Horror for Dummies: una top 5

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Halloween è alle porte, il mio blog agonizzante, e neanche io mi sento tanto bene. E però la settimana della notte delle streghe non può e non deve restare scoperta qui su Ilgiornodeglizombi. Si farà quel che si potrà. E ho anche in mente, sempre che i torrenti e il tempo siano dalla mia parte, una piccola sorpresa. Per ora, proviamo a cazzeggiare un pochino insieme, “because the night is dark and full of terrors”. E cosa c’è di meglio di un’agile top 5 del sabato mattina?

Dato che siamo in periodo, sarà capitato a tutti voi, almeno una volta, di sentirsi dire: “tu che sei deviato, perché non ci organizzi una bella maratona horror per notte di Halloween?” L’appassionato di horror, si sa, è una bestia strana. Possiede una forma di ingenuità che in certi casi fa addirittura tenerezza. E quindi, di fronte a bifolchi ignoranti in materia, si sente autorizzato a instillare sapienza e conoscenza. E sbaglia.
Perché tutto ciò che riceve è un diluvio di pernacchie. No, davvero, avete mai provato a propinare a qualcuno del tutto a digiuno di cinema horror i classici? Lo avete mai visto addormentarsi di fronte a La Notte dei Morti Viventi, o sganasciarsi dalle risate guardando il primo Halloween?
Per non parlare poi di quella volta che incautamente, avete proposto di vedere Non Aprite quella Porta e vi è stato detto che il remake è molto meglio.
Se poi si prende la decisione, ancora più sconsiderata, di mostrare a qualcuno i nostri gioiellini camp degli anni ’80, la frustrazione raggiungerà livelli inenarrabili. L’horror anni ’80 è figlio di un’epoca molto poco smaliziata. Tutto ciò che noi guardiamo con affettuoso occhio nostalgico agli altri appare ridicolo. Ed ecco che mentre voi ridete e vi commuovete assistendo allo spogliarello di Trash ne Il Ritorno dei Morti Viventi, i vostri amici vi guarderanno come se vi camminasse sulla faccia una scolopendra. O come se la scolopendra foste voi.
Per evitare inconvenienti del genere, eccovi una top 5 per un’ideale maratona horror con gente che non ha la più pallida idea di  ciò di cui state parlando. Giuro che la top 5 è clinicamente testata su soggetti che al massimo, nella loro vita, hanno visto una puntata di The Walking Dead e pensano sia una serie horror.

5. À’L’Interieur – regia di Alexandre Bustillo e Julien Maury (2007)

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Si parte subito con un azzardo. Ma non credete che la scelta non sia ponderata. È che la gente prima vi chiede le cose e poi vi rompe le palle. E quindi prima mi chiedono di fargli vedere l’horror e poi mi fanno una capoccia così perché i film che piacciono a me sono film “lenti, in cui non succede nulla e c’è poco sangue”. E allora, una volta, quasi a dispetto, ho messo un gruppetto di persone del tutto inconsapevoli di fronte alla piccola perla dei due matti francesi. À’L’Interieur dura un’ora e venti. L’introduzione con relativa presentazione di situazione e personaggi, sarà più o meno di cinque o sei minuti. E poi inizia la mattanza. Che non si ferma fino all’atroce finale. Persino io un lieve moto di disgusto l’ho avuto. À’L’Interieur ti frega. La fotografia patinata, la messa in scena elegante e modernissima, l’estetica videoclippara quel tanto che basta a conquistare anche una platea di non appassionati. E poi ti fa venire il voltastomaco.
Vedere tutte quelle facce verdastre è stato impagabile. Provateci anche voi.

4. El Orfanato – regia di J.A. Bayona (2007)

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Le bastardate con certi personaggi funzionano. Li attiri con la promessa di assistere a una tranquillissima ghost story tradizionale, di quelle che oggi vanno tanto di moda, con lo spaventacchio nascosto dietro a ogni angolo, accompagnato da relativo sbalzo di volume e apparizione improvvisa, e poi li stendi con commozione e paura vera.
Testato addirittura in sala, con risultati sorprendenti.
Anche El Orfanato ha i suoi trucchetti un po’ dozzinali, non dico di no. Ma non so se qualcuno di voi ricorda la scena della vecchia investita dall’autobus. Conosco qualcuno che è ancora appeso al soffitto del cinema Madison.

3. Silent Hill – regia Christophe Gans (2006)

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Anche con questo li prendi tutti a tradimento:
“oh, guarda che è tratto da un videogioco”
“che videogioco?”
“…”
Già, che videogioco. Sembra quasi di vivere in dimensioni parallele. Comunque, quando ho testato Silent Hill (soggetti dell’esperimento, due mie carissime amiche) l’ho fatto per disperazione. Avevo portato con me l’hard disk sbagliato, quello con pochi horror, e ho preso la cosa più moderna e “innocua” che ho trovato frugando tra cartelle e sotto cartelle (un giorno dovrò decidermi a mettere ordine).
Ed è stata una delle prime volte in vita mia in cui mi sono resa conto di essere desensibilizzata a certi spettacoli. Non avevo mai pensato che Silent Hill potesse angosciare seriamente qualcuno. L’ho sempre ritenuto un prodotto esteticamente notevole, splendido da guardare, con una certa simbologia intrigante di fondo e, soprattutto, un’atmosfera pazzesca. Credevo anche che potesse risultare noioso, o ridondante, o troppo barocco. E invece si sono spaventate. E una delle due non è riuscita a finire di vederlo. Son piccole vittorie che fanno bene.

2. Final Destination 5 – regia Steven Quale (2012)

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Ebbene sì. Perché non è che puoi seppellire la gente di frattaglie, serietà, ansia, lacrimoni e cesarei improvvisati con le forbici da cucina. Poi vi prendono per matta. E quindi un paio di risate macabre non guastano mai.
Anche Final Destination 5 è stato testato in sala, con tanto di occhialini e amiche disgustate. Quando, di fronte a un film di questo tipo, le persone intorno a te sono indecise se ridere o vomitare, hai fatto centro. L’horror al suo grado zero, al suo livello più rozzo e superficiale, è anche e soprattutto questo. E se vi state chiedendo perché la categoria slasher non sia rappresentata nella top 5 di oggi, è perché sono convinta che l’unico slasher commerciale dell’era moderna con delle potenzialità reali, sia proprio la saga di Final Destination. Di cui il quinto è forse il capitolo migliore.

1. Pet Sematary – regia Mary Lambert (1989)

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Come avrete notato, i film inseriti in classifica sono tutti molto recenti. E Pet Sematary è l’unica deroga che ho concesso al mio amato decennio d’oro.
Non è compito di questo post (che è leggerino per forza di cose), porsi domande su come sia cambiato il genere, e soprattutto la sua percezione, nel corso degli anni. Ma ci sono alcune opere che, nonostante l’invecchiamento, resistono meglio di altre e si fanno strada più facilmente anche nel cuore dei non appassionati.
Pet Sematary è una di quelle. Uno dei pochissimi film anni ’80 che non ha scatenato risate, ma anzi, è stato seguito in religioso silenzio. E si tratta di una storia narrata con estrema lentezza, in cui davvero, per i primi quaranta minuti, succede poco o nulla.
Forse perché King, con tutti i suoi limiti, quando è in forma riesce a essere davvero universale.
Fate il tentativo di sottoporre un vostro amico neofita alla visione di Pet Sematary e poi fatemi sapere come ha reagito.
Sarebbe interessante fare una specie di sondaggio.

E voi, quando qualcuno vi chiede di fargli vedere un bel film dell’orrore, cosa tirate fuori dalla videoteca?

31 commenti

  1. Helldorado · · Rispondi

    Se dovesse capitarmi tirerei fuori di sicuro “L’aldilà” di Fulci, seguito da “I Tre volti della paura” di Bava. Poi “Suspiria” e “Non aprite quella porta”. Poi un bel “La Casa” e gran finale con “Halloween” di Carpenter. Scontati? Non importa, questi sono quelli che mi fanno più paura e li sceglierei senz’altro per spaventare qualcun’altro. 🙂
    Bentornata Lu! ❤

    1. Grazie Max!!!!
      Con l’aldilà ho avuto grosse delusioni.
      Perché poi quando mi parlano male dei film che amo davvero, io soffro.
      E allora volo basso 😀

    2. Attenzione con i classici ! Di fronte ai miei occhi allibiti ho visto distruggere “the evil dead” (la casa) di Raimi con commenti del tipo “ma si vede che sono pupazzi” oppure “ma perché vomitano latte ?” ed io a spiegare il fatto della censura … del fatto che negli anni 80 non c`era il computer ecc. Gente oramai abituata a Michael Bay difficilmente riesce a fare “un passo indietro” in termini di effetti speciali/budget ecc

      1. L’ ho sempre detto io. Siamo troppo viziati dal digitale.

  2. Cat People, di Jaques Turneur (il date movie definitivo).
    Oppure The Fog, di Carpenter, per quelli che “a me mi piacciono gli zombi”.

