Due parole su Hunger Games – La ragazza di fuoco

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Io non so cosa mi trattenga, a volte, dal chiudere baracca e burattini e ritirarmi al mare, per occuparmi d’altro. Fotografia subacquea. forse. Un passatempo più nobile rispetto all’assistere impotente a scempi di tal fatta, incensati in lungo e in largo, senza apparente motivo. O forse ce n’è uno: la qualità è così livellata verso il basso che persino un prodotto poco meno che mediocre come Hunger Games – La ragazza di fuoco, sembra essere salutato come un grande film di intrattenimento “intelligente” e “profondo”.
E uno dovrebbe iniziare a preoccuparsi se un sito autorevole come Bloody – Disgusting definisce il film di Francis Lawrence: “this generation’s Empire Strikes Back (and it certainly has a lot more to say)”. 
Lawrence (con lo stesso cognome della protagonista Jennifer), diciamolo subito, così si capisce con chi abbiamo a che fare, viene dal mondo dei videoclip (Britney Spears, Jennifer Lopez) e in carriera, da un punto di vista cinematografico, ha roba piuttosto imbarazzate. La sua opera migliore è I am Legend, quello con Will Smith. 

Passiamo ora a vedere chi ha scritto il film: Simon Beaufoy e Michael Arndt. Nulla contro nessuno dei due, per carità. Ma non è che abbiano questa esperienza col cinema fantastico o, almeno, d’azione. No. Arndt ha scritto Oblivion, che nonostante io abbia in parte apprezzato, aveva proprio degli enormi problemi di sceneggiatura, tra banalità, lieto fine posticcio e scelte discutibili nel reparto logica. Spulciando la filmografia, si nota che entrambi si sono formati in un ambito molto specifico, la commedia romantica. E qui dovrebbero piovere le prime perplessità.
Perplessità in fin dei conti fugate dall’etichetta Young Adult, di cui un prodotto come Hunger Games si fregia con orgoglio.
Perché, sotto sotto, sappiamo benissimo che nessuno ha un briciolo di interesse per l’universo distopico che il film potrebbe rappresentare, come del resto neanche per il gioco che dà il titolo a trilogia letteraria e quadrilogia (eh, sì, l’ultimo capitolo sarà diviso in due che si capitalizza meglio) cinematografica. Questa roba viene girata (e precedentemente scritta) avendo in testa solo la sottotrama romantica.

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Tutto il resto è un orpello per allungare il minutaggio (elefantiaco, due ore e passa di nulla sotto vuoto) e dare un contesto più o meno appassionante al triangolo amoroso su cui la vicenda si basa.
Ma tutti notano macroscopiche differenze qualitative tra La ragazza di fuoco e il suo predecessore, e imputano al povero Gary Ross, cacciato a pedate in culo e sostituito, nonostante il suo film abbia incassato la bellezza di 691 milioni di dollari, la colpa della scarsa riuscita del primo Hunger Games.
Cazzate.
Una montagna di cazzate.
L’unica differenza riscontrabile tra i due film è che mentre Ross era un patito della macchina a mano in perenne movimento, Lawrence è appena appena più morbido e fluido. Per il resto son due prodotti fotocopia, con i soliti personaggini di carta velina, un cast di super stelle pagate un’ira di Dio per apparire quattro secondi in tutto, truccate come imbecilli e vestite come pagliacci, e un regia e una sceneggiatura a uso e consumo degli urletti delle ragazzine tra il pubblico.
Se quella della serie Hunger Games è una distopia, davvero chiudiamola qui perché ormai siamo alla deriva. E se questo filmettino da tre lire rappresenta  ciò che ha rappresentato L’Impero Colpisce ancora all’epoca della sua uscita, allora chiudete quella cazzo di Hollywood e andate a sprofondare nei liquami.

Succede anche da noi, non è solo un problema del cinema americano: in un momento di crisi nera e profondissima, con le sale cinematografiche e le produzioni alla canna del gas, un incasso di proporzioni titaniche viene salutato ovunque come una inaspettata boccata d’ossigeno.
Basta pensare alle arrampicate sugli specchi della critica nostrana per giustificare il successo di certi comici provenienti dalla tv e passati a insozzare il grande schermo, e vedrete che, in piccolo, è una cosa che fanno tutti quanti.
Se un film di merda porta a casa 672 milioni di dollari dal 22 di novembre a oggi, allora forse non è proprio un film di merda. Perché al pubblico che negli ultimi anni ha disertato le sale, riducendo gli incassi e mandando in panico le grandi e piccole produzioni (a livello mondiale), e che a un certo punto torna ad affollarle, non si può andare a dire che ha dei gusti di merda. Va blandito e coccolato, sia mai che alla prossima trilogia tratta dal romanzetto scritto coi piedi, ma venduto in ogni angolo del globo, si rompa le scatole e inizi a pretendere altro.
Peccato che Hunger Games sia un film di merda e peccato che il pubblico abbia dei gusti di merda.

persino lei si è rotta i coglioni

persino lei si è rotta i coglioni

Intendiamoci, io sono la prima a esultare se la Lions Gate, con un quinto del ricavato dal ciofecone pseudo distopico, realizza tre o quattro film interessanti. I blockbuster servono anche a questo. Inoltre, che una roba come Hunger Games totalizzi quella valanga di quattrini non è poi questo scandalo, dato il successo dei libri e soprattutto se si considera che il budget dedicato alla promozione è forse anche superiore a quello dedicato alla produzione.
Quello che mi lascia sbalordita è che se ne parli bene, con Rotten Tomatoes che gli regala una media del 7.5, il Guardian che scomoda addirittura Rollerball. E basta farsi un giro in rete per vedere come tanti critici (cvitici vevi) si spertichino in lodi per un film che, fosse uscito solo una quindicina di anni fa, avrebbe al massimo fatto sbadigliare tutti.
Siamo davvero ridotti così male?
Il bisogno di giustificare con critiche lusinghiere il successo di opere di basso livello, quasi si avesse paura di ammettere che potremmo meritarci altro, anche nel settore dei prodotti più commerciali, è un pessimo segnale.
Vedere gente che di cinema dovrebbe saperne un briciolo mettersi a novanta gradi davanti a Hunger Games non è solo triste, è anche pericoloso.
Dicono che La ragazza di fuoco abbia una trama più complessa e meno derivativa rispetto al suo predecessore.
Balle.
La trama è un pretesto per far tornare Jennifer Lawrence nell’arena dove si disputano i giochi insieme a quel bietolone del suo amichetto Peeta: per i settantacinquesimi Hunger Games, il presidente (un sempre più spaesato Donald Sutherland) decide di far partecipare i vincitori delle edizioni passate, così possono ammazzarsi tra loro e smettere di essere pericolosi.
Perché sono pericolosi? Perché sì.
Dicono anche che ci sia, in questo Catching Fire, una specie di sottotesto femminista.
Idiozie.
Non esiste niente nel personaggio di Katniss che possa ricondurre a una qualche forma di empowering femminile. Semplicemente, Katniss mena. Non sempre, e solo quando deve uccidere i cattivi. I cattivi poi sono soltanto ragazzi come lei finiti in un mare di merda, ma se non ci metti una bella linea di demarcazione tra bene e male, il pubblico va in confusione e non capisce.
Katniss è un personaggio privo del tutto di caratteristiche. È una minaccia per il regime perché ce lo dice Sutherland sogghignando, è una ragazza “speciale” perché ce lo dice Peeta sgranando gli occhioni. Lo spettatore è forzato a fare il tifo per lei, anche se non è ben chiaro il motivo per cui dovrebbe farlo.
Il resto, la supposta critica al capitalismo, l’approfondimento della questione sociale, sono semplici chiacchiere per dare al film uno spessore che non possiede. E no, la didascalia con tanto di indicazione al neon che recita: “indignati”, puntata sullo sfarzo di Capitol City, contrapposto alla miseria del resto del paese, non è sufficiente, non quando tre quarti di film sono occupati da dialoghi insulsi su quanto sia bella, figa e intelligente Katniss e quanto sia perfido e spietato il regime.
Vediamo una fustigazione in piazza e un paio di scaramucce.
Era molto più pregna l’analisi di una fracassonata come L’Implacabile, a questo punto.

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Se poi vogliamo affrontare il discorso da un punto di vista strettamente cinematografico, allora bisogna aggiungere un paio di cosette sparse.
La ragazza di fuoco è girato un po’ meglio del primo capitolo, le scene d’azione, sebbene pochissime e sempre implausibili, almeno si capiscono. Rispetto alla tremarella di Ross, è un passo avanti. Eppure non è che ci troviamo di fronte a chissà che cosa, anche se ci limitiamo a prendere in considerazione i prodotti più commerciali, Catching Fire è al di sotto della media.  Ritmo molto basso, scene così stiracchiate che sembra di assistere a un prodotto televisivo, durata sproporzionata rispetto al racconto. Una storia che si poteva esaurire in poco più di un’ora e mezza, viene portata alla lunghezza di due ore e venti. La ragione è la fedeltà pedissequa al romanzo, che se manca un dettaglio, poi i fans strepitano e non comprano i pop corn del multisala.
Ma, vedete, parlando di Hunger Games, non parliamo neanche di cinema. È tutt’altro argomento, è distribuzione di un marchio che deve essere spremuto fino all’ultimo centesimo.
E va bene. Mai avuto nessun problema nei confronti delle operazioni commerciali più smaccate.
Basta che mi si risparmi l’ipocrisia di definirli buoni film.
E che non si scomodi in maniera impropria L’Impero Colpisce ancora.
Poi, magari, una volta o l’altra proveremo a chiederci come mai anche i film più apertamente di cassetta, almeno fino a un paio di decenni fa, facevano comunque parte della famiglia cinema.
Mentre adesso, al massimo fanno parte della famiglia offerte speciali al supermercato.

61 commenti

  1. Screetch79 · · Rispondi

    Grazie.

    1. Ma grazie a te!

  2. sono i danni dell’intellualizzazione forzata,della sotto trama avvincente, dei rimandi alti,che piacciono tanto. Sopratutto vederli dove non ci sono.
    Ma allora fate un film di mazzate,sangue,sudore di al massimo 80 minuti,che ci sbrighiamo in fretta e forse mi diverto pure.
    E te eroicamente li vedi al cinema ! 🙂

    ciao

    1. Ma questo film di rimandi alti non ne ha neanche uno. Pensa che l’autrice dei romanzi neanche ha mai confessato di essersi ispirata a Battle Royale.
      Vabbè, è un fenomeno da baraccone. Esaurito questo, ne arriveranno altri.
      Ma non chiamateli film 😀

      1. Appunto! I citati -senza la minima cognizione di causa- Rollerball e L’Impero colpisce ancora…ecco, quelli erano e rimangono dei SIGNORI film, cazzo. E non fa certo piacere dire che solo un progressivo e sistematico piallaggio di gusto e critica portato avanti per anni può aver creato le attuali condizioni. Condizioni tristi assai, nelle quali certi ridicoli paragoni possono venire acclamati come pareri autorevoli (favorendo il successo di quello che di fatto è proprio un edulcoratissimo e depotenziato Battle Royale in salsa ggiovane)…nemmeno è semplice nostalgia, tra l’altro, rimarcare la maggiore dignità che caratterizzava i film di cassetta negli anni d’oro. Purtroppo è una reazione spontanea quando si ha sempre più spesso il sentore di essere ormai arrivati alla cassetta della frutta 😦

  3. Concordo su tutta la linea. Odio la letteratura young adult, odio il franchise Hunger Games e soprattutto detesto Jennifer Lawrence, sembra la sorella minore scema de Geena Davis e basta una fuoriclasse vera come Greta Gerwig per strapparle l’ingiustificato scettro di miglior attrice vivente che le hanno dato dopo quelle du’ faccette in Silver Linings Playbook (altro film del cazzo). Ridatece Buzzsaw e Sub-Zero

    1. A me la Lawrence, come attrice piace moltissimo. Almeno agli inizi della carriera era davvero bravissima.
      Per esempio in Winter’s Bone.
      Però Silver Lining Playbook non l’ho visto e quindi non posso giudicare.
      Peccato solo che con questi filmettini si sia sputtanata irreversibilmente

      1. Lasciando fare che nella tua prima frase c’è una virgola in più (o in meno, a seconda delle intenzioni), ti chiedo : non hai visto Silver Linings Playbook mentre hai trovato il tempo per vedere Hunger Games II ? Allora devi essere una cinefila incallita..

        1. Scrivevo di fretta ed ero in ufficio. Perdona l’errore.
          E sì, non sono riuscita a vedere Silver Linings Playbook. Capita di perdersi un film, ogni tanto. Non so a che titolo tu stia dispensando patenti di cinefilo. Ma non ho mai preteso di esserlo.

  4. Ho evitato di vedere Catching Fire dopo il nulla che è stato il primo capitolo (vagamente interessante per quel che riguardava l’introduzione della situazione in cui vivono i protagonisti, semplicemente pietoso per la parte Hunger Games) e dopo aver letto i primi due capitoli della trilogia, quindi non mi esprimo sul fenomeno mediatico cinematografico che fa urlare al miracolo ma posso immaginare.
    Però davvero, mi chiedo come si possano trarre film di DUE ore e passa da un romanzetto innanzitutto scritto coi piedi, col terribile ed ininterrotto utilizzo di una prima persona che, dai che ti ridai, pensa e dice SEMPRE le stesse cose riassumibili in: “che brutto il mondo in cui viviamo, devo difendere mia sorella, non capisco cosa gli altri vogliano che faccia, amo Gale ma Peeta bacia meglio, per colpa mia moriranno tutti”.
    Dopo due libri, sinceramente, devo ancora capire come abbia fatto Katniss a scatenare una rivolta. O forse l’ho capito ora. A Panem sono tutti Capre che seguono la moda del momento, un po’ come nella realtà.

