1977: L’Orca Assassina

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egia – Michael Anderson

He loved his family… more than I loved mine

SPOILER SPARSI 

Un bell’eco vengeance in questa carrellata non poteva mancare. E io sono andata a rispolverare un robusto b-movie, fatto però coi soldi di De Laurentiis, effetti speciali per l’epoca impressionanti, un cast d’eccezione, le musiche di Morricone e un regista non proprio da buttare: Michael Anderson, che aveva diretto La Fuga di Logan e Il Giro del Mondo in Ottanta Giorni.
Tutto comincia (e ci mancherebbe pure) con Jaws. Il film di Spielberg è stato una tale macchina macina incassi che era normale voler saltare allegramente sul carrozzone dei mostri marini. E così abbiamo una serie di imitazioni e plagi più o meno riusciti e di varie nazionalità. Ricordiamo Castellari con L’Ultimo Squalo, Tentacoli di Assonitis (dello stesso anno di Orca, e sempre tratto da Benchley), lo stesso Piranha di Dante che era una versione più poverella e con sottotesto ecologico de Lo Squalo, e tanti altri titoli che potete elencare a vostro piacimento. 
De Laurentiis voleva un pesce che fosse più spaventoso e più pericoloso del grande squalo bianco. E così si optò per l’orca, che va bene, neanche è un pesce, ma non stiamo troppo a sottilizzare, in un mondo in cui a Studio Aperto affermano candidamente che gli squali sono i più temibili mammiferi degli oceani.
Nella sequenza d’apertura, l’orca fa a pezzi uno squalo bianco, un momento che deve aver causato una serie di scompensi cardiaci ai tre montatori del film, dato che l’attacco non poteva essere mostrato. Epoca senza CGI, in cui si interagiva con bestie vere.
Quasi tutta la troupe del film era italiana, compresi quelli che andavano sott’acqua a riprendere animali feroci in libertà. Bei tempi.
Gli stunt (anche quelli quasi tutti italiani) avevano a che fare con orche addestrate per i parchi acquatici. Sì, anche Sea World. Non che agissero in totale sicurezza.
C’erano anche pupazzoni gommosi, pare estremamente realistici: infatti alcuni gruppi di animalisti fermarono i camion che li trasportavano da un set all’altro, confondendoli per orche vere. Vorrei solo essere stata lì per vedere la faccia di De Laurentiis.

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Il film non ebbe il successo che ci aspettava. Certo, di fronte ad altri flop clamorosi del buon Dino (qualcuno ha detto King Kong?) passa in secondo piano. Anche perché, a fronte di un budget di 6 milioni di dollari, ne incassò più del doppio. Ma non bisogna dimenticare che la produzione si aspettava di più. Si aspettava un nuovo Jaws. Che arrivò con Lo Squalo 2, l’anno successivo. Mentre l’orca vendicativa di De Laurentiis cadeva nel dimenticatoio.
Ma come molti buoni film ingiustamente poco considerati, L’Orca Assassina divenne un piccolo cult in seguito. E bisogna ammettere che, tra le varie imitazioni, è molto meno simile a Jaws di quanto si pensi.
Prima di tutto perché il mostro, caso rarissimo, non solo vince, ma ha anche ragione.
E poi perché l’ambientazione (un villaggio di pescatori in Canada) e i personaggi si discostano dallo stereotipo vacanziero tipico: bestiaccia degli abissi terrorizza gruppo di villeggianti festaioli rovinandogli le ferie.
L’Orca Assassina è un film malinconico e cupo e più che spaventare, trasmette un senso di grande tristezza. Non so se fossero queste le intenzioni dei produttori. Ma il risultato è un monster movie riflessivo, dal ritmo molto dilatato e che si basa sulla messa in scena di un senso di colpa atavico. Senza scomodare messaggi sull’umanità cattiva tesa alla distruzione di una natura che, per forza di cose, finirà per ribellarsi, L’Orca Assassina ci racconta di un personaggio che voleva solo tornare a casa sua, in Irlanda, e aveva bisogno di soldi per farlo. Decide di catturare un’orca viva e venderla a un parco acquatico. Solo che invece di catturarla la uccide. Un esemplare femmina. Incinta. La scena del feto di orca che cade sul ponte della nave è un cazzotto sui denti che tramortisce.
E il maschio, il compagno dell’orca, decide di perseguitare il cacciatore per puro spirito vendicativo.

