CInema degli Abissi: Blackfish

Blackfish
Regia – Gabriela Cowperthwaite (2013)

Facciamo qualcosa di nuovo, qui su Ilgiornodeglizombi. Alimentiamo la rubrica sul cinema abissale parlando di un documentario. Niente mostri marini, niente sommergibili, niente alieni nascosti a centinaia di metri di profondità. Solo una storia, molto piccola, la storia di un’orca, Tilikum, un maschio catturato nel 1983, ad appena due anni di età, e tutt’ora detenuto al SeaWorld di Orlando, in Florida. Tilikum si esibisce quasi ogni giorno, nelle grandi piscine adibite per gli spettacoli e lavora con un gruppo di addestratori professionisti. Uomini, donne e bambini da ogni parte degli Stati Uniti vanno a vedere questo bestione di sette metri e del peso di cinque tonnellate che scodinzola come un cagnolino, saluta con le pinne pettorali (lunghe due metri) e ha la pinna dorsale completamente piegata. Adorabile, non è vero?

Solo che, nel corso della sua carriera da star dei parchi acquatici, prima in Canada e poi in Florida, Tilikum ha causato la morte di tre persone: due addestratrici e un visitatore.
Come sia stato possibile tutto questo e per quale motivo Tilikum si esibisca ancora e ancora viva rinchiuso in un parco acquatico, sono i quesiti a cui Blackfish tenta di rispondere.
L’idea di girare il film venne alla regista Cowperthwaite poco dopo la scomparsa di Dawn Brancheau, un’esperta addestratrice di 40 anni, annegata nel corso di uno spettacolo nel 2010. Seaworld imputò l’incidente al fatto che la Brancheau portava i capelli legati in una coda di cavallo, scaricando così la responsabilità sulla vittima.
Blackfish, col ritmo e l’andamento di un thriller, o di un eco vengeance d’altri tempi, ricostruisce minuziosamente la vita di Tilikum, cominciando proprio con la sua cattura. E nel farlo, ci dice molte cose riguardo all’universo che si cela dietro i festosi parchi acquatici, dove animali che, per loro natura, sono strutturati in maniera tale da avere l’oceano a disposizione, si ritrovano a dover vivere in piscine di dimensioni ridicole, dove delle creature dalla socialità molto complessa e dall’intelligenza estremamente sviluppata come le orche, si vedono obbligate a fare i fenomeni da baraccone, incorrendo così in uno stato di frustrazione perenne che ha come conseguenza ovvia l’insorgere di comportamenti aggressivi.

13038-1

Per quanto la regista abbia tentato di coinvolgere anche Seaworld nella realizzazione del documentario, tutti si sono rifiutati di partecipare. E anzi, dopo la presentazione del film al Sundance del 2013, la Seaworld Entertainment ha reagito con questo comunicato stampa: “Blackfish is billed as a documentary, but instead of a fair and balanced treatment of a complex subject, the film is inaccurate and misleading and, regrettably, exploits a tragedy that remains a source of deep pain for Dawn Brancheau’s family, friends and colleagues. To promote its bias that killer whales should not be maintained in a zoological setting, the film paints a distorted picture that withholds from viewers key facts about SeaWorld – among them, that SeaWorld is one of the world’s most respected zoological institutions, that SeaWorld rescues, rehabilitates and returns to the wild hundreds of wild animals every year, and that SeaWorld commits millions of dollars annually to conservation and scientific research. Perhaps most important, the film fails to mention SeaWorld’s commitment to the safety of its team members and guests and to the care and welfare of its animals, as demonstrated by the company’s continual refinement and improvement to its killer whale facilities, equipment and procedures both before and after the death of Dawn Brancheau“.
Blackfish quindi si avvale soprattutto delle testimonianze di ex addestratori che hanno lavorato con Tilikum, sia ai tempi del Canada, sia poi a Orlando. Tutte persone che in seguito si sono licenziate e che adesso sono attive nella protesta contro la detenzione di animali in cattività nei parchi acquatici sparsi in giro per il mondo.
Non solo, ma intervista anche scienziati e studiosi di mammiferi marini, dato che l’ignoranza legata alle orche e al loro comportamento è diffusa e gli stessi parchi acquatici insistono col mentire, sia ai visitatori che agli stessi addestratori, spesso mandati in vasca senza preparazione adeguata e senza sapere quasi nulla di orche.
Gli animali nati in cattività vengono tolti alla madre e trasferiti in altri parchi, per alimentare ulteriori attrazioni. Peccato che, in natura, i piccoli rimangano accanto alla madre per tutta la vita.
Nei parchi acquatici, la durata media della vita di un’orca si aggira intorno ai 25-30 anni.
Le guide ripetono ai turisti che è una vita molto più lunga rispetto a quella degli animali in libertà.
Peccato che sia una menzogna. E peccato che spesso le orche finiscano per ammazzarsi tra loro, dato che il loro sistema di rapporti sociali è complicato e delicato. E noi non ne sappiamo praticamente un cazzo.
Senza mai indulgere nella lacrima facile, Blackfish riesce a essere un’opera severa e straziante, e anche molto asciutta, del tutto priva di retorica. Sono sufficienti le interviste. E dopo aver visto Blackfish, credo che nessuno potrà più mettere piede in un parco acquatico senza provare un senso di colpa perforante.

trainer1

Perché in fondo, il motivo per cui Tilikum ancora non è stato rilasciato, ed è destinato a morire in una vasca, è che il suo sperma vale centinaia di migliaia di dollari. Più del 50% delle orche nate in cattività nei vari Seaworld (e non solo, anche in altre strutture in ogni parte del mondo) ha i geni di Tilikum.
Alla fine della visione resta un profondissimo senso di pietà, sia nei confronti degli animali, che di quei ragazzi, magari un po’ troppo ingenui, che attratti dalla possibilità di poter interagire con quelle magnifiche creature, sono stati coinvolti in un meccanismo perverso che ha messo a repentaglio la loro stessa vita. Gente che scendeva in acqua tutti i giorni con Tilikum e non era neanche stata informata dell’aggressione che, nel 1991 aveva portato alla morte di Keltie Byrne, 20 anni, di fronte a decine di testimoni.
Incidenti di ogni tipo tenuti sotto silenzio, video di sorveglianza spariti nel nulla, lavoratori tenuti nell’ignoranza.
Fino a quando Tilikum non è impazzito un’altra volta, trascinando sott’acqua un’altra persona.

blackfish-1

Dopo l’ennesimo incidente, molti addestratori hanno lasciato il proprio lavoro a Seaworld. Stanno cercando di restituire la libertà a Tilikum e alle altre orche di Seaworld. Tilikum + un animale vecchio e malato e andrebbe rilasciato in un recinto in mare aperto, mentre gli esemplari più giovani potrebbero semplicemente tornare nell’oceano.
In tutto questo, Seaworld ha pagato un multa di 75.000 dollari per la violazione di alcune regole di sicurezza. Dopo la morte di Dawn Brancheau, è stato imposto a Seaworld di mettere delle barriere tra gli addestratori e gli animali. Ma Seaworld ha fatto ricorso.
Il documentario si conclude dicendo: “forse tra una cinquantina d’anni ricorderemo questo periodo come un’epoca di barbarie”.
Io, che col mare ho il rapporto che tutti voi conoscete molto bene, dato che vi ho massacrato gli attributi, un’orca da vicino non l’ho mai vista. Credo che non la vedrò mai, ma sinceramente, non mi interessa affatto.
Piuttosto che vederla umiliata in una vasca, preferisco continuare a sognarla.
Che non tutti la pensino così, mi fa credere di star davvero vivendo un’epoca di barbarie.
E non è perché io sia un’animalista isterica, mai stata in vita mia. Il problema è di altra natura, e va oltre il semplice discorso animalista. Credo che riguardi, in maniera più profonda, la nostra pretesa di volere tutto a portata di mano, anche un cetaceo di sei metri, che finisce per incorrere nel tragico equivoco di un’umanizzazione forzata.
E comunque, a chi di voi, vedendo un gruppo di orche nuotare libere nell’oceano, verrebbe in mente di tuffarsi insieme a loro? Giusto a un pazzo.
Perché in una vasca dovrebbe essere diverso, se non anche peggio?

10 commenti

  1. Il modo in cui trattiamo gli animali,ci dice tanto sulla nostra società. Perchè lo sfruttamento di un mammifero,cetaceo o polli d’allevamento, si riflette su quello che subiscono anche le persone.
    Non conoscevo questo film, ora vado a cercarlo. Grazie per averne parlato

    1. Guarda, è in lizza come miglior film del 2013…
      si trova facilmente coi sottotitoli.

  2. E’ un modo di fare soldi e come tale, nell’attuale società, viene salvaguardato anche con la menzogna e la barbarie.

    1. infatti, solo che ogni tanto esce un film così e uno ci spera che cambi qualcosa

  3. Ovviamente non posso che sottoscrivere ogni parola di questo tuo post…purtroppo questa è l’amara realtà, non certo una distorsione della stessa dovuta a eccesso utopistico-animalista, ed è bene specificarlo onde evitare accuse e fraintendimenti del tutto strumentali sulla falsariga di quelli che traspaiono dal comunicato stampa della Seaworld Entertainment. Del resto partendo da premesse che definire sbagliate è un tenero eufemismo (pensar di poter ridurre senza colpo ferire esseri così imponenti, evoluti e sofisticati al ruolo di obbedienti e mansueti intrattenitori in stile cartoon di grandi e piccini) le conclusioni possono facilmente essere tragiche…lor signori perseverano nel fingere di non capire che continuando a trattare l’orca come un loro “giocattolo”, allora questo non potrà altro che continuare a non stare al gioco rompendosi di nuovo (e non si potrà dar sempre la colpa a una provvidenziale “coda di cavallo”). 😦

    1. Quella della coda di cavallo è ridicola ai massimi livelli. Tutto pur non di non perdere i milioni che questa povera bestia gli fa guadagnare ogni anno.

  4. Storiaccia interessante che avevo già seguito. Hanno scoperchiato la realtà dietro la facciata “sorridente” dei parchi acquatici… Spero di riuscire a vederlo.

    1. A prescindere dalla rilevanza “etica”, è anche un ottimo film.
      Forse uno dei più belli dell’anno

  5. Bellissimo articolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: