Under the Skin

under-the-skin-poster
Regia – Jonathan Glazer (2013)

SPOILER COME SE GRANDINASSE

Sì, lo so, sono in un ritardo mostruoso rispetto ad altri blogger e rispetto alla velocità con cui un film esce in sala e viene immediatamente dimenticato già poche settimane dopo, per essere sostituito da altri interessi, da altre discussioni, da altri prodotti su cui litigare e scannarsi.
Ma io, dopo aver visto Under the Skin, ho avuto bisogno di rifletterci bene qualche giorno. Non perché il film sia di difficile comprensione: questa è una scusa di chi non è in grado di prestare attenzione a quello che accade sullo schermo, se non è imboccato come un infante da dialoghi e didascalie. Under the Skin non è affatto un prodotto ermetico e, anzi, è piuttosto lineare nel suo sviluppo. Solo che non vi spiega i perché e i percome. E questo va anche bene. Un essere di un altro mondo non si metterebbe mai a spiegarvi cosa sta facendo, come lo sta facendo e i motivi per cui lo sta facendo.
Vivendo nell’illusione che il cinema, soprattutto quello di genere, in questo caso la fantascienza, debba essere costruito a uso e consumo di un pubblico di idioti, la strafottente sicurezza con cui Glazer si rifiuta di essere didascalico, anche solo mezza volta nel corso di tutto il film, ha fatto infuriare un po’ di gente. Di sicuro i miei vicini di poltrona, al cinema, due signori che non hanno fatto altro che berciare durante tutta la proiezione, concludendo con un bel: “Non ci ho capito un cazzo!”, urlato, sulla scena finale, perché certi pensieri vanno sempre condivisi. 

under-the-skin-scarlett-beach-e1409096254512

E già mi aspetto, a partire da oggi, chiavi di ricerca molto simili qui sul blog: gli intramontabili “Under the Skin spiegazione”, “Under the Skin non l’ho capito”, gente disperata che si appella a Google, sperando che detenga la verità e che ragioni al posto suo.
Il punto è che a me il film neanche ha fatto impazzire. Mi spiego: non lo ritengo un prodotto particolarmente riuscito, soprattutto per due motivi. Prima di tutto una lentezza eccessiva che non ha alcuno scopo se non quello di far compiacere Glazer della sua bravura. Ed è proprio questo compiacimento che può, a ragion veduta, irritare. Perché se è vero che Glazer confeziona un’opera elegantissima, è anche vero che perde la sua efficacia proprio nel momento in cui la contamina con elementi presi di peso dall’ambiente professionale cui appartiene, quello del videoclip.

Anche qui, perdonatemi, il discorso è complicato. È verissimo che oggi la distinzione tra il linguaggio cinematografico, quello televisivo, quello della sperimentazione visiva e quello del videclip è sempre più incerta e sfumata. Ma ho sentito una cesura molto netta tra le sezioni girate in maniera più tradizionale e quelle invece in cui Glazer si scatena a mostrarci quanto è innovativo. Per farla breve, alla prima volta in cui il personaggio interpretato da Scarlett Johansson si porta a casa un uomo caricato nel suo furgone, lo seduce e poi lo fa sparire nella melma nera, ho pensato anche io che fosse molto bello, molto ben messo in scena, molto interessante. Alla quarta volta in cui questo accade, ho iniziato ad annoiarmi. E se è vero che la ripetitività delle situazioni è concettualmente fondamentale per comprendere Under the Skin, ho preferito di gran lunga tutte le sequenze in cui la nostra aliena guida lungo le strade scozzesi e osserva la vita su questo pianeta con sguardo clinico e distaccato.

WEK_UndertheSkin_0404

Proprio in quello sguardo clinico risiede la forza di un film che, anche quando annoia (e lo fa, spesso e godendoci nel farlo), esercita sullo spettatore un fascino molto simile all’ipnosi. Glazer riesce nel difficilissimo esercizio intellettuale di mostrarci l’umanità attraverso il filtro di una prospettiva non umana. E farci quindi apparire come sciocchi e brutti insetti. Senza che ci sia riservato un briciolo di empatia.
Le scene al centro commerciale, quelle in discoteca e soprattutto quella, la migliore del film a mio avviso, lunga e insistita (in questo caso va più che bene il compiacimento) sulla spiaggia: non ci sono disprezzo, senso di superiorità o, peggio ancora, compassione nello sguardo della Johansson (e quindi di Glazer), ma solo indifferenza.
Questo almeno, fino a quando l’umanità non la infetta.

