Godzilla

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Regia – Gareth Edwards (2014)

Finalmente si torna on line. La cosa mi riempie di gioia, soprattutto perché ritorno per parlare del colosso dell’anno. Il film più atteso da tutti noi amanti dei mostri giganti, che più sono giganti, meglio è.
Ma partiamo subito da un presupposto fondamentale: dell’ennesima versione cinematografica di Godzilla, in sé, non mi frega quasi niente. Evoluzione degli effetti speciali a parte, ripescare la creatura del ’54 per infilarla in un blockbuster multimilionario, per me è un’operazione piuttosto sterile. Se aspettavo Godzilla con trepidazione, era soprattutto per il nome del regista. Gareth Edwards, autore nel 2010, di uno splendido film di mostri senza mostri, Monsters.
Tocca ammettere che, per quanto gli studios hollywoodiani spesso e volentieri spargano merda per il mondo senza curarsi punto della puzza, altrettanto spesso hanno delle intuizioni geniali. E affidare Godzilla al regista di Monsters è un’intuizione geniale.
Così, me ne vado al cinema piena di belle speranze, compiendo un fatale errore. Dovete sapere che io sono una specie di contabile dei film. Nel momento in cui mi siedo in sala sono capace di snocciolare al mio compagno di sventura vita, morte e miracoli di quasi ogni membro della troupe: “Eh, ma lo sai che l’assistente al montaggio di Pacific Rim ha fatto anche Il Labirinto del Fauno? Questo influisce sicuramente sulla qualità del film”. È uno dei motivi per cui la gente mi odia. Ma è anche uno dei motivi per cui raramente prendo delle fregature. Se conosci i nomi coinvolti, sai a cosa vai incontro. 

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Nel caso di Godzilla, non mi sono documentata e, cast e regista esclusi, sono arrivata a sedermi sulla mia poltroncina dell’Adriano, con gli occhialini in treddì sul muso, senza essere a conoscenza di nulla.
La prima brutta sorpresa, come volevasi dimostrare, mi arriva durante i titoli di testa: Godzilla non è stato scritto da Edwards. Io so, come sapete tutti voi, che la sceneggiatura, in un film come Godzilla, è l’ultima cosa a cui fare riferimento. Questo in teoria. Nella pratica, anche un prodotto come Godzilla necessita di una scrittura che sia, prima di tutto, snella, rapida, elegante senza essere presuntuosa e, possibilmente, non del tutto idiota.
Sebbene la storia sia più che altro una scusa per vedere i mostri in azione e anzi, proprio perché è una scusa per vedere i mostri in azione, richiede una consapevolezza anche maggiore rispetto a quella di un film con ambizioni autoriali.
E Godzilla, perdonatemi, ma è davvero scritto di merda.

La faccenda provoca una certa rabbia per una serie di motivi: il primo è la regia di Edwards, dove si può utilizzare il termine pazzesco non a sproposito, una volta tanto. Edwards non tradisce il suo stile e ci fa vedere i mostri a poco a poco, in maniera graduale. Il primo attacco del Muto è un qualcosa da guardare a bocca aperta, sorridendo come un povero imbecille. Nel mentre, si resta sbalorditi per il salto in avanti che hanno fatto gli effetti speciali in un lasso di tempo molto breve. La definizione delle creature, rispetto a quelle di Pacific Rim, è impressionante. Certo, le vediamo, anche qui, quasi sempre di notte, a volte sotto la pioggia. Ma Edwards può permettersi di mostrare dei movimenti molto più fluidi, senza essere obbligato a buttarla in caciara come ha dovuto fare qualche volta Del Toro nel suo film.
Ma, a prescindere dall’avanzamento della tecnica, Edwards costruisce una serie di sequenze dal forte impatto visivo ed emotivo. Non solo quella, ormai già celeberrima, del volo dei paracadutisti con i traccianti, ma ogni volta in cui i mostri entrano in azione, Edwards si scatena e inchioda lo spettatore alla poltrona, con un gusto eccellente per i dettagli, una macchina da presa sempre ferma, stabile, a inquadrare la potenza immane delle creature che si scontrano tra loro, o aggrediscono le fragili difese messe in campo dall’umanità.

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Altro motivo di incazzatura è lo spreco di uno dei cast più affascinanti degli ultimi tempi: vedere Bryan Cranston e Juliette Binoche in un monster movie non è cosa di tutti i giorni. Solo che (ed ecco la scrittura peregrina) i loro personaggi, quando non sono semplici pretesti per far avanzare una trama claudicante, non hanno proprio senso di esistere. Ulteriore spreco è la presenza di Elizabeth Olsen, incastrata nel ruolo della mogliettina in pensiero per tutto il tempo concessole sullo schermo. Molto poco, mentre  invece il film è dominato da Aaron Taylor-Johnson, per gli amici, il cetriolo, che di un cetriolo possiede espressività e carattere.

Se quindi Godzilla funziona alla grande nel comparto azione, effetti speciali, mazzate tra mostri giganti, palazzi che crollano, gente che fugge in preda al panico, onde di centinaia di metri che si sollevano e aerei che precipitano come giocattolini di un bimbo capriccioso, diventa una noia mortale per tutto il resto. Ed è un resto molto lungo.
Prima che mi saltiate al collo tutti insieme, non sto criticando Godzilla perché è zeppo di stereotipi e di cliché. Lo critico per l’uso pigro e sciatto che viene fatto di questi cliché. E per la serietà tombale con cui ci vengono presentati.

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Forse gli sceneggiatori non si rendono conto che, nell’anno del signore 2014, vedere il solito scienziato (Ken Watanabe con due espressioni, basita e contrita) che si lamenta perché gli americani vogliono usare l’atomica e tira fuori un orologio fermo al mattino del 6 agosto del ’45, fa sbadigliare, non emozionare. È una scorciatoia bieca per chi non ha la più pallida idea di come trovare un contesto per prendere dei mostri giganti e farli sfracagnare di botte tra loro.
E alla voce “scuse plausibili per botte da orbi”, rivolgersi a Del Toro che ne sa qualcosa. Pacific Rim era uno stereotipo ambulante. Ma con quanto carisma venivano messi in scena i cliché stantii di eroismo ed epicità? A badilate.
E in Godzilla qualsiasi personaggio, a partire dal protagonista che salva i bambini, gira tra Giappone e Stati Uniti con “sono il più figo di tutti” tatuato in fronte, ed esce illeso da ogni incontro ravvicinato con le creature, perché lui è l’eroe senza macchia e deve ricongiungersi con la famiglia, fino ad arrivare all’ultima comparsa nell’angolino in basso a sinistra dell’inquadratura, è privo della più elementare forma di carisma.
E, ve lo giuro, non sarebbe un problema, se solo non si fosse deciso di presentarci il Godzilla 2014 come una faccenda seriosissima, neanche fosse un film di Nolan, dove l’ironia è bandita e a noi tocca investire la nostra emotività in un drammone familiare multigenerazionale da mani nei capelli.
Vogliamo vedere i mostri in azione. Vogliamo vedere le alitate atomiche di Godzilla e le sue prese che scaraventano gli avversari contro i palazzi. In mezzo, a fare da raccordo,  non è lecito metterci random la prima stronzata che vi passa per la testa.
Altrimenti, abbiate il buon gusto di non sprecarvi neanche a costruire una trama. Abbiate il buon gusto di non abbindolarci con approfondimenti posticci. Altrimenti il risultato è una vaccata con dei bellissimi mostri intorno.
E la sindrome Nolan ha colpito anche il mostro atomico più figo della storia del cinema. Una prece.

