Byzantium

byzantium1
Regia – Neil Jordan (2012)

A intermittenza un paio di palle, direte voi.
No, in realtà questo post non era in programma. Solo che ieri pomeriggio ho avuto l’opportunità di vedere un film a cui stavo dietro da tempo. E quando esce qualcosa di nuovo di Neil Jordan, ha la priorità sul resto dell’universo conosciuto.
Ricordo, per chi non fosse informato, che Byzantium è un film dell’anno scorso che purtroppo ancora non ha avuto una distribuzione in sala ed è stato presentato nel 2012 al festival di Toronto. Pare che forse qualcuno si degnerà di farlo uscire a breve. Da noi no. Non ci sperate neanche. Che a stento sanno chi sia Jordan e se non fosse perché ha diretto Intervista col Vampiro, non lo cagherebbe nessuno.
Sfogo concluso. Passiamo al film.Sono convinta che se c’è qualcosa che manca al cinema e ai registi contemporanei (e parliamo di genere, quindi non buttatemi in mezzo giovini autori) sia il rigore estetico. Che è una brutta espressione e vado a spiegarla: ogni storia ha la necessità di essere narrata per immagini in un certo modo. La narrazione deve andare di pari passo con le scelte estetiche. Oggi invece si applicano degli standard prestabiliti e rassicuranti ai vari tipi di storia, per cui se io devo raccontare di un serial killer torturatore, prenderò qualcosina da Saw, rubacchierò le scenografie e la fotografia dal solito Seven, impesterò tutto di liquami e sporcizia e avrò servito l’impianto estetico preconfezionato su cui imbastire la mia storia. Per i vampiri di solito si va sul blu (colpa di Underworld) o sui colori smorti e slavati. Dove, se per caso dovesse essercene (che col PG13 non si sa mai) dovrà risaltare il rosso brillante del sangue versato. E così via.
Considerando il mio credo personale per cui, quando si parla di cinema, la forma è sostanza, questa banalizzazione si trasferisce anche in quello che viene raccontato. Abbiamo finito per avere trame tutte identiche, con personaggi che da film a film si somigliano, storie senza nessun guizzo creativo, scritte e girate non si sa perché.
E per avere un ottimo film di vampiri nel 2013, ci dobbiamo rivolgere a un regista nato nel 1950. Come del resto, per avere un bel mockumentary, ci siamo dovuti rivolgere a un settantenne.

1372349783000-XXX-ONDINE-5434-30577477-1306271218_4_3 E così Neil Jordan, quasi vent’anni dopo Intervista col Vampiro torna a parlarci di succhiasangue. Che poi vampiri veri e propri, quelli di Byzantium, non sono. Girano di giorno e non hanno le zanne. Si tratta più di esseri resi immortali da un rito (che non vado a spoilerare) e che per sopravvivere devono nutrirsi di sangue umano. C’è una vaga ispirazione alla leggenda caraibica dei Soucouyant, ma i personaggi sullo schermo non corrispondono alla tradizione in quasi nulla. La cosa potrà far storcere il naso ai puristi, ma a me ha fatto piacere, dato che di vampiri zannuti che si sciolgono al sole (o che peggio, sbriluccicano) non ne posso proprio più.
Come per Intervista col Vampiro, Jordan si appoggia a un testo letterario. In questo caso è la pièce teatrale di Moira Buffini, anche autrice della sceneggiatura.
Seguiamo le vicende di due donne Clara (Gemma Arterton) ed Eleanor (Saoirse Ronan) che condividono un misterioso legame di parentela e che vivono spostandosi da un luogo all’altro per sfuggire a una non meglio specificata persecuzione.
La storia che Jordan ci racconta è un mosaico che viene fuori un po’ per volta. Il regista non ha nessuna fretta di spiegarci cosa sia accaduto alle due protagoniste e interseca tra loro i vari piani temporali con una fluidità che lascia disorientati. Passato e presente ci vengono presentati come se tra loro non ci fosse nessuna cesura. In questo contribuisce molto il montaggio di un tizio che qualcosina in carriera l’ha fatta, e risponde al nome di Tony Lawson.
L’eleganza con cui vengono gestiti sia i flashback che l’inevitabile voce fuori campo, si sposa alla perfezione con la regia di Jordan, a sua volta morbida e quasi invisibile. Fate attenzione a un piano sequenza di cui ci si accorge a stento all’inizio del film, quando Clara ed Elanor arrivano per la prima volta nella cittadina di mare dove sarà ambientata quasi tutta la vicenda e avrete una seppur minima idea del lavoro compiuto da Jordan e dai suoi collaboratori.