In giro ho letto cose allucinanti su questo film, spesso anche di critici col patentino, che alludevano a una “scoperta del sesso” da parte dell’aliena Johansson. È buffo pensare a come sia facile stravolgere del tutto il senso di un’opera, dandosi di gomito come i bambini delle medie quando guardano delle foto di donne nude. E, come scrive in modo molto esauriente Hell nel suo post, travisare in questo modo un film intero fa il gioco di chi poi rimprovera il regista perché è andato in sala sperando di vedere tette e culi e invece ha assistito a un racconto di formazione dove tutto scopre il personaggio della Johansson, tranne che il sesso.  Poverino.
Come gli uomini raccolti in strada da quella creatura di un altro pianeta, gli spettatori sono troppo occupati a guardarne il bellissimo corpo nudo per rendersi conto della poltiglia nera che li sta imprigionando. Potrebbe essere un parallelo interessante questo, se fossi così cattiva da pensarlo. E poi scriverlo.

under-the-skin6

Se qualcosa scopre, la nostra Scarlett (mai così brava e così al servizio del film) è, appunto l’umanità stessa, imparando a guardarla con un occhio diverso, che diventa più simile al nostro mentre il film procede, e arrivando addirittura a mettere in discussione la sua natura, prima di essere riportata bruscamente e tragicamente alla realtà, in un finale intriso di malinconia e pessimismo.
Che si tratti di un mero esercizio di stile, o di una raffinatissima metafora, lo lascio decidere a voi. E non mi sento di dare torto a chi di questo film ha parlato male. Con cognizione di causa, sia chiaro. Per esempio, questo articolo di Erica, per quanto scritto con umorismo, va a sottolineare i difetti principali del film. E sono tutti difetti che ho visto anche io. Che non è possibile non vedere.
E tuttavia non scagliatevi contro Under the Skin perché non ne avete capito il senso: è chiarissimo e, forse, addirittura banalotto nelle sue conclusioni.
Ma soprattutto, non parlate della bella aliena che scopre il sesso, non di fronte a quel finale, non di fronte a quell’orribile rogo. Abbiate il buon gusto di tacere.

34 commenti

  1. Sìììì! Puniscimi se non l’ho capito!! La blogger predicatrice che amo….❤

    1. Blogger severa, ma giusta❤

  2. Però…
    Se è la specie umana, che Glazer ci mostra, attraverso gli occhi di un alieno… allora a mio parere il film è riuscitissimo, proprio perché:
    a) non cade mai nella tentazione di spiegare chi o cosa
    b) la specie umana è, presa nella media, fondamentalmente prevedibile e noiosa

    Proprio come la gentile coppia di spettatori che ti sedeva accanto. ^^

    1. Ma infatti, dal punto di vista della prospettiva non umana attraverso cui guardare l’uomo, è riuscitissimo. Pecca, ma questo è un mio problema, di eccessivo compiacimento e di eccessiva lentezza e ripetizione ossessiva di cose che lo spettatore (non quello che si lamenta al cinema, ovvio), metabolizza quasi subito.

      1. Sì, va anche detto che il romanzo è, salvo qualche momento, un susseguirsi si passaggi in auto.
        Ecco, manca del tutto l’interazione tra gli alieni, questo sì.

        1. Infatti vorrei proprio leggerlo il romanzo. Per avere il punto di vista originale. Magari, limitandomi al film, davvero non ci ho capito un cazzo😀

          1. Resta il mistero di come riesca a cambiare avatar a ogni commento… :O

  3. io mi sono scagliato senza mezzi termini contro questo film che ho trovato oltremodo noioso e anche presuntuoso. E’ come se Glazer utilizzasse i campi lunghi e un montaggio ultrarallentato con sequenze piuttosto lunghe per sottolineare che lui non è più quello che girava videoclp ma un regista fatto e finito. E per me così non è. Ciuccio e presuntuoso….