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25 commenti

  1. Devo ancora andarlo a vedere e nonostante tutto ci andrò lo stesso 😉
    Devo ammettere che quella tua frase “È una scorciatoia bieca per chi non ha la più pallida idea di come trovare un contesto per prendere dei mostri giganti e farli sfracagnare di botte tra loro.” è quello che di più azzeccatto ci puoi mettere nei film originali di Godzilla made in Japan. Infatti in quei monster-movie-con-uomini-vestiti-da-mostro hanno la proverbiale caratteristica di essere delle montature ad arte per far vedere combattimenti tra mostri.
    Se in questo film mi fa vedere mostri\mostri\mostri e un contesto merdoso per farli combattere, beh, posso accontentarmi.
    Poi mi preoccupa quel “…la serietà tombale con cui ci vengono presentati”, che qui gli ‘mmerigani se si prendono sul serio sono cazzi 🙂

    ps: ti scrive uno a cui è piaciuto e si riguarda con estrema goduria il Godzilla di Emmerich. Si, prime che me lo chiedi, non me ne vergogno 😄

    1. Vederlo va visto perché è una goduria totale per gli occhi, perché Godzilla è uno splendore ed Edwards una divinità con la macchina da presa.
      Purtroppo tutto il resto, secondo me, è scricchiolante.
      Però vale lo stesso la pena.

    2. E dimenticavo: a me i film di Emmerich piacciono tutti 😀 😀

      1. Cazzo Lucia… l’ho visto e sto ancora lustrando gli occhi. Se togliamo quei 20 minuti di Lammerdamerica, è un Kaiju con i controcazzi. Mi è piaciuto fuori dai modi.
        E a parte gli effetti, a me ha fatto impressione la scenografia che mi sembrava di sentire Edwards dire: “vedete, se avessi avuto qualche centesimo di dollaro del budget di Godzilla per fare Monsters, l’averi fatto così…”
        Io amo Gareth Edwards… ❤
        ps: Ma cosa c'entrano Cranston e la Binoche nel film??? Ma che problemi c'hanno sti americani? 😄

        1. Ma visivamente è da lucciconi agli occhi, eh…
          Mai messo in discussione questo.
          Solo che se a fronte di tanta magnificenza mi fai una storiellina scipita scipita, io mi incazzo un pochino 😀

  2. Non sono d’accordo con te per quanto riguarda le capacità di Gareth Edwards e il suo precedente “Monsters”, però mi trovo d’accordo con te per quanto riguarda la tua recensione.
    Anch’io nella mia Zona ho parlato di “Godzilla” 2014 e mi piacerebbe sapere cosa ne pensi dei miei punti di vista in merito.
    Volevo chiederti un ultima cosa, ovvero quella che riguarda la nolanizzazione di Godzilla, Lucia conosci il fatto che la saga di Godzilla è stata divisa in tre ere?
    Era Showa: alcuni film seri o con morali, ma molte pellicole commerciali ricche di momenti strambi ed adatte ai bambini;
    Era Heisei; film seri e cupi, molto più drammatici di quella dell’era Showa.
    Era Millenium: Purtroppo non la conosco bene e non mi esprimo al riguardo.

    1. Sì, sì, so della divisione in ere. Il problema, secondo me, non sta tanto nella scelta di una impostazione seria, anzi io tendenzialmente lo apprezzo. Ma questa impostazione seria, allora, devi saperla scrivere e mi devi dare qualcosa in più rispetto ai personaggi messi in scena in questo Godzilla. Altrimenti mi sento un po’ turlupinata.

      1. Sono d’accordo.
        Da una parte il voler trattare una storia seria rimanda al primo storico Godzilla del 54 (ricordiamoci sempre che bisogna guardare la versione montata dai giapponesi e non quella con il montaggio americano) e nel primo tempo di questo nuovo Godzilla sono riusciti quasi perfettamente a ricreare quel tono.
        Purtroppo però i personaggi non sono caratterizzati bene o per meglio dire sono stereotipati come il militare protagonista e ciò si scontra con tutta l’impostazione della trama.

  3. gloria a Nolan ❤ ❤ ❤
    Mica è colpa sua se poi altri si gettano sul suo stile senza esserne capaci. Comunque deve essere interessante andare al cinema con un contabile che mi narra le epiche vicende del terzo assistente al montaggio di pacific rim!
    ciao e buona settimana

    1. I danni inferti dall’elefantiasi nolaniana al cinema fantastico saranno quantificabili solo tra qualche decennio.
      😀

      1. ^_^ te perdono,va che so bono de core !

  4. giudappeso · · Rispondi

    Lucia, ti strizzerei di abbracci per questa recensione, sono d’accordo su tutta la linea! 😀 Ecco, Nolan. Perfetto. Come ha fatto a non venirmi in mente? Io non lo sopporto, lo trovo più serioso che serio, persino ridicolo. Specie quando il suo Batman se ne va in giro con una scopa nel culo e il raspino da maniaco in gola. Questo Godzilla è altrettanto serioso, la sua sceneggiatura vorrebbe trasmettere dramma e invece emette noia. Un vero peccato, perché visivamente è spettacolare.

    1. Abbracciamoci forte forte e facciamoci da scudo contro i fanz!

  5. Butto lì un’idea scema – il vecchio Godzilla, “quello vero”, aveva alle spalle un impianto ideologico sano: gli autori volevano dare una forma ad una serie di paure molto precise e molto vicine (non solo l’atomica – ma anche l’inquinamento: sceneggiatori e registi avevano letto “Silent Spring” di rachel Carson, ad esempio), e riguardo alle quali esisteva una sorta di negazionismo generalizzato e istituzionalizzato.
    Tutti avevano paura della bomba, ma il governo ti diceva che era una cosa buona.
    Questa è una cosa che fa paura – e da cui puoir icavare una buona storia, anche usando un operaio di fonderia vestito con una tuta di gomma.
    Il nuovo Godzilla è una generica forza della natura che dà forma ad una generica reazione alla tecnologia e al progresso, il solito, idiota “avete inventato tutte queste cose e guardate come siamo ridotti!”
    In questo senso se da una parte concretizza una serie di paure molto vaghe e mal comprese, “di moda”, dall’altra concretizze paure che, essendo 2di moda”, alla fine sono diventate innocue.
    Non fa paura perché fa parte del rumore di fondo.
    Ed è difficile ricavare una buona storia dal rumore di fondo, anche avendo a disposizione lo stato dell’arte.
    (dio che commento serioso – ma semplicemente calpestare la baia di Tokyo non era sufficiente?)

    1. Io credo si sia fatto il tentativo, poco riuscito, di rispolverare lo spirito drammatico dell’originale. Ma con un vuoto ideologico riempito dai soliti cliché. E, come dici tu, è uscito fuori un film del tutto innocuo, ma troppo pretenzioso per essere semplicemente divertente.
      Se si fosse limitato a calpestare una baia a caso (San Francisco in questo reboot), sarebbe stato molto, molto meglio 😀

  6. Madre, che dirti, d’accordissimo con te. Anche se io forse sono rimasto ancora più deluso.

    1. Sì, ho letto e commentato.
      Per me non è completamente da buttare, però, ecco, bastava essere un pochino più accorti.

  7. Ho sentito parecchi ultimamente che si dichiarano delusi da questo nuovo Godzilla.

  8. Giuseppe · · Rispondi

    1) Bentornata on line, per prima cosa!
    2) Avendo visto -oltre all’AlitodipesceZilla di Emmerich- tutti gli autentici Godzilla delle tre ere aggiungere il prima possibile quello dell’ottimo Edwards alla lista è un obbligo morale, impostazione similseriosa a parte…legata forse -dico solo forse, che vedendolo ovviamente mi chiarirò le idee- in parte anche a un tentativo di amalgamare Showa, Heisei e Millennium senza però privilegiare davvero nessuna delle tre (per scelta, per difetto di scrittura o, più prosaicamente, perché simili operazioni per riuscire fino in fondo non possono fare a meno di un approccio molto più nipponico che americano).
    3) Non è che ti odiano, è che si rendono conto di non poter proprio competere con la tua conoscenza 😉

    1. Sì, penso sia stato fatto un tentativo del genere, di mischiare tra loro le tre ere di Godzilla per accontentare un po’ tutti, senza alla fine accontentare nessuno… 😦

  9. Helldorado · · Rispondi

    Questo volevo vederlo ma in 2d…unico spettacolo del w-end scorso: 00:40! Spero di fare ancora in tempo, se no attenderò con calma che lo passino su Scài 🙂

    1. Io l’ho visto in treddì, però non penso faccia tantissima differenza.
      Aspetta con tutta calma 😉

  10. Delusione al cubo. Ammetto di essere arrivato talmente sfiancato e annoiato al finale da non essere manco riuscito a godermelo del tutto. Il guaio è che il personaggio di Cranston avrebbe retto come protagonista (aveva una motivazione, soffrivi con lui, etc) mentre del figlio marine non ti frega nulla e, anzi, speri che i mostri gli sterminino la famiglia. Nei film catastrofici i drammoni personali fanno parte del gioco ma qua sono gestiti nella maniera peggiore possibile. Deludenti anche i ‘Muto’, troppo artificiali, quasi robotici.

    1. C’è chi li ha preferiti allo stesso Godzilla. Io sulla realizzazione delle creature non ho niente da dire. Molto invece ho da dire su come è stato scritto il film.
      Io temo una nolanizzazione sempre più invadente del cinema fantastico. E non mi piace affatto.

  11. Finalmente visto! Pacific Rim Vs Godzilla = 9999999 a 0! Mi dispiace, ma la trama è una cagata pazzesca, hai proprio ragione. Gli effetti visivi sono perfetti, ma il resto è una tragedia irritante. So che alcuni storceranno il naso, ma il Godzilla di Emmerich per me è nettamente migliore. Vedere Cranston come personaggio principale morire dopo 30 minuti per introdurre il citrullo del suo figliolo non è affatto una mossa vincente. Sinceramente finché Bryan è in scena sembra tutto funzionare, poi il crollo vertiginoso. Non c’è una cosa logica e plausibile verosimilmente con il mondo messo in scena da Edwards. Il film vuole avere toni seri e scientifici e poi assistiamo a combattimenti in stile wrestling che mi hanno lasciato basito e con il rimpianto di quelli degli anni 70! Invece di perdere 45 minuti a introdurre il personaggio principale perché non hanno cercato di creare i presupposti per un’ecosistema più chiaro e complesso? Alla fine la storia di Cranston e Binoche a che è servita? A niente di niente, solo a farti incazzare come una mina! Ma sto scemo di militare per 90 minuti assiste inerme ad una serie di scene ravvicinate coi mostri e basta…allora cosa ci sta a fare? La moglie e il figlio manco li considera tanto che preferisce salvare il figlio di altri, che manco lo ringraziano. Insomma salvo solo l’inizio, la scena dei paracaduti e il colpo di grazia di Godzilla al pipistrello simil Cloverfield! Il resto butto via tutto, voglio dimenticarmelo al più presto…un incubo! Almeno il Godzilla del 98 aveva ritmo, trama e azione adeguati al tipo di storia dandogli un connotato anni 90. Qui gli scontri sono solo appena accennati per poi dissolversi nella polvere o in inquadrature di secondo piano. Degna di nota la scena finale quando Godzilla si rialza e se ne va sotto l’applauso scrosciante di tutti i cittadini, dopo aver demolito e ucciso migliaia di persone. Ma poi perché Godzilla vuole uccidere Cloverfield? Bho…manco se lo mangia…forse semplice antipatia! Poi sto Godzilla come quello del 54…ma via dai non si può vedere! Capisco l’omaggio, ma questa è una trama mai usata per una delle pellicole anni 70! Chiudo con altre due perle di pessima plausibilità. Lo so sono prolisso, ma la delusione e l’incazzatura sono più grosse di Godzilla stesso. L’esercito USA improvvisamente sembra comandato da una massa di novellini tanto da far muovere delle testate nucleari su un treno, invece che per via aerea, sapendo bene che i mostri le mangiano come biscotti. Per finire l’esplosione della testata nucleare a qualche chilometro da San Francisco senza destare alcun interesse o preoccupazione ai cittadini o l’esercito completamente rincoglionito. E’ proprio bello vedere migliaia di cittadini che vivono l’accaduto come se nulla fosse tanto da restare tranquilli perfino a Las Vegas osservando alla tv la devastazione della loro città da parte di Cloverfield!
    Condivido e ti capisco quando sei restata perplessa davanti una trama del genere…io però non ti ho dato retta e me lo sono guardato!
    Del Toro regna!!!

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