Nurse 3D

lammerdaRegia – Douglas Aarniokoski (2013)

Certi film sembrano capitare nel posto giusto e al momento giusto.  Proprio pochi giorni fa si parlava di donne e cinema dell’orrore, e di come il genere sia impostato in maniera tale da porsi solo qualche gradino sopra la pornografia, per soddisfare un pubblico di riferimento che non ha altra pretesa se non di guardare a tette e sangue a buon mercato. Io penso sempre di esagerare quando dico che molti registi e produttori che sguazzano nel cinema dell’orrore vedono l’appassionato medio come una scimmia poco ammaestrata e in piena tempesta ormonale. Poi escono cose come Nurse 3D e mi convinco che ci vado anche troppo leggerina nella descrizione. Allora immagino malvagi esperti di marketing della Lions Gate (ormai abbonata allo sterco su pellicola) nell’atto di corrompere promettenti cineasti. Li vedo lì, seduti dietro a enormi scrivanie che si sfregano le mani pensando a quanti soldi possono fare investendo tre lire in progetti come questo. E penso sia profondamente ingiusto, penso che noi appassionati non ce lo meritiamo.
Ma, da un giro rapido di recensioni in siti specializzati, mi accorgo che in effetti Nurse 3D è proprio ciò che ci meritiamo. E che il 90% del cinema dell’orrore è composto da spazzatura puzzolente perché il pubblico del cinema dell’orrore si tuffa beato nella spazzatura puzzolente. E ti viene anche a dire che quello che senti non è un lezzo mefitico, ma delicato profumo di violette. O, anche peggio, più puzza più gli piace.

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Nurse 3D è il terzo lungometraggio di Aarniokoski. L’anno scorso, il regista si era distinto per The Day, un ottimo post apocalittico. Il nome del regista è stato l’unico motivo per cui ho scalato questa montagna di letame lunga, per fortuna, appena 83 minuti.
Non mi aspettavo granché, ma neanche un livello così infimo.
E tuttavia, questa non vuol essere una recensione del film, perché non vale neanche la pena recensirlo. Piuttosto vorrei andare a sottolineare come certi sottoprodotti vengono recepiti dalla critica specializzata. E per farlo, sono obbligata a darvi qualche piccolo dettaglio su Nurse 3D. Ci vorrà appena un minuto: infermiera psicopatica (Paz de la Huerta) uccide uomini traditori, instaura relazione morbosa con sua giovane collega (Katrina Bowden), la ricatta, cerca di darle la colpa dei delitti, fino all’esplosione (?) di violenza (?) finale, con furioso catfight tra le due ex amichette del cuore, diventate acerrime nemiche.
Regia: non pervenuta, sempre che qualcuno non intenda per regia inquadrare con insistenza il posteriore della protagonista, priva di indumenti intimi per una considerevole parte del minutaggio.
Sceneggiatura: quattro stronzate messe in croce, con la voce fuori campo della Huerta che farnetica strascicata neanche fosse sotto l’effetto di qualche oppiaceo, ed esprime un diluvio di banalità con tanta voglia di essere sagaci e spiritose. Sembra di avere accanto a te, sul divano, il regista che ti dà di gomito e ride da solo.
Recitazione: asinina. La sola idea di poggiare un intero film sulle spalle (non fate battute, per cortesia) di una come Paz de la Huerta è risibile. La poverina si aggira ingessata, ha la una gamma espressiva limitatissima e non fa distinzione tra furia omicida e seduzione. Ho forti sospetti sia narcolettica, dato che si addormenta nei primi piani. La Bowden fa le sue faccette, tanto ormai siamo abituati a vederla in ruoli tra l’imbarazzante e l’insultante. Il resto del cast, tra vecchie glorie chiamate a esibirsi in sordide particine e tristi camei di star dimenticate, non ha quasi senso di esistere.
Il tutto si riduce a un paio di plagi di De Palma, una comicità degna di Canale 5 a metà anni ’80, poco, pochissimo sangue e altrettanto scarsa creatività negli omicidi, e Paz de la Huerta senza mutande, Paz de la Huerta che cammina a ralenty in completino da infermiera sexy, Paz de la Huerta nuda, Katrina Bowden nuda, Paz de la Huerta e Katrina Bowden nude, insieme.

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Your life as a horror fan won’t be complete if you don’t see Nurse 3D. I’m not entirely sure it’s a good film, and I’m not entirely sure that its makers intended it to be good but it is a true delight in every sense of the word. Endlessly quotable, hilariously bloody and cavalierly clothed – I can’t imagine a group of people sitting down to see this thing and not having a good time.” Recensione di Bloody-Disgusting.
If you’re a regular reader of this fine site, you’ve likely heard a producer describe their film as “an elevate horror movie.” Nurse 3D is an elevated late-night Cinemax sex thriller with a woman with daddy issues (naturally) and a lot of bloodshed. It’s zany, often very funny stuff, man. Highly entertaining…you know, if seeing everything I’ve just described is your thing. See it with a crowd if you can.” Recensione di Shock TIll You Drop.
There’s nothing original here, and shame on you for looking to Nurse 3D with those expectations. This is a bona fide exploitation piece, and director Douglas Aarniokoski knows it. It’s a movie where a renowned surgeon (Judd Nelson) solicits sex from nearly every member of the nursing staff, where his shameless public conquests go ignored by the hospital’s HR woman. Aarniokoski chooses to accent these elements, creating a movie that revels in all the flesh its two leads are willing to show. It doesn’t go five minutes without a gratuitous ass shot. And it culminates in one of the most absurd splatter killing sprees in recent memory. In short, Nurse 3D may not be a trailblazer, no, but it’s a hell of a lot of fun.” Recensione di Dread Central. 
Signori, non so che dirvi: siete dei cerebrolesi, la cui vita da fan del cinema horror è destinata a non essere più la stessa se non vedete Nurse 3D, possibilmente in branco, mi raccomando, così potete commentare tette e culi in compagnia e, soprattutto, avere a lot of fun.
A lot of fun.
A lot of fun.
Scusate se ripeto, ma stampatevi bene in testa il concetto.
Divertitevi, massa di coglioni. Non chiedete altro che questo sterile divertimento basato sul nulla, spegnetelo, quel cazzo di cervello. Qui abbiamo Paz de la Huerta senza mutande pucciata nel sangue. E, in quanto spettatori, sarete felici e contenti per il resto dei vostri giorni.
Amen.

Nurse 3D 4

Non lo dico io. Lo dicono gli autorevoli pareri qui sopra.
C’è chi, arroccandosi su un indipendentismo quasi privo di valore in un momento storico in cui ogni film prodotto sulla faccia della terra è fruibile da chiunque, attacca il cosiddetto horror mainstream, additandolo come la fonte di ogni disgrazia e degenerazione.
Ma, riflettendoci bene (sempre che non siate tutti fuggiti di corsa a recuperare Nurse 3D), non è l’horror più edulcorato e fiabesco, quello alla The Conjuring (o anche il pessimo Insidious 2), a rovinare il genere. È questa roba che si fregia di etichette puriste, e si rivolge direttamente a un pubblico di presunti intenditori, a rendere il cinema dell’orrore una faccenda sordida e putrida. Perché rende impossibile giudicare un horror mediante gli stessi parametri con cui si giudicano prodotti di genere diverso.
Ne bastano tre: regia, sceneggiatura, recitazione. E se nessuno dei tre si attesta su un livello qualitativo sopra la media, allora il film è una merda.
“Eh, ma tu non sai divertirti”
“Eh, ma sei moralista”
“Eh ma ci stanno le TETTE” (scritto così, tutto maiuscolo, che lampeggia pure, al neon fucsia).
E qualunque discorso di natura critica va a farsi benedire.
Io voglio giudicare un film dell’orrore come se non fosse il parente povero del cinema, un po’ ritardato, a cui è concesso tutto perché tanto, poverino, si applica ma non ce la fa.
Voglio contestualizzare, voglio approfondire, voglio capire. E voglio farlo tramite il cinema dell’orrore.
Ma comprendo di essere in minoranza.
Boobs, blood e pop corn.
E più infermiere scosciate per tutti.
P.S.
Sapete tutti che non ho nulla contro l’intrattenimento e che difendo ogni volta che posso i film che nascono con l’unico scopo di far passare un paio d’ore spensierate al pubblico. Sapete anche che sono i modi a fare la differenza. Quindi non costringetemi a ripeterlo all’infinito nei commenti.