    1. C’è una grossa percentuale di compiacimento e di sicuro il montaggio è del tutto privo di ritmo. E comunque il voler negare di essere un regista di videoclip viene smentito dal fatto che ogni “morte” umana è girata come se fosse un videoclip nel film. Quindi sì, sono tutti appunti fatti con cognizione di causa. Però il film non è astruso e non è incomprensibile.

  4. Questo film non mi ispirava per niente. La buona signorina Scarlett non è mai stata in cima alla lista delle mie attrici preferite e pure la trama del film non mi sembrava il massimo. Poi ho letto la recensione di Hell e ho scoperto che è tratto da Sotto la Pelle di Faber e la cosa mi ha incuriosito, ma ancora non mi sono mosso per recuperare il film. Il libro non è che mi sia piaciuto granchè – l’ho trovato piuttosto banalotto -, ma Faber è uno che scrive dannatamente bene. Morale della favola: non avevo alcuna intenzione di vederlo, ma a questo punto ho cambiato idea. Potere del network! Ammettetelo che siete al servizio del Grande Fratello!!!!🙂

    1. Hell e io siamo direttamente al servizio del NWO😀
      Purtroppo non ho letto il romanzo, però mi confermi che alla fine non si tratta di una roba ermetica, ma di una struttura piuttosto lineare e persino banale, anche sulla carta.

      1. Però, come dice Christian, scrive veramente bene, Faber. ^^

      2. Sì, come dice Hell, si tratta fondamentalmente di una tizia che raccoglie tizi sulle strade scozzesi uno via l’altro. La struttura è un po’ la medesima delle barzellette con l’italiano, il tedesco e il francese… sempre identica con l’unica variante del finale.

  5. La coppia di spettatori è geniale quanto chi definisce questo film “una scoperta del sesso”. Mi chiedo i critici durante le scene clou cosa stessero facendo…!
    A parte questo, grande recensione, come ho detto su FB mi fai quasi venire voglia di rivederlo ma poi penso che ho di meglio da fare nella vita, piuttosto che farmi venire l’orchite😄
    P.S. Grazie per la citazione. Ti loVVoH!

    1. Sulla noia infinita di alcune sequenze siamo perfettamente d’accordo. E il tuo post è esilarante

  6. Che fatica arrivare alla fine del film! Ho faticato talmente tanto che tutto ciò che di buono poteva esserci devo averlo fatto affondare in una qualche melma nera. E se più o meno tutti quelli che conosco l’hanno amato, stavolta non ho avuto proprio la forza di rivederlo per capire dove ho sbagliato.

    1. Io non penso che sia giusto o sbagliato che ci piaccia o meno un film.
      Non mi ha fatto gridare al miracolo Under the Skin. Mi ha affascinata, questo sì, e ci ho trovato qualcosa di buono. Ma è un film noiosissimo e su questo non ci sono dubbi

      1. Si, ci mancherebbe, quella dello sbaglio era più o meno una battuta.
        Tra l’altro nei giorni scorsi, dato che ne parlavi, ho visto anche Kristy. Mi ha fatto un po’ lo stesso effetto di You’re next e ora per settimane alzerò il pugno al cielo e griderò potere alle donne allo scoccare di ogni ora.

  7. Non l’ho ancora visto (come da prassi, ho un mare di arretrati da smaltire), ma dato che ho trovato i due precedenti film di Glazer interessanti -in particolare il suo primissimo Sexy Beast- e che la Johansson è un’ottima attrice lo metto sicuramente in lista…nemmeno io ho letto Faber, ma la tua recensione mi suggerisce l’idea che il regista -al di là di una maggiore o minore aderenza al romanzo- abbia voluto in qualche modo omaggiare anche la sci-fi di Andrej Tarkovskij (rischiando molto, nel caso, perché ritmi dilatatissimi trasportati in un contesto differente possono sfuggire di mano, dando come come risultato lunghi momenti di non voluta -ma di certo noiosa- staticità) e, con le ovvie differenze sia di stile che dello scopo e del punto di vista alieno, quella di Herzog con L’ignoto spazio profondo. Cose che possono appesantire un film la cui storia lineare farebbe funzionare già bene di suo… Ipotesi mie personali che la visione del film potrebbe smentire, intendiamoci.
    Quanto ai dottissimi pareri della critica patentata, ogni commento è superfluo…niente parole, basta la poltiglia. Quella marrone non aliena, per intenderci…

    1. Sì, il riferimento ai due registi che citi c’è, ma io sono convinta che si tratti comunque di un prodotto riuscito solo in parte e solo in determinati momenti.