    1. A me il Bacio della Pantera lo hanno letteralmente tirato appresso.
      Ma non l’ho mai utilizzato come date movie.
      La prossima volta ti saprò dire

  3. moretta1987 · · Rispondi

    Io ho sempre avuto una difficoltà pazzesca a far vedere film Horror ai non appassionati culminate quando un amico mi sbertuccio senza pietà Non Aprite Quella Porta (ci sto male ripensandoci…).
    L’unico successo fu la conversione di un mio compagno di scuola tramite massicce dosi di Romero e Society di Yuzna (amava i sottotesti e quindi funzionò).

    1. Sì, se li vuoi convertire, prendendoli per il lato politico dell’horror, Romeo e Yuzna sono la perfezione.

  4. Io, ai non appassionati, faccio vedere The Others, quasi sempre. E riscuote sempre notevole successo. È un horror a tutti gli effetti ma la grande eleganza con cui Amenàbar mette in scena il tutto lo fa apprezzare da molti di coloro che non amano o non conoscono il genere.

    1. Però The Others è un film molto mainstream. Sono andati a vederlo al cinema più o meno tutti.
      Anche se sì, è un horror e anche un bellissimo horror.

      1. Verissimo. Ma io ho spesso a che fare con gente al grado zero di educazione cinematografica, purtroppo!

  5. dinogargano · · Rispondi

    Non è horror nel senso stretto del termine ma ” the Thing ” di Carpenter secondo me ci sta bene..poi ” inferno ” del Dario nazionale , condivido poi quasi tutto del resto già postato …bel post , fa assonanza.

    1. La Cosa è il mio Carpenter preferito. Ma preferisco tenerlo tutto per me, o al massimo condividerlo con chi se lo merita 😀

  6. io devo fare la prova con un mio amico che a volte mi rompe con “tu che sei un fissato horror…”,appena trovo il tempo gli piazzo “Martyrs”e poi vediamo…

    1. Ho fatto la prova Martyrs.
      è anche andata bene, nel senso che il film ha ottenuto l’effetto desiderato, solo che poi mi hanno odiato per anni

  7. Giuseppe · · Rispondi

    Introdurre un neofita (magari più curioso che intenzionato a conoscere davvero il genere) all’horror non è per niente facile. Qual è la strategia migliore? Colpire duro da subito o procedere per gradi? Questo cambia non di poco la selezione iniziale…Ad ogni modo, sperando che almeno Shining e L’Esorcista facciano parte dell’immaginario cinematografico collettivo a prescindere, Below di Twohy può essere un buon titolo moderno da proporre assieme agli storici Halloween e Fog carpenteriani. Rimanendo dalle nostre parti -e prima di passare a Fulci- alle pellicole horror di Bava aggiungo almeno un paio di piccoli gioiellini come Il mulino delle donne di pietra o La notte dei diavoli di Giorgio Ferroni. Questa ovviamente è una lista assai parziale e arbitraria, da intendersi solo come uno dei possibili approcci da consigliare a chi ancora appassionato non è…

    1. Con Carpenter uno deve stare attento. Nel senso che se faccio vedere a qualcuno Halloween, o The Fog, o La Cosa e si azzarda a dirne male, poi non rispondo di me.
      Stessa cosa per Fulci.
      Io credo che per vedere certi film ci voglia una certa preparazione.
      Di solito, io consiglio sempre il percorso contrario: partire da film più vicini al linguaggio moderno per appassionare al genere e solo dopo passare ai classici, una volta acquisita la familiarità con certi tipi di atmosfere.

      1. Giuseppe · · Rispondi

        Ma di Halloween, The Fog e La Cosa NON E’ POSSIBILE parlarne male…e infatti, in mia presenza non si sono mai azzardati a farlo! 😉
        Per quanto riguarda la mia ipotesi di percorso -che potrebbe essere arricchita da molti altri titoli- io la propongo in genere a chi, pur mostrando una buona conoscenza di cinema in generale, ha l’abitudine di citarmi i grandi classici del passato ignorando completamente quanto è stato fatto in un genere che non ha mai ritenuto degno di considerazione (per pregiudizio culturale, più che altro)…e allora provo a partire anch’io dai nostri classici, per dimostrargli quanto si sbagliasse. A volte funziona. E può creare le condizioni per provare a confrontarsi con titoli più recenti.

  8. Dai recenti ai vecchietti dici? Ok il mio pokerino: cabin fever e the descent come intro… Il signore del male e il primo he

  9. Continua… Mi e’ partito il tasto ” invia” ma LoL dicevo e il primo hellraiser come dessert…

    1. Ed è un bel pokerino. Anche The Descent ha sortito un ottimo effetto su chi non è un abituale fruitore di horror. Non l’ho inserito in top 5 solo per un motivo: poi mi dicono che parlo sempre e solo di Neil Marshall 😀

  10. Ricordo El Orfanato con molto piacere. All’ epoca si parlava anche di un remake statunitense..

    1. Che io spero non facciano mai.
      Sarebbe un delitto enorme

  11. L’unica volta che mi hanno chiesto consigli su film horror per inesperti avevo suggerito Profondo Rosso, Trilogia del terrore (quello originale con Karen Black), Non aprite quella porta e un vecchio film con VIncent Price di cui non mi ricordo il titolo ma lui era un attore di teatro che si vendicava di una giuria che non gli aveva assegnato il premio facendoli fuori tutti in modo creativo. Erano stati buoni consigli, immagino, visto le bestemmie che mi hanno tirato nei giorni a seguire.
    Per il resto sono d’accordo sul fatto che è abbastanza inutile cercere di avvicinare qualcuno al mondo horror se non se l’è mai filato: l’amore per il genere nasce molto presto e cresce nel tempo e alla fine si preferisce tenere lontano i profani piuttosto che convincerli (almeno, per me è così). Se dovessi però convincermi della buona fede di qualcuno che mi fa una richiesta adesso gli consiglerei Saw, Ils, L’Esorcista (e voglio vedere chi ride di fronte al projectile-puking di Linda Blair) e ancora Profondo Rosso perché per me rimane uno dei film più paurosi di sempre.

    Comuque io À’L’Interieur non sono mica riuscita a vederlo. Ce l’ho qui da almeno un anno sul laptop ma non ho il coraggio, non dopo Martyrs.

    1. Io per quanto riguarda il fattore paura pura e semplice, preferisco di poco Suspiria. Mi terrorizza, ancora oggi, e l’avrò visto decine di volte.
      À’L’Interieur è molto meno atroce di Martyrs. Per un solo motivo: è meno emotivamente pesante e violento.
      Per quanto riguarda lo splatter puro, è un po’ più fortino. Ma a contenuti, Martyrs ti piega le ginocchia.

  12. La Cosa di Carpenter (è sempre la mia prima scelta, ma come te solo a chi se lo merita)
    Il Signore Del Male (angoscia senza fine, Carpenter è un genio assoluto)
    Silent Hill (fotografia e scenografie pazzesche)
    Cimitero Vivente
    Shining di Kubrik
    Ju-On (quello giappo)
    Darkness (soprattutto per gli ultimi 20 minuti)
    Funny Game (quello europeo)

    per i cialtroni ignoranti Vacanze Di Natale 95!

    Sicuramente me ne sono dimenticati molti altri e appena invierò il commento me ne verranno in mente altri.

  13. Personalmente mi sono arreso, dopo essermi sentito rivolgere l’ennesima domanda: “Ma io non ho ancora capito che genere di horror ti piace…”.
    Quindi vado di splatter spinto e me li tolgo di torno… (educare e erudire non è il mio mestiere…)
    La lista che viene fuori dai commenti è comunque molto interessante e propedeutica.

  14. Ho visto che stasera su Cielo in 1° tv danno un film che a me personalmente è piaciuto tanto: Hatchet. Se siete appassionati del genere vi consiglio di non perderlo, anche perché il finale riserva una sorpresa inaspettata!

  15. Ci sono professoroni di mia conoscenza – dal sottoscritto pubblicamente svergognati – che ha minimizzato sul terrore che fa l’esorcista.
    Chi lo fa vuole darsi un tono, ma mente sapendo di mentire

  16. Restando nell’ambito della discussione ad un neofita cui voglio male farei vedere proprio L’esorcista, al buio e a tutto volume.
    A quello simpatico pescherei tra gli Argento più d’effetto: Phenomena o Tenebre.
    Suspiria o Profondo rosso non li reputo ‘for dummies’

  17. Ciao. A me è accaduto solo una volta di fare da cicerone filmico a chi ignorava il genere, una ragazza 25 enne che ho frequentato l’anno scorso, ed ho avuto grande soddisfazione. Si è appassionata per L’Abominevole dottor Phibes, e poi sono andato con La Notte dei Morti Viventi, Lasciami Entrare, Shining e The Addiction di Abel Ferrara. Giusto cinque, poi è finita, spero non per i film…

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