Europa Report

Europa-Report-poster
Regia – Sebastiàn Cordero (2013)

“Comparata con la vastità del sapere ancora da acquisire, che rilevanza può avere la tua vita?”

QUALCHE SPOILER

Sembra che quando decido di prendermi un attimo di pausa dal blog, il cinema malvagio lo faccia apposta a tirarmi fuori un gioiellino dietro l’altro. E io non posso fare a meno di condividere con voi gioia e stupore di fronte a questi piccoli film che, con un coraggio fuori del comune, ci riportano a parlare di fantascienza in maniera, finalmente, seria.
Negli ultimi tempi, la fantascienza sta ricominciando ad affacciarsi nelle sale. Non solo con i blockbuster, ma anche con prodotti indipendenti come questo. E se si aspettano con trepidazione Elysium e Gravity, per vedere cosa hanno combinato Blomkamp e Cuaròn, è a una cosa come Europa Report che qualsiasi appassionato dovrebbe rivolgersi per sperare che il suo genere preferito possa avere un futuro migliore.

Europa Report è un found footage. E voi sapete tutti cosa ne penso io dei found footage. Solo che, per una volta tanto, la tecnica di ripresa è del tutto funzionale alla storia narrata. Si parla di una missione spaziale, di un equipaggio di sei persone che viene spedito (con finanziamenti di una compagnia privata) su Europa, per cercare prove di una qualche forma di vita. E ogni angolo della nave Europa One è monitorato da telecamere che ci mostrano ogni istante della vita degli astronauti.
Ma Europa Report aggira l’ostacolo tipico del mockumentary, la noia mortale derivata dalla pretesa di rappresentare la vita senza tagliare le parti inutili, e presentandosi come una ricostruzione a posteriori degli eventi, fa quello che ogni film dovrebbe fare: taglia proprio le parti inutili.

europa-report_Cinema_9396

Sin dall’inizio, sappiamo che l’Europa One ha perso le comunicazioni con la terra qualche settimana dopo essere atterrata su Europa e che ciò che vediamo è il recupero del materiale video della nave, rimontato e arricchito con interviste alla coordinatrice della missione da terra (Embeth Davidtz) che ci fornisce tutte le informazioni necessarie sulla genesi della spedizione e sul suo esito.
Dal momento in cui si verifica il guasto tecnico che porta all’interruzione di ogni forma di comunicazione con la base, l’equipaggio dell’Europa One decide di continuare comunque la missione (perforazione del ghiaccio e prelievo di campioni). Sono soli, alle prese con delle rivelazioni in grado di cambiare per sempre la nostra concezione dell’universo, e devono affrontare l’ignoto, quello vero, quello sterminato, quello che suscita in chiunque abbia un briciolo di raziocinio, un terrore quasi sacro e una curiosità che ti porta a superare quello stesso terrore per il puro fascino della scoperta.

Non posso definirmi un’esperta di fantascienza. Mi mancano ancora troppe letture e visioni per parlare con competenza del genere. Eppure credo che Europa Report segni una svolta importante nel cinema di fantascienza contemporaneo: è un ritorno alle origini, forse dovuto al budget risicatissimo che il regista Cordero si è trovato a gestire, e che gli ha imposto di concentrarsi sui personaggi, sulle loro reazioni e la loro umanità, invece di dedicarsi ai botti, agli alieni che spuntano dal ghiaccio facendo bubusettete e al dispiegamento di effetti speciali per far slogare la mascella alle platee. Andando a togliere, non avendo a disposizione quasi nulla se non degli interni (ricostruiti magnificamente, a dire la verità), sei obbligato a puntare tutto sui contenuti. E se toppi quelli, hai davvero fallito.

EuropeReportSDCC

E allora Cordero (e con lui lo sceneggiatore Philip Gellatt) gira avendo molto chiaro in mente cosa vuole raccontare e perché. E no, Europa Report non è la storia degli alieni cattivi che assalgono un equipaggio e lo fanno a pezzi. No, non è l’irritante solfa della scienza impotente di fronte ai misteri del cosmo e uccidete Danny Boyle prima che lo faccia io. Europa Report è tutt’altra vicenda. Ci parla del sacrificio di sei persone in nome di una vera e propria rivoluzione della conoscenza. Ci parla delle scelte che queste persone compiono in condizioni estreme, scelte che li portano alla morte, ma che lasciano a noi delle immagini così preziose da rappresentare la più grande scoperta della storia dell’umanità.

Leggendo in giro pareri e recensioni (il film è stato prima distribuito in VOD e poi fatto uscire in sala negli Stati Uniti a giugno), di Europa Report si dice che sia uno dei film più accurati da un punto di vista scientifico degli ultimi anni, un’opera di fantascienza che non rinnega la scienza, ma la rende assoluta protagonista. Aggiungete a questo tutti gli elementi classici del cinema della paura: aspettativa, suspense, orrore e angoscia lovecraftiani, e avrete davvero un prodotto da brivido. Un film che intrattiene e spinge a delle riflessioni di un certo peso.
Se proprio dovessi fare un paragone (irriverente, sappiatelo), mi verrebbe da metterlo a confronto con L’Ignoto Spazio Profondo. E, con le debite proporzioni, non sto dicendo cose del tutto campate in aria. Credo che la fonte di ispirazione principale per Cordero e Gellatt sia stata proprio il film di Herzog.

1340629509_1340629509_the_europa_report-oo

È pazzesco che sia stato fatto così tanto con così poco. Che basti il primo piano sconvolto di un personaggio a trasmettere quel senso di solitudine sconfinata e di sconfinato desiderio dati solo dall’esplorazione di un mondo del tutto sconosciuto.
Un cast di volti non proprio famosi (chi più, chi meno), un regista che viene dall’Ecuador, una produzione indipendente, effetti speciali ridotti all’osso e le idee chiare. A volte sono sufficienti pochi elementi per tirare fuori un bel film. E non è un’esaltazione del pauperismo cinematografico, la mia. Più che altro credo che se c’è un concetto forte alla base di un progetto, e se lo si sostiene con coerenza, i risultati vengano naturali. Anche senza fantastilioni.
Europa Report è da vedere, sia per i suoi contenuti così forti e così ben espressi, sia perché la strada che il cinema fantastico intraprenderà nei prossimi anni, non potrà prescindere da queste operazioni a basso costo, con la crisi del blockbuster imminente e gli studios sempre più fragili.
A tale proposito, segnalo un interessante articolo di Mr Giobblin.
E adesso, a meno di altri filmoni della Madonna da recensire, lo giuro, smetto di rompere le palle e vado in vacanza davvero.

12 commenti

  1. Conto di vederlo nel weekend.
    E sono molto molto curioso.
    Grazie della recensione (e sì, ammazziamo Danny Boyle, grazie).

    1. Credo potrebbe piacerti parecchio.
      O almeno lo spero. Io, nonostante il found footage lo digerisca poco, sono entusiasta.

      1. Noto solo ora la tagline, “Fear, Sacrifice, Contact”.
        Che mi ricorda molto la tagline del gioco Trinity, “Hope, Sacrifice, Unity” – mi domando se nel cast tecnico non ci fossero dei fan (Trinity ha sparso fan in tutta la hard SF professionale degli ultimi quindic’anni).
        In forndo temi e ambientazione si assomigliano.
        Motivo in più per volerlo vedere.

  2. Nonostante sia found footage genere che non riesco proprio a digerire, questo film me lo recupero.
    Forse è la benedetta volta che trovo una pellicola valida nel genere oltre a “District 9”, l’unica cosa che mi preoccupa è quel “taglia le parti inutili”.
    Personalmente sono uno di quelli che ama le “seghe mentali”, adoro vedere l’introspezione psicologica e la caratterizzazione e mi chiedevo se il montaggio taglia tutte queste cose di solito considerate inutili (nel cinema americano mainstream)?

  3. Giuseppe · · Rispondi

    Dando un’occhiata ai trailers e dietro le quinte vari sembra molto interessante anche a me…così a pelle parrebbe un altro di quei rarissimi found footage che si discosta dalla sempre più bassa media del genere. No, forse il paragone con L’ignoto Spazio Profondo non è così irriverente come credi 😉 e c’è chi per certi versi l’ha accostato a Moon…a me, fatte salve le debite differenze e proporzioni, sono venute in mente pure alcune similitudini con 2010 – L’anno del contatto…

    1. Sì, ho sentito anche paragoni con 2001 odissea nello spazio, Ma c’è una citazione evidente a un certo punto.
      Insomma, lo hanno un po’ paragonato a mezzo cinema di fantascienza degli ultimi 50 anni 😀

  4. e uccidete Danny Boyle prima che lo faccia io.

    Posso farlo?Pensavo ti piacesse. Dai,ti accontento.
    Mi incuriosisce il riferimento a Herzog, e il fatto che sia quindi fantascienza adulta,per usare un brutto termine.
    Messo in lista che i tuoi consigli so preziosi 🙂 Mein Magister!

    1. Adulta sì, anche se è un brutto termine. Adulta nel senso che non è indirizzata a un target adolescenziale, come molto cinema contemporaneo.

  5. Ma povero denni, in fondo prima di fare del male ha fatto anche un pò di bene, no!? 😉
    Sto europa report ce l’ho lì in attesa una di queste sere. Troppo curioso!

    1. Sì, quando dirigeva lui i treni arrivavano in orario.

    2. Oddio…
      Sì, 28 giorni dopo non mi era dispiaciuto. Poi il vuoto totale 😀

  6. moretta1987 · · Rispondi

    Ho avuto modo di vederlo ieri sera e personalmente mi è piaciuto molto soprattutto perchè evita il pistolotto “Oh no ci siamo spinti oltre le colonne d’Ercole e Dio giustamente ci punirà” che invece avevano altri film degli ultimi anni. Il finale poi è bellissimo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: