Fell On Black Days

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Sì, sono giornate un po’ complicate, sono stanca morta, esco la mattina alle sette, salgo in bici, mi faccio quindici chilometri e rientro la sera alle otto con gli occhi fuori dalle orbite, e la sola idea di mettermi davanti a uno schermo a guardare immagini in movimento, tende a ripugnarmi un po’, dato che non faccio altro tutto il santo giorno.
Ma anche di film interessanti da guardare non ce ne sono moltissimi. Si aspettano le nuove uscite e nel frattempo si raschia un po’ il fondo del barile, perdendosi in una miriade di horrorini infimi, di cui però si guardano solo i primi cinque minuti e poi ci si addormenta esausti.
Insomma, tutto questo per dirvi che non sono poi tanto per la quale e mi sento come la canzone dei Soundgarden che dà il titolo al post di oggi.
Nel mentre ho però un sacco di progetti che se la vita reale non mi trollasse in continuazione, potrei anche realizzare a breve. Ma ne parleremo a tempo debito, se e quando riuscirò a dargli una forma concreta. Per il momento sono soltanto delle vaghissime promesse fatte a me stessa.
C’è una cosa però che in questi giorni sto facendo anche più del solito: leggo. Leggo in continuazione e in ogni istante di tregua. E, come dicevo più sopra, la sera preferisco sdraiarmi sul letto a leggere piuttosto che vedere un film. Problema legato al mio lavoro che mi obbliga a guardare 12 ore al giorno. Mentre la lettura è un’attività molto più rilassante. E riposante.
Solo che le mie abitudini sono radicalmente cambiate nell’ultimo anno e mezzo. Per esempio, sarà da luglio che non tocco più un cartaceo. Il kindle è così comodo che me lo porto ovunque. Muovendomi in bicicletta poi, diventa indispensabile avere quell’aggeggio leggerissimo, che però può contenere migliaia di storie.
Anche l’atto stesso di entrare in una libreria è ormai diventato del tutto inutile, per quanto mi riguarda. Le nostre librerie sono un tale spettacolo di desolazione che è davvero un sollievo non doverci più mettere piede.
WoolsmallHo eliminato dalla mia vita gli scaffali rigurgitanti ciarpame, la visione che mi offende lo sguardo di copertine paranormal romance infilate senza criterio nel settore horror, le classifiche dei best seller poste agli ingressi che mi fanno venir voglia di cavarmi gli occhi con un cucchiaino, la sezione novità che è da pugnalate nello stomaco. Sto molto meglio, adesso. Direi quasi che sono una lettrice soddisfatta e in armonia col cosmo. ù

Grazie al mio kindle sono riuscita a conoscere autori di cui ignoravo l’esistenza, perché mai arrivati qui da noi o perché, in quanto autopubblicati, ritenuti alla stregua di accattoni, o barboni, o ridicoli frustrati che spargono in rete le loro schifezze perché rigettate dagli editovi vevi. E quindi non scvittovi vevi.
Poi uno si fa un giretto, guarda cosa pubblica e premia la gvande e veva editovia italiana e ha due alternative:
1) fingere che tutto vada bene e, soprattutto, che sia così ovunque e continuare a spalare merda su quelli che almeno il tentativo di uscirne lo fanno.
2) rivolgersi altrove. Imparare a distinguere tra schifezze e roba di qualità, cercare e saper riconoscere nel mare sconfinato di pubblicazioni disponibili on line, i lavori professionali da quelli dilettantistici e, perché no, rischiare di inciampare anche in un pessimo libro, perché succede in continuazione con il cartaceo e non capisco perché dovrebbe spaventarvi così tanto quando si tratta di ebook.
Comprare un romanzo a 18 euro, che poi magari ci fa schifo non viene percepito come una cosa scandalosa. Un ebook a due o tre euro sì.
O sono pazza io, o in questo paese c’è una percezione un filino distorta della realtà.
E mentre altrove, gli autori indipendenti (o autopubblicati, fate voi) sono un fenomeno ormai radicato, qui da noi si storce il nasino e li si guarda con un misto di sussiego, pietà e un livore difficile da comprendere e giustificare.
Guardate che cinema e musica indipendenti esistono da sempre. Perché la letteratura non può esserlo?
A parte i casi eclatanti tipo Wool, basta andare su questo forum, per accorgersi di quanti siano gli autori che utilizzano l’opportunità offerta da Amazon per poter pubblicare i loro romanzi, racconti o saggi. Gente che vende. Non lo fa per hobby, o perché si annoia.
E sì, lì dentro c’è una miniera d’oro di letture interessantissime. In ambito horror poi, è una vera manna dal cielo.
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In queste giornate oscure, mi hanno tenuto compagnia alcuni ebook pubblicati da vari vicini di blog. Così, tanto per farvi presente che esiste tutto un settore di lavori estremamente professionali, molto curati da tutti i punti di vista, grafico e letterario. E pubblicati da scrittori italiani.
Ora, sta a voi credere che non si meritino la vostra attenzione, che io stia qui a fare marchette, che come sempre mi arriveranno dei sontuosi bonifici sul mio conto corrente non appena avrò premuto il tasto “pubblica”. Sì, i bonifici partono in automatico e stasera, grazie a questo post, potrò sfondarmi di sushi.
Oppure potete semplicemente pensare che parlo solo di quello che mi va e che davvero mi piace. Altrimenti resto zitta e faccio una migliore figura.