28BYZANTIUM1-SPAN-articleLarge-v2

Perché, come dicevamo all’inizio (io sembra che proceda alla come capita, ma in fondo in testa ho un sempre un piano) la forma del film ne rispecchia i contenuti. Raccontando di personaggi isolati, malinconici e con serie difficoltà di comunicazione ed espressione, Jordan predilige spazi interni o, anche quando gira in esterni, chiusi da qualche elemento architettonico che impedisce una visione completa e aperta. Solo in alcuni casi se ne esce con qualche panorama da infarto, e anche lì, la momentanea apertura è studiata e voluta.
Dialoghi molto scarni, interazioni tra i vari personaggi basate più sulla fisicità che sulle parole e un accenno di love story per una volta tanto funzionale alle caratteristiche dei protagonisti e mai forzata. Non appena il film rischia di scivolare nel drammone, Jordan lo riporta sui binari di un racconto gotico e cupo, ma mai, in nessun momento, appesantito da ridondanze o esasperazioni. La natura solitaria e triste di queste creature immortali, che sulla loro strada non possono fare altro che incontrare altre solitudini e tristezze, è data per acquisita e non viene sottolineata ogni due minuti.

k-bigpic

Byzantium è un’opera molto complessa, non lascia facili scappatoie, procede sicura e incurante del dare allo spettatore ciò che chiede. La violenza c’è, come anche il sangue, ma sono entrambi centellinati (visto il primo polso tagliato e la prima gola squarciata le abbiamo viste tutte, no?). Ed è molto più profondo l’impatto di un fazzoletto impregnato di sangue, raccolto e succhiato da Eleanor, rispetto a quello di una quindicina di decapitazioni in CGI.
Ma, come tutte le cose che richiedono attenzione, Byzantium va guardato consapevoli di ciò a cui si va incontro. Sapendo che non ci sarà azione, se non in determinati momenti, sapendo che quanto appare davanti ai nostri occhi è costruito prendendosi tutto il tempo necessario, sapendo di assistere a un film a rischio di venir catalogato come lento. Che poi, cosa significa lento?
Forse privo di ritmo. Ma Byzantium ha ritmo. Ovviamente il suo, rarefatto e meditato.
O forse lento è un film a cui potevano essere tagliate parti non necessarie. Eppure Byzantium, in tutta la sua ora e 58 minuti di durata, non ha nulla che non sia necessario e calibrato. Non si ferma mai. I personaggi e la loro evoluzione non si fermano mai. Sempre che chi guarda abbia la capacità di stargli dietro.
Completano il quadro i colori splendidi di Sean Bobbitt (un altro con un curriculum che mette paura) e le musiche di Javier Navarrete, uno dei più interessanti compositori per il cinema della paura degli ultimi anni.
Grandi collaboratori per un regista che ha alle spalle una carriera di una coerenza invidiabile. Sia che abbia lavorato con budget e attori hollywoodiani, sia che invece (come in questo caso), si sia trovato a gestire film a basso costo, Jordan è riuscito a rimanere sempre se stesso.
E, oltre che un regista dotato di quel rigore estetico di cui parlavamo in testa al post, è anche bravissimo nella scelta e nella direzione degli attori. Tutti, in Byzantium sono in parte e rendono il proprio personaggio con le giuste sfumature.
Probabilmente Byzantium avrà il destino di passare inosservato. Poi qualcuno dirà che è noioso, che non è un horror, che non ci sono veri vampiri, o che non è abbastanza violento.
E alla fine, qualcuno si accorgerà che ci troviamo di fronte a uno dei più bei film sul vampirismo da una decina d’anni a questa parte.
Musica.

24 commenti

  1. Helldorado · · Rispondi

    Mi hai fatto venire una voglia assurda di guardarlo… 😀

    1. Sono questi il film che piacciono davvero a me. E sono sempre più rari…
      però è un’esperienza fuori del comune, almeno oggi 😀

  2. Lo sto aspettando con grandissima trepidazione! In teoria dovrebbe spuntare prossimamente nelle sale australiane (spero). Grazie per aver confermato le mie aspettative…un tuo stampino d’approvazione ne vale cento ^_^

    1. Ma grazie ❤
      quindi in sala in Australia arriva?
      Forse per l'autunno…non è un film da mercato estivo.

  3. Interessante, me lo segno.
    Neil Jordan per quanto mi riguarda è sempre una certezza, dai tempi di “in compagnia dei lupi”, per non parlare di “la moglie del soldato”.

    1. Jordan, se non altro, è una garanzia di qualità, anche quando fa film non particolarmente riusciti.
      Uno dei registi più sottovalutati e migliori di sempre.
      😉

  4. Felice di aver in comune con te l’amore e la passione per il grande cinema di Jordan. Vero tutti lo conoscono per il film con Cruise,che io non ho mai visto e chissà perchè, o per La Moglie del Soldato. In realtà è un autore completo capace di girare tutto ,con attenzione e amore per i personaggi. Tipo Fine di un amore con la Moore.
    Mi fa specie che non esca da noi , visto che i cinema sono pieni di americanate inutili e commediole sceme italiche.Ma non chiedo e domando più nulla.Va così.
    lo cercherò sub it su emule,va

  5. anch’io ho sempre apprezzato Neil Jordan. Intervista col vampiro proprio non mi piacque, ma questo Byzantium mi incuriosisce parecchio

  6. ah, pare che in Italia esca il primo febbraio 2014…

    1. Interessante…con due anni buoni di ritardo 😀

      1. Giuseppe · · Rispondi

        Ma ormai è assodato che noi, popolo di geniacci incorreggibili, dobbiamo sempre distinguerci rispetto alla distribuzione vigente nel normale mondo civilizzato…e trattandosi del nuovo -e ottimamente da te recensito- titolo horror del bravo Neil Jordan, qualcosa mi dice che anch’io NON starò ad aspettare l’uscita nelle sale per gustarmelo come si deve 😉

        1. Però mi dicono che forse esce in sala a febbraio.
          Io avevo cercato su trovacinema e non avevo trovato nulla. Però può darsi che riusciremo a vederlo 😉

  7. Ma va? Meglio di lasciami entrare (originale)? Allora vediamo cosa ha combinato sto reietto!

    1. Gli sta subito dietro, Eddy…
      Lasciami entrare è diverso, questo un po’ più “classico” nello sviluppo. Però il livello è quello.

  8. bradipo · · Rispondi

    ora ho un hype assurdo per vederlo! grazie per la segnalazione, adoro Jordan da tempi non sospetti e questo film lo attendevo!

    1. Io pensavo che non sarei mai riuscita a vederlo e invece…
      sono davvero contenta!

  9. E’ un peccato che Jordan sia ricordato come regista di “Intervista col vampiro” e non per aver diretto “In compagnia dei lupi”… Non che “Intervista” sia inferiore, anzi. Voglio solo dire che nel genere è stato sempre un grande.

    Che poi i suoi horror mica sono horror. Più film drammatici… o, ancora meglio, inclassificabili.

    Bella recenzion, comunque, Anche io stavo tenendo d’occhio Bizantium, ma non al punto da sapere che la sua distribuzione è rpoblematica. Peccato.

  10. LordDunsany · · Rispondi

    Mmmm, l’ho visto un paio di giorni fa e debbo dire che è un buon film. Un’opera che cita Bochlin non può che avere la mia approvazione! A mio parere è un po’ prolissino in un paio di passaggi e, non vorrei passare per quello che pensa male, ma ho come avuto l’impressione che il fatto che i protagonisti siano vampiri (che poi, come ben dici tu, non ne hanno le caratteristiche “classiche”), sia un mero espediente per dare maggiore visibilità alla pellicola. In realtà lo si può vedere solo come un film sul rapporto madre/figlia..
    Ha uno di quei personaggi che io non amo per nulla, quello della Ronan (non per niente somiglia ad un altro che non ho apprezzato, quello della Wasikowska in “Stoker”), troppo “tormentato e problematico”, quindi fastidioso! Avrei voluto vedere meno lei e molto di più Riley, che è uno che ci sa fare! La Arterton è splendida!

    PS: lo so, è un fastidioso mockumentary, ma se ti capita, dai un’occhiata a “Frankenstein’s army”, è originale e ha dei mostri che, da soli, valgono la visione 🙂

  11. L’ho visto qualche giorno fa. Davvero bello. Jordan non delude mai.

  12. l’ho visto questa sera, ispirata dalla tua recensione, e mi è piaciuto tantissimo! Soprattutto mi sono emozionata vedendo alcune location molto familiari (Cork e Bray) e ho apprezzato molto il senso di decadenza “bohemien” che pervade tutto il film. E più decadente di Caleb Landry Jones direi che non si può 🙂
    Un’altra perla che aggiungo con piacere alla collezione di ottimi horror made in Ireland.
    Siccome vorrei citare il film su Facebook, posso mettere il link a questa rec?

    1. Felicissima che ti sia piaciuto.
      e per condividere un mio post su facebook, non devi neanche chiedere.
      mi fai un favore 😉
      grazie!

  13. Sembra essere un bel filmone *_*

  14. Mi basta titolo, Locandina e regista. Mi sono fermato alla quarta riga dell’articolo perché voglio vedermelo tabula rasa, ma tornerò.

    1. Mi raccomando, fammi sapere 😉

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: