1940: Dr. Cyclops

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Regia – Ernest B. Schoedsack

But what you are doing is mad. It is diabolic! You are tampering with powers reserved to God
“That is good. That is very good. That is just what I am doing”

Riprendiamo la rubrichetta che vi piace tanto, spostandoci all’inizio degli anni ’40. Il film che avete scelto è il primo grande prodotto di fantascienza girato in techicolor, e una delle pellicole più dispendiose e tecnicamente sopraffine dell’epoca.
Il regista, Schoedsack, dovreste conoscerlo piuttosto bene, dato che ha diretto due opere fondamentali, King Kong e La Pericolosa Partita.
E in questo Dr Cyclops ritroviamo molte delle tematiche care a Schoedsack, a partire dall’ambientazione esotica, vero marchio di fabbrica di un regista che ha sempre subito il fascino di luoghi selvaggi in cui inserire i suoi protagonisti “civilizzati”. C’è una caccia all’uomo vista da una prospettiva diversa e “rimpicciolita”, c’è la presenza di un uomo folle, ma straordinariamente potente per cui la vita umana conta poco o nulla e che si diverte a usare i suoi colleghi come pedine di un gioco sadico e, infine, c’è un uso innovativo degli effetti speciali, il minimo che si potrebbe aspettare dal regista di King Kong.drcyc3cat

Il dottor Thorkel conduce strani esperimenti in Sud America. La sua scoperta sensazionale provoca la ribellione del suo assistente, che viene ucciso dallo scienziato dopo averlo rimproverato di volersi sostituire a Dio.
Thorkel, che è quasi cieco, non può portare avanti la propria ricerca da solo e chiama alcuni colleghi per dargli una mano. Una volta esaurito il loro compito, Thorkel li invita, neanche troppo cortesemente, a tornare da dove sono venuti e a lasciarlo in pace. Gli scienziati non ci stanno e allora Thorkel rivela finalmente lo scopo dei suoi esperimenti: cambiare le dimensioni degli esseri viventi. Mette i suoi colleghi sotto un raggio radioattivo e li fa diventare così piccoli da poterli tenere in una mano.

Il film, datato 1940, è parecchio in anticipo sui tempi rispetto all’ondata fantascientifica del decennio successivo, dove l’energia atomica modificava le dimensioni di umani e animali, creando esseri lillipuziani e mostri giganti. E dovranno passare ancora molti anni per il capolavoro di Matheson, Tre Millimetri al Giorno, portato sullo schermo nel 1957 con il titolo The Incredible Shrinking Man.
Nota curiosa: Dr. Cyclops è uscito in Italia nel 1950 e, nel doppiaggio, uno dei personaggi fa riferimento alla bomba atomica. Per ovvi motivi, questo riferimento è inesistente nella versione originale del film, dove invece è la presenza di una miniera di uranio nelle vicinanze del laboratorio a permettere a Thorkel di condurre i suoi esperimenti.

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A Dr. Cyclops manca infatti tutta la cupezza e l’aura di terrore e sfiducia che avrebbe poi caratterizzato molta fantascienza dedicata alla paura della bomba. Non possiede nemmeno le inquietanti implicazioni filosofiche del romanzo di Matheson, e del relativo film (implicazioni spiegate in questo post da Hell), e presenta una trasformazione reversibile. Si tratta di una storia d’avventura condita con elementi fantascientifici e qualche piccolo momento horror, come la morte di alcuni personaggi, o la scena in cui i nostri eroi rimpiccioliti vengono inseguiti da un gatto dal nome Satana.

Ciò che interessa davvero al regista è far strabuzzare gli occhi al pubblico con elaboratissimi effetti ottici che permettono di mostrare un uomo rimpicciolito alle prese con una gallina, o che si arrampica su uno scaffale impilando libri, o che lotta con un coccodrillo, in una delle scene dalla costruzione più complessa.
In questo, il Dr. Cyclops è ancora strabiliante, se rapportato al suo anno di realizzazione.
E, sebbene si tratti di un’opera di intrattenimento, a tratti ingenua, provvista dell’immancabile lieto fine che vede il mad doctor sconfitto e i suoi colleghi tornare alla normalità, fornisce comunque alcuni spunti di riflessione, è forse il primo film che mette l’uomo di fronte a un universo non più a sua misura.

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Non è tanto lo sviluppo, molto classico, della vicenda: scienziato pazzo cerca di portare a termine uno strambo piano e viene sconfitto. È l’idea alla base, quella di mettere le persone di fronte a oggetti di uso comune diventati improvvisamente letali (un batuffolo d’ovatta imbevuto di narcotico può ucciderti, un rametto può spaccarti la testa) e ad animali domestici  che si trasformano in orrendi mostri. Avere paura di una gallina. O di un gatto.
Non a caso, il film finisce, una volta restaurato lo status quo, con uno dei sopravvissuti che scaccia un gatto e poi sorride compiaciuto: l’essere umano torna a occupare il posto che gli compete, però ha avuto modo di vivere, almeno per pochi giorni, in un mondo su cui non ha più alcun controllo.
La perdita di controllo causata da un pazzo in delirio di onnipotenza, nel 1940. Un piccolo uomo (pure menomato) che, tramutato in un gigante, gioca con il destino dei suoi simili. Non so quanto fosse voluto, ma la coincidenza tra tematiche e datazione è abbastanza indicativa.

Che sia consapevole o no, al Dr. Cyclops spetta di diritto il primato di aver portato al cinema con decenni di anticipo quello che sarebbe poi diventato uno degli spauracchi più potenti della fantascienza anni ’50: il cambio di dimensioni e la messa in scena di un’umanità indifesa e piccolissima che deve usare tutte le sue capacità per sopravvivere in un ambiente che le toglie l’illusione di essere al centro del mondo.

E così, abbiamo sistemato anche il 1940. Per il prossimo post, ho pensato fosse meglio inserire il sondaggio direttamente qui, piuttosto che farne un articolo a parte. Credo che continuerò a procedere in questa direzione.
I film che ho selezionato per il 1950 sono tre: Bassa Marea, un cupissimo noir di Fritz Lang; Outrage, il film più rappresentativo di Ida Lupino; L’uomo senza volto, di Juan Bustillo Oro, dal Messico, una perla rara di orrore onirico. Ecco a voi il sondaggio.

13 commenti

  1. Da brutta persona qual sono non vado particolarmente matta per la vecchissima fantascienza ma il post è comunque molto interessante. E ovviamente ho puntato su L’uomo senza volto, a pelle è quello che mi ispirava di più!

    1. Ed è anche quello più difficile da reperire, ma ce la faremo!😀

  2. Ho votato anche io per L’Uomo senza Volto.
    Riguardo a Doctor Cyclops bisogna dire che parte del suo fascino sta proprio per la sua capacità di anticipare molte delle tematiche che, un decennio dopo, sarebbero diventate di moda per la fantascienza cinematografica statunitense.

    1. E anche nell’uso davvero innovativo dei trucchi ottici. Senza dimenticare che è il primo film di sci-fi a colori.😉

  3. L’Uomo senza Volto pure per me! Riguardo al Dr. Cyclops, ci troviamo davanti a un gioiellino di sci-fi atomica (pre-bomba) d’annata, capace di portare su schermo in modo efficace quella miniaturizzazione che poi sarebbe stata ripresa ed “estremizzata” (in contesti e paure differenti) da Arnold nel ’57 e da Fleischer nel ’66…interessante poi il parallelo tematico fra Thorkel e Hitler, che potrebbe ben essere stato intenzionale. Del resto, è proprio nello stesso anno che pure Charlie Chaplin disse la sua sull’argomento (con gli strumenti della satira e della parodia)…

    1. Mentre negli anni ’50 si era alla mercé della Bomba, prima si era alla mercé di un folle che voleva dominare il mondo.
      Io credo che questo filtrasse anche attraverso il cinema di intrattenimento. Poi magari le sparo grosse😉

      1. No, no, le spari giuste😉

  4. Non puoi dirmi Ida Lupino e poi pensare che io voti qualcos’altro.
    Dr Cyclops è un film al quale sono affezionato – ed al quale neanche i fan nazionali retrofili sono riusciti a far disaffezionare.😉

    1. Ma io in realtà speravo votassero tutti in massa Ida Lupino. E invece perde miseramente

  5. Daniele Volpi · · Rispondi

    Un grande film, per l’esigua minoranza di cui faccio parte, quella che adora le pellicole girate fra gli anni ’40 e ’70… Non insisto sulle soluzioni tecniche, scenografiche del film e su di una sceneggiatura che ancora regge benissimo l’usura del tempo. Vi ricordo soltanto che l’interprete principale morì durante una pratica di autoerotismo alla fine degli anni 60.

    Comunicazione per Lucia: non ho votato perché non conosco a sufficienza le pellicole che hai proposto, quindi mi rimetto al buon cuore tuo e dei lettori, ma il film della Lupino (come regista) mi intriga moltissimo, certo che c’è anche Fritz Lang…

    Pace profonda nell’onda che corre

    1. Ma molti votano non conoscendo il film. Basta essene incuriositi🙂

      1. Daniele Volpi · · Rispondi

        Fatto. Ma sarebbe bello non perdere anche i 2 rimasti fuori…

        Pace profonda nell’onda che corre

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