 

swamp-god-cover-final-smallCominciamo con un racconto in inglese, ambientato nell’antico Egitto, con centurioni cazzuti, principesse in pericolo (ma fino a un certo punto) e mostri tentacolosi.
Storie così in libreria non le trovate facilmente. E neanche personaggi così.
Bride of the Swamp God, di Davide Mana, è un racconto di appena 39 pagine, che si legge in poco tempo. Anzi, si divora. Pieno di azione, con una buona dose di orrore cosmico dalle viscere della terra, ma stemperato da elementi ironici che ne fanno un’avventura divertente e scanzonata, è davvero uno spasso. O almeno, io mi sono divertita tantissimo. Poi fate voi.
Costa la vertiginosa cifra di 1.14 ed è acquistabile a questo link, su kindle store.
P.S. la copertina di Giordano Efrdoni è una figata.

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Di Alessandro Girola ho già parlato altre volte qui sul blog, ai tempi delle ottime avventure di Sibir. Tradizione vuole che a ogni Halloween, faccia un piccolo regalo ai suoi lettori, un racconto horror, in questo caso, che oltre all’evidente riferimento a La Nona Porta, mi ha ricordato tantissimo le atmosfere di uno dei migliori film di Carpenter, Cigarette Burns.
Anche qui siamo di fronte a una storia breve, poco più di una quarantina di pagine da leggere al volo.
Prezzo di 1,24. Roba folle, vero?
E questo è il link per acquistarlo sul kindle store.
Comunque Alex sforna ibucchi con una frequenza impressionante. Vi conviene farvi in giro sul suo blog, perché troverete tanta tanta roba.

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Anche Marina Belli è una vecchia conoscenza da queste parti, e sempre per motivi supereoistici.
Solo che in questo caso, si è divertita a scrivere una storia macabra e spaventosa ambientata nel Risorgimento.
Vento di Cambiamento nasce da una blog novel, è stato riveduto, corretto e poi pubblicato su Amazon.
Marina è straordinaria nel saper frullare tra loro elementi classici del gotico con quelli delle leggende popolari e del folklore locale della sua terra. Molto accurata la ricostruzione storica, esaltante la parte horror. Troverete splatter e botte da orbi: zombi, licantropi e divinità inviperite.
Costa 89 centesimi per un’ottantina di pagine ed è acquistabile qui.
Copertina sempre uberfiga di Max Novelli.

Sample3-con-logo1 E per chiudere con le segnalazioni e mettermi a lavorare che oggi ancora non ho combinato niente, il mio ultimo consiglio è Doppia D 1: Ignizione di Marco Siena, un romanzo Steam Punk con forti contaminazioni horror che è soltanto l’inizio di una serie di tre libri.
A parte l’ambientazione piena di fascino, quello che mi ha colpito in questa storia sono i due protagonisti, che l’autore segue sin da quando sono bambini. Due amici molto diversi tra loro, ma con un legame molto profondo che si trovano a dover affrontare una minaccia soprannaturale in grado di compromettere la loro fiducia nella scienza.
Violento, rocambolesco, pieno di sparatorie, risse, grandi bevute di brandy e lambrusco, Ignizione è stata una vera scoperta.
Come sempre, il link per scaricarlo è questo e sì costa leggermente di più perché la mole di pagine è maggiore, solo 2.88.
Buona lettura a tutti.

9 commenti

  1. Grazie mille Lucia, davvero ❤

  2. Grazie Lucia.
    Mi fa piacere che Bride ti sia piaciuto, e mi fa piacere essere in una così buona compagnia nel tuo post.

  3. Hai fatto bene a segnalare tutti questi lavori, meritano più loro di tanti presunti “scvittovi” riconosciuti da “editovi” e “cvitici”.

  4. Giuseppe · · Rispondi

    La gvande nonché veva editovia italiana modevna mi sembra si stia dando tantissimo da fare -e da tanto tempo- per trasformarlo gradatamente in semplice carta da cesso, il libro cartaceo. Ottenendo pure dei buoni risultati (e costringendoti sempre più a rileggere ciò che di cartaceo già hai, nel caso, dopo faticose ricognizioni in libreria)…del resto alla suddetta editoria indipendenza e autoproduzione risultano essere concetti assolutamente alieni. Il termine “alieni” è quanto mai adatto, credo, visto che bandire il buon genere fantastico continua ad essere un punto d’onore…certo, e che cazzo, molto meglio rincorrere gli ambitissimi e irrinunciabili Premi Bancarella con dei libri abominevoli. Che purtroppo -per noi- non lo sono nel nobile senso lovecraftiano… 😦

    1. diciamo pure innominabili …

      1. Giuseppe · · Rispondi

        Sì, innominabili ci sta proprio a pennello…

  5. Grazie per gli interessanti suggerimenti!

  6. In ritardo come (o più di) sempre, grazie della breve, ma efficace recensione. Come ti ho già detto, sapere che la mia storia t’è piaciuta mi riempie di orgoglio 🙂

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