Pucciosità Natalizie: I Goonies

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Regia – Richard Donner (1985)

E andiamo avanti così a farci del male, che ieri sembra abbiate gradito il tuffo nella nostalgia più spinta.
Dico farci del male perché parlare di questi film si porta sempre dietro un pizzico di rimpianto. È normale, ed è anche giusto. Sono i film con cui siamo cresciuti più o meno tutti e, facendo un po’ di calcoli, non c’è quasi nulla che li abbia sostituiti neanche per le generazioni successive, che hanno continuato a vederli e rivederli sugli schermi casalinghi.
Basta pensare a quanto ancora vendono le edizioni home video dei film per ragazzi anni ’80.
Sì, lo so che siamo sempre noi a ricomprarle. Ma, non paghi dei pomeriggi buttati al cesso cercando mappe del tesoro che non avremmo mai trovato, non ci accontentiamo di riservare a questi film uno spazio nei nostri cuoricini vecchi e stanchi. No. Li tramandiamo.
E ora, la domanda che potrebbe rischiare di far crollare il post che sto scrivendo alla centesima parola o giù di lì: erano davvero buoni film? Oppure è il filtro degli anni passati a renderli speciali solo per noi?

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I Goonies. Da un soggetto di Spielberg, scritto da Chris Columbus, diretto da Richard Donner, prodotto dallo stesso Spielberg.
Di Spielberg è inutile stare qui a discutere. Lo conosciamo tutti e suppongo di aver anche sottolineato troppo quanto lo considero fondamentale.
Donner è uno di quei registi il cui nome magari dice poco a un pubblico meno attento. Poi uno snocciola la sua filmografia e cadono le mascelle. Non solo l’unico Superman (Zack Snyder? Prrrrrrrrrrrrrr), ma anche una cosetta come Arma Letale, un filmettino senza importanza come The Omen, nonché quella perla straordinaria del cinema fantastico che è Ladyhawke, uscito proprio lo stesso anno de I Goonies  (che dite, ne parliamo un giorno di questi?).
Columbus è un regista, produttore e sceneggiatore che ha attraversato allegramente tre decenni di cinema per ragazzi (con brevi incursioni nella commedia romantica) senza mai perdere un colpo. Ha scritto I Gremlins e Piramide di Paura,  all’inizio degli anni ’90 ha fatto il botto dirigendo Mamma, Ho perso l’aereo. E poi, arieccolo nel 2001 a capo della saga di Harry Potter. C’è il suo zampino anche dietro Percy Jackson. Quando si dice sapersi riciclare…
Questo piccolo sunto per ribadire quanto siano importanti i nomi alle spalle di un progetto.  Spielberg, e scusate se insisto, non sceglie (quasi) mai di collaborare con dei cretini: prendete il mestiere pazzesco di Donner, la furbizia commerciale di Columbus, il genio di Spilby, mescolate il tutto, aggiungete un pizzico di Indiana Jones per ragazzini e avrete serviti I Goonies.

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Non devo essere io a spiegarvi quello che ha significato Indiana Jones per il cinema d’avventura. Nel 1985, il personaggio portato sullo schermo da Lucas e Spielberg era già un’icona. Ma era comunque rivolto a un pubblico un po’ più adulto e smaliziato. E allora a papà Spilby viene l’idea di realizzare il film d’avventura per ragazzi definitivo. Cosa che può anche essere considerata una bieca operazione di marketing per incassare un sacco di quattrini alle spalle di giovani sprovveduti e bla bla bla. Ma se poi il risultato è un film incantevole, fatevi un pacco di affaracci vostri e andate un attimo a fare i conti in tasca alla Rowling.
Perché qui entra in gioco il fattore di rischio che c’è sempre nel momento in cui decidi di portare sullo schermo una storia originale. Oggi Hollywood vive attaccata come una sanguisuga al successo di saghe letterarie, videoludiche e fumettistiche. Le palle di investire milioni di dollari su una sceneggiatura che non sia un incasso sicuro non ce le ha più nessuno.
Io immagino i producer americani nelle loro ville con piscina che si prendono a grandi pacche sulle spalle perché gli incassi di Hunger Games hanno superato le aspettative: “va’ che bravi che siamo stati”.
Al che una voce alle loro spalle: “e grazie al cazzo scusate, così son buoni tutti, son buona pure io”.
E forse, dato che ormai siamo entrati nella pericolosa deriva del si stava meglio quando si stava peggio (signora mia!), la differenza fondamentale tra il cinema con cui sono cresciuta io e quello che si fa oggi è proprio la mancanza totale del fattore rischio.
Non potevano saperlo, Spielberg, Donner e Columbus, che I Goonies avrebbe incassato sessantuno milioni di dollari, a fronte di un budget di diciannove. E anzi, il primo fine settimana di programmazione non fu neanche troppo incoraggiante. Poi la pellicola è decollata ed è entrata nella storia del cinema per ragazzi.
Film di intrattenimento, certo, prodotti con lo scopo di guadagnare, ovvio. Ma basati su uno sforzo creativo che aveva il suo peso in fase realizzativa. Circolazione di idee, soprattutto. Per dirla con una semplicità quasi brutale: ho una storia in mente, perché non ci facciamo un film?

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E la storia dei Goonies, per quanto un po’ pasticciata e dozzinale, funziona. Come funziona un cast corale, con ogni personaggio caratterizzato alla perfezione, senza che nessuno prevalga sull’altro. Personaggi sicuramente sopra le righe e macchiettistici, ma a cui viene facile affezionarsi, con cui ogni bambino può identificarsi. Un gruppo di amici e una grande avventura. Ritmo indiavolato, battute a raffica, cattivi da operetta ma non per questo meno pericolosi (il cadavere nel frigo) e, in cima a tutto, il fascino eterno dei pirati, con quella nave (vera, un bestione di 35 metri andato poi distrutto) che nel finale vediamo allontanarsi all’orizzonte, portando via per sempre il suo equipaggio di scheletri e i suoi tesori. Però nell’ultima scena trattasi per ovvi motivi di un modellino.
E quindi, per tornare alla domanda iniziale, I Goonies è un buon film. Molto leggero e più infantile rispetto ad altre pellicole del periodo, ma così traboccante di idee, trovate, sequenze indimenticabili, linee di dialogo epiche, che gli si perdona tutto e lo si guarda sempre volentieri. I Goonies è il classico esempio dell’intrattenimento puro come nobile arte. Diverte, esalta, cattura e non ti fa mai sentire un cretino.
E ora ditemi chi tra voi non avrebbe voluto tutti gli assurdi marchingegni di Data.
Come al solito, musica!

11 commenti

  1. Helldorado · · Rispondi

    Indimenticabile, ogni volta che lo vedo ondeggio tra la nostalgia e il divertimento puro. 😀

  2. Che hai ritirato fuori Lucia!Debbo farlo vedere ai miei figli…Fantastico!

    1. Io ce l’ho in programma la sera della vigilia per la seienne…

  3. Ciao a tutti mi chiamo Giocher e anch’io ho fabbricato i trucchi di Data in economia.Tutti.

    Ah quoto dall’incipit alla chiusa, in toto.

  4. moretta1987 · · Rispondi

    Questo rimane tutt’ora uno dei miei preferiti e per rispondere alla tua domanda si io credo sinceramente che film come I Goonies pur con tutta la loro ingenuità fossero meglio di certi film odierni.

  5. Ah, il 1985, anno di quei film “ragazzini” -ma, intendiamoci, tutt’altro che semplici ragazzate- quali erano I Goonies di Donner ed Explorers di Joe Dante (che, lo confesso, con la sua tenera e scanzonata sci-fi era e rimane per me il preferito tra i due). Quelli erano gli anni delle idee avventurose nella mecca del cinema, mentre oggi negli stessi lidi sono quasi esclusivamente anni di rifacimento, riciclo, trasposizione e adattamento…il confronto e quel po’ di nostagia che ne viene sono inevitabili, direi.
    P.S. Sì, sì, parliamone eccome di Ladyhawke e di tutti gli altri che hai detto 😉

  6. LordDunsany · · Rispondi

    Rispondo io alla tua domanda premettendo che quell’anno vidi Indiana Jones al cinema e mi rifiutai di vedere i Goonies; non ho mai amato i film con protagonisti dei bambini. L’ho visto lo scorso anno per la prima volta: è un buon film d’intrattenimento e piacerebbe di sicuro a qualsiasi bambino di oggi!
    Lucia vogliamo pure Ladyhawke (tra l’altro il castello iniziale è qui vicino a casa mia 😀 ), Piramide di Paura e L’avventura degli Ewoks!:) (E Labyrinth e anche Legend) 😉

  7. No, seriamente: se posti un articolo su ladyhawke io sono costretta a uscire dal mio confortevole angolino di lurker (in cui sto rintanata da tipo quando hai aperto il blog), gettarmi ai tuoi piedi e chiedere la tua mano. Quindi pondera molto bene cosa fare.

    1. Allora arriverà il prima possibile, magari proprio per la vigilia! 😀

  8. Cara Lucia, intanto ti faccio gli Auguri di un ottimo e gustoso Natale, e che il 2014 sia denso di buone visioni filmiche. A presto!

  9. Questa pucciosità natalizia mi piace un bel po’ kamerà!!! 😀 I Goonies…sai le mappe del tesoro che ho disegnato e sbruciacchiato per via di questo film :D? Sai le avventure fatte d’estate in campeggio per cercare il “tesoro di Willy l’Orbo”??? Non scordiamoci che se Pippy su fb ha il nick che ha è sempre per i Goonies 😀 😀 Adoro!! *_*

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