    1. Io ho letto solo il primo dei romanzi e mi sono annoiata tantissimo.
      Katniss è davvero inconsistente. Per uno strano paradosso, o forse perché la Lawrence è comunque brava, nel film ha già uno spessore maggiore.
      Nei libri sembra solo una Bella Swan distopica 😀

  5. Sì, ma Bloody Disgusting non è sempre attendibile, anche per quanto riguarda l’horror puro ,diciamolo chiaramente. Non mi ero avvicinato neppure a questa “ragazza di fuoco”, e neppure mio figlio tredicenne ne era attratto, pensa te 🙂

    1. No, tende a dare giudizi opinabili anche BD, solo che in questo modo così smaccato non era mai successo. si coprono di ridicolo

  6. Concordo. Filmetto inutile e bruttarello. Superficiale, lungo, noiosetto ed interpretato maluccio. Salvo giusto giusto la Lawrence, che trovo molto brava anche in una cosetta come questo.Tutto il resto, sopratutto i due scemotti che interpretano Peeta e Gale, è il nulla più totale.

    1. Oddio, i due bietoloni sono un qualcosa di inguardabile. Ultimamente anche i gusti femminili in materia di maschietti si sono imbarbariti!

  7. rispondo alla tua domanda “Siamo messi così male?”
    Sì, anche peggio.

    1. Ma ci sono forti sacche di resistenza 😀

  8. Be’, sono un po’ più di due parole 😉
    Comunque, boh, sono film che ignoro totalmente, è cinema che per me non esiste, non mi incuriosisce neanche a livello informativo (non sapevo avesse raccolto critiche positive, la cosa mi lascia abbastanza stranito). Coraggiosa te 🙂

    E bentornata!

    1. Mi sono fatta prendere la mano. altrimenti avrei scritto solo: è merda.
      Io l’ho visto perché sono interessata al fenomeno del cinema Young Adult e a come abbia influenzato l’industria cinematografica.
      Perà ci è voluto coraggio, sì!
      Grazie per il bentornata 😀

  9. Questa demarcazione netta bene/male, del bene che deve battere il male perché così deve essere, è da qualche anno che si sta trasmettendo anche a film che, almeno nelle pretese, non sono dei meri blockbuster e cercano il famoso approfondimento.
    Due esempi.

    1) Zero Dark Thirty
    A me spiace che la Bigelow si stia prendendo troppo sul serio negli ultimi anni. Tanto da creare caricature e non personaggi: Maya vuole trovare Bin Laden a tutti i costi. Perché? Ma perché sì. Bin Laden va trovato. È ossessionata, però. Perché? Perché sì. Bin Laden va trovato.

    2) Lincoln
    – Abramo, perché la schiavitù va abolita?
    – Perché è assurdo che ci sia, non trovate?
    – Noi del 2013 troviamo, ma tu, Abramo, manco il 1900 hai visto.
    – Va abolita.
    Così la ricostruzione storica si ferma ai costumi.

    Non sto giudicando i film. È il paradigma di semplificazione che mi interessa. Paradigma che per (sperare di) fare cassa è adottato anche dove non si dovrebbe.

    1. Ma infatti hai ragione. Si tende a semplificare un po’ troppo. Solo che Lincoln e Zero Dark Thirty hanno comunque delle forti giustificazioni narrative a questa nettezza di giudizi.
      Maya non è un personaggio positivo, non rappresenta il bene, rappresenta giusto una pazza ossessionata.
      O almeno io l’ho vista in questo modo.
      E Lincoln, bè…in realtà io credo che ne abbiano fatto un ritratto molto più complesso di quanto sembri

    2. Bin Laden ha ideato un attentato terroristico nel cuore degli USa che ha ammazzato circa tremila persone il tutto per perseguire una folle ideologia fondamentalista e reazionaria. Se questa non è una ragione sufficiente per trovarlo e ammazzarlo non so cos’altro lo sia.
      Sulla complessità di Maya e Lincoln concordo con Lucia

      1. Bravo, hai dato una ragione. Una delle possibili.
        Non sai cos’altro? La fama: sono io ad avere trovato Bin Laden. La carriera personale: non m’importa di essere stato/a io, ne guadagnerò molto. Questione personale, d’altronde siamo a metà tra realtà e finzione. E ce ne sarebbero ancora di ragioni, peccato che nessuna venga sfiorata da un personaggio ossessionato, che non sarà il bene (ho comunque qualche dubbio, Lucia) ma che comunque agisce immotivatamente contro un male riconosciuto come tale da chi sta a guardare (e qui riemerge il mio discorso).

        ps
        per quanto prevedibile (tortura, diritti, vendetta…), risultano meglio riusciti i militari.

        1. perchè Maya è una eroina “atipica” un po’ come I Bastardi senza gloria (e Shoshanna Dreyfuss che agisce anche per vendetta personale) di Tarantino: si scontrano contro il male puro (Bin Laden in un caso,i nazisti nell’altro) quindi parteggiamo per loro ma certo non possono essere definiti “buoni” almeno non secondo la nozione corrente di “bontà”…ma la complessità di questi personaggi è proprio questa: sfidano costantemente l’idea comunemente accettata di bontà e bene nel nome di un’ altra etica (quella della vendetta o della “giustizia retributiva”), un’etica “criminale”, oscura che a tratti evoca il male (torture, violenze) ma non diventa mai Male.
          Io lo trovo interessante e molto profondo

          1. che poi maya lo faccia anche per fama, “ossessione” è per l’appunto la sua complessità, il fatto che non sia guidata esclusivamente da motivazioni “nobili” è ciò che non la rende una eroina tipica

  10. È un po’ quello che intendevo ieri. I prodotti sono sempre più videoclip confusi e senza sostanza.

    1. Ma ci devono convincere di star assistendo a un film di qualità. Possibilmente a forza.

  11. No, “Rollerball” no.

    1. Ebbene sì. Gli dica qualcosa lei

      1. Ma io li faccio scafazzare da Godzilla.

  12. Non ho letto i libri e ho visto solo il primo film, una cosetta che vorrebbe essere di più ma è giusto un gradino sopra Twilight – perché è l’unico film/fenomeno con cui mi viene da fare il paragone – ma nulla di più.
    L’idea dei giochi gladiatori è più vecchia del Colosseo. Anzi, trattandosi di ragazzini in pericolo, anche del palazzo di Knosso o del Minotauro.
    Però, di per sé, non è un male.
    Gestito meglio, senza bimbominkiate, con un approccio più maturo e ragionato, poteva essere meglio. Invece no, non lo è. Punta alla fascia Young Adult che è una piatta landa di mediocrità nella quale non si fa neanche lo sforzo di offrire ai ragazzi qualcosa di buono. O almeno, se questa qualità esiste, non riesce a emergere e diffondersi. Oppure, e voglio considerare anche questo dubbio, la piattezza di caratteri e personaggi riflette a suo modo quel periodo oscuro in cui tutto è bianco e nero, facile o difficile, amore e odio, più tutte le dicotomie che ci vengono in mente.
    Un simile pensiero mi è salito come un reflusso gastrico anche guardando questa società, che da una parte è misera alla Oliver Twist e dall’altra è inutilmente sgargiante e pacchiana.
    Più che l’Impero (eresia) scomoderei Idiocracy, ma – per tutt’altro motivo – solo allo scopo di domandarmi (come si faceva in quel film, che resta molte e molte spanne sopra HG) se questo futuro non identifichi una pochezza non solo sociale ma anche intellettiva dei suoi rappresentanti. Nel popolo che inneggia agli eroi di paglia messi a bruciare da un governo fantoccio si avverte troppo la longa manus dell’autore, che giocando troppo col suo personaggio preferito (Katniss) lascia il resto in condizioni di avvilente sciatteria. Non riesce a essere credibile, a coinvolgere, a creare un luogo e un tempo plausibile né a catturare il mio interesse nelle e per le vite dei suoi protagonisti. Detto questo, agli adolescenti piace, e buon per loro, ma che i critici trattengano la lingua già protesa al deretano dell’industria, che lubrificato da cotanta linfa potrebbe scivolare dalla poltrona. Col mio più sincero augurio di un capitombolo, per la cronaca.

    1. Che potrebbe essere un’ipotesi molto affascinante.
      L’idea di rappresentare un futuro distopico in cui sia il regime che la “resistenza” sono formati da totali imbecilli, e per cui alla fine diventa impossibile schierarsi e tifare.
      Un bell’epitaffio sull’umanità.
      O forse, essendo il livello generale del pubblico di riferimento di questa roba molto basso, si tende a farli identificare il più possibile con personaggi che gli assomiglino.
      Quindi col nulla.

      1. Esatto, alla fine è la seconda che hai detto. La prima sarebbe un’ipotesi troppo “raffinata”.

  13. io il film non l’ho visto ma se il genere Young Adult senza rinnegare se stesso (ma la trama sentimentale, la love story la ritroviamo magistralmente raccontata anche in romanzi fantastici di ben altro spessore come 22/11/’63 di Kinge del resto l’amore fa parte dell’umano e la narrativa non può non occuparsene), vuole affrontare tematiche socio-politiche e offrire personaggi maschili e femminili che abbiano un pochino più di spessore rispetto ad Edward e Bella direi che non è una pessima idea.
    Poi magari hai ragione tu e fa schifo, io non lo so

  14. Helldorado · · Rispondi

    Il primo, seppure pesantemente edulcorato. si lasciava guardare. Questo mi sa che mi toccherà vederlo al Cinema…ho quasi paura dopo il tuo post. 😀

  15. Spesso viene detto “se non guardi un pò di tutto rischi di perdere un pezzo di cultura”. Brava te che ci riesci ma io ste robe proprio non mi passano nemmeno di striscio. Mi chiedono “Hai visto angher?” e io rispondo “no, che roba eh?” e loro “Ma non sei (((ESPERTO))) di cinema!?” e io rispondo “Certo, per questo non so che cazzo sia”.
    Mi starò perdendo un pezzo di cultura ma io continuo a leggere Preacher e a guardare il !vero! Old Boy. Possibile che il cinema si riempia solo sotto l’influsso di queste cagate per “young adult” che nella sua peggiore accezione sta diventanto sinonimo di “cazzate per bimbiminkia”? Perfino Ridley ha intenzione di buttarsi su sta merda.
    Rinnovo i complimenti per il coraggio 😉 ed è bello tornare a rileggerti!

  16. Tutto condivisibile, fatta eccezione per “Perché sono pericolosi? Perché sì.”
    Beh questa obiezione dimostra che alla fine tutta questa attenzione alla seppur sempliciotta trama non c’e’ stata in quanto si capisce che i campioni sono chiamati in causa con la scusa della ricorrenza 25ennale (75esimi giochi) ma che lo scopo del presidente è quello di ottenere la possibilità di far fuori facilmente i due innamoratini del cazzo che effettivamente stavano, volenti o nolenti, alimentando le rivolte, viceversa Everdeen (hoffman) (metto uno SPOILER ALERT tanto per…) cospira con alcuni di loro contro il presidente e contro il sistema dei giochi ed è proprio per metter in atto il loro piano che everdeen ha bisogno dei campioni nell’arena.

    PS: e’ sempre più una fotocopia di Battle Royal.

    1. Sì, io parlavo della loro pericolosità non a uso e consumo della trama.
      Che il presidente cattivissimo voglia usare i 75esimi giochi per far secca Katniss (e se ci scappa pure Peeta) è evidente.
      Il punto è in che modo (concettualmente parlando) i due innamoratini dovrebbero assurgere a simbolo della ribellione, quando non si sono ribellati al gioco, ma ne hanno semplicemente forzato le regole a loro piacimento?

      1. Si beh effettivamente non sono così eclatantemente e mediaticamente ribelli, cioè mettono in atto alcune piccole scaramucce locali e prive di ripercussioni sulla società, l’idea che ci si può fare è che il pubblico abbia visto nel loro unico caso di doppia vittoria, ottenuta minacciando più o meno pacatamente il sistema a cedere alle loro richieste, un segno, un punto di riferimento, un qualcosa a cui aggrapparsi (cosà che del resto fanno anche everdeen e il mentore (Harrelson)) in mezzo ua società succube e rassegnata…

  17. Ho visto solo il primo film di cui parlai malissimo sul mio blog, ci rimasi proprio male da com’era terribilmente osceno. Questo me lo sono risparmiato ma mi consola vedere che anche tu, magari con più dettagliata cognizione di causa visto il mestiere, abbia evidenziato la catastrofica nullità artistica di tutta l’operazione.

  18. Che bel articolo.. sicuramente più stimolante del film che non ho visto. Scrivi proprio bene.

  19. E’ vero Lucia scrive benissimo. Prima di vedere qualsiasi film del suo genere vengo qui ad informarmi per sapere se devo portare al cinema il sacchetto per vomitare o i popcorn.
    La frase più bella è questa “Peccato che Hunger Games sia un film di merda e peccato che il pubblico abbia dei gusti di merda”. Ed io concordo, sottoscrivo e risottoscrivo.
    La strada di merda è stata aperta da Twilight, temo. Il nulla fatto a film, le cazzate che diventano cult. E le pietose sceneggiature dei film degli ultimi anni, penso ad Avatar, Prometheus, Star Trek, e persino Thor The Dark World…
    Ma poi la vogliamo smettere con sta fissa della storietta romantica? Ma che il pubblico non è in gradi di reggere una trama senza una limonata o una palpatina? E basta!

    1. io non capisco cos’è sta avversione per le trame romantiche. Anche l’amore è parte della vita e può essere raccontato in maniera non melensa.

      1. Appunto. se lo racconti bene è un argomento valido al pari di tutti gli altri.
        se lo racconti bene, però

        1. Nessuno è contro l’amore al cinema, però che si metta la tubatina per rebndere appetibile una sceneggiatura scialba non mi va. Sono in grado di reggere una storia che parli anche d’altro, piuttosto che abbozzare una storiellina solo per tenere contenti i fan di Twilight

          1. Esatto…è così. Di belle storie d’amore il cinema è pieno.

          2. la tubatina c’era già nei libri, evidentemente

  20. Guarda, non ti rispondo riga per riga perché scriverei davvero troppo.
    Ti do solo un consiglio: leggiti i libri (in lingua originale, se sei in grado) senza pensare a tutto il fandom nato dopo, e poi riguardati i film.

    Non mi permetto di intervenire in merito alla pura tecnica, ma posso assicurarti che Hunger Games non è quello che tu hai descritto.

    P.s.
    Incuriosita dalla coincidenza, mi sono documentata già da quando venne annunciato il regista: nonostante il bizzarro caso di omonimia, i due non sono imparentati.

    1. Ho letto il primo romanzo.
      Mi è bastato e avanzato.
      Non ce l’ho fatta a proseguire perché ci sono in giro tanti libri belli da leggere e non voglio perdere tempo prezioso.
      L’unica cosa che posso dire è che il primo film è leggermente meglio del libro perché taglia tutte le riflessioni assurde di Katniss.
      Ma sia libri e film sono davvero troppo distanti dal modo in cui ho sempre visto la letteratura e il cinema.
      Troppo tendenti alla semplificazione.
      Poi non so, magari i due libri successivi al primo sono migliori.

  21. “Be’, non è ancora il momento di cominciare a farci i pompini a vicenda!”- cit. Mr Wolf.
    Promemoria per Lucia:
    1) La Collins, in tempi non sospetti, aveva dichiarato di essersi ispirata a Battle Royale, ma di aver poi preferito premere di più sull’aspetto mediatico dei giochi gladiatori che sulla violenza in sé e per sé.
    2)Come si fa a dire che Katniss è una Bella Swan distopica? Basta leggere il primo libro per capire che è un personaggio decisamente attivo, che i suoi cazzi se li risolve da sola? Poi può darsi che nei capitoli successivi perda grinta, non lo so, non li ho letti (ma comunque nemmeno Lucia, quindi…).
    3)Mi sembra poco coerente, o comunque un po’ azzardato, criticare il franchise Hunger Games confrontandolo con Battle Royale, altro franchise con all’attivo un libro, un manga e un film.
    4)Consiglierei di guardare la videorencensione (positiva) fatta dallo youtuber Victorlaszlo88 (in cui viene citato il fatto la Collins abbia ammesso di essersi ispirata a Battle Royale); dura 38 minuti, ma direi che ogni tanto ci può permettere di ascoltare pareri contrari.

    1. Oh, grazie del promemoria. Senza non sarei sopravvissuta.
      Ma io nel mio articolo Battle Royale non lo cito neanche mezza volta. Al massimo sarà stato citato nei commenti.
      Ribadisco che il primo romanzo l’ho letto. E sinceramente ho trovato il personaggio caratterizzato molto meglio nel film, il che è tutto dire.
      E io i pareri contrari li leggo spesso e volentieri.
      Ho anche linkato le recensioni positive.
      Detto questo, il tuo promemoria diventa all’improvviso superfluo

      1. Ritengo antropologicamente interessante il fatto che al mio commento non si risponda con argomentazioni fondate. Comunque sì, a proposito di Battle Royale avrei dovuto specificare che era stato citato nei commenti e nella recensione del primo film.

        1. Le argomentazioni sono tutte nel post. Ah, e nell’articolo sul primo film ho scritto (vado a memoria, perdonami) una cosa che suonava più o meno: “prendi una spruzzata di Battle Royale”, quindi non ho mai fatto alcun paragone tra le due franchise.
          Sì, sempre di franchise si tratta. Ma ci sono serie ottime, serie buone e serie pessime.
          Il post che ho scritto spiega, nel dettaglio, perché ritengo Hunger Games un film pessimo.
          Non devo aggiungere altro.
          E che argomentazioni fondate ti servono, di grazia?
          Argomentazioni fondate al tuo arrogante promemoria che parlava di cose che io non ho mai scritto e di paragoni che non ho mai fatto?

        2. Rispondiamo, pensando al film e non al libro:
          -Di aspetto mediatico non se ne vede l’ombra. Per aspetti mediatici si dovrebbe intendere: La vita dei precedenti Campioni, il cambiamento della città e del mondo durante i giochi, l’effetto degli “Sponsor”. Invece si vedono loro che muoiono di fame come al solito (mentre degli altri campioni non si fa cenno se non nella presentazione una volta scelti), non ci viene mostrato cosa cambia nel mondo durante gli hunger games (questo nemmeno nel primo film), l’importanza dei giochi non si capisce, sembrano gente presa a caso per combattere per qualche ora perchè si. Specie in questo Hunger Games visto che l’unica campionessa che dava problemi era lei. Potrei continuare, ma la finisco qui.
          – Per tutto il film devono inculcargli che per vivere deve fingere di essere fidanzata, schifa il tipo per tutto il film, poi se lo bacia quando deve morire.Viene salvata qualche manciata di volte da altra gente, stupidamente non si sposta lontano dall’albero prima di scagliare la freccia alla fine…hai ragione, bella era più sveglia.
          -Inutile risponderti su questo, ogni franchise viene fatto per vendere un brand, ma ce ne sono di fatti bene e di fatti male, in questo caso siamo nella categoria dei “Spenniamoli, tanto che ci frega”
          -Se un film non piace, non piace. Ascoltare pareri positivi non cambia i gusti personali.

          Già che ci siamo, trovo antropologicamente interessante il fatto che tu debba venire qui a dire che Lucia ha torto.
          Il film ti piace? Ok, ognuno ha i suoi gusti.
          Perchè devi convincere altra gente? Qualche insicurezza? Devi trovare conferme di appartenere al gruppo giusto, ossi a quelli a cui piace il film, o cos’altro?

  22. LordDunsany · · Rispondi

    Lucy, io ti dico una sola cosa: Tu possiedi il Verbo!
    L’appunto che muovi riguardo lo sfondo fantascientifico ignorato poichè interessa l’ammmmore è di una veridicità assoluta.

    PS: se la migliore cosa che ha diretto Lawrence è quella roba immonda denominata “Io sono leggenda”, siamo messi bene…

    PS2: x INCARTA: al contrario, la Collins, incalzata dai giornalisti, aveva dichiarato che era venuta a conoscenza dell’esistenza di Battle Royale solo qualche mese DOPO la pubblicazione della sua opera. E, se posso permettermi, io da Victorlaszlo88 (88, quindi 25 anni, un po’ troppo giovane per aver “visto” abbastanza per dare giudizi) non mi farei consigliare nemmeno un film Disney; mentre i pareri di Lucia sono di massimo valore.

    1. Eh sì, perché se guardi il resto della filmografia del regista (Constantine, gesùssantissimo) ti metti le mani nei capelli.
      Io non ho nulla contro le storie d’amore, ma mi piacciono quando sono inserite bene nel racconto, non quando il racconto è solo un pretesto per l’ammmmore.
      😉

    2. Ah, argomentazioni! Monella! Monella! Comunque non penso che esista un’età minima per guardare film usciti negli anni ’90 (sì, be’, per alcuni tipo i Cinepanettoni probabilmente ci dovrebbe essere).

  23. Il nuovo “Impero”…

    1. ROba da matti, vero?

  24. Grazie Lucia!!! Troppo spesso mi sono chiesto se sono davvero l’unico a vedere l’orrore in questo film (ed in tutta la trilogia). Ora leggo il tuo commento e ti ringrazio di esistere.

  25. michael · · Rispondi

    Grazie per aver scritto tutto quello che mi frullava nella testa. Non potevi fare di meglio. Sono scioccato dalla mediocrità dei film e contenuti che la gente apprezza. Credevo di essermi perso un bel film, purtroppo oggi nel 2017 posso dire che il 1 hunger games é un proprio un bel film di merda. Grazie ancora per fortuna c’è qualcuno ancora sveglio

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