Dead Snow 2 – Red vs Dead

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Regia – Tommy Wirkola (2014)

Con Tommy Wirkola ci eravamo lasciati un annetto fa, dopo il suo sbarco a Hollywood per dirigere Hansel & Gretel Cacciatori di Streghe. Wirkola torna in patria con un carico enorme di esperienza sulle spalle, perché potete dire quello che volete sul cinema americano mainstream brutto e cattivo che uccide la creatività dei giovini autori europei e li porta sulla strada dei dollari e della perdizione, ma dopo una regia in cui ti ritrovi a gestire budget che a casa tua non vedresti neanche col cannocchiale e a lavorare con i migliori professionisti in circolazione, possiedi una consapevolezza maggiore rispetto a quando giravi filmetti semi amatoriali con i tuoi amici sulla neve.
Ed ecco che Dead Snow 2, a differenza del suo predecessore (a cui voglio bene, per carità, non fraintendetemi) è un film a tutti gli effetti.

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Si riparte da dove si era concluso il primo capitolo, col povero Martin, privo di un braccio, che si appresta a fuggire in macchina dal luogo della strage. Ci riesce per miracolo e si risveglia in ospedale, dove (ma tu guarda la sfiga) non solo la polizia lo accusa della morte di tutti i suoi amici, ma gli è anche stato appena impiantato per errore il braccio dello zombie nazi Herzog. Braccio che conferisce a Martin una forza prodigiosa e la capacità di risvegliare i morti e di averli in suo potere. Braccio che, almeno fino a quando Martin non impara a controllarlo, è anche dotato di vita propria, con conseguenze violentissime ed esilaranti.
Nel frattempo, le truppe naziste hanno intenzione di conquistare la cittadina di Talvik e di ammazzare quanta più gente possibile lungo il tragitto, così da ingrossare le loro fila.
Con l’aiuto di un gruppo di personaggi strampalatissimi, nonché di un pezzo di Armata Rossa resuscitato all’uopo, Martin si prepara alla battaglia campale contro Herzog e i suoi.

Se nel primo film, la trama era un pretesto quasi inesistente per mettere in scena efferatezze assortite e comicità demenziale, ecco che questa volta Wirkola scrive una sceneggiatura e non si limita a omaggiare Raimi e a rubare sequenze a The Descent. Dona al suo film una trama appena più complessa e, soprattutto, dei personaggi da ricordare. Personaggi e idee. Tantissime idee, forse anche troppe. Dead Snow 2, a differenza del suo predecessore che si limitava a scopiazzare qua e là, è un film che pullula di idee originali e divertenti. È un film cattivo fino alla spietatezza, ma che non usa i suoi personaggi come burattini e carne da macello, un film che fa più ridere per i suoi intenti satirici che per un’attitudine demenziale, sempre presente, ma molto più sotto controllo e tenuta a freno, un balzo avanti gigantesco se si pensa a cos’era il primo Dead Snow.

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Di fronte a questo seguito, si ha l’impressione di trovarsi di fronte a un regista maturo, con una padronanza assoluta dei (comunque pochi, circa cinque milioni di euro) mezzi a disposizione. Perché quando riesci a infilare, in un solo film, la bellezza di sei o sette trovate che si stampano nel cervello dello spettatore e ci rimangono a vita, allora significa che Dead Snow era solo una piccola palestra per farsi notare con una roba divertente ma molto grossolana, e poi spiccare il volo, sia in patria che all’estero. Ciò che uno come Adam Green non ha mai fatto, tanto per tirare fuori un esempio a casaccio.
Certo, si dirà sicuramente che con questo Dead Snow 2 il buon Wirkola sia andato sul sicuro, realizzando un prodotto pensato e studiato apposta per i fanz. E sì, ci sono strizzate d’occhio sparse che faranno sbavare più di un paio di nerd. Tutta la parte dedicata alla folle zombie squad di sfigati cosmici che dall’America piomba in Norvegia per sgominare i morti viventi nazisti, è un gigantesco ammiccamento alla base di appassionati. Ma per come è stata realizzata, per l’affetto nei confronti dei tre derelitti statunitensi in trasferta dimostrato dal regista, ammazza sul nascere qualsiasi film infarcito di citazioni un tanto al chilo degli ultimi tre o quattro anni.

Perché, nonostante Wirkola ci tenga molto a farci sapere, a ogni inquadratura, di essere “uno di noi”, non perde mai di vista il film, e non si accontenta di infilare un riferimento meta dietro l’altro, o di darci di gomito mentre guardiamo. Questo lo aveva già fatto nel primo film, si era conquistato l’attenzione degli amanti del genere, e anche la loro fiducia. Questa volta, dichiarati i vari debiti contratti nella sua formazione da cinefilo, Wirkola ci stordisce con una trovata dietro l’altra, con situazioni e tempi comici gestiti alla grandissima, con un occhio davvero maturo e rigoroso per quanto riguarda le scene d’azione: la battaglia finale tra i due eserciti, tra splatter esagerato, corpi maciullati, un medico zombie che sistema i “feriti” con paglia nello stomaco e imbuti come protesi per arti amputati, un tripudio di comparse in costume, botte da orbi e circa una quindicina di cose che accadono contemporaneamente in montaggio alternato, è un pezzo di bravura da togliersi il cappello.
E non ho neanche menzionato il vero colpo di genio del film, ovvero il “sidekick zombie” interpretato da Kristoffer Joner, per non rovinarvi la sorpresa, e anche perché, lo dicevo prima, le trovate che Wirkola dissemina in questo suo secondo, straordinario film dedicato ai nazi zombie, sono troppe per poterle comprimere nello spazio di un post.

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Come tutti sapete, le horror comedy non sono propriamente una mia passione: se ne realizza una quantità eccessiva, e il più delle volte non procurano né brividi né risate. Nel caso di Dead Snow 2, accantonata sin dai primissimi istanti di film qualsiasi velleità di spaventare, Wirkola costruisce una commedia che sfiora la perfezione. Una commedia violentissima, dove non viene risparmiato niente e nessuno, che Wirkola negli Stati Uniti non avrebbe mai e poi mai potuto girare. Il sangue schizza ovunque, gli intestini vengono strappati da una quantità spropositata di ventri aperti e poi utilizzati in mille e creativi modi. Si spappolano crani, si smembrano cadaveri, si uccide tutto ciò che si muove, sia a mani nude che a colpi di cannone, che triturando corpi sotto i cingoli di un carro armato rubato in un museo.
Eppure, Dead Snow 2 è una commedia. Oserei dire una commedia sentimentale. Ma questa la capite solo se guardate il finale, altra chicca imperdibile.
Se in questo scorcio di fine estate, avete voglia di rinfrescarvi il cervello, rivolgetevi al nobile intrattenitore Tommy Wirkola. Saranno 100 minuti ottimamente spesi.

7 commenti

  1. Io fui un adoratore (nerd, quindi 😉 ) del primo. Questo secondo è uno spettacolo.
    Eppure a me non era dispiaciuto neanche quello delle streghe… 🙂

    1. Io ho adorato il suo Hansel & Gretel.
      Mi ha fatto morire dalle risate.
      😀

  2. L’unica cosa che mi viene in mente, pensando al film e leggendo la recensione è: ma che bello, che bello, che bello.
    Il primo l’ho adorato e in settimana mi riprometto di vedere questo, nazi zombi il massimo della goduria.

    1. Questo batte 10 a 1 il primo. È una tale girandola di invenzioni e trovate che alla fine ti rincoglionisce quasi

      1. E se batte 10 a 1 il primo (che aveva già il suo bel perché) direi che fresco di rientro -fresco proprio, col freddo che mi son beccato per tutto il tempo- lo dovrò recuperare senza indugio…

  3. Il primo era fantastico
    Il secondo già mi ha provocato, per dirla con dei miei amici cinefili trash, il PENE ERETTO A NASTRO solo dal Trailer, non vedo l’ora di vedermelo

  4. Te l’avevo detto. Il primo era una commediola trash carina, ma questo è una genialata, ricca di idee interessanti e originali e realizzato anche piuttosto bene, considerata la provenienza. Io l’ho adorato!

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