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46 commenti

  1. Brutto. Noioso. Sconclusionato.
    Erano le uniche tre parole che mi erano venute in mente per scrivere la recensione. Ho lasciato perdere.

    1. ma infatti io neanche ho voluto scrivere una recensione. Solo che certe cose fanno riflettere.

      1. Io più volte mi sono distratto a fare altro…

  2. Lo vedo una di queste sere… però, cazzo, anche arniokosky è caduto alla seconda opera. Questi qua non me la raccontano giusta.

    1. Ma perché poi gli danno una sceneggiatura di merda, i soldi per realizzarla, la certezza di avere recensioni positive da un fandom lobotomizzato, e i risultati si vedono

  3. Hi Hi la porcona dell’impero del marciapiede,a parte gli scherzi negli Usa noto ultimamennte nei loro prodotti un’ondata di conservatorismo , forse gli spettatori non devono più pensare?
    A quando una rece su Robocrop,li il povero Murphy e caduto dalle scale(maledetto pg 13).
    Un saluto Lucy.

    1. Ma uno tsunami di conservatorismo. 😀
      Robocop lo vedo una di queste sere. Ancora non ho avuto la forza. Mi prende malissimo solo l’idea

  4. In effetti la cosa più triste non è il proliferare di prodotti insulsi, ma la venerazione della quale oggi godono. Bah.

    1. Infatti i prodotti insulsi ci sono sempre stati, sempre ci saranno, e in ogni ambito.
      Però li esaltano.
      E io non me ne capacito.

      1. Se ci fai caso, è il trend attuale, e non vale solo per l’arte. Basta guardarsi intorno. A volte sembra di essere in Essi vivono di Carpenter.

        1. Sì, è una specie di epidemia di coglionaggine.
          Altro che occhiali.
          Anche perché ti ripetono ossessivamente che va tutto bene, che è giusto così, che abbiamo taaaaanta libertà di scelta.

          1. claudio · ·

            L’errore irrimediabile è stato credere che siamo una razza intelligente.

  5. A me The Day era piaciuto molto. Evidentemente trattasi di botta di enorme fortuna da parte del regista visto che ora ha prodotto cotanta schifezza

    1. The Day è un ottimo film. Questo neanche è un film.

  6. moretta1987 · · Rispondi

    A me sembra incredibile che siti come Bloody Disgusting che qualcosa di buono hanno anche realizzato elogino seriamente film come questo,mi viene da pensare quasi quasi che vengano pagati per delle marchette poi ripenso a persone che conosco e che hanno adorato cazzate simili e mi viene voglia di deprimermi.

    1. Da un lato c’è sicuramente il fattore marchetta. Nurse 3D aveva dei banner pubblicitari grossi come case su BD e altri portali.
      Ma c’è pure il mettersi a 90 gradi di fronte a ogni stronzata. Entusiasticamente, aggiungerei.

    2. Bloody Disgusting? Lo stesso sito che ha definito ‘Morituris’ (discutibile quanto volete, ok, ma almeno un tentativo di fare del cinema) il peggior film della storia del cinema insultando personalmente il regista?

  7. Sì, ma io ancora non ci arrivo, a ‘ste distinzioni di genere.
    Non capisco perché siano così importanti e perché la gente impazzisca.
    Giudico la storia. E quindi, a giudicare dalla storia, ‘sto film fa cagà. Ma… ripeto, forse sono io.

    1. Perché l’horror è sempre stato osteggiato in quanto genere “povero”. Ed è nato il complesso di accerchiamento.
      Io ho scritto i parametri in base ai quali giudico un film. Regia, sceneggiatura, recitazione (e altre cose, certo, ma restiamo sul basilare). Se un film ha una sceneggiatura di merda, una regia di merda e una recitazione di merda, è per forza un film di merda.

