1998: The Faculty

The-Faculty poster
Regia – Robert Rodriguez
“What happens at the end of all those stories, Stokely? How does Invasion of the Body Snatchers turn out?”
“They get us. They win. We lose”

Noto anche come: Breakfast Club incontra Il Terrore dalla sesta Luna (o L’invasione degli Ultracorpi, scegliete voi).
Scrive Kevin Williamson, che avrebbe dovuto anche dirigere il film, ma ha poi preferito lasciare il timone a Rodriguez ed esordire con Killing Mrs. Tingle.
Producono i malvagissimi Wenstein.
Ce n’è abbastanza per infilare The Faculty nel novero dei cloni e derivati di Scream, colpevoli di aver impestato gli anni ’90 con la loro conclamata idiozia.
Peccato che The Faculty sia un ottimo prodotto di intrattenimento che si allontana dallo schema slasher consolidato e affronta un genere per l’epoca piuttosto rischioso.
Strano anno il 1998, per il cinema fantastico. A confronto con il resto del decennio, è abbastanza prolifico. Esce quella piccola perla de La Sposa di Chucky, arriva in sala Deep Rising, per regalarci un po’ di mostroni, mentre l’ondata del revival iniziato da Craven partorisce brutte faccende, come I Still know you did last summer e Urban Legend, ma anche interessanti rivisitazioni come Halloween H20.
E poi sì, è l’anno dello splendido Vampires, del sempre più splendido Carpenter, che però passa piuttosto inosservato. Troppo adulto e troppo in controtendenza.
Ah, nel 1998 Van Sant stupra Psycho. So che lo avevate rimosso, ma io sono sadica e vi ricordo che quel film è esistito.

Insomma, si nota qualche segno timido di ripresa per il cinema che piace a noi e The Faculty, pur ponendosi tranquillo e al sicuro nel solco di una tradizione già consolidata dopo solo un paio d’anni dal suo stesso sceneggiatore, forse per merito dell’atteggiamento più scanzonato e anarcoide del Rodriguez degli inizi, straccia i suoi colleghi contemporanei senza nemmeno sforzarsi troppo.

08_faculty_blurayAlla base c’è sempre il sistema di citazioni e rimandi al cinema del passato, un sistema ben noto sia al regista che a Williamson. Entrambi ci hanno costruito una carriera sopra. Ma questa volta non si omaggia qualche infimo e oscuro slasher degli anni ’80. Si entra invece nel territorio della fantascienza che più classica non si può e si racconta una storia già nota, di cui lo spettatore è in grado di prevedere ogni mossa e sviluppo, con due piccole varianti: l’ambientazione scolastica e adolescenziale e una massiccia dose di ironia.
A differenza di Scream non si avverte quello sfasamento tra regista e sceneggiatore che rendeva il film di Craven così particolare. Manca lo sguardo dolente del vecchio regista che assiste con un po’ di angoscia allo sfacelo morale di una generazione.
Rodriguez e Williamson hanno un background molto simile e una impostazione comune. Sono in perfetta sintonia. E nonostante Rodriguez non abbia mai avuto a che fare con l’horror adolescenziale, sembra trovarcisi bene e sguazzarci dentro alla perfezione.

The Faculty ha un cast impressionante, con tante (allora) giovani star e un paio di vecchie glorie, più qualche volto da amare senza riserve in ruoli strategici. Ecco che quindi possiamo ammirare Famke Janssen, Robert Patrick e Piper Laurie che recitano insieme, per la gioia di grandi e piccini, vedere un Elijah Wood versione sfigatissima e un Josh Hartnett che ai tempi era abbonato ai ruoli da bello e maledetto. Come aggiunta del tutto personale, c’è anche un’attrice che io adoro e che, beata lei, ha lavorato proprio con Carpenter in Fantasmi da Marte, Clea DuVall, anche lei da ragazzina condannata a interpretare l’ombrosa e solitaria a tempo indeterminato. Qui fa l’appassionata di fantascienza che si finge lesbica per essere lasciata in pace dai suoi compagni di scuola. Di gran lunga il personaggio migliore di tutto il film.

