Magic Magic

magic_magic_ver2
Regia – Sebastiàn Silva (2013)

Magic Magic non è un film molto semplice da affrontare. Si tratta infatti di una di quelle opere in cui la percezione degli eventi conta  più degli eventi stessi. Accade molto poco, in Magic Magic. E quel poco che accade è tutto filtrato attraverso lo sguardo distorto della protagonista Alicia (Juno Temple). In un meccanismo che ricorda da vicino i grandi horror psicologici degli anni ’70 e in particolare Let’s Scare Jessica to Death, si inchioda lo spettatore a una prospettiva non del tutto in linea con la realtà con lo scopo di togliergli i punti di riferimento e lasciarlo disorientato.
Riuscire in un’operazione del genere non è cosa da molti. Ed è sorprendente che un giovane regista sia stato in grado di creare un vero e proprio incubo a occhi aperti, un’allucinazione lunga 97 minuti, utilizzando un pugno di giovani attori, una location molto affascinante e, soprattutto, una serie di accorgimenti tecnici che in mano ad altri potevano risultare stucchevoli e abusati, ma che Silva controlla e gestisce molto bene. magic-magic-image01

La trama di Magic Magic è essenziale e quasi scheletrica: Alicia, americana in vacanza in Cile con sua cugina Sara che vive e studia lì, si ritrova a dover affrontare un viaggio con gli amici di Sara, tutti sconosciuti e che neanche le stanno particolarmente simpatici. Quando Sara, per un contrattempo, dovrà tornare indietro, Alicia rimarrà sola.
L’idea di dover partire con gente che non conosci e di perdere per strada l’unico elemento familiare, è uno spauracchio sociale in grado di mettere in crisi chiunque. Se a questo si aggiunge un territorio freddo, inospitale e, anche quello, del tutto ignoto, la sensazione di isolamento e incomprensione aumenta a dismisura. Così come la paranoia e il terrore dell’altro, visto come un alieno, un persecutore, un nemico.
La psiche di Alicia, già fragile di suo, crolla.
Ma la furbizia (e la bravura) di Silva sta nel non dare allo spettatore la certezza che Alicia non sia psicologicamente stabile, di inserire le sue paure in un contesto che è quello tipico dello slasher e di trovare come fonte (e bersaglio) principale di queste paure il personaggio di Brink (Michael Cera). 
Più che la Temple, è infatti Cera il fulcro vero e proprio del film. Chiamato a interpretare un carattere difficile, sgradevole, sempre in bilico tra indifferenza, cattiveria e ingenuità, Cera azzecca il ruolo migliore di un’intera carriera, liberandosi (solo in parte) del tipico ruolo da nerd in cui  eravamo abituati a vederlo e regalandoci il ritratto di un ragazzino confuso, goffo e sgraziato diviso tra slanci di generosità e tenerezza e momenti di pura e insensibile idiozia. 

screen_shot_2013-05-24_at_1.03.28_pm

 

Se il resto dei personaggi resta più o meno sullo sfondo, è nel rapporto tra Brink e Alicia che si gioca tutta l’ambiguità di Magic Magic. La prospettiva, lo abbiamo già detto, è quella di Alicia, ma Silva ci rende difficile prendere le sue parti. Quella che all’inizio ci appare come una ragazza solo un po’ timida, capitata per sbaglio in un ambiente a lei estraneo, col passare dei minuti, rivela atteggiamenti ai limiti della psicosi. Ma ormai Alicia siamo noi. E uscire dalla sua percezione del reale non è più possibile. 
Ciò non toglie che Alicia non sia un personaggio né simpatico, né piacevole. E Brink, dall’altro lato, è scritto e costruito in maniera tale da non fornire appigli o rassicurazioni. 
Ci sentiamo soli, come Alicia, sfruttati nelle nostre debolezze, come Alicia, circondati da idioti che non capiscono, come Alicia. E anche non riuscire a fare un tuffo da uno scoglio ci appare una tragedia. Perché “loro” ci prenderanno in giro e ci escluderanno, sempre di più.

Silva riesce a raccontare questa ingarbugliatissima situazione emotiva con pochi dialoghi, e zero spiegoni, avvalendosi solo di immagini suggestive ed elementi naturali, filtrati ovviamente da Alicia, e resi minacciosi. 
E quindi Magic Magic è un film da vedere con calma e con attenzione. Lento, non in accezione negativa, di quella lentezza che è in realtà graduale costruzione di atmosfere. Silva semina briciole per tutto il film, attimi di inquietudine sospesi, che si insinuano in normali scene di vita quotidiana. 
Si può dire molto, anche utilizzando semplicemente il fuori fuoco, mettendo in scena soltanto due persone sedute in una stanza a leggere. 
E si può prendere questa canzone e trasformarla in un incubo, se la si inserisce al momento giusto. 

MAGIC-MAGIC-review

 

Forse Magic Magic si perde un po’ nei minuti finali, dove diventa caotico e tende a rompere l’equilibrio costruito così bene fino a quel momento.
Horror molto atipico e fuori dagli schemi, in cui non si versa neanche una goccia di sangue e l’elemento, appunto, magico e soprannaturale ha una funzione anch’essa del tutto anomala. 
Ma Magic Magic resta un film dell’orrore. A parte l’ovvio richiamo a Polanski (già messo in evidenza dai manifesti promozionali del film) e le somiglianze con Let’s Scare Jessica to Death, è un’opera originale, che sembra ammiccare al cinema horror di stampo adolescenziale per poi rigettarlo in blocco e portare lo spettatore in territori molto meno confortevoli. 
Da vedere. Potrebbe sorprendervi.

Segnalo anche la recensione di Hell

7 commenti

  1. Mi piacciono i film di non facile affronto 😉 e dalla tua recensione direi che il Magic Magic di Silva fa parte della categoria a pieno titolo (e il mix di echi sia Polanskiani che Hancockiani gioca a suo favore)…

  2. ce l’ho lì da un po’ e ora leggere la tua recensione mi ha incuriosito parecchio…

    1. Non so, è uno di quei film che o entri nel meccanismo un po’ perverso messo in campo dal regista e stai al gioco, o ti rompe le palle mortalmente 😀

      1. Beh, per quanto mi riguarda direi che una sola visione non permette di entrare completamente nel meccanismo…va rivisto e meditato, per poter cogliere di più.

        1. Verissimo.
          Io l’ho visto due volte.
          Ma non perché non si capisca, ma proprio perché è un film che, da un certo punto di vista, ti respinge un po’

  3. LordDunsany · · Rispondi

    Me ne avevano parlato in termini poco lusinghieri, ma ovviamente per me fa fede il tuo commento, ergo gli darò certamente un’occhiata (in mezzo ai film della Hammer che sto recuperando) 🙂 😉
    Peggio di Elysium non puo’ essere di certo 😛

    1. Io Elysium ancora non sono andata a vederlo.
      questo è un film molto strano. ho letto di chi si è annoiato, ma a me è piaciuto molto. se non altro è diverso dagli altri

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: