1930: The Bat Whispers

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Regia – Roland West

He’s coming! The Bat is coming down the stairs!

Sebbene il primo horror sonoro sia considerato Dracula di Tod Browning, prima dell’ondata di mostri che colpì Hollywood (e tutto il mondo) a partire dal 1931, erano già stati fatti alcuni esperimenti di thriller e mistery sonorizzati. Il suono, per un film dell’orrore, apriva possibilità pressoché infinite per mettere paura al pubblico. E se il passaggio fu per molti traumatico (lo stesso Dracula, doveva essere un film muto, con Lon Chaney protagonista), ai produttori e ai distributori non sfuggì affatto quanto fosse semplice fare quattrini spacciando brividi a tutto volume.
Uno degli esperimenti più famosi è proprio questo The Bat Whispers, penultimo lavoro di Roland West, prima che si ritirasse dal cinema a soli 44 anni, dopo una brillante carriera nel muto. Si tratta di un remake di un film del 1926, The Bat, tratto dalla commedia omonima di Mary Roberts Rinehart e Avery Hopwood, uno strepitoso successo di Broadway negli anni ’20.
In realtà, The Bat (il film) deve moltissimo a un’altra commedia, ancora più nota, Il Gatto e il Canarino, a sua volta portata al cinema ben quattro volte, tra il 1927 e il 1978.capture_003_06082013_084049Un supercriminale, dopo aver beffato per l’ennesima volta la polizia, va a terrorizzare un’anziana signora, sua nipote e la servitù che stanno passando l’estate in una villa di campagna. In mezzo c’è anche una misteriosa rapina a una banca di proprietà del padrone della villa, di cui viene accusato un cassiere, amante della nipote della vecchia signora. Forse il denaro è proprio nascosto all’interno della villa, forse no. Ci sono stanze segrete, una tavola ouija, una cameriera fifona, un affascinante agente di polizia, rumori strani nei corridoi, ombre intraviste lungo le scale, temporali con gran dispendio di effetti sonori di tuoni e, soprattutto, c’è lui, The Bat, il ladro e assassino che farà passare una nottata d’inferno ai nostri protagonisti.

Tra i fan più illustri di questo film c’era Bob Kane. Vedendolo, gli venne l’idea per mettere su carta le avventure di un certo uomo pipistrello…
E in effetti, la sagoma scura di The Bat stagliata contro i muri della villa, o lungo le strade della città prima della sua fuga, fa una certa impressione. Per non parlare delle riprese di voli vertiginosi lungo le pareti di grattacieli (un livello di spettacolarità molto alto, considerata l’epoca) che ricordano da vicino Gotham City. Ed è interessante notare come le origini di Batman vadano ricercate nel personaggio di un ladro e assassino che si muove nell’ombra, col volto celato da una maschera e perennemente inseguito, senza alcun risultato, dalla polizia.

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Dicevamo?

Rivisto oggi, The Bat Whispers è una bizzarra miscela di giallo e commedia, con dei tocchi di weird e inquietudine non saprei dire quanto consapevoli e quanto involontari. Il tono è sempre leggerissimo e, non appena succede qualcosa in grado di turbare il pubblico in maniera eccessiva, ecco arrivare un riempitivo comico a smorzare la tensione. La trama gialla che punta a scoprire il colpevole della rapina in banca, l’ubicazione del denaro e l’identità di The Bat, è piuttosto ingarbugliata, ma molto chiara e narrata con un ritmo elevatissimo, se si pensa a quanto è complicata la vicenda e al fatto che il film duri poco più di un’ora e venti.

The Bat Whispers risente ancora del passaggio dal muto al sonoro, soprattutto in una serie di dialoghi che sembrano proprio le vecchie didascalie piazzate a spiegare le varie scene nei film del decennio precedente.
Eppure si ride, e anche di gusto, di fronte ai duetti tra la cameriera Lizzie e la signora Cornelia Van Gorder, superstiziosa e non molto sveglia la prima, cinica e dotata di sarcasmo al vetriolo la seconda.
Non solo si ride, si resta addirittura incantati da certe soluzioni di regia molto ardite. Oltre ai già citati voli della macchina da presa in verticale lungo i palazzi (un effetto speciale all’avanguardia nel 1930), il film presenta dei lunghi carrelli attraverso i corridoi deserti della casa e delle soggettive di The Bat che anticipano di qualche decennio altre famose soggettive di assassini mentre seguono e stalkerano le loro vittime. Sono momenti puramente cinematografici che tradiscono le origini teatrali dell’opera, rivendicate poi nel finale, quando un sipario si chiude sulla vicenda e un The Bat ormai smascherato esce dal palcoscenico e chiede al pubblico di non rivelare la sua identità a chi ancora non ha visto il film, per non rovinargli la sorpresa.

tumblr_l89nc4bFZi1qz72v7o1_500E poi – lo dicevamo prima – questo tranquillo passatempo per signore tira fuori un’anima nera insospettabile quando West fa entrare in scena la figura sinistra e minacciosa di The Bat, col suo costume nero, il suo mantello che simula delle ali di pipistrello, il bisbiglio minaccioso della sua voce. The Bat è un fantasma a tutti gli effetti, tanto che il film lascia volutamente il dubbio che si tratti di una creatura soprannaturale, almeno fino a quando non gli viene strappata via la maschera…E con essa, il potere di spaventare. Sì, l’avete già sentita questa storia. La sentirete ancora un milione di volte e non vi stancherete mai di sentirla.
La sua apparizione alla finestra, vista dalla sola cameriera, e subito mitigata da un brusco ritorno nella commedia, crea ancora adesso qualche piccolo brivido. E vederlo in azione, nel quarto d’ora finale del film, ci riporta alla mente tanti assassini cinematografici mascherati.

Ma non era ancora tempo di creature soprannaturali. E ogni magione infestata doveva avere pronta una spiegazione razionale degli eventi, per quanto inquietanti e paurosi fossero. I mostri erano roba di mattoidi tedeschi, non di bravi esecutori nell’industria dell’entertainment americano.
Gli unici film lontanamente paragonabili alla sensibilità europea erano i melodrammi da incubo a base di mutilazioni girati da Browning. Ma si trattava sempre e comunque di pellicole con un impianto realistico, per quanto folle e morboso.
Qualcosa stava cambiando. Proprio mentre The Bat Whispers usciva nelle sale promettendo brividi sonori, in un set della Universal, un attore ungherese indossava anche lui un costume che ricordava un pipistrello.
E usciva da una bara.

 

 

16 commenti

  1. Ieri sera c’era un film veramente trash di nome Star Crash te le segnalo per via del cast:Christopher Plummer,Nadia Cassini e sopratutto Caroline Munro e Joe Spinell.
    Ho guardato Salvador con James Wood e Elpidia Carrillo(Predator) la particolarità era che alcune scene erano doppiate (male) da altri doppiatori,penso che era una versione con le scene tagliate ripristinate ma passare da Ferruccio Amendola e un tizo qualsiasi e l’orrore vero.
    A per finire su rai movie ho visto Inferno in diretta (versione tagliata) con Micheal Berryman di Ruggero Deodato non era male,visto che uscirà Green Inferno potresti fare ovviamente se vuoi un post sul genere cannibal di italica invenzione.
    Un saluto Lucia.

  2. moretta1987 · · Rispondi

    Mi è sempre spiaciuto che in questa versione non avessero tenuto la maschera originale del supercriminale,un muso da pipistrello vero e proprio. Hai fatto bene a sottolineare le similitudini in toni con Il Gatto e il Canarino perchè in effetti c’è ne sono molti,cosi come che il film è stata una delle fonti di influenza per la genesi di Batman.Bell’articolo!

    1. Però anche il cappuccio fa la sua figura, bisogna ammetterlo.
      In realtà Il gatto e il canarino è stato messo in scena dopo la commedia The Bat, solo che l’opera teatrale era molto più cupa rispetto alla versione cinematografica.
      Grazie 😉

  3. Figata, non lo avevo mai sentito nominare prima del tuo sondaggio e della recensione di oggi!
    Una chicca che dovrei recuperare e, sì… quell’ombra sull’asfalto ricorda mooolto un certo uomo pipistrello…! o__O

    1. È una figata infatti 😉 Davvero un filmetto gradevolissimo e anche invecchiato molto bene!

  4. Hai pienamente ragione in una cosa cara Lucia, questo film è stata una delle (tante ) fonti d’ispirazione per Bob Kane ed il suo Batman!

    1. Eh sì… l’ombra di The Bat non lascia spazio a dubbi!

  5. Non conoscevo ma sembra molto interessante, cercherò

    1. Lo è. È un pezzetto di archeologia cinematografica che vale la pena di recuperare

  6. Giuseppe · · Rispondi

    Alla fine il pipistrello ha avuto la meglio sul mostro marino…ma dato che, tra le altre cose, l’ombra di Batman aleggia in questo (ben scritto) post per poi lasciar spazio alla fine nientemeno che a quella di Dracula, direi che non ci si può proprio lamentare 😉

    1. Dracula è l’ingresso del soprannaturale a Hollywood dalla porta principale. Da quel momento in poi le cose non sarebbero più state le stesse 😉

  7. Fantastico. Scopro sempre cose nuove su questo blog. Grazie!

    1. Grazie! È un piacere 😉

      1. Tra l’altro pubblicherò stasera penso un post a riguardo di una cosa che sarà successa a tutti gli amanti di film (Horror e non), se lo leggessi e mi dici che pensi dei film scelti mi faresti un onore ahaha

        1. Lo leggerò con estremo piacere 😉

  8. Helldorado · · Rispondi

    Mi vergogno a dirlo, ma non l’ho mai visto! Recuperollo!!!

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