  8. Insomma era più divertente il film Specie mortale,li un mio amico mi avevo detto che valeva la pena fare sesso anche se poi morivi molto male,con Natasha Henstridge(si iscrive cosi?)vabbè che poi diventava un’orribile mostrone(povero Giger capisco perchè soffriva di insonnia),la Johansson a una voce molto bella in originale,anche se non capisco perchè l’abbiano scelta per fare ka vedova nera che e russa e lei si vede che ha un viso da Europa del nord(svedese) io ci avrei messo una delle Serebro.
    P.s scusate ha detto cose poco attinenti all’articolo finirò nella melma nera senza capire il perchè…….

    1. Species faceva molto più ridere!

  9. A Occhio, non mi sono perso niente
    Invece Lucy sempre con la Johansson promette molto bene

    1. Lucy è di Besson. Il mio motto è sempre stato: Besson ritornerà

        1. Che farà un grande film, prima o poi

          1. In generale quasi tutti i film di Besson mi sono piaciuti o non mi dispiacciono affatto.

            A parte tutta la saga dei Minimei e Malavita, quelli proprio non li ho sopportati

  10. Io sono più d’accordo con la Bolla😉 però devo dire che da nessuna parte ho trovato quello che secondo me è il male grande di questa pellicola: la ricerca di umanità dell’alieno è lampante e poi si perde nei meandri psicotropi del regista. E va bene. Poi questa aliena, ma che cazzo è venuta a fare sulla terra? Secondo me manca questa impalcatura basilare per reggere il film. Poi blazer poteva fare quello che voleva (e in summa non gli è riuscito male, quello che ha fatto) ma dare una parvenza di storia avrebbe dato maggiore spessore a tutto l’ambaradàn.
    Poi, son gusti, eh, come sempre!

    1. Ma è proprio quello che non viene spiegato: cosa ci stia a fare qui. Però la presenza dell’altro alieno, nonché il fatto che faccia una strage, potrebbero indicare che si tratti di una colonizzazione.
      È importante?

      1. Io credo di si. Come sai odio gli spiegoni, chediocenescampi!
        Però in questo film manca anche quel minimo di narrazione che renda la visione coerente. Non sono riuscito a trovare un filo conduttore. Mia ignoranza, per carità🙂 ma in seconda visione mi si è stampata in fronte: “cosa stai guardando?”. La risposta non l’ho trovata e non la sto cercando. Sono passato oltre. Se proprio vogliamo fare sf di un certo livello, hai visto Coherence?

        1. Sono in arretrato mostruoso con tantissime visioni. Purtroppo ho dovuto scegliere tra il cinema e le immersioni. E ho scelto le seconde😀
          Questa settimana cerco di guardare una manciata di pellicole. E cerco anche Coherence!

          1. Hai fatto bene gazzo! Prima o poi lo faccio pure io il corso sub… (quel “prima o poi” è sufficientemente nebbioso? :B )

  11. Ciao, articolo molto bello, però in fondo anche io volevo la “spiegazione del film”, quindi mi sono messo a pontificare con il mio coinquilino sui pezzi mancanti/nascosti della trama. Qui trovi alcune risposte che ci siamo dati:

    https://filmdellexcoda.wordpress.com/2015/01/13/under-the-skin-jonathan-glazer-2014/

  12. Dopo tanti anni e un numero incredibile di persone che me ne consigliava la visione, ho appena finito di vedere il film (che ora è anche in rete su Sky-Go): posso dire che concordo su tutto con questa recensione, una notazione: mi ha molto ricordato il videoclip per la canzone “Fisherman’s Woman” di Emiliana Torrini di Giany (La Main Production) https://vimeo.com/5768185

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: