare delle cose che ci piacciono, sonnecchiano.
    Davide, nel suo commento parla di dare il nostro meglio in quanto appassionati di fantastico: io credo che il nostro meglio risieda nel cercare e nel pretendere post che alzino il livello della discussione, nel non fermarci al semplice “questo film mi fa schifo, questo film è una figata”, nel cercare cose nuove e nel riscoprire la bellezza di quelle vecchie, senza cadere nell’assenza di memoria storica da un lato o nella nostalgia fine a se stessa dall’altro.
    Quindi parlare di cose che ci piacciono.
    E delle cose che amiamo, prendendole sul serio, ove è possibile.
    E nel non accontentarsi mai.

    1. Assolutamente d’accordo. Spesso davanti a recensioni/commenti/valutazioni/impressioni – fossero positivi o negativi – ho chiesto di spiegare i motivi del giudizio, ma quasi mai ho avuto risposte che non fossero: leggilo, guardalo, è inutile parlarne. Io credo sia importante motivare, pur senza diventare noiosi o pignoli. Diversamente sarà sempre e solo tutto un “secondo me, secondo te”.

    2. Hai espresso quello che intendevo a proposito del saper manovrare…perché se non si fa così, non se ne esce.

  8. Alla fine penso che quello che spinge a scrivere o discutere di qualcosa di che ci piace, se non è per motivazioni economiche, è per passione.
    Finchè quella molla esiste e la fiamma brucia, scriveremo discuteremo c’incazzeremo e ci appassioneremo a quello che facciamo sui nostri Blog.
    Poi può capitare che arriva il giorno che dici “mmòbbasta” e chiudi bottega.
    Nel frattempo, accudiamo i nostri orticelli e scambiamoci opinioni e commenti su come farli crescere e rendere proficui (anche dal punto di vista culturale e intellettuale) le nostre creature

    i miei #5cent

  9. Complimenti a Mana che chiude il blog perché in giro c’è troppa cacca, e… contribuisce a far aumentare la cacca ancora di più.

    Io la vedo come una fuga ingloriosa, mi dispiace.

    1. Credo si tratti solo di una scelta. Non è che ogni volta che rinunciamo a qualcosa lo facciamo per fuggire. A volte lo si fa anche per cambiare, per rinnovarsi, per riflettere.

    2. Il punto è che tenere un blog non è un atto dovuto a nessuno.
      Tenere o meno un blog è una scelta. E quando uno si stufa, è liberissimo di chiudere, senza parlare di gloria o altre cose.

      1. Se ghiudi perché non hai più lo spirito di continuare però non apparecchiare scuse su di chi è la colpa😉

    3. Ricevere dei complimenti fa sempre piacere, così come essere soggetti di un’analisi tanto attenta ed approfondita da parte di un lettore assiduo ed un commentatore frequente ed attento del mio lavoro.
      Il fatto che la mia fuga ingloriosa stimoli alcuni a contribuire in maniera così costruttiva e intelligente al miglioramento della rete per me è un trionfo, ed una conferma.
      Grazie.

  10. e intanto con questa storia davide sta diventando più discusso degli U2 dopo che hanno lanciato il loro ultimo disco con la Apple. complimenti a lui per la (involontaria?) geniale campagna di marketing🙂
    un segno che il mondo dei blog è – per fortuna – ancora più vivo e vitale che mai.

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