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The Faculty non ha assolutamente nulla di originale, non vuole neanche averlo. Il riferimento iniziale a Breakfast Club non è campato in aria. Rodriguez cita a più riprese il film di John Hughes, a partire dalla definizione dei cinque personaggi principali, una riedizione contemporanea dei ragazzini costretti a passare un pomeriggio insieme nel 1985.
E anche qui, nella piccola giungla quotidiana di un liceo americano, dipinto davvero come un serraglio fatto di soprusi e angherie, dove ti gonfiano di mazzate, i professori non ti cagano di striscio e non ci sono neanche i soldi per comprare dei computer nuovi, abbiamo personalità diversissime costrette a fare causa comune.
Contro gli alieni che si impadroniscono dell’intero corpo docenti e, da una cittadina dell’Ohio, iniziano la loro invasione del mondo.
Piccoli parassiti che necessitano di grandi quantità d’acqua per sopravvivere, vulnerabili solo alla droga fatta in casa dal personaggio interpretato da Hartnett. La scoperta del punto debole degli alieni permette a Rodriguez di rigirare, in versione comica, la famosissima scena de La Cosa (oggi stiamo parlando di Carpenter più del solito) in cui i protagonisti si fanno il test per stabilire di essere ancora umani.
E, ancora da La Cosa, viene presa di peso la camminata della testa staccata dal corpo di Famke Janssen dopo un incidente d’auto.
Niente di nuovo, dicevamo prima. E tuttavia la miscela di tutti questi elementi funziona bene. La comicità non sfocia mai nel demenziale, il film evita sempre all’ultimo secondo di scivolare nella vaccata e, come bonus che non guasta, c’è persino un accenno di malinconia nel raccontare la vita di questi ragazzi, la loro solitudine, il loro sentirsi alieni rispetto a un mondo adulto che a stento li considera e ai loro stessi coetanei che, nel migliore dei casi, li fanno sentire inadeguati.
Certo, anche questo è già visto e sentito miliardi di volte. E realizzato anche in modi migliori.

ScreenShot328

E tuttavia The Faculty è un film piacevole da ricordare. Non nonostante, ma proprio per la sua leggerezza nell’affrontare certi temi. Se pensate al suo gemello uscito proprio lo stesso anno, Disturbing Behavior, che si prende dannatamente sul serio (e ha il coraggio di fare recitare seriamente Katie Holmes e James Marsden), avrete la misura di quanto possa essere difficile fare un film così senza risultare stucchevoli.
Ma a quei tempi Rodriguez sapeva imprimere un ritmo folle ai suoi prodotti, e in regia e in montaggio, Williamson ancora aveva un piglio eccellente nella scrittura dei dialoghi (poi ha iniziato a ripetersi), gli attori erano tutti in stato di grazia e si percepisce un grande divertimento da parte di chiunque abbia contribuito alla realizzazione del film.
Unica pecca, gli effetti speciali un po’ datati, anche se la Regina Aliena fa ancora la sua porca figura.
Commedia fantascientifica piuttosto in anticipo sui tempi, gli deve qualcosina persino The World’s End, sebbene con tutt’altra classe e a un livello infinitamente superiore.
Da recuperare in una piovosa domenica pomeriggio, come ho fatto io, per dimenticarsi la settimana che ti arriva addosso alla velocità di un treno e farsi due risate.
A volte non si ha davvero bisogno d’altro per sentirsi meglio.
Ma se tutto questo non dovesse bastarvi, c’è anche una colonna sonora della Madonna.

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19 commenti

  1. seguo il consiglio di locki , che è meglio! 🙂
    Però mi hai ricordato un regista che a me piaceva molto,cioè John Hughes e un grande film come breakfast club.
    Buona giornata!

    1. ma guarda che questo the faculty è davvero gradevole.
      😉

      1. ce lo so! l’ho visto due volte. Però non mi è piaciuto. A bassa voce ti dico che invece ho amato tanto generazione perfetta,ma quel film piace solo a me , me sa!

        ok ho capito prendo i ceci e mi ci inginocchio sopra,mentre mi guardo a mo di cura ludovico la performance di lady gaga in machete kills 🙂

        ciaoo!!!

  2. Helldorado · · Rispondi

    Non ricordo mica se l’ho visto o no… 😀

    1. ahahaahah XDXD

  3. Decisamente inferiore alla precedente produzione di Rodriguez, quel From Dusck Till Dawn che aleggia da anni sopra le nostre teste come esempio di un intero genere, ma decisamente piacevole, specialmente per il Cast di All Star con cui Rodriguez ha infarcito la pellicola.

    1. sì, dal tramonto all’alba è tutt’altra cosa.
      però questo si difende. gradevolissimo

  4. Un film che mi è sempre piaciuto, nonstante sia una boiata. Ma almeno è una boiata divertente e citazionista.

    1. ma poi, cosa sarebbe la vita senza queste boiate?

      1. La vita è una boiata

  5. Giuseppe · · Rispondi

    E’ vero, non ha nulla di originale…ma è anche per questo che funziona. Per il rispetto dei classici -del cinema e non solo- ai quali fa riferimento, da Carpenter a Don Siegel e a Hughes…ed Heinlein e Finney, ovviamente. Affettuose citazioni che trovo rafforzate proprio dal clima sapientemente spigliato, divertente -e con quel pizzico di malinconia che giustamente ricordi- ma mai caricaturale che Rodriguez e Williamson ci fanno respirare per tutto il film (e, davvero, qui non ci sono attori e attrici fuori parte nemmeno a voler cercare col lanternino)…e volendo, a rivederlo oggi anche gli effetti speciali (comunque buoni, Regina Aliena su tutti) possono contribuire a suscitare quella piacevole nostalgia del bel tempo che è stato, quando erano gli effetti a dover essere al servizio di una buona storia e non viceversa. Tra l’altro -altro punto a favore- mi pare non ci si sia dimenticati nemmeno di omaggiare Lovecraft, con l’ombra che proietta Laura Harris quando sta cercando di stanare Wood e Hartnett… 😉
    P.S. Ecco, non solo mi hai ricordato Psycho di Van Sant ma pure uno dei più grandi film sprecati nella carriera di Bruce Greenwood, William Sadler a Steve Railsback (beh, va detto che qui almeno loro recitavano, a differenza della Holmes)…sì, questa volta sei stata proprio sadica! 😀

    1. è vero… l’ombra di Lovecraft aleggia in quella scena e anche in altri momenti sparsi del film.
      e comunque dà l’idea di un film in cui tutti si sono divertiti come matti.
      sembra una festa riuscitissima

      1. Giuseppe · · Rispondi

        Sì, dev’esserci stato davvero un bel clima allegro e affiatato sul set…e comunque non avrei assolutamente potuto dimenticarmi di The Faculty, visto che oltre a essere un film gradevolissimo è stato anche uno dei miei primi acquisti in dvd in assoluto. E forse mi crederai sulla parola se ti dico che in dieci anni me lo sono rivisto ben PIU’ di una volta (altro che sputazzate) 😉
        P.S. Clea DuVall mi era piaciuta non poco anche ne “Il mostro oltre lo schermo”…

  6. Il fatto stesso che nel cast c’è la Janssen e la DuVall merita una visione!

    1. anche tu innamorato della DuVall?

      1. Ovviamente, poi quando fa la dark i miei due neuroni che bazzicano ai piani alti, vanno a riposo e mi abbraccio la tv.
        Il film l’ho visto ieri, e mi è piaciuto! Cosa rara per me.
        Quando hai delle chicche cosi, diffondile 😉

        1. Ho l blog apposta per diffondere chicche 😉

  7. Adorato e recensito… Poi magare sono anche di parte perche’ rodriguez mi piace sempre un sacco… Certo non e’ il massimo dell originalita’ ma fa il suo dovere: diverte. Che al giorno d oggi e’ gia’ tanto. Un salutone 🙂

    1. io pensavo che non se lo ricordasse nessuno e che mi avrebbero presa a sputazzate in faccia.
      e invece…
      contenta di sapere che ci sono altri fan del film

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