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Difficile trovare i buoni e i cattivi, in questo film. Lo stesso Nolan (Richard Harris) non è un personaggio negativo. E le vittime dell’orca, i pescatori che perdono le barche, i membri dell’equipaggio di Nolan che muoiono uno dopo l’altro attaccati e divorati dall’animale impazzito di rabbia (a un certo punto mangia una gamba di Bo Derek) sono quasi tutti innocenti soggetti a una furia motivata, ma del tutto indiscriminata.
Tutto ciò che resta da fare a Nolan è affrontare l’orca in mare aperto, seguirla fino ai ghiacci del Polo e lì trovare la morte.
La parte finale del film, in teoria ambientata in una qualche remota regione del Labrador, venne girata a Malta e tutti gli iceberg ricostruiti in studio, con le scenografie del nostro Mario Garbuglia.

A pensarci adesso, pur riferendosi a un film dall’impianto di serie B come Orca, viene un po’ di mal di pancia, quello da magone, insomma.
Perché oggi se devi realizzare un B movie con gli animali assassini chiami qualche attoruncolo televisivo. Nel ’77 chiamavano Richard Harris e Charlotte Rampling, che sì era giovane, ma non era proprio agli albori della carriera. E un regista come Anderson, all’epoca aveva un curriculum di oltre una ventina di pellicole.
Per non parlare del comparto tecnico al servizio del film.
E, infine, diamo un’occhiata a chi ha scritto la sceneggiatura de L’Orca Assassina: Luciano Vincenzoni (anche coproduttore) e Sergio Donati. Gente che in carriera ha scritto davvero di tutto. Dalla commedia scollacciata, al western, al cinema politico, all’horror.
Ma che ne parliamo a fare. Sono passati quasi quarant’anni.

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Non sto dicendo che L’Orca Assassina sia una pietra miliare, forse non è neanche un film particolarmente riuscito.
Ma almeno non riduce il tutto a mostrare la morte più ridicola su cui sghignazzare per ore (che poi alcuni attacchi dell’animale, visti nel 2013 abbiano qualche elemento comico involontario, è un altro problema) e cerca di costruire una vicenda che abbia un suo spessore e una sua autonomia rispetto ad altri prodotti dello stesso sottogenere.
Ed è un tentativo da premiare.

23 commenti

  1. Visto al cinema in prima visione.
    Al mare, durante le ferie.
    Da ragazzino.
    Un’esperienza.

    1. Io purtroppo solo passaggi televisivi e poi, finalmente, il mio DVD sullo scaffale.
      ha un fascino incredibile questo film.

      1. Dei b-movies marini dell’epoca credo di non essermene perso nemmeno uno -compreso il Tintorera di René Cardona jr- fra cinema, tv e poi vecchie vhs…tra questi, sicuramente L’Orca Assassina si lascia guardare (e riguardare) più che volentieri anche se il ’77 è passato da un bel pezzo. Il confronto fra Harris e l’orca è un qualcosa che riesce a bucare ancora oggi lo schermo…vogliamo ricordare lo sguardo finale dell’animale che ha finalmente consumato la sua vendetta? Degno epilogo dallo stesso tragico e sì, davvero malinconico spessore che permea l’intero film (gli omologhi b-movies contemporanei -con contorno di attori da soap- al confronto…lascio perdere, che il magone viene pure a me. Come quando ripenso a tutto quello che Vincenzoni, Donati e -aggiungerei- Dardano Sacchetti riuscivano a fare, venendo incontro a un pubblico che non era ancora sotto anestesia totale come quello attuale 😦 )…

  2. Come giustamente rimarchi, erano altri tempi. In tutto e specialmente a casa nostra, il cinema non era soltanto una raccolta di tette e scoreggie da rispolverare ogni Natale e nemmeno il principale soggetto per onanisti radical chic che si considerano sotto sotto immensi geni incompresi perchè girano film privi di qualsiasi spessore cinematografico, incentrati su monologhi e primi piani. Al di là della critica (che andrebbe scremata da numerosi distinguo) il questo post hai ancora una volta rievocato la nostalgia di un tempo in cui solidi mestieranti si adoperavano sì per fare cassetta, ma almeno si scomodavano facendolo raccontando storie, la grande, immensa carenza che oggi patisco.

    1. Era anche un pubblico un po’ diverso, che queste storie le pretendeva.
      Ora sembra che cerchino tutt’altro.

      1. O non cercano? Sai sono un po’ “stalinista” da questo punto di vista. Ho idea che gusti e piaceri, in ambito specificatamente culturale, vadano leggermente “insegnati”, come l’amore per la lettura, anche l’amore per un buon cinema, che può anche non essere necessariamente ed esclusivamente un cinema d’essai, ma semplicemente un buon cinema.

        1. Sicuramente da noi manca del tutto un’educazione cinematografica. per la maggioranza degli spettatori il cinema è solo l’ultimo blockbuster in sala e non esiste alcuna memoria. Da quando poi alcuni film che prima passavano regolarmente sulle reti televisive sono stati cancellati dal palinsesto, neanche esiste più il piccolo schermo come mezzo per rivedere o scoprire pellicole del passato.

          1. Sì, è l’ennesimo tassello di un impoverimento generale che forse da noi ha note particolarmente elevate…

  3. Purtroppo da quando c’è stato l’avvento delle emittenti private, le energie che un tempo venivano spese nella realizzazione di prodotti simili sono state dirottate nella televisione. I B movie di allora sono diventate le fiction di adesso. Basta guardare a Bava o Soavi con Fantaghirò e Ultimo, i vari Terrence Hill, Lino Banfi (per citare i casi più famosi) ecc. Al cinema restano le commedie facili facili o i fim impegnati “d’autore” a discapito di tutto quello che un tempo costituiva il cinema di genere.

    1. Ma a me l’idea della televisione come regno del “genere” starebbe pure bene,
      Solo che le fiction di adesso sono, in piccolo, quello che è il cinema italiano di adesso.

  4. uh, me lo ricordo! poco perchè son passati secoli, ma me lo ricordo.
    Lo vidi all’epoca al cinema, da ragazzina, col mio papà…

  5. moretta1987 · · Rispondi

    Personalmente tra tutti i vari emuli di Jaws questo rimane il mio preferito proprio perchè ha una sua originalità,inoltre la parte finale con l’orca che si cucina lentamente Harris è realmente avvincente e ben fatta.

  6. So che ami Spielberg, quindo ho una certa paura a dirlo… E invece lo dico: “L’Orca” se lo magna a colazione il suo “Lo Squalo”. Tié!

    No, davvero, L’Orca è superiore in tutto. Musiche, effetti, “morale”, atmosfera… Provo più partecipazione a vedere ‘sto film che non Jaws.

    L’unico difetto che gli ascrivo è lo strano voltafaccia dell’indiano verso la fine del film…

    Gran bella rece, comunque 😀

    1. lo squalo è più un meccanismo di tensione puro. Orca ha altri intenti. Harris si incazzava quando li paragonavano. ovvio, io preferisco Spielberg. ma questo è comunque un film che adoro.
      grazie!

  7. Nemmeno io lo considero un film riuscito, anzi… Eppure anch’io anni fa, quando vidi il DVD a un prezzo già irrisorio per l’epoca, non riuscii a fare a meno di portarmelo a casa. L’inquadratura dell’occhio con tanto di lacrimuccia è il momento più lirico di tutta la storia del cinema e dell’umanità in generale.

    1. Vero?
      I brividi ogni volta…

  8. Helldorado · · Rispondi

    Lo ricordo vagamente…l’ho visto eoni fa. 😀

    1. Credo faccia parte del repertorio classico della nostra infanzia 😉

      1. Helldorado · · Rispondi

        Ricordo che mi spaventava moltissimo…ma non era difficile all’epoca. 😀

  9. il dvd italiano purtroppo è cut di alcune sequenze…sto realizzando un mux con il bluray japponese originale e purtroppo mancano alcune scene nel dvd italiano…inutile dire che il bluray rende la visione superlativa rispetto al dvd!

    1. ecco. in blu ray vorrei proprio vederlo!

      1. il bluray si vede strabene(pagato parecchio purtroppo le spese doganali sono un salasso e non aiuta il fatto che lo si trovi solo su amazon japponese…)…ora non so se il dvd italiano ha un cut diverso rispetto agli altri paesi europei e nel mondo…ad ogni modo mancano 4 minuti sparsi qua e la…quando finisco il mux audio magari vi dirò esattamente cosa manca…

  10. Grandissimo cult movie che conosco e amo da che ero bambino (classe ’73), struggente e appassionante, con una colonna sonora che é, giustamente, un capolavoro!
    Peccato che debba (come tutti film del filone) essere sempre ingenerosamente accostato a “Lo squalo” di Spielberg!
    Una cosa che ho sempre ignorato è che é tratto da un romanzo! Scoperto e acquistato di recente e letto in men che non si dica, differisce in molti punti da quella che sarà la sceneggiatura del film, soprattutto nel sorprendente finale!

    P.s.: Sempre restando in ambito letterario…”Tentacoli” non é tratto dall’omonimo romanzo di Benchley che, da quel che so, ha avuto una trasposizione televisiva!

    P.p.s.: Gran bel blog… l’ho scoperto da pochi giorni é mi sono deliziato a leggere molte interessanti recensioni!

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