  8. ” E che il 90% del cinema dell’orrore è composto da spazzatura puzzolente..”
    bè qua dobbiamo ricordare la legge di Theodore Sturgeon, scrittore di fantascienza, a chi gli diceva che il 90% della fantascienza è spazzatura lui rispondeva che il 90% di qualsiasi cosa è spazzatura, Sturgeon disse che una prima versione diceva “Niente è sempre assolutamente così” comunque volendo prendere per buona questa legge, oggi l’offerta cinematografica è talmente aumentata che è probabile che il 10% di roba buona o decente di oggi sia da solo più vasto del 90% di spazzatura di trent’anni fa.
    E’ un discorso generale, non ho visto il film (e mai lo vedrò credo) quindi non posso dire niente e sul resto mi sono già espresso nel post di due giorni fa

    1. Nell’horror la percentuale si alza. E viene giustificata perché, tanto è horror e allora va bene tutto.

      1. io tendo sempre a vedere il bicchiere mezzo pieno.
        Aggiungo solo che il criterio per cui giudicare i film anche secondo me è proprio il tuo: regia, sceneggiatura, recitazione, il problema non è mai il tasso di blood o di “boobs” (che se ci va messo, va messo senza troppe remore secondo me) ma se tali elementi sono messi o no in un film dalla buona sceneggiatura e regia. Se in qusto caso non è così, è giusto dire che il film fa schifo

  9. A questo punto potevano semplicemente girarci un porno, sarebbe stato molto più coerente e onesto. Intendo anche e soprattutto nei confronti dell’appassionato di horror …che così perlomeno avrebbe saputo da subito di dover cambiare aria alla ricerca di un film vero, evitando di farsi pigliare per il culo in questo modo (se dopo The Day il futuro di Aarniokoski deve ridursi a questo, piuttosto si dedichi a un altro Highlander…e non sto assolutamente scherzando).
    P.S. Che diamine gli è preso a quelli di Bloody Disgusting? Già i fraintendimenti di Dread Central e soci sono fonte di enorme amarezza…ma se ora ci si mettono in mezzo anche loro cascano letteralmente le palle 😦

    1. Ma infatti, meglio un Highlander numero 47 che questa roba qua.
      Però agli appassionati sembra piacere.
      E BD sta avendo, ultimamente, delle cadute di stile pazzesche. Tanto che non mi fido più di una loro singola recensione.

  10. Una ciofecata immane, comunque più ci penso più non riesco a capire come mai piaccia a quelli di BD….

    1. Due sono le spiegazioni: o sono marchette, o fanno le recensioni che ritengono possano piacere ai fan.
      E tra le due non so quale sia la peggiore.

  11. Helldorado · · Rispondi

    Le foto promozionali sono molto interessanti però…

    1. Le varie locandine erano bellissime. Davvero. Senza ironia.
      Poi il film è la cacca 😀

  12. Cavolo , recensione molto simile a quella di 400 calci….
    Non voglio dire che hai scopiazzato ; ma che sto’ film dev’essere na’ cacata !
    Ciao

    1. Sì, ho letto la recensione dei 400 calci stamattina. E mi fa piacere che abbiamo affrontato un discorso simile. Che però io porto avanti, su questo blog, sin dai tempi di Hatchet.

  13. A lot of fun. A lot of fun. A lot of fun.
    Che mi ricorda tanto I did it for the lulz dell’orrendo Smiley, quindi mi viene da fare un’unica equazione ed evitare questo film!

    1. Stanne più lontana che puoi!

  14. Ciao Lucia.
    Grazie della recensione, mi sa che mi farai risparmiare noia e fatica visiva. Ho imparato a fidarmi: quando tutti mi dicono che è brutto e stupido, cerco di evitare (sto invecchiando e il tempo diventa prezioso). In pratica, TALORA riesco a vincere quell’impulso (molto comune nell’appassionato horror) che ti spinge a vedere per forza un film su cui tutti sputano, cercandoci un senso e che il 99% delle volte ti delude orribilmente (maledetto quell’1%!). Una tua rapida opinione, se puoi: come consideri i tre capitoli di “Hatchet”? Siamo sul fronte dell’inutile, come questo “Nurse 3D”, o dello splatter divertente?

    1. Ma figurati!
      Di Hatchet ne ho parlato in due articoli che sono sparsi in giro per il blog. Comunque ogni film è indicizzato.
      Io non sono un’estimatrice della saga, anche se ho trovato il terzo più gradevole rispetto ai primi due.

      1. Ora che mi ci fai ripensare, in effetti il terzo è “diretto” meglio, ma in effetti li ho guardati tutti in fila con il cervello non proprio accesissimo, dato che non ce ne era troppo bisogno…

        1. No, diciamo che per Hatchet il cervello è del tutto superfluo. Però, se non altro, ha la sua dignità

  15. […] film, intendiamoci, ma di certo non una schifezza, per quella potete buttarvi tranquillamente su Nurse 3D. Il popò di cast (e non il cast di popò come è stato definito da alcuni facinorosi) è degno […]

  16. Ecco io credo che basti questo tuo commento “Nell’horror la percentuale si alza. E viene giustificata perché, tanto è horror e allora va bene tutto.” Per spiegare il tutto… Parole sante Lucia.

    1. Ecco.
      A me piacerebbe solo che il genere che preferisco venisse affrontato con una serietà maggiore. Che non vuol dire rinunciare a divertirsi. Ma farlo rispettando l’intelligenza dello spettatore.

  17. Vediamo se WordPress mi lascia commentare (non so perché ma continua a darmi problemi).
    Lucia adoro il tuo blog e leggo sempre le tue recensioni, purtroppo non commento mai per colpa di WordPress, comunque anch’io (pur essendo un maschio) la penso esattamente come te riguardo a questo film.
    Hai visto per caso “Il segnato”?
    Anche quello merita il “premio” di Lammerda.

    1. Che problemi esattamente ti dà WP? Che in caso segnalo la cosa.
      Non ho visto Il segnato perché, essendo uno spin off di Paranormal Activity, me ne sono tenuta a debita distanza. Di quella saga ho guardato solo i primi due film e mi sono bastati 😉

      1. Praticamente ho cominciato ad avere problemi d’accesso all’epoca dell’unione fra il profilo gravitar e wordpress.
        Scrivevo un commento, inserivo i dati d’accesso e puntualmente la pagina crashava.
        Ora forse con il cambiamento di blog la cosa si è sistemata.
        Te lo dico, “Il segnato” come “Paranormal Activity” per me sono la morte del cinema e hai fatto bene a evitare questo “franchising”.

  18. Per prima cosa, complimenti per il blog, lo scopro solo oggi (mea culpa). Il problema qua, secondo me, è che la rivalutazione di certo cinema di serie B ha creato dei colossali fraintendimenti, mi riferisco sia al revival dell’exploitation italiana che alla più recente ‘moda’ grindhouse. Un vero appassionato capisce perché Zombi 2 e Cannibal Holocaust sono dei buoni film mentre Le notti del terrore e Mangiati vivi sono delle porcheriole che possono risultare, al limite, involontariamente divertenti. La gente che va dietro a Nurse 3D butta tutto nello stesso calderone ‘trash’ perché, yeah, le tette, il sangue, etc.

    1. Benvenuto da queste parti!
      sono perfettamente d’accordo con te. certe mode che rivalutano brutti film proprio in virtù della loro bruttezza, poi portano inevitabilmente a certe storture

  19. Dispiace vedere una categoria così piena di possibilità nel cinema horror, come quella dell’infermiera ridotta ad una scusa per mostrare silicone o botox. Dall’ “infermiera” Misey fino alle iconiche infermiere di Silent Hill (per me delle opere d’arte viventi) siamo finti a Nurse 3D. Vergogna.

    1. Sì, le infermiere di Silent Hill sono indimenticabili. Degli incubi viventi.

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